Sito Pubblico del Social Forum di Terracina

Archivio per la categoria ‘NOTIZIE LOCALI’

I peggiori inquinatori sono i militari, sia in tempo di guerra che in tempo di pace

Recentemente abbiamo letto questo interessante articolo su un organo di stampa locale online: http://www.latinacorriere.it/2017/02/15/latina-scontro-biomasse-biogas-lisde-lezione-alla-recall.

Le osservazioni formulate dal Dr. Milo sono condivisibilissime, soprattutto quelle contenute nel terzo periodo della lettera, ma…

Ma, come spesso avviene nel mondo dell’ambientalismo, della tutela della salute e della difesa dei consumatori, viene trascurato un concetto fondamentale: i peggiori inquinatori sono i militari.

La storia insegna: il più grande disastro ambientale italiano è avvenuto nel 1976, a Seveso. Che cosa produceva l’Icmesa, l’azienda coinvolta nell’evento? L’agente Orange, il defoliante che gli statunitensi utilizzavano per disboscare la giungla durante la guerra del Vietnam. Gli effetti di quel diserbante nel Paese asiatico si riscontrano ancora, basta andare a visitare i vari musei nei quali sono conservati i feti deformi che hanno partorito e continuano a partorire le donne vietnamite.

Oppure, basta pensare a ciò che sta succedendo a Quirra, in Sardegna, o a quello che hanno subito e continuano a subire i militari italiani (i «nostri ragazzi», per utilizzare un linguaggio più comprensibile nella nostra provincia) che sono tornati dall’ex Jugoslavia (e ovviamente sappiamo ben poco di quello che sta subendo la popolazione ivi residente).

Le guerre sono le peggiori fonti di danni ambientali, ma non solo: anche gli esperimenti bellici.

Adesso il mondo dell’ambientalismo si scandalizza per ciò che continua imperterrito a proseguire a Fukushima, ma di quanto si è innalzata la radioattività sul pianeta in seguito alle centinaia e centinaia di esplosioni nucleari di prova che hanno effettuato le potenze belliche durante la Guerra Fredda?

È risaputo che l’attore John Wayne (e con lui un terzo di coloro che lavoravano alle riprese del film “Il conquistatore”) è morto di tumore perché gli yankee calcolarono male la velocità del vento ed il fallout radioattivo ricadde sul canyon dove si stata girando il film.

Quindi, alla luce di questi elementi, se si parla di difesa dell’ambiente, della salute e del territorio della nostra provincia, si deve cominciare dai pericoli militari, in particolare dalle servitù militari.

Quali sono le servitù militari presenti nella nostra provincia?

1) Il poligono di Nettuno. Vi vengono utilizzati proiettili ad uranio impoverito?

2) Il porto di Gaeta. Le navi militari straniere che vi attraccano sono a trazione nucleare? E se malauguratamente si verificasse un incidente ai motori, che cosa ci fanno i Comuni rivieraschi con la tanto agognata Bandiera Blu?

Oppure, vogliamo parlare delle armi chimiche che, alla fine della seconda guerra mondiale, gli Alleati buttarono al largo di Ischia? L’isola non è tanto lontana, in linea d’aria, dalle nostre coste.

Durante la seconda guerra mondiale, prima che si arrivasse alla realizzazione delle bombe atomiche, le armi di distruzione di massa erano le armi chimiche. Durante il conflitto fortunatamente non furono utilizzate, perché vigeva un accordo tacito in base al quale nessuno dei belligeranti le avrebbe impiegate. Però ogni potenza bellica le aveva con sé per adoperarle per reagire ad un loro utilizzo da parte dei nemici.

A Bari, in un contrattacco dell’aviazione tedesca contro la flotta alleata ancorata, fu colpita un’imbarcazione britannica che trasportava iprite. Le conseguenze furono catastrofiche, sia tra i militari, sia tra i civili, con i medici negli ospedali che non sapevano come curare i cittadini feriti perché gli angloamericani si rifiutavano di comunicare che si trattava di iprite.

Quando Roma fu bombardata nel 1943 nel quartiere San Lorenzo, il Papa si precipitò ad arrecare conforto agli sfollati e si affrettò a far dichiarare Roma “città aperta”, cioè al di fuori dei combattimenti.

Perché?

