Sito Pubblico del Social Forum di Terracina

Qualche giorno fa ci siamo dedicati alla lettura della bozza di Recovery Plan elaborata dall’ex governo Conte.

Non è stato un lavoro piacevole, per due motivi:

1) è stata una lettura deludente;

2) siamo contrari al Recovery Fund, perché bastano tre o quattro aste di titoli di Stato fatte come si deve per ottenere, IMMEDIATAMENTE, la medesima liquidità, senza essere sottoposti alle condizionalità e senza correre il rischio di fare la fine della Grecia.

Che cosa non c’è nella bozza di Recovery Plan?

Cominciamo dalla salute.

In seguito all’emergenza coronavirus, tantissime persone hanno maturato la convinzione che si debbano potenziare la medicina territoriale e la telemedicina. Il punto critico è da molti individuato nel fatto che il nostro sistema sanitario è troppo ospedale-centrico.

A parte il fatto che, riguardo alla telemedicina, è comunque imprescindibile una visita semeiologica particolareggiata di tutto il corpo del paziente effettuata dal medico di base, con in più l’attento ascolto delle problematiche espresse dal paziente stesso, noi riteniamo che il vero problema del nostro sistema sanitario sia il fatto che è troppo farmaco-centrico.

L’emergenza Covid ha evidenziato che la terapia intensiva è una sconfitta, per cui va vista come l’ultimo anello della catena.

Le unità di terapia intensiva nel corso degli anni sono state gradualmente ridotte a mano a mano che aumentavano la vaccinazioni anti-influenzali effettuate dai medici di base, i quali ricevevano appositi incentivi per le somministrazioni del vaccino.

Secondo noi c’è un legame tra le due cose, nel senso che durante questi anni, riducendosi i ricoveri delle persone in terapia intensiva, queste ultime sono state progressivamente “tagliate”, in perfetta logica neoliberista.

Noi contestiamo fortemente tale logica.

Nel 2000 il professor Tonino Perna, all’epoca presidente del Parco Nazionale dell’Aspromonte, ha introdotto i “contratti di responsabilità”: associazioni ambientaliste, agricole e di protezione civile, cooperative sociali, singoli contadini e pastori, ai quali era affidata la sorveglianza dei boschi, venivano premiati non per gli incendi spenti, bensì in funzione del tasso di riduzione dei roghi.

Il sistema si è rivelato efficacissimo: gli incendi sono crollati del 90%.

Info qui: www.ioacquaesapone.it/articolo.php?id=2926.

Nel sistema sanitario nazionale, a nostro avviso, andrebbe introdotta la stessa logica: i medici di base devono essere premiati in funzione della riduzione del numero di richieste di farmaci, di visite specialistiche e di ricoveri ospedalieri.

Diminuendo le richieste di farmaci, di visite specialistiche e di ricoveri ospedalieri, automaticamente si ridurrebbe la spesa sanitaria.

Inoltre, i medici di famiglia dovrebbero essere coadiuvati in una sorta di lavoro d’equipe.

I medici di base, che in stragrande maggioranza sono privati, stipulano delle convenzioni con le ASL, in base alle quali ottengono una remunerazione forfettaria mensile. Se il singolo cittadino si recasse infatti da un altro medico privato, dovrebbe pagare profumatamente la visita alla quale si sottoporrebbe.

La convenzione, pertanto, ha la funzione di “calmierare” le tariffe.

Ma lo stesso discorso si potrebbe estendere ad altre figure professionali, quali, ad esempio, gli omeopati, i naturopati, i fitoterapisti, gli osteopati, ecc.

In altre parole, le visite presso tali operatori sanitari sono costose, ma se le ASL stipulassero convenzioni con i loro ordini professionali e/o con le loro associazioni di categoria, le tariffe verrebbero calmierate.

Esattamente come per i medici di base.

Il non plus ultra, per noi, sarebbe se sul territorio si aprissero innumerevoli “case della salute” presso le quali il cittadino verrebbe visitato da un pool di operatori sanitari.

Dopo una breve descrizione telefonica (oppure online) dei propri sintomi, il cittadino potrebbe fissare un appuntamento presso la casa della salute, dove verrebbe visitato CONTEMPORANEAMENTE da un medico, da un omeopata, da un naturopata, da un fisioterapista e, a seconda dei sintomi descritti, anche da un posturologo o da un dietologo o da uno psicologo e così via.

D’altronde, in base alla definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la salute è “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello stato di malattia o di infermità”.

Chi meglio di uno staff di operatori sanitari può valutare, nella sua interezza, quello “stato di completo benessere fisico, mentale e sociale” raccomandato dall’OMS?

I medici di famiglia non accetterebbero mai di collaborare con altri operatori sanitari?

Si tratterebbe di un semplice problema “culturale”, facilmente superabile nel corso del tempo.

Magari, nel frattempo, si potrebbe cominciare facendo pressione sull’Ordine dei Medici affinché siano riabilitati quei medici radiati proprio perché si sono aperti alle medicine alternative…

La salute della persona va tutelata e preservata con un approccio olistico.

Fermo restando che il primo artefice del proprio stato di salute dev’essere il cittadino stesso, il quale deve smettere di delegare la cura del suo benessere ad altri, nella fattispecie ai medici.

Su questo specifico punto, poi, la nostra Repubblica potrebbe fare tantissimo, utilizzando meglio la tv di Stato.

Non si tratta di realizzare ex novo trasmissioni incentrate solo ed esclusivamente sulla salute, che potrebbero risultare noiose e/o registrare un basso audience, ma si tratterebbe, invece, di inserire sempre più spesso nelle trasmissioni già presenti nei palinsesti informazioni di carattere sanitario, in particolare sul tema della prevenzione.

Cosa che difficilmente è avvenuta durante l’emergenza Covid, nella quale la comunicazione televisiva si è rivelata, purtroppo, quanto mai ansiogena e preoccupante. La paura indebolisce le difese immunitarie, mentre queste ultime andrebbero rinforzate il più possibile.

Lo Stato dovrebbe poi istituire una o più aziende farmaceutiche a gestione pubblica.

Non si tratta di nazionalizzare aziende già esistenti, bensì di crearle ex novo, nella piena logica del mercato.

Vinca poi il migliore.

Noi siamo convinti che attualmente l’eccellenza, in Italia, sia rappresentata proprio dal settore pubblico, e lo dimostrano le continue emergenze.

Con l’emergenza Covid, infatti, gli “eroi” sono stati i medici e gli infermieri pubblici, quando invece ci sono state emergenze provocate da terremoti o da calamità naturali, gli “eroi” sono risultati i vigili del fuoco, i militari, le forze dell’ordine ed il personale della Protezione Civile. Tutti dipendenti… PUBBLICI (meditare, gente, meditare).

Ci risulta che uno dei Paesi che ha registrato le migliori performance durante l’emergenza coronavirus, in termini di decessi in rapporto alla popolazione residente, è stato il Venezuela, la cui azienda farmaceutica STATALE ha anche realizzato dei medicinali efficaci per la cura del Covid. I venezuelani, sfruttando la loro azienda farmaceutica pubblica, hanno puntato sulle cure anziché sul vaccino.

In altre parole, il nostro Paese deve ritornare allo Stato-imprenditore di matteiana memoria.

La Repubblica Italiana deve tutelare e garantire la salute dei suoi cittadini, non foraggiare soggetti privati.

