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Archivio per la categoria ‘ALIMENTAZIONE CORRETTA’

Mangiare frutta fresca ogni giorno riduce rischio di infarto e ictus

Dal sito Internet http://www.greenstyle.it/mangiare-frutta-fresca-giorno-riduce-rischio-infarto-ictus-190788.html

MANGIARE FRUTTA FRESCA OGNI GIORNO RIDUCE RISCHIO DI INFARTO E ICTUS

di Rossana Andreato

Che mangiare frutta e verdura tutti i giorni faccia bene è cosa ormai risaputa, ma la scienza studia ogni giorno quali siano i meccanismi che portano a benefici specifici. Viene dall’Università di Oxford l’ultimo contributo sull’argomento, secondo il quale consumare frutta fresca quasi ogni giorno comporterebbe una riduzione del rischio di infarto e ictus.

Lo studio è stato pubblicato la settimana scorsa sul New England Journal of Medicine. I ricercatori dell’Università di Oxford, in collaborazione con l’Accademia cinese delle scienze mediche hanno monitorato per 7 anni 500.000 persone adulte provenienti da 10 località della Cina, sia urbane che rurali. Hanno attinto ai dati del registro dei decessi e delle cartelle cliniche. Sono state scelte persone che non avevano mai avuto problemi riguardanti patologie di tipo cardiovascolare e che non si erano mai sottoposti a trattamenti contro l’ipertensione.

La ricerca ha svelato che un maggiore consumo di frutta è legato ad una serie di altri fattori, quali un livello di istruzione più elevato o l’assenza del vizio del fumo e condizioni di salute legate ad una pressione sanguigna più bassa e ad un livello di glucosio inferiore nel sangue.

Isolando questi aspetti si è potuto arrivare alle conclusioni: circa 100 grammi di frutta al giorno (per i cinesi soprattutto mele e arance) comporta la riduzione di un terzo della mortalità causata da malattie cardiovascolari, sia per uomini che per donne, originari di diverse zone della Cina.

In Cina il consumo di frutta non è un’abitudine sviluppata al pari che in Paesi come Stati Uniti o Regno Unito, ma quando viene consumata, preferibilmente viene mangiata cruda, mentre in altri Paesi a reddito medio più elevato la si preferisce trasformata ed elaborata.

In questo Paese, per il quale vari studi associano lo scarso consumo di frutta con un alto tasso di mortalità prematura, questa scoperta potrebbe rappresentare un primo passo per educare la popolazione a preservare la propria salute in modo naturale, solo aumentando il proprio consumo di frutta fresca giornaliera. Il professor Zhengming Chen, ricercatore presso l’Università di Oxford e autore senior dello studio, spiega: “È difficile sapere se il rischio più basso nelle persone che mangiano più frutta fresca è causato da un vero e proprio effetto protettivo. Se lo è, il consumo più diffuso di frutta fresca in Cina potrebbe prevenire circa mezzo milione di morti per patologie cardiovascolari l’anno, tra cui 200.000 prima dell’età dei 70 anni, e anche un numero maggiore di ictus non fatali e attacchi di cuore”.

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Mele trattate con cera: come capirlo e come toglierla

Dal sito Internet http://www.greenstyle.it/mele-trattate-con-cera-come-capirlo-e-come-toglierla-190982.html

MELE TRATTATE CON CERA: COME CAPIRLO E COME TOGLIERLA

di Rossana Andreato

Quando andiamo al supermercato a fare la spesa ci fermiamo davanti al reparto frutta e verdura e cerchiamo di prendere i prodotti più colorati e meno ammaccati, non ci viene da pensare a come possono essere trattati per apparire così allettanti e lucidi ai nostri occhi.

Le mele per esempio spesso sono trattate niente di meno che con la cera, che le fa apparire più lucide e dall’aspetto più uniforme. Un piccolo esperimento a questo proposito potrebbe aiutare: se versiamo dell’acqua bollente sopra le mele che abbiamo acquistato potremmo vedere apparire dopo un po’ uno strato bianco opaco. Si tratta proprio del rivestimento di cera che vi è stato applicato in superficie.

Non è sicuramente una bella scoperta e con questo aspetto la nostra mela non sarà più invitante come prima. È possibile però lavarle con attenzione in modo da poterle consumare anche con la buccia che, oltre a essere ricca di sapore, ha in sé notevoli proprietà tra le quali, secondo alcuni studi, anche proprietà antitumorali.

Ecco un rimedio per pulire le nostre mele: si può utilizzare una quantità d’acqua tiepida (variabile a seconda del numero di mele da pulire) alla quale avremo aggiunto del bicarbonato e del succo di limone. Aiutandosi con uno spazzolino e un po’ di olio di gomito è possibile lavare via tutta la cera dalla superfice e le mele saranno pronte al consumo.