Perché le armi chimiche del regime fascista erano tenute nella città universitaria, a brevissima distanza da San Lorenzo…

Dopo la prima guerra mondiale, le potenze belliche si ritrovarono con gli arsenali pieni di armi chimiche. Come pensarono di smaltirle? Estrassero l’azoto, un loro componente fondamentale, e lo utilizzarono per i fertilizzanti. Da lì iniziò la moderna (moderna?) agricoltura, un’agricoltura dettata da logiche belliche: «Nel campo ci sono i parassiti? Sterminiamoli tutti con le armi chimiche».

La nostra provincia è stato il territorio ideale per sperimentare le nuove tecniche, in seguito alla bonifica della Palude Pontina. Gli effetti sull’ambiente persistono tuttora, e continueranno a persistere, se non si cambia regime.

Anche di tutto ciò si deve parlare, quando ci si erge a difensori dell’ambiente e della salute del territorio.

Perché ogni tanto si verificano eccessive proliferazioni algali nelle nostre acque marine?

Perché si verificano morie di pesci nei corsi d’acqua, oppure fenomeni di schiume e acque dalle strane colorazioni?

Qual è l’effetto dei pesticidi sulle nostre acque (marine, lacustri e fluviali)?

Come abbiamo scritto più sopra, i peggiori inquinatori sono i militari. Sia in tempo di guerra, sia in tempo di pace.

In tema di sperimentazioni belliche (o presunte tali), ci permettiamo di porre una domanda alle autorità sanitarie: sono presenti nella nostra provincia persone affette da morbo di Morgellons, e se sì, quante sono?

Ma il mondo dell’ambientalismo, della tutela della salute e della difesa dei consumatori deve capire e metabolizzare anche un altro concetto: il problema numero uno del pianeta non sono le guerre, non è la fame nel mondo, non è il riscaldamento globale.

Il problema numero uno è la chimica.

Non solo per i danni all’ambiente ed alla salute, ma anche perché gli attuali “padroni del vapore” sono coloro che hanno fatto profitti con la chimica.

Non a caso, una delle eminenze grigie della storia italiana del dopoguerra, Eugenio Cefis (qualcuno sostiene che fosse lui il vero capo della Loggia P2), appena poté abbandonò l’ENI per dedicarsi esclusivamente alla Montedison.

Ma quando si parte da questo presupposto, cioè che la chimica è il problema numero uno del pianeta, allora bisogna rimettere in discussione tutte le proprie certezze, o presunte tali.

Tempo fa suscitò scalpore la notizia per cui furono trovate tracce di antibiotici nelle fogne. Antibiotici che vi arrivavano tramite le urine umane.

Bene, da quello che sappiamo circa il 30% di ciò che viene utilizzato per la realizzazione degli antibiotici si trasforma in medicinale effettivo, il resto è scarto di produzione. In un periodo in cui si parla tanto di “economia circolare”, è ammissibile uno scarto di produzione di tale entità? E, soprattutto, quegli scarti vengono smaltiti come prescrive la legge?

Non solo: il famoso giuramento di Ippocrate prevede che non si debbano arrecare danni ai pazienti. Eppure, sfogliando i foglietti illustrativi dei medicinali, si finisce sempre per imbattersi, inevitabilmente ed invariabilmente, negli effetti collaterali o effetti indesiderati che dir si voglia.

I “padroni del vapore”, chi investiva in chimica e farmaceutica, tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900 finanziò pesantemente le facoltà universitarie di medicina, i cui studi e le cui ricerche finalmente decollarono.

Risultato?

Anzi, effetto collaterale?

I dottori della medicina “allopatica” il più delle volte sono dei puri e semplici somministratori di farmaci.

Con in più la creazione delle catene di Sant’Antonio, i vari servizi sanitari nazionali, che fanno gravare sui sani la spesa per la cura dei malati, a tutto vantaggio del banco, cioè… le aziende farmaceutiche.

Noi del Terracina Social Forum riteniamo che il nostro compito, ora più che mai, sia quello di andare al cuore dei problemi, sollevando quei veli che vengono tenuti volutamente davanti agli occhi e trattando quei temi “scottanti” che rimangono sotto traccia, ma che in realtà sono quelli veramente fondamentali.

È uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo.

Dal mondo dell’ambientalismo, della tutela della salute e della difesa dei consumatori vorremmo solo una cosa: una maggiore rapidità nell’entrare in sintonia. La realtà viaggia alla velocità della luce e camminare troppo lentamente è un lusso che non possiamo più permetterci.