Sarebbe una bellissima nemesi se realizzasse tutto ciò proprio colui che a partire dal 1992 ha smantellato la creatura di Enrico Mattei, cioè il Gruppo ENI.

Infine, vanno potenziati il più possibile i controlli economico-contabili sul settore sanitario.

A tal fine, va creata un’apposita struttura di ispettori, alle dipendenze del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che si occupi solo ed esclusivamente di attività di revisione contabile sulle ASL e sulle aziende ospedaliere, in modo da specializzarsi sempre di più in quei controlli.

Tale struttura dovrebbe avere pieni poteri di segnalazione all’autorità giudiziaria (e alla Corte dei Conti) di ogni irregolarità rilevata. In particolare, dovrebbe essere garantita il più rapidamente possibile l’attivazione della procedura per la contestazione del danno erariale, con tutti gli annessi e connessi (sequestro dei patrimoni in via cautelativa), prima ancora che l’avvio delle indagini penali.

Di tutto ciò, però, nella bozza di Recovery Plan non c’è alcuna traccia.

Lo ripetiamo: la Repubblica Italiana deve tutelare e garantire la salute dei suoi cittadini, non foraggiare soggetti privati.

Detto questo…

… continuate a vedere la televisione.

Proxy Bar

Vasco Rossi cantava:

E poi ci troveremo come le star

A bere del whisky al ROXY BAR

Perché questo articolo ha un titolo diverso?

Cambiando una parola, si potrebbe anche scrivere “proxy war”.

Che cosa significa proxy war?

Guerra per procura.

In questi giorni, sulla scena politica italiana, è andata in onda una piccola guerra per procura (siamo solo all’inizio).

Non sono state riaperte le piste sciistiche, un “esperto” ha dichiarato che occorre un nuovo lockdown generalizzato ed un partitino di sinistra si è spaccato sulla fiducia a Mario Draghi.

C’è un manovratore?

Noi riteniamo di sì.

Tra l’altro, Vasco Rossi è emiliano ed anche il manovratore lo è. Mentre il Roxy Bar si trovava a Bologna.

Ne abbiamo già parlato qui: https://terracinasocialforum.wordpress.com/2021/01/29/lo-scontro-prodi-draghi-entra-nel-vivo.

Nello stesso tempo, anche il “partito cinese” si sta spaccando, mentre la riconferma del ministro degli Esteri fa ritenere che ci sia il placet del Regno Unito. Se invece così non fosse, ci aspettiamo che le indagini sul caso Regeni prendano finalmente la direzione di Londra, ma è un’ipotesi talmente remota…

Il governo Draghi, comunque, avrà vita breve.

L’ex governatore della BCE, infatti, tra un anno andrà al Quirinale.

Piuttosto, la domanda da porsi è la seguente: chi ha scelto, Draghi, come suo successore a Palazzo Chigi? Per chi sta lavorando? Per Colao?

Strano che tra i tanti valentissimi giornalisti italiani non ce ne sia neanche uno che si ponga certe domande…

Detto questo…

… continuate a vedere la televisione.

Il mondo sembra essere giunto ad una sorta di “pax gesuitico-rothschildiana”.

Gli affari con la Cina devono continuare, le democrazie (democrazie?) “occidentali” devono avvicinarsi al modello cinese di controllo della società e dei cittadini, per cui rispuntano i “campi di concentramento” e le stelle di David mascherate da patentini, mentre la religiosità diventa uno dei prossimi obiettivi da abbattere, un ostacolo da rimuovere per l’avvento definitivo del Grande Reset.

Di conseguenza, si devono contrastare quei territori del pianeta nei quali la religiosità è ancora molto, molto forte e sentita in larghi strati della popolazione.

La Russia ortodossa, ad esempio.

Per quanto riguarda l’Italia, invece, lo scontro Prodi-Draghi è entrato nel vivo.

Ovviamente si tratta dello scontro per il Colle, perché è il presidente della Repubblica la pedina che veramente conta per le élite apolidi sovranazionali.

La cordata draghiana ha già ottenuto una prima vittoria: il premier dimissionario Conte ha dovuto rinunciare alla delega ai servizi segreti.

Adesso si tratta di conferire a Draghi un incarico istituzionale prima della nomina al Colle, esattamente come è già avvenuto in passato per Mario Monti (nominato senatore a vita prima di diventare premier) e per Carlo Azeglio Ciampi, il quale, prima di fare il capo dello Stato (e dopo aver firmato nel 1981 la lettera d’intenti con Beniamino Andreatta), è stato ministro dell’Economia.

Ecco, probabilmente Draghi ha quell’obiettivo, adesso: il Ministero dell’Economia.

Noi stiamo osservando gli eventi.

Ci aspettiamo un risveglio delle sardine prodiane.

Ma ci attendiamo anche un altro evento: una spaccatura o un “esodo” dal M5S, dato che è il gruppo parlamentare più numeroso e quindi è decisivo nella scelta del prossimo inquilino del Quirinale.

E il Paese?

Il Paese ha bisogno non solo di non aderire al MES sanitario, ma anche di rinunciare al Recovery Fund e di reperire risorse finanziarie mediante le aste dei titoli di Stato.

Magari riducendo le emissioni di BTP ed aumentando le emissioni di BOT, CCT e CTZ, che sono immuni dallo spread.

E magari anche passando dal meccanismo delle aste marginali a quello delle aste competitive, prevedendo contestualmente che la Banca d’Italia acquisti i titoli di Stato invenduti, esattamente come fa la Germania da molto tempo.

Bisogna poi aumentare la partecipazione di banche italiane (italiane a tutti gli effetti, non sulla carta come Unicredit) alle aste dei titoli di Stato, e magari anche costituire banche pubbliche che acquistino i nostri titoli.

Fermo restando che si possono emettere Statonote o biglietti di Stato e si possono introdurre certificati di credito fiscale e conti di risparmio pubblici con somme trasferibili.

Lo storico che attualmente occupa la scrivania che fu di Quintino Sella in via XX Settembre sta facendo tutto ciò?

No.

Lo farà Mario Draghi?

E lo farà fare una volta eletto presidente della Repubblica?

Stando a Gioele Magaldi, fondatore e gran maestro del Grande Oriente Democratico (in sigla, GOD), nonché autore del libro “Massoni. Società a responsabilità illimitata”, Draghi ha lasciato le logge massoniche sovranazionali ultrareazionarie per passare a quelle progressiste, unitamente a Christine Lagarde, attuale presidente della Banca Centrale Europea.

Sarà vero ciò che afferma Magaldi?

E Prodi, come in un rituale esoterico, sarà per l’ennesima volta la… “vittima sacrificale”?

Dopo l’assalto al Campidoglio, alcuni esponenti dei dem statunitensi vogliono l’impeachment di Trump, oppure vogliono interdirlo.

Di che cosa hanno paura?

Inoltre, Facebook e Twitter hanno bloccato l’account del presidente degli Stati Uniti.

Ma il presidente USA non è l’uomo più potente del mondo?

Già, così potente da ritrovarsi censurato da delle società private.

Tra l’altro, è notizia di oggi che è stato bloccato anche l’account Twitter di Sidney Powell.

Ma… qual è il problema per i dem e per quei social network?

Forse in Campidoglio sono stati “trafugati” documenti scottanti, magari contenuti in computer portatili?

E che cosa ci sarebbe di così scottante in quei documenti, da indurre alcuni esponenti dem a velocizzare il più possibile la procedura di impeachment, sebbene manchino solo 10 giorni all’insediamento di Biden alla Casa Bianca?

