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Archivio per la categoria ‘HUMOUR’

“Arrestato il mullah Omar”. Ma i talebani smentiscono

Dal quotidiano gratuito City del 7 luglio 2010

 

“ARRESTATO IL MULLAH OMAR”. MA I TALEBANI SMENTISCONO

 

Il Mullah Mohammed Omar, guida spirituale dei talebani afgani e, di fatto, capo di Stato dell’Afghanistan dal 1996 al 2001, si è dileguato subito dopo l’invasione USA del Paese nel 2001. L’ultima volta che fu avvisato era in fuga a bordo di una moto. Dopo lo “sceicco del terrore” Osama Bin Laden, è il leader più misterioso e ricercato dai servizi segreti di tutto il mondo. Il governo USA ha offerto fino a 10 milioni di dollari come ricompensa per informazioni che possano fornire un contributo decisivo per il suo arresto. Per questo, ieri, ha avuto una certa risonanza internazionale la notizia della sua cattura che sarebbe avvenuta, a marzo, a Karachi (in Pakistan). Dell’arresto del Mullah Omar ha parlato per primo, sul suo blog, un ex funzionario del Dipartimento per la sicurezza nazionale USA, che si è identificato con il solo nome di Bred. La notizia ha trovato rapida diffusione tra i media locali, tra cui Tolo tv. Contattato dall’agenzia di stampa cinese Xinhua, il portavoce dei talebani Qari Yusuf Ahmadi, ha smentito la notizia e ha dichiarato che si tratta di “propaganda occidentale”. “Il leader talebano è libero, gode di ottima salute ed è pienamente al comando dei suoi uomini”, ha precisato il portavoce. Anche fonti internazionali hanno detto che si tratta di una notizia “assolutamente inattendibile”.

USA, la riforma fa scattare la corsa all’oro

Dal quotidiano gratuito DNews del 23 marzo 2010

 

USA, LA RIFORMA FA SCATTARE LA CORSA ALL’ORO

 

di Lia Celi

 

Partono in massa, come cent’anni fa. Vengono da Napoli, da Bari, da Palermo, dal Lazio ma anche da Milano. La meta: gli Stati Uniti d’America, dove, con la riforma di Obama, sta per nascere il primo vero sistema sanitario pubblico. Sono assessori, direttori sanitari, fornitori di attrezzature ospedaliere, farmacisti, tutti con magri bagagli (per lo più bustarelle legate con lo spago) e tante speranze. «Ieri un paesano da Little Italy mi ha chiamato», racconta un assessore campano, sul ponte del piroscafo «Poggiolini II» «e mi ha detto: vieni cumpà, here se mette bbuò, o’ Congresse ha appruvate la reform dello healthcare». E allora perché restare in Italia, dove il giro d’affari della sanità pubblica è sempre più osteggiato da magistrati guastafeste, e non tentare la fortuna in America? Sì, nelle terre vergini d’Oltreoceano, dove nessuno ha mai truccato un appalto per una clinica, interi Stati ignorano l’arte tutta italiana di falsificare le esenzioni e i dirigenti delle ASL sono privi del know how per spillare più quattrini alle casse pubbliche. «Gli yankee non sanno l’abbiccì delle truffe al Servizio Sanitario Nazionale», spiega un imprenditore romano; «per forza, non ne hanno mai avuto uno. E ora che Obama gliel’ha dato, quei fessi ancora non si rendono conto che è una miniera d’oro. Noi sì, e arriveremo per primi. La sanità pubblica americana sarà il nuovo Klondike!».

Dramma dell’infanzia: bocciato alle primarie deve tornare all’asilo

Dal sito Internet http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&p=44782#44782

 

DRAMMA DELL’INFANZIA: BOCCIATO ALLE PRIMARIE DEVE TORNARE ALL’ASILO

 

Un caso piuttosto clamoroso sta scuotendo la Puglia. Un bambino delle scuole primarie di Gallipoli, Massimo D’A. è stato bocciato con verdetto secco e inappellabile e dovrà ora tornare all’asilo. Il caso di bocciatura alle primarie è piuttosto raro e si fatica a trovare dei precedenti. Secondo la famiglia si tratta di un’ingiustizia: il piccolo Massimo è sempre stato il più intelligente di tutta la classe e non si capisce come possa essere stato bocciato addirittura prima della fine dell’anno scolastico.

Dal canto suo, il preside della scuola elementare di Gallipoli ribadisce la correttezza dell’operato delle maestre: “È vero che si diceva che il piccolo Massimo era molto intelligente, ma va detto che lo diceva soprattutto lui, e questo è un po’ anomalo”.

In più, ha aggiunto il preside, “le primarie non devono guardare soltanto alla bravura, ma anche ad altre doti e qualità. Il piccolo Massimo si è rivelato in questi ultimi mesi piuttosto arrogante, e questo ha avuto certo un suo peso nel giudizio”.

Le maestre del piccolo sono d’accordo: “Dal punto di vista educativo – dicono – non è bene per un bambino delle primarie essere così sicuro di sé, considerarsi infallibile e più furbo di tutti gli altri”.

Ma dietro la sonora bocciatura spunta anche un piccolo giallo: infatti agli esami il piccolo Massimo D’A, non si sarebbe presentato di persona, ma avrebbe mandato avanti un altro bambino, un certo Francesco B., su cui avrebbe un notevole ascendente.

Francesco B. era già stato bocciato alle primarie in Puglia cinque anni fa, e sarebbe stato convinto a riprovarci proprio da Massimo D’A, con la promessa, una volta promosso, di diventare amico dell’UDC.

Alla fine, il risultato è stato a dir poco disastroso. Ora, l’asilo di Gallipoli aspetta il ritorno di Massimo, con qualche preoccupazione dei genitori che hanno costituito un comitato: “Va bene, sarà anche intelligentissimo, ma per favore non mandatelo qui”.

G8, tutto pronto. Arriva pure il tir con 400 pin-up

Dal quotidiano gratuito DNews del 7 luglio 2009

 

G8, TUTTO PRONTO. ARRIVA PURE IL TIR CON 400 PIN-UP

 

di Lia Celi

 

Ragazze dappertutto: negli alloggi dei Grandi, nelle sale da riunione, nei bagni, negli sgabuzzini. A centinaia, bionde, brune, in bikini, in topless, alcune (poche) completamente vestite, brulicano squittendo nei locali che stanno per accogliere Obama, Sarkozy e Angela Merkel. E all’alba del giorno fatale del G8, è apparso chiaro che all’Aquila l’emergenza principale non sarà il sisma. «Nella fretta il premier si è dimenticato di disdire la fornitura di escort per allietare il summit», confessa imbarazzato un membro dello staff presidenziale. «Le first ladies rimarranno a fare shopping a Roma, Silvio ha chiesto a Tarantini di organizzare un po’ di bisboccia per uomini soli, e l’amico ha fatto le cose in grande. Visto il clima, avevamo consigliato prudenza. Ma il premier non ci ha dato retta». E così ieri sera otto Tir hanno scaricato 400 pin-up in assetto di guerra, che hanno subito cominciato a spogliarsi e a ballare dove capitava. Da ore polizia e carabinieri stanno tentando di catturare le irragionevoli creature per rispedirle fuori città prima dell’inizio del summit, ma Maria Stella Gelmini e Mara Carfagna, incaricate di fare gli onori di casa, si sono opposte: «Non possiamo fare tutto da sole. Come lap-dancers siamo un po’ arrugginite, e quanto a farci la doccia insieme davanti a Brown, non se ne parla proprio».