Non solo: pure il mondo della scienza deve fare la propria parte, come hanno efficacemente sottolineato recentemente anche i nostri “maestri”, i neozapatisti del Chiapas.

I peggiori inquinatori sono i militari, sia in tempo di guerra che in tempo di pace, il problema numero uno del pianeta è la chimica.

La prevenzione – La Giornata mondiale dell’alimentazione

Il 16 ottobre è la Giornata mondiale dell’alimentazione.

Che cosa fa il Comune di Terracina per fornire informazioni ai cittadini sulla corretta alimentazione?

Nulla.

A parte, forse, dare il patrocinio a qualche associazione che organizza iniziative in occasione di tale data.

Eppure altri Comuni sono molto attivi su questo fronte.

Il Comune di Ferrara, ad esempio, ha pubblicato sul proprio sito Internet le 10 regole per una sana alimentazione: http://servizi.comune.fe.it/1619/le-dieci-regole-per-una-sana-alimentazione.

Il Comune di Nuvolera (BS) sul proprio sito ha pubblicato i consigli per la corretta alimentazione nella terza età: http://www.comune.nuvolera.bs.it/index.php?option=com_content&view=article&id=196:terza-eta-qualche-consiglio-per-una-corretta-alimentazione.

Il Comune di Pavia ha addirittura elaborato un progetto per la lotta contro la dipendenza da cibo e stili di vita non sani: http://www.retecittasane.it/news/Progetto_Pavia.pdf.

Il Comune di Terracina, invece, è latitante.

Eppure ci sarebbe molto da fare per tutelare la salute dei cittadini cominciando da ciò che si mangia.

Si potrebbero fornire informazioni dettagliate sulla dieta mediterranea, sui cibi più salutari, magari pubblicando sul sito Internet del Comune la piramide alimentare.

Si potrebbero realizzare campagne informative sui sintomi derivanti da carenze di vitamine e sali minerali, sulle caratteristiche e le proprietà delle farine, sugli effetti sulla salute dei prodotti alimentari raffinati.

Si potrebbero effettuare indagini conoscitive per esplorare le abitudini e le problematiche alimentari della popolazione residente e degli immigrati presenti sul territorio.

Si potrebbero realizzare campagne informative sull’equilibrio acido-base nell’alimentazione, sull’acidosi tissutale e metabolica, sui coloranti e i conservanti.

Si dovrebbero divulgare suggerimenti su come riconoscere il pesce fresco e ci si dovrebbe concentrare sui rischi derivanti dal mangiare pesce e carne cruda (in particolare, sui rischi del consumo di sushi e sashimi legati all’Anisakis), nonché promuovere la diffusione degli abbattitori casalinghi, che consentono di raggiungere rapidamente temperature molto basse, sanitizzando il pesce dal parassita Anisakis e consentendo di far passare un alimento bollente dal forno direttamente alla surgelazione, mantenendo inalterate le sue proprietà organolettiche.

Visti i recenti fatti di cronaca (un giovane di Sabaudia in gravi condizioni per aver mangiato un fungo nel bosco), si dovrebbero fornire accurate informazioni, possibilmente nelle scuole, sul riconoscimento dei funghi velenosi.

Nelle mense scolastiche si potrebbero somministrare cibi biologici e a km zero.

La lista dei progetti realizzabili potrebbe continuare a lungo. Ovviamente, si dovrebbe promuovere il più possibile il consumo di prodotti naturali, a km zero e di coltivazione biologica.

Sul punto, ci permettiamo di segnalare una pregevole iniziativa organizzata dalla Bottega Etica Alter-Azione di Terracina, una realtà inaugurata da poco nella nostra città e situata in via Zicchieri n. 2. La Bottega, infatti, ha stipulato con Green Pod, una piccola azienda agricola biodinamica di Pontinia, una collaborazione in base alla quale i residenti a Terracina e nei comuni limitrofi potranno ordinare la cassetta con i prodotti agricoli settimanali presso la Bottega stessa durante la giornata del sabato.

Per informazioni:

https://www.facebook.com/AlterAzioneBottegaEtica

https://www.facebook.com/GreenPodPontinia.

