Sito Pubblico del Social Forum di Terracina

Nel Golfo di Oman sta andando in scena l’ennesimo episodio di quella terza guerra mondiale che probabilmente ha avuto inizio nel 2006 con il conflitto tra Israele ed Hezbollah.

In quella guerra, lo Stato ebraico aveva l’obiettivo di occupare il sud del Libano, mentre la NATO attendeva gli sviluppi per poi invadere da nord la Siria.

Tentativo fallito, in quanto il conflitto è stato rovinosamente perduto da Israele, dato che Hezbollah è riuscita a mettere fuori uso numerosi carri armati israeliani Merkava, nonché due corvette con la stella di David.

E come ha potuto Hezbollah colpire così pesantemente uno degli eserciti più potenti del mondo, tra l’altro ingannando le misure elettroniche difensive di moderne unità navali?

Grazie alla tecnologia bellica fornita dall’Iran.

Se poi pensate che tutto ciò non sia vero perché i telegiornali non ne hanno parlato, documentatevi meglio.

Venendo ad oggi, gli USA si trovano con le mani legate e non riescono ad usare le maniere forti con l’Iran.

Perché?

Perché l’immensa quantità di petrolio che transita per lo Stretto di Hormuz è un sottostante, cioè quell’attività (non necessariamente finanziaria) da cui dipendono le scommesse effettuate con i titoli derivati.

Esattamente come i mutui subprime.

Se il petrolio non transita più per lo Stretto di Hormuz, pertanto, rischia di saltare tutto il castelletto della finanza mondiale e, soprattutto, ci sarebbero gravissime ripercussioni per il sistema bancario statunitense.

Per il debito pubblico italiano vale lo stesso discorso, in quanto il nostro debito è a sua volta un sottostante.

Siamo noi italiani, se ci passate il francesismo, che teniamo per le palle investitori e speculatori, nonché partiti ed euroburocrati che fanno gli interessi di coloro che non vogliono che i loro prestiti perdano valore e che, quindi, attuano politiche economiche mirate a non far aumentare l’inflazione.

La cosiddetta lobby della deflazione.

Strano che i tanti economisti keynesiani così attivi ultimamente non lo dicano nei loro vari convegni e seminari.

Certo, sarebbe un concetto che la famigerata casalinga di Voghera non capirebbe, però le centinaia di migliaia di visualizzatori dei loro video su Byoblu lo comprenderebbero abbastanza chiaramente.

Alla luce di tutto ciò, appare ancora più evidente il fatto che il nostro debito pubblico sia una sorta di falso problema.

Come abbiamo già scritto qui (https://terracinasocialforum.wordpress.com/2017/06/15/7-punti-imprescindibili-dopo-il-no-al-referendum-costituzionale), i Paesi con i maggiori debiti pubblici sono Giappone e Stati Uniti.

Entrambi non hanno grossi problemi a gestire quella situazione debitoria perché dispongono di moneta sovrana.

Inoltre gli USA possono permettersi di far pagare il loro debito pubblico al resto del mondo perché detengono la moneta internazionale degli scambi.

Da tutto ciò si arriva a tre conclusioni:

1) è la moneta che è sovrana, non il debito;

2) il vero problema economico-finanziario per il pianeta è il dollaro USA che non riesce più ad essere la moneta internazionale degli scambi;

3) lo scontro in atto tra le elite mondiali è tra chi vuole che il dollaro continui a ricoprire quel ruolo ad ogni costo (dove le parole “ad ogni costo” vanno intese come “anche a costo di un conflitto nucleare”) e chi vuole trovare una soluzione al problema nel modo più indolore e più pacifico possibile.

And the winner is…

Finito il rumore di fondo (ballottaggi delle amministrative compresi), possiamo fare un’analisi dei risultati delle elezioni europee.