E i social network, col loro comportamento, vogliono impedire a Trump la pubblicazione di quei documenti scottanti?

Noi, però, vorremmo soffermarci soprattutto sul comportamento dei social network.

Prima di tutto, qualsiasi censura è da condannare senza se e senza ma.

Esiste, semmai, il ricorso ai tribunali laddove ci si senta ingiuriati o diffamati.

La censura è l’equivalente della faida.

In altri termini, con la censura si torna ad una fase “pre-giuridica”, lontana anni luce da quella che dovrebbe essere una moderna democrazia basata sullo Stato di diritto.

C’è poi la questione cruciale: non ci può essere democrazia quando ci sono i brogli.

Non solo.

Non ci può essere democrazia laddove c’è anche solo il minimo sospetto di brogli.

Allargando lo sguardo allo scenario internazionale, il governo cinese ha introdotto la patente a punti per i suoi cittadini.

Evadi le tasse o passi col rosso? Perdi punti.

Fai volontariato o doni il sangue? Guadagni punti.

Che differenza c’è tra la patente a punti cinese e la frase “Non rispetta le regole della community”?

Quando in Cina scendi sotto un certo punteggio di quella patente, ti tolgono il passaporto.

Che differenza c’è con alcune compagnie aeree che vogliono introdurre il passaporto vaccinale?

Alla luce di tutto ciò, si evince chiaramente che i social network (e la cosiddetta “Silicon Valley” nel suo complesso) sono diventati un problema nel problema, perché ci stanno portando ad un mondo alla cinese maniera.

A nostro avviso, la questione si risolve molto, molto semplicemente: basta istituire dei social network a gestione pubblica.

Lo Stato ha creato SPID, il sistema unico di accesso con identità digitale ai servizi online della pubblica amministrazione.

Analogamente, lo Stato potrebbe istituire dei social network pubblici, delle piattaforme di pubblicazione di video pubbliche, dei motori di ricerca pubblici.

Poi sarà il “mercato” a premiare i migliori.

Il tribunale britannico non ha concesso l’estradizione negli USA di Julian Assange.

Le motivazioni sono piuttosto “singolari”: il magistrato ha riconosciuto la piena validità dell’impianto accusatorio statunitense, ma l’estradizione non è stata concessa perché il detenuto è in pessime condizioni di salute, soprattutto psicologiche, per cui in un carcere USA di massima sicurezza potrebbe tentare il suicidio.

Poco dopo il verdetto, il presidente messicano Andrés Manuel Lopez Obrador ha offerto asilo politico ad Assange.

Noi abbiamo l’impressione che Stati Uniti e Gran Bretagna abbiano trovato una soluzione per salvarsi entrambi la faccia.

Interessante, infatti, ciò che viene detto, a partire dal minuto 22:20, in questo video:

https://rumble.com/vbwq1f-15-12-2020-ma-trump-pu-ancora-farcela-mn-46.html.

… e prosegue esattamente come il 2020.

Cioè, con una crisi di governo.

Ma qual è la materia del contendere?

Il motivo principale non è come spartirsi la torta del Recovery Fund (tra l’altro, costituita in gran parte da denaro già italiano).

Sul punto, nel governo si registra una certa tranquillità.

Infatti il ministro dell’Economia a dicembre ha annullato l’asta dei titoli di Stato, i quali in questa fase sono richiestissimi dai “mercati”.

Come abbiamo già spiegato qui (https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/10/13/sovranita-e-altre-amenita), l’attuale ministro dell’Economia ama le condizionalità e non vuole assolutamente usufruire di denaro cash immediato ottenibile tramite le aste dei titoli di Stato.

Per info sulle condizionalità…

… rivolgersi ai greci.

La materia del contendere è la delega ai servizi segreti, la quale rappresenta un’assicurazione sulla vita per entrambi i contendenti.

Moltissimo di quello che sta accadendo in questi giorni nel Belpaese è legato a ciò che potrebbe avvenire negli USA, a partire dal 6 gennaio.

Renzi è legatissimo al gruppo Obama-Clinton, per cui è questo il momento in cui deve giocarsi tutte le sue carte.

Si vocifera di una sua possibile nomina a segretario generale della NATO, se dovesse vincere Biden.

Nello stesso tempo, Renzi è implicato nella vicenda Mifsud relativa al Russiagate, ecco perché insiste sulla delega ai servizi segreti.

Conte non si sa da dove sia venuto, però sicuramente non è sostenuto dai cattolici ultraconservatori, che invece appoggiano Trump. Ma basta togliere il prefisso “ultra” per capire da quale mondo provenga Giuseppi.

L’attuale premier potrebbe a sua volta avere problemi in caso di vittoria di Trump, perché sembra ci siano state manovre “romane” per sabotare le elezioni USA 2020, mediante il software Dominion.

Di conseguenza, sia Renzi che Conte stanno litigando per la delega ai servizi che rappresenterebbe appunto una sorta di assicurazione sulla vita per entrambi.

Da sottolineare, poi, che Mattarella sta al Quirinale grazie a Renzi.

Inoltre dalla fine di luglio del 2021 inizierà il semestre bianco, quindi è da escludere l’ipotesi elezioni anticipate.

Nell’ombra, Mario Draghi sta lavorando per arrivare al Quirinale, magari con un passaggio “istituzionale” a Palazzo Chigi (ricordatevi il passaggio “istituzionale” di Mario Monti, che fu nominato senatore a vita prima di diventare premier).

Draghi gode dell’appoggio di Berlusconi, Renzi e Salvini.

Il suo grande avversario per il Quirinale è Prodi, che ha l’appoggio di PD, LeU e M5S (quanto meno di chi detiene la maggioranza del consiglio di amministrazione del Movimento).

Fratelli d’Italia non è pervenuta, ma tanto la Meloni di strategia capisce poco (non a caso, l’abbiamo scelta come uomo dell’anno – https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/12/31/luomo-dellanno).

L’ago della bilancia sarà il M5S, per cui non è da escludere che, in realtà, tutti gli altri stiano lavorando per spaccare i grillini, in modo da far perdere loro potere elettorale quando si tratterà di scegliere il futuro inquilino del Quirinale.

Il presidente della Repubblica è la vera pedina che conta, perché nomina il premier (e può porre il veto sulla scelta di eventuali ministri), può sciogliere le Camere, indire le elezioni oppure assegnare l’incarico ad un premier “tecnico”, e può modificare gli equilibri in Parlamento nominando i senatori a vita.

In tutto questo, l’unica cosa certa è che Renzi tiene sotto ricatto il governo col 2% dei consensi e i casaleggiani governano il Paese con più o meno l’8% dei consensi.

 

POST SCRIPTUM

In questo articolo abbiamo usato nomi che a molti di voi risulteranno oscuri.

Ad esempio, Mifsud.

Oppure Dominion.

Vi invitiamo ad utilizzare un motore di ricerca, ma possibilmente non quello più conosciuto, perché ormai è diventato monopolista e impone la sua censura.

Se poi non volete fare la ricerca… liberi di farlo.

Nell’era dell’informazione, l’ignoranza è una libera scelta.

Anno nuovo, vita nuova.

E, di solito, si stila un elenco di buoni propositi.

Nell’estate del 2017 abbiamo distribuito 10.000 di questi volantini:

LATO A

LATO B

Distribuzione a tappeto, come al solito, senza pigrizia: casa per casa, persona per persona.