La Settimana europea per la mobilità sostenibile è finita… ma i problemi restano

Ripetiamo quanto già affermato in un precedente articolo:

nel microcosmo compreso tra Porta Napoletana e Badino che risponde al nome di Terracina, la Settimana europea per la mobilità sostenibile si traduce in:

a) dare visibilità ad uno o più assessori e consiglieri che spesso di viabilità e trasporti non ne capiscono niente, i quali di conseguenza…

b) si rivolgono alla società civile ed alle associazioni, le quali, a loro volta, prima si confrontano in interminabili riunioni-fiume e poi avranno il loro agognato momento di gloria, con il risultato finale che…

c) non si adotterà alcuna misura strutturale e di lungo periodo.

La Settimana europea per la mobilità sostenibile è finita, ma i problemi restano.

Anzi, peggiorano.

Prendiamo il Cotral, per esempio.

Volete conoscere gli orari dei bus da e per Terracina?

Al polo dei trasporti, nell’apposita bacheca a ciò destinata, gli orari non sono più presenti.

Tutto ciò, magicamente, proprio durante la Settimana europea per la mobilità sostenibile.

Tra l’altro, in quella bacheca gli orari, quando erano presenti, in alcune fasce orarie erano pure difficilmente leggibili, a causa del riverbero del sole sul vetro.

Ma se l’utente volesse conoscere gli orari, c’è sempre il sito Internet! Già, col piccolo-grande problema che nella pagina a ciò dedicata, se non si apre il menu a tendina col nome della città della quale si vogliono consultare gli orari, COME CAPITA PURTROPPO SPESSISSIMO, l’utente gli orari se li può tranquillamente dimenticare.

E degli abbonamenti per gli studenti, ne vogliamo parlare? I genitori, se vogliono acquistarli, devono per forza recarsi nelle stazioni ferroviarie di Latina o di Formia. Alla faccia della semplificazione.

In tanti anni, poi, ancora non siamo riusciti a capire quali siano le direttive aziendali riguardo ai bus che collegano Terracina alla stazione ferroviaria di Monte S. Biagio. Quale treno devono aspettare gli autisti, quello che proviene da Roma o quello che proviene da sud? E quanto tempo al massimo devono aspettare?

Mistero.

Ogni autista dà una risposta diversa.

Tra l’altro, perché far stazionare quei bus nel piazzale antistante alla stazione ferroviaria? Se i pullman aspettassero alla fermata sulla via Appia, sarebbe molto più utile per i viaggiatori, in quanto questi ultimi potrebbero anche salire sul primo bus di passaggio diretto verso la nostra città.

Non capiamo poi alcune logiche aziendali.

Nel periodo estivo, da anni, viene istituita alle 6:00 di mattina una corsa diretta per Roma (diretta vuol dire che percorre tutta la SS 148 Pontina senza transitare per Latina). Questa corsa è utilissima per i pendolari, perché non viene tenuta in servizio anche nelle altre stagioni?

Discorso analogo per un’altra corsa mattutina, quella che parte da Terracina alle 5:55, transita per Borgo Hermada e Latina ed arriva a Roma. Per qualche mese è stata introdotta una novità: il solo transito al capolinea di Latina, giusto il tempo per far scendere e salire i passeggeri. Quella corsa, infatti, si è sempre fermata circa 10 minuti nel capoluogo per poi ripartire alle ore 7:00. Quei 10 minuti, per i pendolari, SONO DECISIVI, perché consentono di evitare il traffico che si crea sulla SS 148 a partire dalle 7:30 invariabilmente all’altezza di Pratica di Mare e nei pressi del Grande Raccordo Anulare. Perché il solo transito per Latina, senza fermata, è stato annullato?

La Settimana europea per la mobilità sostenibile è una bella iniziativa, ma è altissimo il rischio che si trasformi in una sorta di passerella per politici ed associazioni lasciando sul tappeto totalmente irrisolti i problemi di vita quotidiana di chi usufruisce dei trasporti urbani.

Le logiche devono assolutamente cambiare.

Terracina deve cominciare a frequentare il futuro.

Il «turismo di qualità»

Strettamente connesso al tema dei «turisti inutili» è quello del «turismo di qualità», che ha tenuto banco sui social network per tutta l’estate 2016.

I terracinesi si lamentano perché nella loro città non vengono i turisti di qualità.

Ma chi sono i «turisti di qualità»?

Il parametro per definire il «turismo di qualità» è legato ad un fattore economico, cioè i turisti di qualità sono i ricchi?

