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Archivio per la categoria ‘ARTE&COMUNICAZIONE’

Terracina, “Fermarsi Correndo”. Le foto di Giangiacomo Montemurro all’Open Art Café

Dal sito Internet http://www.latinacorriere.it/2016/04/13/terracina-fermarsi-correndo-le-foto-giangiacomo-montemurro-allopen-art-cafe/

TERRACINA, “FERMARSI CORRENDO”. LE FOTO DI GIANGIACOMO MONTEMURRO ALL’OPEN ART CAFÉ

di Elisabetta De Falco

Continuano gli appuntamenti del Museo d’Arte Diffuso a Terracina: venerdì 15 aprile, alle ore 21, l’Open Art Cafè ospiterà il vernissage della mostra di Giangiacomo Montemurro “Fermarsi correndo”, a cura di Fabio D’Achille. Subito a seguire il concerto “Jazz… please! Standard jazz e Bossanova”, dove il quartetto composto da Antonella Caiazzo (voce), Vincenzo Bianchi (piano), Paolo Scandozza (contrabbasso) e Andrea D’Ascia (batteria) fonderanno la tradizione del jazz puro degli anni ’50 con brani in stile più moderno e funky, oltre a riarrangiare in chiave jazz i più grandi pezzi della musica italiana.

E proprio la passione per il jazz è parte integrante dell’opera di Giangiacomo Montemurro, così come il suo amore per la poesia che, come la musica e la fotografia, racchiude attimi di vita. Non a caso l’anima della mostra è perfettamente espressa dai versi di Gigliola Di Libero: nella corsa il tempo si annulla, il pensiero si ferma. il tuo essere esiste e si espande nel movimento ritmico del corpo… attimo dopo attimo… un attimo alla volta… passo dopo passo… un passo alla volta… nell’attimo presente”.

Gli scatti di Montemurro si discostano dai risultati della fotografia digitale, per avvicinarsi invece ad alcuni effetti che venivano ottenuti con la camera oscura. L’osservazione, motivo portante del linguaggio fotografico, si esprime in questi scatti nel soffermarsi sui volti delle persone, con una curiosità e forse fascino per il genere umano espressi con uno stile spontaneo, la stessa spontaneità con cui l’artista guarda ciò che lo circonda. Ma nella poetica di Montemurro la fotografia rappresenta soprattutto una continua corsa verso un sogno, un desiderio; come recita infatti una sua poesia: opporsi al bianco si chiama nero, opporsi al nero si chiama bianco. Quindi, al di fuori dei nostri sogni, non esiste né bianco né nero. Solo la fotografia in bianco e nero può fermare un attimo e diventare oggetto vivo. Quindi inesistente. Né bianco né nero, ma un frammento di sogno in continuo divenire, all’infinito.

La mostra, a ingresso libero, resterà aperta fino al prossimo 8 maggio. Per info: 393.3242424 – eventi@madarte.itwww.madarte.it.

Cisterna Film Festival: 4.200 cortometraggi da 124 Paesi

Dal sito Internet http://www.h24notizie.com/2016/04/cisterna-film-festival-4200-cortometraggi-da-124-paesi/

CISTERNA FILM FESTIVAL: 4.200 CORTOMETRAGGI DA 124 PAESI

Quasi 4.200 cortometraggi da tutto il mondo: questi i dati ufficiali all’indomani della chiusura del bando della seconda edizione del Cisterna Film Festival – Festival Internazionale del Cortometraggio, con la direzione artistica del regista pontino Cristian Scardigno e la collaborazione dell’Associazione Culturale MOBilitazioni Artistiche di Marianna Cozzuto.

Confrontando i numeri delle due edizioni, la crescita delle adesioni è incredibile: nel 2015 sono arrivati in tre mesi circa 3.500 cortometraggi, mentre quest’anno in soli due mesi i lavori pervenuti sono poco al di sotto dei 4.200, giunti da un numero decisamente più ampio di Stati, ben 124. La maggior parte sono stati inviati da USA, Spagna e Italia, ma hanno aderito anche Paesi come Yemen, Siria, Libano, Uganda, Mali, Libia, Congo, Armenia, Bahrein e moltissimi altri.