Tre anni e mezzo dopo…

… siamo ancora vivi.

Non ci hanno incendiato l’automobile, non ci hanno sparato.

L’invito che facciamo ai nostri concittadini terracinesi (e non solo) è quello di non avere paura.

Inoltre un plauso a chi, nella nostra città, in questi giorni sta dimostrando di non avere paura, sebbene poi altre questioni ci separino nettamente da loro.

Infatti…

… che cos’è più invisibile, il sostegno dell’Europa (Sergio Mattarella, 31/12/2020, ore 19 circa), o il virus?

Per info, chiedere ai greci.

Buon 2021!

L’uomo dell’anno

Premessa: Dario Franceschini il 23 dicembre scorso ha dichiarato che se cade il governo Conte, si andrà al voto.

Matteo Renzi gli ha replicato così: «Franceschini è il ministro della Cultura, si occupasse dei teatri chiusi; è il ministro del Turismo, si occupasse degli alberghi. Il presidente della Repubblica non è Dario Franceschini; si chiama Sergio Mattarella».

Già, perché è il presidente della Repubblica che ha il potere di sciogliere le Camere ed indire le elezioni.

Alla luce di tutto ciò, l’uomo dell’anno non è un uomo, ma una donna.

Già, Giorgia Meloni.

E perché mai, penserete voi?

Per tutto il continuo ed incessante lavorio che ha svolto nei primi mesi dell’anno scorso (il 2019), nei confronti di Salvini: «Matteo, stacca la spina al governo ed andiamo al voto».

Come se lo scioglimento delle Camere fosse una prerogativa del ministro dell’Interno (all’epoca Salvini ricopriva tale carica) anziché del presidente della Repubblica.

Poi Salvini ha staccato la spina e si è visto com’è andata a finire.

Quindi, Giorgia Meloni è una statista?

Assolutamente no.

Ha dimostrato di non conoscere la Costituzione italiana e di non avere doti da stratega.

Gli effetti delle sue pressioni (su Salvini) si sono ovviamente ripercossi anche sull’anno successivo, il 2020.

Già, perché noi ci chiediamo spesso come sarebbe stata gestita l’emergenza coronavirus se fosse rimasto in piedi il cosiddetto “governo gialloverde”.

Poi siamo arrivati ad una conclusione: probabilmente Salvini è stato sacrificato anche per l’emergenza coronavirus, perché chi aveva già architettato lo psicodramma internazionale del 2020 sapeva che sarebbe stato sufficiente un solo semplice governatore di Regione leghista.

Noi riteniamo che Salvini sia stato sacrificato per interessi superiori, un po’ come hanno fatto i britannici con la loro probabile spia al Cairo, il cui cadavere è stato fatto ritrovare proprio nel giorno in cui nella capitale egiziana era arrivata l’ex ministra italiana dello Sviluppo Economico insieme con i vari imprenditori del Belpaese pronti a fare affari, tra cui l’ENI interessata al giacimento di Zohr.

O un po’ come è successo a Pierluigi Bersani, impallinato nel 2013 dai 101 renziani. Noi siamo convinti che Bersani non abbia ancora capito nulla di quello che è successo in quei giorni, cioè che non abbia ancora collegato il tutto al fatto che lui, nelle vesti di ministro dello Sviluppo Economico, insieme con Prodi, nelle vesti di premier, aveva firmato un contratto per la fornitura di gas, la cui controparte rispondeva al nome di Vladimir Putin.

Ma torniamo a Salvini ed all’agosto 2019.

Come abbiamo già scritto, erano mesi che la Meloni insisteva: «Matteo, stacca la spina al governo così andiamo al voto».

Eppure l’ex ministro dell’Interno ha staccato la spina solo quando, sul punto, si è espresso Steve Bannon: «Il governo gialloverde è giunto al capolinea».

Esattamente due giorni dopo, Salvini ha staccato la spina al governo, il che dimostra di che stoffa è fatto il presunto sovranista.

Ma perché Salvini è stato sacrificato?

Probabilmente per evitare una guerra di dimensioni catastrofiche.

Trump si deve essere reso conto che da solo non riusciva ad impedirla, così ha dovuto accettare dei compromessi, tra cui lo stop al governo gialloverde in Italia.

Che cos’era successo?

Chi voleva la guerra?

Il problema, a nostro avviso, è nato all’interno del mondo anglosassone.

Commette un grave errore chi ritiene che quest’ultimo (il mondo anglosassone) sia composto solo da USA e Regno Unito.

In realtà comprende anche Israele.

I rapporti tra queste tre entità, unitamente ai loro addentellati (l’Arabia Saudita per gli USA ed il Commonwealth per il Regno Unito), nel corso dei decenni sono sempre stati altalenanti, tanto che viene da chiedersi chi è il cagnolino di chi.

In realtà, a seconda dei periodi, si scambiano tra di loro i ruoli di cagnolino e di padrone.

Nell’estate del 2019 il problema era l’Iran, il quale minacciava di chiudere lo Stretto di Hormuz.

La Gran Bretagna, che è un’isola, da secoli è una potenza marittima. Noi la vediamo come una vecchia zia, piuttosto permalosa, che ha due chiodi fissi:

1) la Russia (il cosiddetto “grande gioco” di kiplinghiana memoria);

2) la libera circolazione sui mari.

Come corollario del secondo chiodo fisso, c’è questo punto fermo della sua politica estera: «Guai a chi minaccia di chiudere gli stretti ed i canali!».

Di conseguenza, nell’estate del 2019 i britannici sequestrarono una petroliera iraniana nello Stretto di Gibilterra e l’Iran replicò sequestrando nello Stretto di Hormuz una petroliera britannica.

Israele era pronto a dare manforte.

Ma a Washington… non c’era la Clinton.

C’era Trump.

Il quale ha impedito il tutto, ma ha dovuto accettare dei compromessi.

Ricordatevi anche del G7 che si è tenuto a fine agosto 2019 a Parigi, con il ministro degli Esteri iraniano che è andato a conferire con il suo omologo transalpino nella capitale francese.

La stampa mainstream ovviamente ha descritto il tutto come uno schiaffo di Macron a Trump, ma in realtà si trattava di ratificare gli accordi raggiunti.

Tra l’altro, i britannici sono usciti molto bene da quegli accordi, dato che si sono impossessati di entrambi i Ministeri degli Esteri italiani. Ne abbiamo già parlato qui: https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/05/13/i-rischi-derivanti-dallavere-entrambi-i-nostri-ministeri-degli-esteri-in-mano-ai-britannici.

Poi qualcosina, rispetto a quanto stabilito negli accordi, probabilmente non è stato rispettato, per cui all’inizio del 2020 c’è stata l’uccisione del generale iraniano Soleimani.

Oppure la sua eliminazione era solo un’altra clausola di quegli accordi.

Successivamente si sono verificati altri eventi in Iran, con le solite uccisioni di scienziati unite a strane esplosioni avvenute in più luoghi ed in più periodi. Info qui: https://it.insideover.com/politica/luglio-iran-esplosioni-2020.html.

Armi misteriose in mano ad Israele?

Di sicuro, la maggior dimostrazione di forza è stata data il 4 agosto 2020, al porto di Beirut.

Tornando all’Italia, a nostro avviso con il governo gialloverde non sarebbe cambiato assolutamente nulla nella gestione dell’emergenza coronavirus.