A questa domanda ci siamo dati una risposta negativa: a Terracina non è mai venuto Umberto Eco, mentre da anni ci trascorreva le sue vacanze il boss camorristico Gaetano Marino. Quest’ultimo era notevolmente più ricco di Umberto Eco, quindi la ricchezza non è il parametro esatto per la definizione del «turista di qualità».

Tra l’altro, bisogna chiedersi perché Gaetano Marino veniva a Terracina mentre Umberto Eco no. Probabilmente il primo si trovava a suo agio nella nostra città, mentre il secondo si sarebbe sentito un pesce fuor d’acqua.

Da quest’ultima considerazione sono sorti ulteriori ragionamenti per determinare con un parametro oggettivo chi è il «turista di qualità».

Secondo il Terracina Social Forum è «turista di qualità» colui che quando si trova in spiaggia, su un lettino o su una sdraio, legge.

Si può anche stabilire una sorta di “scala”: è turista di bassa qualità colui che non legge, è turista di qualità mediocre colui che legge i tabloid o i quotidiani sportivi, è turista di buona qualità colui che legge i quotidiani o le riviste, è turista di alta qualità colui che legge i libri.

Trovato finalmente il parametro per la definizione del «turista di qualità», ci è tornato in mente ciò che ha detto una nostra amica romana proprietaria di una seconda casa a Terracina: «Quando vengo in vacanza, mi porto i libri da Roma, perché sebbene Terracina sia una città di 45.000 abitanti, c’è una sola libreria ed è piccolissima e poco fornita».

A questo punto sorge spontanea la domanda: come si può pretendere di ospitare turisti di qualità, se poi la città stessa non offre adeguati servizi?

Il problema è tutt’altro che da sottovalutare: sempre ragionando sulla cultura, un tema che è stato molto dibattuto anche in campagna elettorale, bisogna riflettere non solo su ciò che può fare l’amministrazione comunale, ma pure sugli spazi culturali che sono gestiti dai privati.

L’unica libreria è piccolissima e non ha neanche una sala per le presentazioni dei libri. Inoltre, in città c’è un enorme teatro, che però viene utilizzato per far vedere le partite della Juventus.

Chi gestisce gli spazi culturali privati ha delle grossissime responsabilità, perché se è vero che a Terracina la domanda di cultura è bassa, è altrettanto vero che chi “offre” può stimolare la domanda.

In pratica, è nato prima l’uovo o la gallina?

Nel 2011, quando in città erano riapparsi i contenitori per la raccolta differenziata, ad eccezione della frazione di Borgo Hermada, avevamo realizzato e distribuito dei volantini (https://terracinasocialforum.files.wordpress.com/2011/12/volantino-fronte-rid.jpg) in cui ci chiedevamo provocatoriamente, vista l’assenza dei raccoglitori della carta: «Gli abitanti del Borgo non leggono?».

Ora la domanda è: i terracinesi leggono solo durante l’infanzia e l’adolescenza, quando frequentano la scuola?

E come possono pretendere di intercettare il «turismo di qualità», se loro per primi non sanno quali sono le esigenze ed i bisogni dei turisti di qualità?

È il gestore del bar che seleziona la propria clientela. Se vede che gli avventori si ubriacano, fanno schiamazzi o giocano d’azzardo, li allontana.

Se invece vuole una clientela di qualità, crea un ambiente raffinato, confortevole ed elegante per intercettarli.

Il problema è prima di tutto mentale e culturale.

E se si parte dall’idea che «Terracina è la città più bella del mondo», per cui frotte di «turisti di qualità» debbano venire automaticamente, magari per pedalare avanti e indietro su una pista ciclabile che non porta da nessuna parte, allora si è veramente fuori strada.

I «turisti inutili»

Continuando a ragionare sulla mobilità sostenibile, visto che siamo nel pieno della Settimana europea ad essa dedicata, oggi riveliamo qual è la terza ragione per cui è stata realizzata la pista ciclabile sul lungomare di Terracina.

La spiegazione la danno i dati sulle presenze turistiche del 2015 nella nostra città, così come pubblicati sulla stampa locale: – 50% a giugno, -30% a luglio, costanti ad agosto.

Perché quei dati?

Perché era stata appena realizzata la pista ciclabile sul lungomare.

Quest’ultima è stata realizzata scientemente e scientificamente per modificare i flussi turistici.

Per capire il meccanismo, ci ha aiutato Facebook, grazie al quale ci siamo imbattuti nella frase «Sono calati i turisti inutili».

E chi sarebbero questi «turisti inutili»?