Sono dati esaltanti che mostrano il crescente apprezzamento a livello planetario di questa kermesse nata dalla volontà di pochi giovani, impegnati nel campo cinematografico e delle arti performative, di portare nella propria cittadina una ventata di cultura e di spettacolo di qualità nella forma del cinema indipendente, puntando a far diventare questo appuntamento un motivo di lustro e di orgoglio per Cisterna di Latina, non solo a livello locale.

Il prossimo appuntamento è quindi fra qualche settimana per conoscere i nomi dei finalisti, che saranno nominati a fronte di un impegnativo lavoro di selezione da parte dello staff del Cisterna Film Festival, e le date ufficiali delle tre serate che si svolgeranno questa estate a Palazzo Caetani, al termine delle quali verrà deciso il vincitore di questa seconda edizione del #Cff2.

Per ulteriori info:

info@cisternafilmfestival.com

www.cisternafilmfestival.com.

AperiLibri, a Cisterna ospite la scrittrice spagnola Alicia Giménez Bartlett

Dal sito Internet http://www.h24notizie.com/2016/04/aperilibri-a-cisterna-ospite-la-scrittrice-spagnola-alicia-gimenez-bartlett/

APERILIBRI, A CISTERNA OSPITE LA SCRITTRICE SPAGNOLA ALICIA GIMÉNEZ BARTLETT

Dopo l’interessante incontro con Marco Buticchi, sabato prossimo si terrà il secondo appuntamento con AperiLibri organizzato dalla libreria Voland in collaborazione con la Biblioteca comunale di Cisterna di Latina. A partire dalle ore 18,30, AperiLibri ospiterà la celebre scrittrice spagnola Alicia Giménez Bartlett in questi giorni in Italia per presentare la sua ultima opera intitolata “Uomini nudi”, edita da Sellerio.

Giménez Bartlett ha scritto diverse opere, sia saggi che romanzi, ma diviene una delle più seguite e amate scrittrici del suo paese grazie alla serie di romanzi polizieschi che vedono protagonista Petra Delicado, un’ispettrice della polizia di Barcellona che, insieme al suo più stretto collaboratore, il viceispettore Fermin Garzón, deve di volta in volta affrontare difficili casi di omicidio.

Nel 2011 ha vinto il Premio Nadal per “Donde nadie te encuentre”, edito nel 2011, e dedicato alla figura storica di Teresa Pla Meseguer, detta La Pastora, ermafrodito ed esponente della resistenza antifranchista.

Il romanzo è stato tradotto in italiano per Sellerio Editore, nel 2011, con il titolo “Dove nessuno ti troverà”. Sabato, invece, la scrittrice spagnola presenterà il suo ultimo libro “Uomini nudi”, già vincitore del prestigioso premio spagnolo Planeta nel 2015, che racconta la moderna lotta di classe, la guerra dei sessi, sotterrato e nascosto cuore pulsante di ogni società.

Bicicletterario, quando la bicicletta ispira poesia e foto

Dal sito Internet http://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/bicicletterario-premio-letterario-fotografia

BICICLETTERARIO, QUANDO LA BICICLETTA ISPIRA POESIA E FOTO

di Emanuele Rigitano

La bicicletta diventa fonte di ispirazione per poeti, narratori e appassionati di fotografia. Il Bicicletterario-Parole in Bicicletta è il primo premio letterario nazionale dedicato alle due ruote. “Unico al mondo, sembrerà strano!” scrivono sul sito dell’evento che si terrà a Minturno-Scauri, comune laziale in provincia di Latina, il 14 maggio 2016.

Questo premio letterario per opere inedite nasce da una collaborazione con Co.S.Mo.S. (Comitato Spontaneo Mobilità Sostenibile). La seconda edizione de Il Bicicletterario avverrà nell’ambito di una giornata di festa dedicata alla bici con concerto finale. Per conoscere le opere migliori della prima edizione è possibile prenotare una copia dell’antologia de il Bicicletterario.