Resta però il fatto che la Lega può “farsi bella” con i discorsi di Alberto Bagnai in Parlamento, come ad esempio questo: https://www.davvero.tv/byoblu24-1/videos/per-voi-meglio-un-sussidio-domani-che-la-dignita-oggi-bagnai-contro-il-governo.

Concetti triti e ritriti, ben noti alla stragrande maggioranza degli italiani da almeno una decina d’anni.

Scusate, ma non sono meglio i discorsi in Parlamento di Sara Cunial?

Sara chi?!?

Sveglia!!!

Detto questo…

… continuate a vedere la televisione.

Buon 2021.

Replico a Massimo Mazzucco

Come potete vedere dal titolo, questo articolo non è del Terracina Social Forum, ma è redatto dallo scrivente, che ne è l’unico responsabile.

Il Terracina Social Forum ha pubblicato una lettera aperta indirizzata a Massimo Mazzucco: https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/12/24/lettera-aperta-a-massimo-mazzucco.

Mazzucco l’ha pubblicata qui: https://www.luogocomune.net/27-media/5679-lettera-aperta-a-massimo-mazzucco.

Ha poi scritto la sua risposta qui: https://www.luogocomune.net/27-media/5680-risposta-a-terracina-social-forum.

Prima di tutto, chiedo a Massimo di consentirmi di registrarmi al suo sito, così da poter replicare ai commenti dei suoi lettori. Mi limiterò a pubblicare il link di questo articolo.

Suddivido, per semplicità e comodità, la mia risposta in 5 argomenti.

1) LA TV

La tv è destinata a morire per motivi “anagrafici”.

Prima devo fare una premessa.

Come saprai, caro Massimo, qualche settimana fa ho comprato il pacchetto dei tuoi 10 DVD in offerta natalizia.

Mio padre (83 anni) voleva vederne uno. Scartati quelli di durata eccessiva (5 e 3 ore), io ho scelto “I padroni del mondo”.

Mio padre ha subito commentato: «I padroni del mondo? Si sa, sono gli americani».

Così: «Gli americani». Non gli statunitensi, ma un intero continente. Quindi i brasiliani, i messicani, i boliviani, ecc.

Dopo solo 5 minuti di visione, quando mio padre ha capito di che cosa si trattava, col telecomando ha spento il lettore dvd.

La tv è destinata a morire quando morirà una certa generazione.

Questo discorso vale in particolare per la tv di Stato.

Il 5 febbraio scorso hai scritto questo articolo: https://www.luogocomune.net/28-opinione/5440-spiegatemi-sanremo,-perfavore.

In un’e-mail, quel giorno, ho cercato di spiegarti che il PD e la CGIL considerano l’Italia un Paese per vecchi e vogliono che sia tale. Il risultato lo ottengono con la tv di Stato.

Ancora mi ricordo, una quindicina d’anni fa, le parole, irritate, di una mia zia ultrasettantenne alla mia frase «Paolo Limiti riesuma tutti i dinosauri»: «Che cos’hai contro le trasmissioni di Paolo Limiti?!?».

Di conseguenza, caro Massimo, non pensare che il calo di credibilità dei canali mainstream sia tutto merito della controinformazione online: è anche, se non soprattutto, una questione anagrafica.

Basta vedere i palinsesti: sono programmati e “tagliati” per gli anziani.

Poi, certamente, le altre tv si sono accordate per ritagliarsi fette di mercato, per cui Mediaset ha gli aficionados delle trasmissioni di Maria De Filippi e di Barbara D’Urso e La7 si è inventata una serie di presunti programmi d’approfondimento.

Tornando alle tv di controinformazione online, non arriveranno mai agli anziani come mio padre, i quali rifiutano perfino di vedere i tuoi DVD.

2) LA LETTERA APERTA

Alla lettera aperta si è arrivati dopo una serie di passaggi intermedi.

Prima di tutto, il 24 luglio abbiamo pubblicato questo articolo: https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/07/24/ice-bucket-challenge-casaleggiano.

Poi ti ho subito inviato un’e-mail chiedendoti la cortesia di iniziare tu per primo, ma mi hai risposto picche.

Nel frattempo, ho continuato a vedere i tuoi video e a leggere i tuoi articoli contro il 5G, contro la gestione dell’epidemia, ecc., ecc.

Ho anche apprezzato la tua collaborazione con la redazione di La Casa del Sole TV ed il tuo continuo ricordare Giulietto Chiesa.

Hai anche pubblicato questo articolo su di lui: https://www.luogocomune.net/17-politica-italiana/5550-saper-lottare-per-la-libert%C3%A0-giulietto-chiesa-in-valle-di-susa.

Il vecchio con i mocassini…

Poi a Roma il 5 settembre c’è stata la manifestazione contro la dittatura sanitaria indetta dal Popolo delle Mamme, il 12 settembre c’è stata la manifestazione contro il 5G ed il 10 ottobre c’è stata la Marcia della Liberazione.

Durante quelle tre manifestazioni io ti ho cercato, tra la folla e sul palco, ma non ti ho trovato.

Tu hai anche pubblicato questo articolo che mi ha provocato una reazione a metà strada tra il fastidio, l’irritazione e le braccia che cadono: https://www.luogocomune.net/28-opinione/5626-amarezza.

Poi mi sono ricordato della diretta Youtube che Eugenio Miccoli ha fatto con te a luglio, in particolare mi sono ricordato di ciò che hai detto a partire dal minuto 2:54: https://www.youtube.com/watch?v=9-9GqK57xTc&t=14s.

Morale della favola: c’è chi a più di 70 anni va con i mocassini in Val di Susa e chi invece resta tranquillamente e comodamente a casa propria a Soverato.

Il padre di un mio amico sostiene che le parole sono un specchio, nel senso che spesso le persone dicono agli interlocutori ciò che pensano di loro stessi. Ebbene, tra i commenti dei tuoi lettori alla nostra lettera aperta viene ripetuta spesso l’espressione “Armiamoci e partite”.

Perché quindi la lettera aperta?

Perché davo per scontata la tua risposta negativa alla proposta.

Inoltre, la formula della lettera aperta è stato un grande successo a livello di comunicazione, perché in un colpo solo la nostra proposta l’hai letta tu, l’hanno letta i tuoi lettori, l’ha letta Roberto Quaglia, l’ha letta la redazione di La Casa del Sole TV e, molto probabilmente, l’hanno letta anche i vari Claudio Messora, Fabio Frabetti, Eugenio Miccoli, Arnaldo Vitangeli, Beatrice Silenzi, Matteo Brandi, ecc., ecc., se non addirittura anche Morris San ed altri.

3) LA QUESTIONE DEL “GIOCARE”

Secondo me, caro Massimo, tu ti stai limitando a giocare. Stai rintanato tranquillo nella tua casa di Soverato, pubblichi i tuoi articoli ed i tuoi video, ogni tanto ci scappa una polemica ma ormai avrai imparato a non incazzarti più di tanto, e lì finisce.

Hai trovato il modo di trascorrere la tua “pensione” nel pieno divertimento.

E così escono iniziative come “Il Guinzaglio d’oro 2020”.

Ecco perché secondo me tu giochi.

Ma poi viene un’altra questione.

Stando ad una frase attribuita ad Albert Einstein, «La follia sta nel fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi».

La trovate in questo interessantissimo video, al minuto 1:35: https://www.videosprout.com/video?id=1468d350-90a6-4cd9-a11b-f026c94a7a9c.