Meglio quindi procedere ad un’accurata pulizia ogni volta prima del consumo di frutta e verdura, soprattutto quando a doverla mangiare sono i bambini. In ogni caso scegliendo prodotti locali e/o biologici è più probabile che ci siano meno trattamenti e frutta e verdura siano quindi più naturali.

Vitamina C contro la cataratta

Dal sito Internet http://www.ecoseven.net/benessere/prodotti-naturali/vitamina-c-contro-la-cataratta

VITAMINA C CONTRO LA CATARATTA

La cataratta è una condizione dell’occhio che si sviluppa comunemente con il passare dell’età: comporta un intorbidirsi progressivo del cristallino che compromette la trasparenza dell’occhio e può arrivare a causare una diminuzione della vista che non può essere corretta con l’uso degli occhiali o delle lenti a contatto.
Secondo uno studio, condotto dall’Università britannica King’s College e pubblicato sulla rivista Ophthalmology, che ha esaminato in che misura la genetica e i fattori ambientali influenzano la progressione di questa malattia, una maggiore assunzione di Vitamina C avrebbe un effetto potenzialmente preventivo sulla progressione della cataratta.
La ricerca si è basata sull’osservazione della cataratta negli occhi di 324 coppie di gemelli di sesso femminile del Regno Unito per più di 10 anni: esaminando le fotografie del cristallino dei partecipanti si è potuto analizzare il livello di opacità nel dettaglio. Ne è risultato che l’assunzione della Vitamina C – che è stata misurata anche grazie a un questionario alimentare – aiuta il rallentamento di questa malattia: a una sua maggiore assunzione è stata associata una riduzione del 33% del rischio di progressione della cataratta. Gli occhi di chi ne aveva assunta meno risultavano essere più «torbidi» nel corso dei 10 anni di controlli. Poiché il fluido dell’occhio che bagna il cristallino e aiuta a proteggerlo dall’ossidazione che ne compromette la trasparenza è ad alto contenuto di Vitamina C, è chiaro che aumentarne la presenza non fa che migliorare le capacità del nostro fondo oculare.
Questo studio ha anche scoperto che i fattori ambientali (tra cui la dieta – in molte delle sue caratteristiche oltre alla Vitamina C) influenzano la cataratta più di quelli genetici, che spiegano solo un terzo della variazione nell’opacità del cristallino: un risultato molto importante se si conta che la cataratta è la principale causa di cecità nel mondo – colpisce circa 20 milioni di persone, in particolare nell’Africa sub-sahariana, dove l’assistenza sanitaria è meno prontamente disponibile.

Bere caffè ogni giorno riduce il rischio di tumore al colon-retto

Dal sito Internet http://www.greenstyle.it/bere-caffe-ogni-giorno-riduce-il-rischio-di-tumore-al-colon-retto-190074.html

BERE CAFFÈ OGNI GIORNO RIDUCE IL RISCHIO DI TUMORE AL COLON-RETTO

di Rossana Andreato

Chi l’ha detto che i nostri cibi e bevande preferite sono sempre nemici della nostra salute? Spesso la scienza ci viene in aiuto dimostrando che invece possono essere un aiuto al buon funzionamento del nostro organismo. Accade così per il caffè che, demonizzato da molti, sembra invece contribuisca in modo determinante alla nostra salute per diversi fattori.

L’ultima novità arriva da uno studio, pubblicato su “Cancer Epidemiology, Biomarkers and Prevention”, dell’American Association of Cancer Research. I risultati indicherebbero che bere caffè ogni giorno, anche solo una tazza, comporterebbe una decisa diminuzione del rischio di contrarre il cancro al colon-retto.

Gli scienziati del Norris Comprehensive Cancer Center of Keck Medicine della University of Southern California (USC) e del Clalit National Israeli Cancer Control Center di Israele hanno esaminato 5.100 persone alle quali negli ultimi 6 mesi della loro vita era stato diagnosticato il tumore al colon-retto e altre 4.000 di controllo, che erano invece in perfetta salute.

Alle persone sottoposte alle analisi è stato chiesto quanto caffè bevessero al giorno e sono stati valutati anche altri fattori che possono essere collegati all’insorgere del cancro al colon-retto come la storia familiare legata a questa patologia, la dieta, l’attività fisica e il fumo.

Si è visto che bere 1-2 tazze al giorno di caffè comporterebbe una riduzione del rischio di ammalarsi di tumore colorettale pari al 26%. I benefici sono anche superiori se si superano le 2,5 tazze al giorno: il rischio si abbassa del 50%. Il Dr. Stephen Gruber, tra i principali autori dello studio, ha dichiarato: “Abbiamo scoperto che bere caffè è associato ad un minor rischio di cancro del colon-retto, e più è il caffè consumato, minore è il rischio”.