Il calo non si è verificato ad agosto, perché?

Perché i turisti provenienti da sud sono stanziali: affittano l’appartamento (per una settimana o due, non più per il mese intero come ai tempi d’oro), arrivano con l’auto, scaricano i bagagli, trovano un posto per la vettura e poi si muovono a piedi durante la vacanza.

La realizzazione della pista ciclabile, che ha tolto centinaia di parcheggi in riva al mare, non li ha danneggiati minimamente.

Chi ne ha subito le conseguenze, invece?

I bagnanti dell’entroterra, provenienti dalla provincia di Frosinone, i quali vengono solo nel fine settimana, soprattutto la domenica. Per loro è fondamentale parcheggiare vicino al mare, perché vengono con i figli piccoli, le sdraio e l’ombrellone. Con la realizzazione della pista ciclabile, per loro le alternative sono diventate:

1) posteggiare al parcheggio del mercato settimanale, caricare famiglia, armi e bagagli sulla navetta elettrica gratuita, a fine giornata ricaricare famiglia, armi e bagagli sulla navetta per poi finalmente risalire su un’accoglientissima auto rovente, in quanto in quel parcheggio non c’è un filo d’ombra;

2) andare a Sperlonga, a San Felice Circeo o a Sabaudia.

Ci ha colpito molto quella frase: «Sono calati i turisti inutili».

Non esiste il turista inutile, Terracina dev’essere una città accogliente, pronta a ricevere chiunque, di qualsiasi provenienza e di qualsiasi nazionalità.

È una contraddizione chiedere che il centro storico alto, l’antica via Appia e la festa della Madonna del Carmine siano riconosciuti patrimonio Unesco, quindi patrimonio dell’umanità, e poi parlare di «turisti inutili».

Il mare è un bene comune.

Terracina, in quanto città turistica, deve accogliere tutti, senza distinzioni.

Di conseguenza, ecco un’altra nostra proposta per la Settimana per la mobilità sostenibile (in realtà, è una proposta che abbiamo formulato già da diversi anni):

attivare un servizio estivo di pullman gran turismo la domenica e nei giorni festivi per i bagnanti provenienti dalla Ciociaria, organizzando un’apposita conferenza di servizi con i Comuni interessati; prevedere prezzi popolari, abbonamenti, convenzioni con gli stabilimenti balneari e/o con ristoranti e pizzerie, ecc. Ciò riduce l’inquinamento, il traffico ed i rischi di incidenti stradali e migliora il benessere dei turisti, costituendo un’alternativa al viaggio in auto.

I provinciali, la noia e le piste ciclabili

La nemica numero uno del provinciale è la noia.

Il provinciale non sa mai che cosa fare, non sa mai di che cosa occuparsi durante il tempo libero.

«Che cosa faccio questa sera? Ah, sì, c’è il Terracina Yoga Festival, visto che non ho nient’altro di meglio da fare andrò lì».

Si va al Terracina Yoga Festival perché non si ha nient’altro di meglio da fare…

E poi si riempiono la bocca della parola “cultura”. Già, perché il problema è prettamente culturale.

Oppure: «Il Terracina Yoga Festival è stato organizzato da un mio caro amico, se non ci vado si offende».

Oppure ancora: «Il programma del Terracina Yoga Festival è molto interessante, però l’organizzatore è un comunista, quindi non ci vado proprio».

Difficile trovare qualcuno che va al Terracina Yoga Festival giusto per assistere alla parte specifica del programma che lo interessa, come si comporterebbe un vero “cittadino”, anziché un provinciale annoiato.

Purtroppo è il destino di chi vive in provincia: trovare qualcosa da fare durante il tempo libero.

E così in una città di 45.000 abitanti, la terza della provincia e la sedicesima della regione, la «città più bella del mondo» stando ad alcuni manifesti affissi poco più di un anno fa, poiché imperano tali logiche “provinciali” non si sa mai che cosa fare nel tempo libero e si finisce per fare… i nuotatori!

Già, i nuotatori, cioè fare le cosiddette “vasche” lungo viale della Vittoria e via Roma.

Ma da un anno a questa parte, in città, esiste un’alternativa al “viale”!

Si possono fare le “vasche” in bicicletta, sulla pista ciclabile del lungomare.

Già, perché questa è la seconda ragione per cui è stata realizzata quella pista ciclabile: fornire ai provinciali annoiati un altro luogo nel quale fare le “vasche”.