Precisazione per i tuoi lettori, caro Massimo: non so chi abbia realizzato quel video, né mi interessa saperlo. Trovo interessantissimi i concetti espressi.

Nel mondo della comunicazione bisogna sforzarsi di essere sempre innovativi.

Questo era un concetto che ho ripetuto più volte a Giulietto Chiesa (oltre a fornirgli tante altre informazioni), ed in quei momenti Giulietto mi ascoltava in religioso silenzio…

Nello stesso tempo, nelle tv di controinformazione vedo sempre appelli disperati alla partecipazione (un esempio su tutti, a partire dal minuto 8:48 – un vero e proprio grido di dolore – qui: https://www.youtube.com/watch?v=oU5MX5cXDV0), nonché vedo espresso il desiderio di potersi confrontare con il mainstream «ad armi pari».

4) IL BOICOTTAGGIO

Citazione:

1) Non esistono prodotti che vengano pubblicizzati esclusivamente sulla 7, né tantomeno pubblicità specifiche “durante e dopo il TG La7”. Bisognerebbe quindi dire genericamente “non comprate più automobili, non andate nei supermercati, non comprate più telefonini”, ma questo equivarrebbe, ovviamente, a fare la figura dei cretini.

Evidentemente né tu, caro Massimo, né i tuoi lettori sono pratici delle campagne di boicottaggio del movimento BDS.

Si tratta semplicemente di prendere nota di quali sono gli sponsor prima, durante e dopo il TG La7 e segnalarlo a tutti i componenti del comitato di boicottaggio. Basta una semplice e-mail: giusto per fare un esempio, «Oggi gli sponsor sono stati il panificio “Mani in pasta”, il ristorante che serve solo primi chiamato “Secondi a nessuno”, ecc., ecc.».

Poi non si comprano i relativi prodotti.

La campagna BDS, voi non lo sapete, ma sta dando molto fastidio al governo israeliano.

Poi dal tono della tua risposta, Massimo, mi pare di capire che il TG La7 tu lo veda su Youtube. Guardalo in tv e ti renderai conto di quanto quel TG sia infarcito di spot prima, durante e dopo. Cioè a partire da prima del lancio dei titoli fino al lancio della trasmissione di Lilli Gruber. Idem per quest’ultima trasmissione. Delle vere e proprie macchine pubblicitarie.

Inoltre, nel seguito della tua risposta parli di calo di audience perché si fa perdere credibilità ai conduttori delle trasmissioni de La7.

Eppure nel video che abbiamo inserito nella lettera aperta, Urbano Cairo dice esattamente il contrario, cioè che l’audience è alle stelle per cui sta facendo affari d’oro con i contratti pubblicitari che stipula.

Anche in questo caso, Massimo, non sopravvalutare il potere della controinformazione online, che su questo specifico punto, cioè il calo dell’audience e degli incassi pubblicitari del maintream, mi sembra semmai piuttosto inoffensiva.

Altrimenti, lo ripeto, Cairo non farebbe i salti di gioia e i tanti controinformatori non chiederebbero di combattere ad armi pari.

Ribadisco poi che le tv si sono divise il mercato, individuando dei target. Il PD e la CGIL vogliono un Paese per vecchi con una tv di Stato per vecchi, Mediaset ha gli aficionados storici di Maria De Filippi e Barbara D’Urso e La7 fa presunti programmi di approfondimento.

Hanno deciso a priori di rinunciare a certe fasce di teleutenti: i bambini (sono quasi spariti i cartoni animati), gli adolescenti, gli under 30 ed una piccola, sparuta fetta di quarantenni-cinquantenni che hanno scoperto la controinformazione online e non tornano più indietro.

Ma la controinformazione deve poter lottare ad armi pari e deve essere credibile.

Pertanto, non deve essere “Armiamoci e partite”.

Altrimenti perde di credibilità.

Spero, caro Massimo, di vederti in piazza alla prossima manifestazione e ti porgo gli auguri per l’anno nuovo.

5) I TUOI LETTORI

Prima di tutto, cari lettori di Luogocomune, Massimo Mazzucco non è un giornalista. In passato, durante le interviste, quando gli dicevano che era un giornalista, precisava di non esserlo. Evidentemente si dev’essere stancato di fare ogni volta questa precisazione.

Inoltre, caro Massimo, nonostante i tuoi tanti video ed articoli sul tema, nonostante l’aver pubblicato “La Striscia di Sorrento” (https://www.luogocomune.net/29-palestina/4928-la-striscia-di-sorrento), tra i commenti dei tuoi lettori solo uno ha ben presente il concetto corretto di “semita”.

Gli altri seguono pedissequamente il concetto mainstream di “antisemita”.

Vorrei poi rassicurarli sul movimento no global e sulla sinistra extraparlamentare.

Anch’io non li sopporto più.

Da una parte ci sono i no global a me geograficamente vicini che si informano su Openonline e sono ossessionati dal fact checking, perché hanno più paura di Salvini che del coronavirus.

Anzi, sono terrorizzati da Salvini.

Ne abbiamo parlato qui: https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/10/22/hanno-piu-paura-di-salvini-che-del-coronavirus.

Dall’altra, ci sono quelli che hanno costruito la narrazione della “trappola del debito”.

Pur avendo avuto delle brevi “frequentazioni” con la MMT e con il movimento della decrescita, continuano a ritenere il debito “sovrano”, quando in realtà è la moneta che è sovrana.

Così facendo, fanno il gioco di coloro che guadagnano sulla moneta a debito, cioè… i Rothschild.

È questo, per me, il vero virus: il virus Rothschild.

Auguri di buon anno a tutti i lettori di www.luogocomune.net e del blog del Terracina Social Forum.

Prima premessa: questo articolo è nato grazie a delle suggestioni forniteci da Barbara, una nostra amica, che ringraziamo.

Seconda premessa: siamo serissimi.

Cominciamo.

Tutto quello che sta accadendo non ci piace e non lo condividiamo.

Perché non è giustificato dai numeri.

Ma non ci piace neanche la strategia.

Ammesso e non concesso che sia vero che ci siano brevetti sul coronavirus risalenti al 2006 (info qui: https://www.libreidee.org/2020/12/della-luna-brevetti-gia-dal-2006-per-vaccinare-i-covidioti), la durata della sperimentazione è stata insufficiente, per cui gli umani faranno da cavie.

Nel mondo si stanno già registrando numerosi casi di effetti avversi, anche nefasti.

D’altronde, William Gates (Bill per gli amici, ma non è nostro amico) aveva dichiarato in un video che si sarebbero registrati nel mondo 700.000 effetti avversi per le vaccinazioni anti-Covid.

Bisogna credergli, perché le sue previsioni si avverano sempre (chissà come mai…) e perché proviene dal mondo dell’informatica, un settore notoriamente affetto da virus, contrastati da appositi programmi antivirus.

Le malelingue dicono che in estate gli incendi boschivi sono provocati da coloro che sono pagati per spegnerli… avete capito la metafora?

Dov’è l’errore di strategia?

Tra le categorie alle quali il vaccino sarà somministrato con assoluta priorità c’è il personale sanitario.

Ma se il vaccino, non essendo stato sufficientemente sperimentato, comporta effetti avversi, è intelligente (o smart, volendo essere internazionali o alla moda) mettere a rischio proprio la prima linea di difesa?

I servizi segreti e le forze armate (gli unici, nel mondo – oltre a William Gates – in grado di fare previsioni valide) sono stati consultati al riguardo?