Sono previste tre sezioni generali, organizzate per età: fino a 11 anni (bambini); 12-15 anni (ragazzi); da 16 anni in poi (adulti). Il vincitore porterà a casa una bicicletta usata personalizzata, in coerenza con il principio di sostenibilità, grazie al lavoro di artigiani che aderiscono al circuito Io Ri-ciclo. Gli altri due premi sono un set di borse laterali per biciclette e libri per un valore di 50 euro. Il primo premio per la sezione bambini consiste invece in un kit per muoversi in bicicletta in sicurezza.

Tutti i premiati riceveranno come ricordo anche una riproduzione stampa autografata del fumettista Rocco Lombardi e dell’illustratrice Marilisa D’Angiò, lo scorso anno c’era il vignettista di Gazebo Makkox. In giuria ci saranno la giornalista e conduttrice radiofonica Francesca Fornario, nota per la sua satira a Un giorno da pecora, Elena Tramentinoli che è giornalista e inviata di Presa diretta, il programma tv di inchieste condotto da Riccardo Iacona.

Quest’anno ci sarà anche il concorso fotografico Scattofisso, con il patrocinio del Fondo internazionale per la fotografia e dell’Accademia fotografica Mediterranea. Scattofisso è abbinato al premio letterario, perciò il tema non può che essere la correlazione tra bicicletta e letteratura. Mentre le opere letterarie sono già state inviate entro il 28 febbraio per le foto c’è tempo fino al 10 aprile 2016: ne saranno selezionate quattro per essere incluse nel calendario 2017 de Il Bicicletterario.

“Domenica al Museo”, il comprensorio archeologico di Minturno apre il 3 aprile

Dal sito Internet http://www.h24notizie.com/2016/03/domenica-al-museo-il-comprensorio-archeologico-di-minturno-apre-il-3-aprile/

“DOMENICA AL MUSEO”, IL COMPRENSORIO ARCHEOLOGICO DI MINTURNO APRE IL 3 APRILE

Continua presso il comprensorio archeologico di Minturnae l’iniziativa ministeriale “Domenica al Museo”, che prevede l’ingresso gratuito ai luoghi dell’arte nella prima domenica del mese. Per la giornata di domenica 3 aprile 2016, la Soprintendenza Archeologia del Lazio e dell’Etruria meridionale e il Comune di Santi Cosma e Damiano, in collaborazione con l’Associazione culturale Lestrigonia di Formia presentano il nuovo itinerario tematico “Ager Minturnae. Itinerario archeologico alla scoperta delle fattorie romane nel territorio di Santi Cosma e Damiano”.

L’itinerario, partendo dal Comprensorio Archeologico di Minturnae, porterà per la prima volta i visitatori a conoscere il prezioso patrimonio archeologico del territorio di Santi Cosma e Damiano, ad oggi ancora sconosciuto al grande pubblico. L’avvincente percorso condurrà alla scoperta dei luoghi che in epoca romana costituivano la ricchezza, basata su produzioni e commerci, dell’antica Minturnae. L’itinerario, guidato da archeologi dell’Associazione Lestrigonia, si effettuerà con bus messi a disposizione dal Comune di Santi Cosma e Damiano. Durante il tour sarà possibile degustare prodotti tipici del territorio. La partecipazione (partenze ogni 30 minuti dalle ore 10 alle 12.30 – e dalle 14.30 alle 17.30) dovrà necessariamente essere prenotata ai numeri 339.2217202 o 339.4031227.

Per ulteriori informazioni: FB: Lestrigonia Assculturale o Minturnae Comprensorio Archeologico. E-mail: info@lestrigonia.it. Per tutta la giornata, all’interno dell’area archeologica sarà anche possibile partecipare a visite guidate gratuite, tenute da archeologi professionisti in collaborazione con gli studenti dell’indirizzo turistico dell’Istituto Tecnico Economico Statale “G. Filangieri” di Formia.