La prima ragione per cui è stata realizzata era l’ottenimento della tanto agognata Bandiera Blu, come abbiamo evidenziato qui: https://terracinasocialforum.wordpress.com/2015/04/22/terracina-come-iwo-jima.

C’è poi una terza ragione che sveleremo in un prossimo articolo.

La seconda ragione l’abbiamo scoperta una domenica mattina, quando abbiamo visto una delle più sfegatate sostenitrici della pista ciclabile percorrerla in bicicletta fianco a fianco con il suo compagno. Una coppia così romantica… Ci hanno ricordato Riccardo Cocciante e la sua “In bicicletta”. Ci mancava solo che si scambiassero delle effusioni, sempre pedalando, ovviamente.

Le “vasche” sulla pista ciclabile…

Ma in tutte le città sane del mondo, le piste ciclabili non si realizzano né per ottenere le Bandiere Blu, né per dare ai cittadini un luogo dove fare le “vasche”.

In tutte le città sane del mondo, le piste ciclabili si realizzano per togliere auto dalle strade e dare ai cittadini la possibilità di sfruttare una forma di trasporto alternativa, salutare e non inquinante, TRASFERENDOSI IN BICICLETTA DA UN LUOGO AD UN ALTRO.

Ecco anche perché in tutte le città sane del mondo vengono realizzate DELLE RETI di piste ciclabili: perché i cittadini devono raggiungere il posto di lavoro, la scuola, l’ufficio postale, la banca, la palestra, ed i percorsi per tali spostamenti devono essere quanto più capillari possibile.

Non solo: in una città sana, la pista ciclabile da Borgo Hermada arriverebbe fino a Badino, cioè fino al mare. Anche in questo caso la logica era creare un luogo dove fare le “vasche”?

Oppure ancora, guardando più indietro nel tempo, una pista ciclabile non si realizza per cercare di impossessarsi di contributi e finanziamenti regionali o comunitari.

In una città sana, in qualsiasi città sana del mondo, la logica e la finalità della realizzazione di una pista ciclabile è del tutto diversa rispetto alla «città più bella del mondo», perché si cercano di applicare i dettami della mobilità sostenibile.

Ma a Terracina imperano i provinciali con la loro cultura…

Terracina ai terracinesi!

Mobilità sostenibile: che cosa dovrebbe fare la Cotri

La Settimana europea della mobilità sostenibile ha anche lo scopo di incentivare l’utilizzo dei trasporti pubblici.

Come realizzare tutto ciò a Terracina?

Si deve partire da un’analisi di mercato, chiedendosi chi usufruisce dei trasporti urbani.

Le categorie di fruitori sono:

– gli studenti;

– i pendolari;

– gli indiani;

– gli anziani e coloro che non hanno un’auto;

– i turisti.

Riguardo agli studenti, le loro richieste sono abbastanza soddisfatte.

Quanto ai pendolari, grazie all’ex commissario prefettizio finalmente gli orari Cotri sono coordinati con gli orari dei bus Cialone sostitutivi del treno. Non è stata però ripristinata la corsa mattutina della linea D che consentiva ai pendolari di Borgo Hermada e San Vito di prendere il Cialone delle 6:27.

Riguardo agli indiani, prima di tutto il sito Internet www.lacircolare.it non è tradotto in lingue straniere. Inoltre, in alcune fasce orarie le strade Migliare e la SS Pontina sono percorse da decine di braccianti indiani in bicicletta. Si devono istituire apposite linee con orari concordati con gli imprenditori agricoli e con i rappresentanti della comunità indiana, anche per evitare i frequenti incidenti che vedono coinvolti gli asiatici.

Per gli anziani e coloro che non hanno un’auto, una “misura strutturale” semplicissima risolverebbe molti loro problemi: poiché il capolinea Cotri è vicino all’ospedale, far transitare tutte le linee per il nosocomio, in modo da favorire coloro che devono recarvisi (ivi compresi gli studenti del Corso di laurea in Scienze infermieristiche). Perché costringere queste persone a dover utilizzare due bus per raggiungere l’ospedale? Sono anni che il Terracina Social Forum chiede, insistentemente, un intervento del genere; cambiano gli assessori, ma il problema resta.

Riguardo ai turisti, oltre al fatto che il sito Internet www.lacircolare.it non è tradotto in lingue straniere, al capolinea le informazioni sono solo in italiano e sui bus non è presente materiale cartaceo in lingua straniera.