Come abbiamo già spiegato (https://terracinasocialforum.wordpress.com/2019/05/21/la-via-di-fuga-di-salvini-e-il-vero-vincitore-delle-elezioni-europee), c’era già un vincitore: lo Stato profondo britannico.

Nel Regno Unito hanno stravinto i sovranisti, per cui sono stati modificati gli equilibri all’interno dell’Europarlamento.

Se poi le trattative per la Brexit si prolungheranno (come prevediamo), i britannici si sceglieranno anche la controparte con cui trattare, cioè la prossima Commissione Europea.

Ma il vero vincitore in assoluto è… Donald Trump.

Quest’ultimo ha convinto Orban, il premier ungherese, a rimanere nel gruppo europarlamentare del Partito Popolare Europeo (PPE), e questa è stata la vera mossa vincente.

Perché?

Perché il presidente della Commissione Europea deve essere espressione del gruppo europarlamentare che ha ottenuto il maggior numero di voti, quindi del PPE.

Trump (e Bannon) hanno già individuato chi dovrà ricoprire tale carica, soprattutto per intralciare gli affari tra UE e Russia relativi al gas naturale.

Passano gli anni, ma la politica estera statunitense, per quanto riguarda l’Europa, conserva i suoi storici obiettivi, come abbiamo già espresso nel 2015 con questo volantino (poi sono i russi che cercano di influire sulle elezioni altrui…):

I partiti europeisti, come preventivato, sono stati sonoramente bastonati dagli elettori.

Ma chi finanzia e sostiene tali partiti, avendo ordinato continuamente sondaggi alle società specializzate, ha attuato una manovra difensiva.

Poiché finanziare i partiti europeisti non sarebbe servito a nulla, i sostenitori “occulti” hanno puntato, molto astutamente, su un gruppo europarlamentare che avrebbe “puntellato” la caduta dei gruppi europeisti strappando voti al fronte sovranista.

E come si potevano strappare voti al fronte sovranista?

Puntando ai giovani, agli adolescenti, creando appositamente un personaggio per loro.

Un personaggio che in maniera alquanto “strana”, come avvenuto dieci anni fa con Barack Obama, probabilmente verrà premiato col Nobel per la Pace, sebbene Alfred Nobel, nelle sue ultime volontà, abbia lasciato scritto che il premio deve essere assegnato a “colui che ha fatto il lavoro migliore per la fratellanza tra le nazioni e l’abolizione o riduzione degli eserciti permanenti” e la “formazione e la diffusione di congressi di pace”.

Non si capisce come il giovane personaggio in questione possa soddisfare i requisiti richiesti da Alfred Nobel, ma resta l’impressione che almeno un paio di generazioni di “smidollati” abbiano rinunciato alla loro capacità decisionale nell’affrontare i problemi per delegarla… agli adolescenti.

E un tale capovolgimento di ruoli, che trova la massima espressione proprio all’interno degli istituti scolastici, non è affatto un bel segnale.

Trovate un interessante articolo qui: https://it.insideover.com/politica/crisi-governo-salvini-trump.html.

Dall’articolo si evincono chiaramente due cose:

1) la crisi di governo subirà un’accelerazione solo dopo l’8-9 giugno (prima di quelle date Salvini non andrà a Washington);

2) Salvini non fa un passo se prima non ha il permesso di Trump e Bannon. A Roma si dice: “Tanto lo tocchi e tanto cammina”.

Apriamo una parentesi: ci dicono che Trump e Bannon hanno litigato.

Rumore di fondo.

RUMORE DI FONDO.

Secondo noi quei due si parlano telefonicamente ogni giorno, anche più volte al giorno.

Chiusa la parentesi, torniamo a Salvini.

Per un leader politico sovranista non è una bella cosa farsi dettare la linea da un capo di Stato straniero.

È una vera e propria contraddizione in termini.

Inoltre la sovranità assume varie espressioni, sintetizzate in queste tre fondamentali varianti:

a) sovranità monetaria;

b) sovranità nazionale;

c) sovranità popolare (il potere spetta al popolo).