Tra l’altro, l’avvocato Polacco ritiene che, da dati ed informazioni in suo possesso, solo il 10% dei medici si vaccineranno.

Noi non la pensiamo assolutamente così. La categoria dei medici, parlando in generale, è troppo legata ai benefits provenienti da Big Pharma, per cui sono troppi i conflitti d’interesse e le mancanze di spirito critico.

Inoltre, l’epidemia ha manifestato in maniera incontrovertibile il trionfo della cosiddetta medicina difensiva.

Certo, ci sono le eccezioni.

Ma, appunto, sono eccezioni.

Non sappiamo quali informazioni detenga l’avvocato Polacco, ma secondo noi la percentuale è esattamente l’opposto: solo il 10% dei medici non si vaccineranno.

Ed il sistema-Paese rischia di ritrovarsi con la prima linea di difesa notevolmente indebolita.

A nostro avviso, si dovrebbe partire da altre categorie, ferma restando la scelta facoltativa di vaccinarsi, altrimenti si violerebbero svariate norme della nostra Costituzione.

Già, ma quali categorie?

Noi un’idea ce l’abbiamo.

Anzi, ce l’hanno gli italiani.

Il 20 ed il 21 settembre scorsi la stragrande maggioranza degli italiani, infatti, si è espressa a favore del taglio dei parlamentari (noi eravamo contrari ed abbiamo anche fatto campagna per il No).

Ciò significa che gli italiani ritengono i parlamentari una categoria pressoché inutile, si potrebbe dire perfino sacrificabile.

Tra l’altro, riteniamo che anche per i parlamentari la percentuale di coloro che si vaccineranno si avvicinerà al 90% che pronostichiamo per i medici. Sicuramente non si vaccineranno quegli sparuti parlamentari iscritti al Gruppo Misto che hanno sempre votato contro i decreti del governo sull’emergenza, a partire da Sara Cunial e da Vittorio Sgarbi.

Ovviamente, insieme con i parlamentari dovrebbero vaccinarsi anche i membri del governo e del comitato tecnico-scientifico e tutti i componenti delle varie task force.

Diano dimostrazione di deschettinizzazione.

Altrimenti, ci appelliamo a De Falco affinché pronunci di nuovo il suo ormai famosisissimo «Torni a bordo, cazzo!».

Un’altra categoria prioritaria, a nostro avviso, sono i componenti del CNEL, un organo costituzionale totalmente inutile, dato che si è cercato di espungerlo dalla Costituzione e dato che non viene mai preso in considerazione dallo stesso governo, il quale continua imperterrito a nominare task force su task force.

A proposito: strano che il governo non abbia pensato ad una task force che stabilisca i requisiti per far parte della task force che dovrà individuare le categorie da vaccinare con priorità.

Qui apriamo un’altra questione.

Il governo deve censurare tutti coloro che sulla tv di Stato rilasciano dichiarazioni a favore della vaccinazione obbligatoria, perché sono anticostituzionali.

Non solo: dovrebbe chiedere a Youtube, Facebook, Twitter, ecc. di censurare tutti i video ed i commenti in cui si parla di vaccinazione obbligatoria.

Inoltre, dato che ormai il governo è in grado di dare a chiunque un’identità pubblica tramite SPID, perché non provvede anche ad istituire delle piattaforme online PUBBLICHE?

In altre parole, dei social network gestiti direttamente dallo Stato, in modo da stroncare le censure altrui ed anche in quel caso consentire la piena attuazione di norme costituzionali, in particolare l’articolo 21, che stabilisce il principio della libertà di pensiero.

Rileviamo infine un’altra cosa.

Il 25 novembre è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Il 25 novembre scorso la trasmissione di RAI 2 “Detto fatto” ha trasmesso un innocuo tutorial intitolato “Come fare la spesa sui tacchi” e si è scatenato il pandemonio.

Polemiche, reazioni politiche, interrogazioni parlamentari… dopodiché la trasmissione è stata sospesa per svariati giorni.

A parte il fatto che “Detto fatto” è una trasmissione per donne, condotta da donne e seguita da donne, il confinamento (o arresti domiciliari che dir si voglia) causato dall’epidemia ha dimostrato che si sono arricchite determinate attività online, come ad esempio Amazon, eBay, Zoom e… PornHub e YouPorn.

Profitti alle stelle.

Quindi, perché scandalizzarsi tanto?

Perché tutta questa ipocrisia?

Tutto ciò ci ha fatto tornare con la memoria a quando eravamo bambini, quando in tv le Kessler dovevano esibirsi con castigatissimi collant per non turbare la… gioventù democristiana.

Parliamo di quasi cinquant’anni fa…

Apriamo una parentesi, dato che noi ci poniamo sempre una domanda da allora: ma le Kessler avranno trovato… l’anima gemella?

Chiusa la parentesi, sulla tv di Stato recentemente è avvenuto un episodio ben più deplorevole.

La conduttrice della trasmissione “Mezz’ora in più”, infatti, ha dichiarato che lo Stato dovrebbe prendere per il collo coloro che si rifiutano di vaccinarsi ed obbligarli a farlo.

Affermazione gravissima, in quanto anticostituzionale.

A parte il fatto che noi riteniamo notevolmente più interessante ed intelligente una trasmissione come “Detto fatto” rispetto a “Mezz’ora in più”, non capiamo questa disparità di trattamento.

Tralasciando la totale insufficienza della conduttrice di “Mezz’ora in più”, incapace di porre all’ospite di turno la cosiddetta seconda domanda come fanno tutti i giornalisti degni di questo nome, perché la trasmissione non viene sospesa per almeno un mese?

Possibilmente senza contestuale pagamento degli emolumenti alla conduttrice?

Altro che «Mi alzo e me ne vado» e «Rimarrà una macchia nella sua carriera professionale».

La tv di Stato deve essere costituzionale e deve censurare e sanzionare chi nelle sue trasmissioni rilascia dichiarazioni anticostituzionali.

Recentemente Massimo Mazzucco ha lanciato una simpatica iniziativa, denominata “Guinzaglio d’oro 2020”.

Info qui, relativamente alle nominations: https://www.luogocomune.net/27-media/5668-guinzaglio-d-oro-2020-le-nominations.

Per conoscere l’esito delle votazioni, invece, si deve vedere il video pubblicato qui: https://www.luogocomune.net/35-commenti-liberi/5673-commenti-liberi-19-dic-2020.

Noi del Terracina Social Forum, però, riteniamo l’iniziativa insufficiente.

Se ci si vuole limitare a giocare, il “Guinzaglio d’oro” va benissimo, ma se si vuole provare ad incidere seriamente sulla realtà, la strategia a nostro avviso dovrebbe essere un’altra.

Nel mondo del giornalismo vige la massima “Follow the money”.

Tradotto: “Segui i soldi”.

In pratica, il giornalista che vuole capire perché avvengono determinati eventi, deve percorrere la pista dei soldi per arrivare al “mandante”.

Ma il motto vale anche al contrario, cioè applicato anche al giornalismo, non solo agli eventi.

Nell’edizione 2020 del “Guinzaglio d’oro” i giornalisti nominati lavorano tutti per l’emittente televisiva La7.

In particolare, o lavorano per il TG di quell’emittente, oppure per le trasmissioni che vengono trasmesse in prima serata proprio dopo quel TG.

Ma quel TG, per andare in onda, ha bisogno di soldi.