Ciò che ha sorpreso gli scienziati è stato scoprire che non è la caffeina la responsabile di questi benefici, perché gli stessi risultati sono stati ottenuti considerando il consumo sia di caffè espresso che di caffè solubile, filtrato, ma anche decaffeinato.

Ci sarebbero altre sostanze quindi, oltre alla caffeina, che portano benefici al nostro organismo: i polifenoli agirebbero da antiossidanti, limitando la probabilità di crescita di eventuali cellule tumorali nel colon; le melanoidine, sostanze organiche macromolecolari che si creano durante il processo di tostatura, favorirebbero la mobilità intestinale; i diterpeni, terpeni costituiti da 4 unità isopreniche, difenderebbero l’organismo dai danni ossidativi e in tal modo contribuirebbero a prevenire il cancro. Come ha specificato la dottoressa Stephanie Schmit, uno degli autori dello studio: “I livelli dei composti benefici per porzione di caffè variano a seconda della tipologia di chicchi, del metodo di tostatura e del tipo di fermentazione”.

Riguardo infine alla possibilità di bere più caffè come azione preventiva il Dr. Gruber tiene a chiarire: “Abbiamo bisogno di ulteriori ricerche prima di appoggiare il consumo di caffè come misura preventiva”.

Gli omega 3 contro la depressione

Dal sito Internet http://www.ecoseven.net/benessere/bellezza/gli-omega-3-contro-la-depressione

GLI OMEGA 3 CONTRO LA DEPRESSIONE

Gli omega 3 sono acidi grassi essenziali che si possono trovare nelle noci, nel pesce, nei semi di canapa e di lino, nei crostacei, nei semi di chia: essi producono molti benefici per la salute fisica, tra i quali la prevenzione delle malattie cardiache.

Ma una recente ricerca ha rivelato che una supplementazione di omega 3 può fare bene anche alla nostra mente e al nostro stato emotivo: questi acidi grassi possono infatti ridurre i maggiori sintomi della depressione. L’analisi, pubblicata sulla rivista Translational Psychiatry, è stata caratterizzata da 13 diversi studi, che hanno incluso 1.233 partecipanti affetti da depressione. I ricercatori hanno esaminato come sono stati gli effetti degli omega 3 sui loro sintomi, in particolar modo hanno studiato l’azione dell’acido eicosapentaenoico (EPA) e dell’acido docosaesaenoico (DHA) – acidi presenti nel pesce – sulla base di dosature diverse. In questo modo, è stato scoperto che il primo riesce a ridimensionare i livelli del disturbo: dosi elevate di EPA riducono notevolmente i sintomi di questa malattia, soprattutto per i pazienti che seguono già una cura farmacologica di antidepressivi.

Sebbene l’aggiunta degli omega 3 – o di integratori di omega 3 – non è una trattamento definitivo che porta a una risoluzione positiva di questa malattia, lo studio di certo è riuscito a correlare entrambi gli omega 3 EPA e DHA al disturbo depressivo.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la depressione è una delle principali cause di aggravamento delle malattie e colpisce, in tutto il mondo, circa 350 milioni di persone. L’azione degli omega 3, anche se non risolutiva, potrebbe essere un passo avanti nella personalizzazione del trattamento per la depressione e altri disturbi.

Perché utilizzare le erbe di campo in cucina

Dal sito Internet http://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/la_cucina_con_le_erbe_di_campo

PERCHÉ UTILIZZARE LE ERBE DI CAMPO IN CUCINA

di Paola Magni

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Versatili e gustose, le erbe di campo possiedono virtù depurative e stimolanti per l’organismo. I nostri antenati lo sapevano bene e le utilizzavano molto, noi invece abbiamo perso quasi del tutto questa conoscenza. Forse perché siamo abituati a nutrirci con monotonia: oggigiorno una trentina di piante copre il 95% del fabbisogno nutritivo mondiale. Consumare le piante spontanee è importante perché aumenta la gamma di sostanze nutritive e benefiche assunte con gli alimenti e ci permette di riscoprire vecchi sapori, sorprendentemente gustosi: i sapori della natura non addomesticata.

Ecco alcune fra le piante selvatiche più comuni e dalle spiccate virtù gastronomiche.

Ortica

Ricca di aminoacidi, proteine, sali minerali, vitamine. Si cucina come gli spinaci e va trattata assolutamente coi guanti.

Erba porcellana

Cresce nei luoghi umidi ma assolati. Le sue foglie tenere, succose e carnose sono il gustoso complemento di insalate crude o cotte. È una buona fonte di vitamina C, rinfrescante, depurativa e tiene sotto controllo il colesterolo.

Polmonaria

Dalle foglie costellate di macchie bianche, ottime nelle minestre. Il succo fresco delle sue foglie contiene una certa quantità di vitamine A e C. Si raccoglie prima che compaiano i fiori.