Salvini, facendosi dettare la linea da Washington, non applica la sovranità nazionale.

Ma, a ben vedere, non rispetta neanche la sovranità popolare, dato che non è certo il popolo italiano a decidere.

Non dovevano venire… “prima gli italiani”? Oppure per Salvini vale… “America first”?

Però la sovranità popolare è violata anche in un altro senso: la linea viene dettata dal presidente di uno Stato nel cui ordinamento giuridico non è prevista la sovranità popolare.

Già: negli Stati Uniti d’America non vige la sovranità popolare. In quel Paese, infatti, si applica il sistema dei cosiddetti “grandi elettori”, tanto che alle ultime elezioni, quelle del 2016, se si fosse applicata la sovranità popolare, limitandosi cioè al solo voto dei cittadini, avrebbe vinto Hillary Clinton, con una differenza di circa 3 milioni di voti.

Quindi, il paladino nostrano del sovranismo si fa dettare la linea da uno straniero a capo di uno Stato nel quale non vige la sovranità popolare.

Tutto regolare?

Secondo noi, no.

Proponiamo di chiamare i sovranisti nostrani col loro vero nome: sovranisti limitati, in quanto espressione di un Paese a sovranità limitata.

E, badate bene, per loro quella sovranità limitata non è assolutamente un problema.

Forse perché interessano solo le poltrone?

Rinnoviamo infine l’invito: liberatevi del rumore di fondo.

Aiuta a rimanere concentrati sulle questioni cruciali.

Premessa: il rumore di fondo.

Vi è mai capitato di trovarvi in un ristorante o in un pub affollato, nel quale avete difficoltà a parlare con chi vi sta seduto vicino?

Il rumore di fondo vi disturba.

Esistono molti tipi di rumore di fondo.

Esiste anche un rumore di fondo provocato ad arte per impedire alle persone di capire ciò che succede.

Ad esempio, tv e stampa creano quel tipo di rumore di fondo. Le discussioni su Facebook e sugli altri social network lo amplificano: persone che litigano su questioni che non solo sono rumori di fondo, ma spesso sono anche fake news. A quel punto il rumore di fondo diventa assordante.

Adesso facciamo un esempio.

A Terracina, cittadina di provincia (sottinteso: nelle cittadine di provincia spesso gli abitanti si comportano in maniera… provinciale), negli anni ’70-’80 nei negozi andava di moda questa frase: «Deve arrivare».

Se un cliente chiedeva uno specifico prodotto, i commessi, anziché riconoscere di non averlo in magazzino, rispondevano «Deve arrivare» pur non avendolo mai ordinato.

Una vera e propria fake news.

Perché i commessi si comportavano in quel modo?

Perché dovevano tutelare l’immagine del negozio.

E perché erano stipendiati.

Analogamente, chi crea rumore di fondo e fake news ha l’ordine di tutelare l’immagine del negozio ed è stipendiato. Ovviamente nel mondo dell’informazione il “negozio” non è la testata, bensì gli sponsor, l’editore e gli amici dell’editore.

Come ci si difende dal rumore di fondo?

È tutta questione di strategia e di concentrazione.

La strategia consiste in ciò: di fronte alla proposizione «è avvenuto questo fatto perché…», la prima parte di frase che va immediatamente NON presa in considerazione è «perché…», dopodiché si deve ragionare sulla parte «è avvenuto questo fatto», chiedendosi «che cosa è REALMENTE accaduto?».

La concentrazione consiste nel comportarsi come un segugio: una volta individuata la “pista”, seguirla con la massima determinazione possibile senza concedersi alcun tipo di distrazione. Astraendosi dal rumore di fondo. Rumore di fondo creato e/o provocato ad arte.

Della trappola predisposta contro Matteo Salvini abbiamo parlato qui: https://terracinasocialforum.wordpress.com/2019/05/01/salvini-cadra-nel-trappolone.