È risaputo: senza soldi non si cantano messe.

E quei soldi l’emittente televisiva da dove li ricava, dato che tra le proprie entrate non ha un canone?

Dagli sponsor.

“Seguire i soldi”.

Se si vuole veramente che cambi la linea editoriale del TG La7, si devono seguire i soldi.

O, meglio, si deve interrompere il flusso dei soldi.

Tradotto: non si devono comprare i prodotti e/o i servizi che sono pubblicizzati negli spot trasmessi prima, durante e dopo il TG La7.

Semplicissimo.

In altre parole, si tratta di un banalissimo boicottaggio.

Esattamente come quello che sta facendo, da anni, il movimento BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni per i diritti del popolo palestinese).

Info qui: https://bdsitalia.org.

Forse (FORSE) con un boicottaggio degli sponsor cambierebbe la linea editoriale del TG La7.

E una campagna del genere dovrebbe partire proprio con La7, non certo perché la redazione di quel TG ci abbia fatto qualcosa di male.

Il suo direttore, infatti, non ci ha né fatto arrabbiare, né deluso, e agire spinti da tali motivazioni sarebbe assolutamente sbagliato.

Ma iniziare da La7 è la scelta più intelligente perché si tratta dell’emittente televisiva mainstream più debole.

Come diceva Mao Tse-tung, «Colpirne uno per educarne cento».

Ma l’effetto è migliore se si colpisce il più debole.

A maggior ragione se si sa chi è l’editore. Un uomo, tra l’altro, molto probabilmente di religione ebraica e, come abbiamo studiato all’università sul testo di Storia economica, gli ebrei sono affetti da “lucri rabies”, espressione latina che significa “frenesia di guadagno”.

Di conseguenza, il proprietario di La7 è molto, molto sensibile ai soldi; chi nutrisse dei dubbi al riguardo, si vedesse questo suo video che ha irritato migliaia di italiani in piena emergenza Covid: https://www.youtube.com/watch?v=LNpS-nISFJg.

Come in guerra, la prima mossa da compiere è quella di impedire al nemico di ricevere armi, munizioni e vettovagliamento. Non a caso, nel Medio Evo, si assediavano i castelli e le città.

Quindi, boicottando le aziende che sponsorizzano il TG La7, quest’ultimo non potrebbe più andare in onda.

È ovvio che non può certo essere un blog con pochi lettori come quello del Terracina Social Forum a lanciare un’iniziativa del genere.

Ecco perché scriviamo questa lettera aperta a Massimo Mazzucco: i suoi video intitolati “È stato il pipistrello” e “Il ministero della verità” hanno superato, entrambi, il milione di visualizzazioni.

Massimo Mazzucco ha già la platea giusta, dal punto di vista culturale, dal punto di vista motivazionale e dal punto di vista quantitativo, per lanciare un’iniziativa come il boicottaggio degli sponsor del TG La7.

Tra l’altro, noi non seguiamo La7 con la stessa assiduità con cui lo fa Massimo Mazzucco (al quale riconosciamo di avere una buona dose di… “stomaco”) ed immaginiamo che altrettanto facciano buona parte dei milioni di visualizzatori dei suoi video.

Di conseguenza, il danno per l’emittente televisiva sarebbe altissimo, perché gli sponsor perderebbero consumatori anche tra coloro che non vedono La7 o addirittura non accendono più la tv da anni.

In altre parole, per un’azienda sponsorizzare il TG La7 deve diventare controproducente.

Riteniamo questa la vera iniziativa da mettere in campo, anziché esporre al pubblico ludibrio i giornalisti di La7 con iniziative come il “Guinzaglio d’oro”.

Pensare di fare leva sulla dignità o sulla decenza nei confronti di persone che hanno completamente perduto la dignità e la decenza, significa comportarsi da illusi.

Oppure significa pensare solo a giocare. Come dicono a Roma, «famo a divertisse».

Noi del Terracina Social Forum ci siamo stancati di giocare.

Anche perché l’attuale situazione non lo consente più.

Nella speranza che Massimo Mazzucco prenda in considerazione questa nostra richiesta, noi la inoltriamo anche a Roberto Quaglia ed alla redazione di Casa del Sole TV, confidando nel fatto che questi ultimi mettano in campo la loro… “moral suasion”.

Ovviamente, auguriamo buone feste a tutti: ai nostri lettori, a Massimo Mazzucco, a Roberto Quaglia ed alla redazione di Casa del Sole TV.

Il governo, per rilanciare i consumi, ha introdotto il cashback.

Di quest’ultimo, però, possono usufruirne solo i possessori di smartphone o tablet, in seguito a registrazione online al sistema SPID e dopo aver scaricato l’app IO.

Ora, per coerenza, ci aspettiamo un comunicato stampa da parte della SPI CGIL dello stesso tenore di quello pubblicato qui: https://www.terracinanotizie.net/notizie/comunicati-stampa/3223/lettera-al-sindaco-ed-all-assessore-servizi-sociali-di-terracina-spi-cgil.

Già, perché non tutte le persone anziane hanno la possibilità di connettersi ad Internet oppure possiedono uno smartphone o un tablet.

«Da fonti ISTAT si evince che solo il 6,6% delle persone over 74 usa il pc e solamente il 6,7% utilizza Internet», recita un comunicato stampa che abbiamo ricevuto proprio oggi dalla Fondazione Onda (Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere).

Lo ripetiamo: la SPI CGIL, per coerenza, dovrebbe prendere posizione al riguardo.

Ma sappiamo già che tutto ciò non avverrà, perché il cashback è un’iniziativa governativa e la CGIL è l’azionista di maggioranza del secondo partito della coalizione di governo.

Tradotto: due pesi e due misure.

Tradotto ancora: si pretende la chiusura di un Paese per tutelare i propri iscritti (i pensionati, di lavoratori tra le loro file ce ne sono ormai pochissimi), contestualmente non si manifesta alcuna solidarietà nei confronti delle categorie sociali colpite dal lockdown e dalla crisi, e poi si criticano le amministrazioni comunali di centrodestra (ammesso che questo termine abbia ancora un significato) senza spendere una sola parola contro il proprio governo di riferimento.

Complimenti.

Ormai la CGIL ed i suoi rappresentanti, per noi, non hanno più alcuna credibilità (in realtà, non ne avevano più già da molto tempo).

Abbiamo poi letto le proposte del movimento “La società della cura” qui: https://comune-info.net/i-nostri-doni-al-governo.

Tassa patrimoniale, tassa paperoniale, ecc., ecc.

Tasse, tasse, tasse.

Come se servissero le tasse per consentire allo Stato di immettere liquidità nel sistema economico ed aumentare il benessere dei propri cittadini: https://lbry.tv/@byoblu:b/economia-bufale-le-tasse-servono-per:3.

Tasse, tasse, tasse?

NO!

Moneta, moneta, moneta.

Possibilmente sovrana e non a debito.

Non esiste alcuna “trappola del debito”.

È la moneta che è sovrana, non il debito.

Chi non esprime certi concetti, tutela i banchieri e la finanza.

Oppure, volendo essere sintetici usando una parola sola, tutela i Rothschild.

D’altronde, è risaputo che Palmiro Togliatti, dopo l’attentato subito a Roma il 14 luglio 1948, trascorse parte della sua convalescenza in una villa dei Rothschild.

La sinistra extraparlamentare ha chiuso il proprio ciclo.