Unlearning: un inno gentile alla disobbedienza

Dal sito Internet http://www.ilcambiamento.it/culture_cambiamento/unlearning_inno_alla_disobbedienza.html

UNLEARNING: UN INNO GENTILE ALLA DISOBBEDIENZA

di Marìca Spagnesi

Anna, Lucio e Gaia hanno visitato realtà lontane dal loro modo di vivere, come ecovillaggi, famiglie itineranti, persone che hanno avuto il coraggio di cambiare radicalmente la loro vita e ricominciare daccapo a vivere secondo la loro natura e assecondando i loro veri bisogni. In 6 mesi hanno speso 600 euro in tutto, hanno usato il libero scambio di competenze, il baratto di casa, oggetti e tempo. Si sono arrangiati con il car pooling e l’autostop, hanno offerto il loro lavoro in cambio di vitto e alloggio. Hanno incontrato centinaia di uomini, donne e bambini che hanno fatto della loro stessa esistenza un esempio di cambiamento. Tutto è raccontato in Unlearning.

Per realizzare il vostro progetto di viaggio vi siete serviti dell’economia collaborativa. Che cos’è?

Il viaggio è una delle prime cose a cui rinunciare quando i soldi cominciano a scarseggiare. Noi però volevamo partire. Avevamo progettato un lungo viaggio e la nostra intenzione era di stare via sei mesi. Ma i soldi erano pochi. Così abbiamo pensato di barattare o “portare a reddito” tutto quello che possedevamo e scambiarlo con tutto quello che ci sarebbe servito. A partire dagli spostamenti. Abbiamo pensato a tutte le auto con una sola persona che viaggiano da una parte all’altra dell’Europa e siamo arrivati a Blablacar. Poi abbiamo usato Gnammo e il social eating, Reoose e il baratto, Timerepublik che è una sorta di banca del tempo,Wwoofing, Workaway e Helpx per il vitto e alloggio in cambio di lavoro.

Qual era il vostro obiettivo prima di partire?

Siamo partiti con una certa incoscienza ma se ci ragioni troppo un viaggio del genere non lo fai. Avevamo voglia di confrontare il nostro modello di vita, sentivamo il malessere della vita in città e l’urgenza di un maggiore contatto con la natura. Inoltre volevamo incontrare famiglie che erano riuscite a trovare delle strade alternative. Questo era il nostro vero obiettivo.

“Unlearning” significa “disimparare”. Che cosa avete disimparato durante la vostra esperienza di viaggio?

Abbiamo disimparato a tenere tutto sotto controllo e organizzare tutto perfettamente. Questo ci ha permesso di stare meglio e di dare spazio alle cose che possono succedere e non si possono prevedere. È stata per noi una bellissima scoperta. Come famiglia abbiamo disimparato a non prenderci tempo per noi, a mettere sempre prima di tutto il lavoro, a non ascoltarci.

Qual è la realtà che più vi ha impressionato in questo viaggio?

La nostra è stata un’esperienza molto forte e ci è rimasto qualcosa di tutti gli incontri. Una famiglia di Venezia ci ha molto colpito. Amanda, una psicologa, e Gibbo con i loro due figli ci sono rimasti dentro. Lavoravano nel sociale ma si sono resi conto a un certo punto che qualcosa non andava. Si sono licenziati e si sono trasferiti in Friuli, in campagna, mettendo su una fattoria. Lei ha messo in discussione tutta la sua esperienza e ha sentito la necessità a un certo punto di cambiare. Le loro considerazioni sono state simili alle nostre. L’esperienza di Amanda ci ha insegnato molto. Abbiamo incontrato moltissime persone che hanno intrapreso una vita che non era la loro ma quella che i loro genitori desideravano.

Se doveste usare un aggettivo per ogni gruppo di persone che avete incontrato: le donne, i bambini, gli uomini, gli animali…

Le donne… spiazzanti, i bambini liberi e a contatto con la natura, gli uomini tutti diversi l’uno dall’altro, gli animali che abbiamo incontrato in libertà e nel rispetto della loro natura.

Quali sono state le cose in comune e quelle profondamente diverse con le persone che avete incontrato?