Tarassaco

Le foglie giovani, crude o cotte, depurano, forniscono vitamine, proteggono il fegato e rendono luminosa la pelle. I boccioli dei fiori si mettono sott’aceto come i capperi.

Viola mammola

Dai profumati fiori violetto porpora. Raccolti appena sbocciati, recidendoli senza il picciolo, si mescolano alle insalate o si usano per preparare sfiziosi gelati. Si possono anche seccare al buio in luogo ventilato e caldo e conservare in recipienti di vetro al riparo dalla luce.

Alimenti ricchi di rame: eccovi i 10 cibi più ricchi di questo prezioso minerale

Dal sito Internet http://www.tuttogreen.it/alimenti-ricchi-di-rame/

ALIMENTI RICCHI DI RAME: ECCOVI I 10 CIBI PIÙ RICCHI DI QUESTO PREZIOSO MINERALE

di Claudia Raganà

Tra i minerali essenziali per far funzionare correttamente le nostre funzioni vitali, non poteva mancare il rame.

Questo minerale ha, tra i molteplici ruoli che riveste, quello fondamentale di favorire, assieme al ferro, la formazione di emoglobina, la proteina che veicola l’ossigeno ai tessuti, attraverso il sangue.

Assieme allo zinco, invece, il rame è responsabile del corretto metabolismo energetico delle cellule e della formazione dei tessuti.

Alla luce di ciò, è importante che il nostro corpo riceva quotidianamente il fabbisogno di rame necessario a mantenere attivi e funzionanti tutti i processi vitali.

10 alimenti ricchi di rame

Scopriamo quali sono i 10 alimenti in cui è possibile trovare ottime quantità di rame (le quantità di rame indicate, sono da intendersi per 100 grammi di alimento).

Orzo perlato

Contiene 0,42 mg di rame ed è un ottimo alimento da utilizzare in alternativa a riso o pasta, per la preparazione di zuppe, sformati, insalate.

Crusca di avena

Ideale per combattere la stanchezza e lo stress, l’avena garantisce un apporto di 0,4 mg di rame. La sua grande versatilità in cucina ne consente gli utilizzi più disparati, sotto forma di farina, chicchi o fiocchi.

Germe di grano

Contiene 0,41 mg di rame e, solitamente venduto a scaglie, è ottimo come ingrediente aggiuntivo nelle insalate, macedonie, yogurt o su portate principali, quali pasta, legumi o pesce. È importante fare attenzione a non cuocerlo, per preservarne tutti i principi nutritivi.

Noci

Hanno un contenuto di sali minerali estremamente importante, in particolare possiedono 1,6 mg di rame. Possono essere consumate in mille modi, come spuntino o come frutta di accompagnamento per yogurt, insalate, macedonie, pane e pizza. Sono uno degli alimenti più versatili in cucina, oltre che un’ottima fonte di minerali per l’organismo.

Nocciole

Contengono 1,73 mg di rame e sono anche loro un jolly da giocare in tantissimi piatti. Possiamo mangiarle così al naturale, come qualunque tipo di frutta secca, oppure utilizzarle per dare sapore ed arricchire altre preparazioni, come pane, pasta, sughi di pesto, insalate, panatura di carne o pesce.

Arachidi

100g di arachidi (sia al naturale, sia tostate) contengono 0,67 mg di rame. Il loro utilizzo in cucina è analogo a quello di noci e nocciole, sposandosi molto bene con tantissimi alimenti.

Cacao

Questa spezia è sicuramente la più amata dai golosi. Lo conosciamo perché senza il cacao non esisterebbe la gustosa cioccolata, ma in realtà sono numerosi gli usi che se ne possono fare in cucina, anche grazie al suo sapore amaro che lo rende piuttosto versatile.

Si può aggiungere del cacao al pane o alla pasta fatti in casa, oppure come aroma nelle bevande vegetali e nel caffè.

Se scegliamo una miscela che non abbia subito processi di torrefazione troppo estremi, possiamo garantire al nostro organismo un ottimo apporto di minerali, tra cui 3,8 mg di rame.

Molluschi

Con circa 1 mg di rame ed una vasta scelta di alimenti (cozze, vongole, seppie, ostriche, ecc.), i molluschi hanno una buona riserva di minerali e possono essere consumati da adulti e bambini, grazie all’assenza di spine e alla facilità con cui possono essere masticati.

Avocado

0,19 mg di rame e moltissimi omega-3, utili ad abbassare il colesterolo. Ma non è finita qui: l’avocado è anche ricco di Vitamina E, betacarotene e potassio.

Uvetta

È un ottimo frutto di accompagnamento per altri alimenti, come lo yogurt o la macedonia, ma anche verdure, legumi e cereali. Consumata da sola come merenda, l’uvetta è in grado di garantire la giusta energia all’organismo, evitando picchi di insulina.