Ma l’attuale ministro dell’Interno probabilmente ha già pronta una via di fuga: farsi eleggere alla Commissione Europea.

Di conseguenza, tornerà all’opposizione in Italia ma starà al governo in Europa.

Ora, invece, vi vogliamo parlare di chi, ancora prima che si siano chiuse le urne, è il vero vincitore delle prossime elezioni europee: il Regno Unito.

O, meglio, lo Stato profondo del Regno Unito.

Ipotizziamo che voi vogliate comprare una casa. I venditori sono due coniugi: la moglie è irriducibile, mentre il marito è malleabile.

Voi con chi preferireste trattare, con la moglie irriducibile o con il marito malleabile?

Partecipando alle elezioni europee, i britannici influiranno sugli equilibri del futuro Europarlamento. E avvantaggeranno il fronte sovranista.

Poi, se rallenteranno ulteriormente le trattative per la loro uscita dall’UE, parteciperanno anche alla nomina della Commissione Europea.

In altre parole, sceglieranno la controparte con cui trattare: anziché la moglie intrattabile (cioè l’attuale Commissione Europea), il marito malleabile (cioè la prossima Commissione Europea).

Chiamateli fessi!

Ma voi direte: «Non è vero! Conservatori e laburisti non hanno trovato l’accordo all’interno del Parlamento!».

Rumore di fondo.

RUMORE DI FONDO.

Ma voi aggiungerete: «Però così i britannici si sono esposti al pubblico ludibrio internazionale».

Sai che novità! Non si sono per caso esposti al pubblico ludibrio internazionale anche con la vicenda Skripal?

Ricordate: di fronte alla proposizione «è avvenuto questo fatto perché…», la prima parte di frase che va immediatamente NON presa in considerazione è «perché…», dopodiché si deve ragionare sulla parte «è avvenuto questo fatto», chiedendosi «che cosa è REALMENTE accaduto?».

Oppure, i britannici non si sono esposti al pubblico ludibrio internazionale quando hanno finanziato (con ben 19,7 milioni di sterline, per la precisione) i Caschi Bianchi, l’associazione che inscenava i finti attentati con armi chimiche in Siria, spesso utilizzando ignari bambini?

Il Regno Unito persegue con estrema determinazione il proprio interesse nazionale, proprio perché il suo Stato profondo, la sua classe dirigente, sa perfettamente qual è il proprio interesse nazionale.

Il Regno Unito fa tutto ciò con estrema accuratezza grazie all’esperienza accumulata nei secoli passati, quando ha messo in piedi uno dei più potenti imperi della storia.

Quel “know-how” è stato tramandato di generazione in generazione.

Ecco perché il Regno Unito è il vero vincitore delle prossime elezioni europee.

E Macron ha tentato invano di opporsi a tutto ciò.

Ma questo sarà argomento delle prossime puntate.

Chiudiamo l’articolo con una preghiera: liberatevi del rumore di fondo.

Il 26 maggio prossimo si chiuderanno le elezioni per il Parlamento Europeo.

Si prevede che si creerà una situazione di relativa ingovernabilità, come sta già avvenendo in numerosi Stati.

Tutto ciò è voluto dalle élite, perché l’ingovernabilità svilisce le istituzioni e favorisce l’accentramento di potere in organismi sovranazionali non elettivi più facilmente controllabili.

Ovviamente le elezioni europee avranno conseguenze anche sulla nostra politica interna.

La legge elettorale per il Parlamento italiano non ha ricevuto modifiche, per cui è tuttora vigente il premio di maggioranza per il partito o la coalizione che supera il 40% dei suffragi.

Alle elezioni europee si vota con sistema proporzionale puro, quindi ogni forza politica ha la possibilità di “pesarsi”: un vero e proprio sondaggio nazionale basato su dati reali e non su interviste telefoniche.