Abbiamo incontrato persone molto diverse ma forse la cosa che ci ha accomunato è stato l’essere genitori. Poi abbiamo capito che i problemi possono essere gli stessi ma le strategie per risolverli molto differenti. Abbiamo visto che dipende molto anche dal contesto in cui vivi, da quanto sei legato al modello di famiglia di origine, se per te è importante stare dentro un modello sociale che ti gratifica economicamente oppure no, da che aspettative hai, se il contatto con la natura è così importante da poter rinunciare ai comfort della città. Noi abbiamo deciso di continuare a vivere in città perché la città ci ha dato la possibilità di crescere dal punto di vista professionale. Dal momento in cui siamo diventati genitori, però, ci siamo resi conto che ti toglie molto dal punto di vista delle relazioni umane e in città si delega: alla baby sitter, al nido, alla scuola materna, ad altri, in sostanza, la nostra vita. Per lavorare, per le distanze da percorrere…

Dopo aver visto realtà diverse e alternative al modello di vita cui eravate abituati, come è stato tornare alla vita di prima?

Sapevamo che saremmo rientrati nel modello che avevamo messo in discussione e quindi eravamo preparati ma è stato, comunque, abbastanza duro. Abbiamo continuato in un certo senso l’esperienza del viaggio occupandoci del documentario su cui abbiamo iniziato a lavorare. Questo ci ha dato un certo respiro. Ho preso la decisione di prendere un anno di aspettativa e siamo ripartiti da nostra figlia. Abbiamo deciso di provare l’esperienza dell’homeschooling, lavorando sull’apprendimento libero e la pedagogia esperienziale. Lo stiamo facendo insieme ad altre famiglie e questo ci rende molto felici. Si tratta di un progetto educativo su base montessoriana, e non è una delega in bianco alla scuola. Noi genitori decidiamo molte cose tra noi e con gli educatori, e poi facciamo i volontari, dall’organizzazione alle pulizie. Anna, per esempio, il mercoledì fa laboratorio di pittura, Lucio il martedì fa il laboratorio di cartoni animati per i bambini; un’altra mamma madrelingua insegna inglese… Il progetto si chiama Officina del Crescere, e per i bambini è un punto di riferimento fondamentale; così tutti lo chiamiamo “La scuolina”. Anna sta studiando questa parte della pedagogia che è molto interessante e una grande opportunità di confronto. Questa esperienza è molto interessante non solo per Gaia ma anche per noi genitori. È un altro modo di vivere il tempo.

Dal punto di vista delle relazioni sia di coppia che insieme a Gaia, quali differenze avete notato rispetto al periodo in cui vivevate in città? Molti problemi familiari sono dovuti alla nostra mancanza di tempo per le nostre relazioni. Qual è stata la vostra esperienza?

È stato il primo periodo della nostra vita in cui siamo stati sempre insieme. Abbiamo imparato a fare squadra e ad affrontare tutto insieme. Siamo usciti dalla nostra zona di comfort e abbiamo imparato ad avere a che fare con esperienze sempre nuove. Questo ci ha molto unito e ci ha fatto pensare che è davvero importante. Al rientro questo aspetto ci è mancato molto. Per il momento siamo sempre nella casa in cui eravamo ma siamo aperti a ogni possibilità. Prima di partire mi sono resa conto di essere una sorta di bancomat e che tutto il mio lavoro non serviva altro che a pagare le spese, stando continuamente dietro a bollette e pagamenti vari. Ma la vita non può essere solo questo.

C’è stato un momento in cui avete avuto paura o sentito particolarmente la fatica?

Non una vera e propria paura ma una sorta di timore che poi si è dissolto col tempo, durante il viaggio. C’è stata la fatica, quella sì, di fare un viaggio senza comodità e il doversi adattare ma sostanzialmente più che la paura e la fatica, la cosa che ha caratterizzato il nostro viaggio è stata la fiducia.

Al momento quali sono i vostri progetti a breve termine? Avete in programma un altro viaggio?

Sì, al momento Lucio e Gaia vogliono andare al Polo Nord ma non abbiamo ancora deciso cosa fare. Stiamo cercando di provare a fare un’altra esperienza di viaggio sempre attraverso lo scambio di lavoro.

Dalla vostra esperienza è nato un bellissimo film documentario: “Unlearning”. Anche la distribuzione nelle sale di questo film è avvenuta in modo alternativo. Cos’è esattamente Movieday?