Gli orari festivi dovrebbero essere coordinati con gli orari dei bus Cialone. Inoltre, va introdotto il biglietto giornaliero, il biglietto valido tre giorni e l’abbonamento settimanale. Quando i bus provvisti di macchinetta per la stampa dei biglietti sono in manutenzione e vengono utilizzate le vecchie vetture, gli autisti dovrebbero assicurarsi di avere a bordo i biglietti cartacei della durata di un’ora, per favorire sia i turisti che arrivano alla stazione di Monte San Biagio, sia i vari pendolari che da tale stazione devono recarsi nelle frazioni, viaggiando su più “circolari”.

All’interno dei mezzi Cotri devono essere presenti mappe della città per i turisti, si deve consentire il loro utilizzo da parte dei possessori di biciclette pieghevoli e le corse dovrebbero essere aumentate, anziché ridotte, a Pasqua e durante i ponti primaverili, nonché in occasione di festività religiose, eventi particolari e mercati settimanali.

A luglio e agosto vediamo pochissime auto posteggiate nel parcheggio del mercato settimanale, segno che non è noto ai turisti che da lì partono le navette elettriche gratuite per il mare ed il porto. Lungo la SS Pontina ed in altri luoghi della città devono essere installati cartelli che segnalano questa opportunità. La stessa informazione va fornita tramite i tabelloni elettronici presenti in vari punti della città. Per agevolare i bagnanti, nel parcheggio andrebbero collocati alberi o, meglio ancora, pannelli solari col duplice scopo di produrre energia pulita e fare ombra. Bisogna mettersi nei panni dei bagnanti! Non è piacevole, soprattutto se con bambini piccoli, salire su un’auto rovente in quanto lasciata per ore al sole.

Si potrebbe inserire la Cotri nel circuito Metrebus regionale, nonché stipulare convenzioni con gli esercizi commerciali, con sconti per i cittadini dotati di abbonamento per i bus. Vanno introdotti gli abbonamenti annuali, con sgravi fiscali per chi li acquista, e la possibilità di comprare i titoli di viaggio tramite Internet o app. I biglietti dovrebbero poi essere stampati in carta riciclata anziché in carta chimica; quest’ultima, oltre ad essere un rifiuto indifferenziato che contraddice la strategia rifiuti zero adottata dal Comune, contiene bisfenolo-A, interferente endocrino nocivo per la salute.

Il sito Internet www.lacircolare.it dev’essere ottimizzato per la navigazione tramite cellulare e vi deve essere pubblicata la Carta dei servizi, da rendere disponibile anche sui bus.

Si deve istituire un’apposita navetta, possibilmente elettrica, per collegare via Roma con il centro storico alto, transitando per via San Francesco Nuovo e via Annunziata.

Gli orari dei bus per la stazione ferroviaria di Monte S. Biagio devono essere sincronizzati con gli arrivi dei treni per Roma, onde favorire i pendolari provenienti da sud; devono essere adeguati costantemente alle modifiche degli orari Trenitalia, così come devono essere costantemente aggiornati il sito Internet www.lacircolare.it e gli orari affissi alle paline, dando un nome alle diverse fermate e stabilendo per ognuna l’orario di percorrenza approssimativo. I tabelloni elettronici distribuiti sul territorio devono essere sfruttati maggiormente per fornire informazioni su orari, traffico, incidenti ed eventuali scioperi.

Potrebbe essere istituita una linea per la stazione ferroviaria di Priverno (magari raggiungendo anche l’Abbazia di Fossanova per promuovere il turismo), passando per i centri urbani di La Fiora, Frasso, Capocroce, Gavotti e favorendo così gli spostamenti degli studenti.

Vanno introdotte corse notturne Cotri il venerdì ed il sabato, con sconti per gli under 26, per favorire i collegamenti con le discoteche e ridurre gli incidenti che coinvolgono i giovani.

La Cotri, oltre a predisporre un questionario da sottoporre agli utenti per valutare la qualità del servizio e raccogliere suggerimenti, potrebbe realizzare un’app e creare un profilo Twitter per favorire le comunicazioni in tempo reale, magari anche tramite messaggistica SMS o Whatsapp.

Infine, la Cotri dovrebbe migliorare l’accessibilità per i disabili del proprio sito Internet ed istituire un servizio bus per disabili a chiamata.