Unlearning è un progetto totalmente indipendente. Siamo partiti senza sponsor. Abbiamo solo fatto un crowdfunding all’inizio per il noleggio delle attrezzature. E in modo indipendente è stato portato in giro tutta l’estate e l’autunno. Ci siamo alternati io e Lucio proiettando molto nelle associazioni. Poi Antonello Centomani di Movieday ha visto il nostro film a Milano, gli è piaciuto e abbiamo iniziato a collaborare. Movieday è una piattaforma americana che è stata portata in Italia da Antonello e il suo staff e che stravolge il modo di concepire il cinema. Non è più lo spettatore che subisce la programmazione ma è lui stesso che chiede al cinema il film che vuole vedere. I cinema che sono nel circuito di Movieday danno la possibilità alle persone di creare degli eventi e di scegliere il film che vogliono vedere. Succede soprattutto per i documentari che non vengono distribuiti o per film d’autore ma che non interessano alle sale. Abbiamo fatto, in questo modo, moltissime proiezioni e ci ha dato la possibilità di avere visibilità. Lo stesso vale per molti autori che altrimenti non potrebbero far conoscere le loro opere.

Che effetto vi fa vedere che ci sono persone di tutte le età e di ogni estrazione alle vostre proiezioni?

È un’emozione grandissima ogni volta. Unlearning insinua dei dubbi, non pretende di dare soluzioni o medicine. È un invito alla fiducia e a rimboccarsi le maniche.

Gaia, tu che cosa hai imparato durante il tuo viaggio?

Ho imparato a mungere le mucche, le pecore e le capre: devi schiacciare un po’ con il pollice e l’indice la mammella della pecora ed esce il latte. È molto divertente.

Racconta un’esperienza speciale che hai fatto con gli animali a parte mungere le pecore?

Sì, una volta ho salvato un rospo.

Sei in contatto con i bambini che hai conosciuto durante il viaggio?

Con alcuni sì. Una volta ci sono venuti a trovare Cosimo e Arturo con la loro mamma dalla Sicilia e sono stata molto contenta di rivederli. Poi quando siamo andati a proiettare il film abbiamo rivisto altre famiglie. Altri sono venuti a trovarci a casa ma ho conosciuto così tanti bambini che adesso non mi ricordo.

La cosa più divertente che ti è successa?

La cosa più divertente è stata fare il bagno nel fiume gelato e per poterlo fare mi aggrappavo al mutandone di papà.

Qual è la cosa che ti è piaciuta di più e quella che ti è piaciuta di meno?

Quella che mi è piaciuta di meno è stata la nostalgia dell’altalena e della mia cameretta. Poi una volta mi è scappato il cavallo e questo non mi è piaciuto.

Tu hai fatto la prima elementare in una scuola tradizionale e adesso, invece, fai homeschooling. Quale esperienza ti piace di più e perché?

Mi piace di più questa perché a scuola dovevo stare sempre seduta e le maestre mi dicevano cosa dovevo fare, se potevo andare a fare la pipì, quando potevo fare una pausa, mi davano i compiti. Invece adesso sono più libera. Ci sono bambini più grandi di me e più piccoli e facciamo tutto: studiare, aiutare gli altri bambini, fare le gite. E poi non ci sono i banchi!

Anna, che cosa significa per voi adesso la parola “Cambiamento”?

Il Cambiamento per me arriva da un ascolto profondo di se stessi e da un’attenta riflessione personale. Cambiamento significa agire in modo conseguente a ciò che sentiamo in modo importante e autentico.

La Pasqua tra l’arte, a Terracina visite con l’Archeoclub nelle chiese storiche

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LA PASQUA TRA L’ARTE, A TERRACINA VISITE CON L’ARCHEOCLUB NELLE CHIESE STORICHE

Doppio appuntamento con l’Archeoclub di Terracina per le festività di Pasqua. In programma sabato 26 marzo la visita guidata nelle chiese storiche della città. Il raduno è a Porta Romana alle 10.15, per un percorso culturale della durata di due ore. Lunedì di Pasquetta gli interessati potranno invece ammirare le bellezze della cattedrale di San Cesareo. Stesso orario e stessa durata, il raduno è in piazza Municipio (Torre dei Rosa). Per i partecipanti è previsto il pagamento di un contributo di tre euro.