Il 27 maggio, a spoglio concluso, Lega, Fratelli d’Italia, altre liste piccole di destra già con essi d’accordo e, probabilmente, Forza Italia, sommeranno le percentuali di voto da loro ottenute: se, come altamente probabile, supereranno il 40%, Salvini troverà un pretesto per staccare la spina al governo.

Ma il ministro dell’Interno non può indire le elezioni.

Questa è una prerogativa del presidente della Repubblica.

Ora, fate ricorso alla memoria e tornate ad un anno fa: il presidente della Repubblica non accetta Paolo Savona come ministro dell’Economia, ma pochi giorni dopo lo accetta tranquillamente come ministro per i Rapporti con l’Unione Europea.

Il presidente, all’epoca, ha semplicemente voluto sottolineare quali sono le sue prerogative ed ha lanciato un messaggio forte e chiaro con un anno d’anticipo.

Il nostro sospetto è che il presidente non indirà le elezioni, farà trascorrere del tempo in consultazioni, eventuali pre-incarichi, ecc., dopodiché affiderà il governo ad un tecnico, probabilmente anche perché tornerà a salire il famigerato spread.

Chi sarà questo tecnico?

Come abbiamo già indicato anni fa, sarà Mario Draghi, il cui mandato da governatore della Banca Centrale Europea scadrà a novembre 2019.

E così svanirà il sogno di Salvini.

Ovviamente, un governo tecnico dovrà ottenere la fiducia del Parlamento e dovrà avere una maggioranza che approvi i suoi provvedimenti.

Da chi sarà costituita questa maggioranza?

Da PD, LeU e M5S, o quello che resterà di quest’ultimo.

In questo quadro, l’unico ad attuare una strategia win-win, cioè vincente in ogni caso, è Berlusconi, perché se si va al voto governerà con Salvini, se non si voterà appoggerà il governo Draghi.

Salvini cadrà nel trappolone?

Noi abbiamo il sospetto/convinzione che dopo le elezioni europee Salvini, da bravo sovranista qual è, farà quello che gli diranno di fare Trump e Bannon.

Analogamente, abbiamo il sospetto/convinzione che Di Maio obbedirà alle direttive di Casaleggio, il quale a sua volta seguirà le direttive di Londra.

Sottotitolo: E come si comportano.

Ad agosto 2008, in coincidenza con l’inizio delle Olimpiadi di Pechino, scoppia la guerra in Georgia.

Putin risolve vittoriosamente la questione in poco più di una settimana.

L’allora premier Silvio Berlusconi si schiera dalla parte di Putin.

Washington e Londra istantaneamente decidono che il Cavaliere deve sloggiare da Palazzo Chigi.

Ci riescono dopo tre anni, con vari, tormentati, passaggi: un ex Delfino che gli erode consensi dall’interno ma, soprattutto, l’ingresso in pianta stabile nel nostro Paese della corazzata Soros, l’Open Society Foundations (interessante notare chi fa parte del Board di quest’ultima: https://it.wikipedia.org/wiki/Emma_Bonino).

Partono finanziamenti a partiti, movimenti, esponenti politici, case editrici, quotidiani, giornalisti. Un nuovo quotidiano compare nelle edicole.

Un anno dopo, nel 2009, scoppia una rivoluzione colorata in Iran. I manifestanti non accettano l’elezione a presidente di Mahmud Ahmadinejad.

Durante una delle proteste viene messa in scena l’uccisione di una giovane manifestante, Neda, con l’utilizzo del sangue finto.

A dicembre dello stesso anno, invece, va in scena la prima rivoluzione colorata italiana: il No Berlusconi Day del 5 dicembre 2009. La partecipazione è oceanica, ma l’organizzazione denota aspetti alquanto misteriosi, a cominciare dal fatto che è ignota l’identità del promotore, San Precario.

Anche i vari responsabili dei comitati cittadini hanno la direttiva di agire in maniera anonima (noi, comunque, dopo pochi giorni avevamo capito chi fosse l’utente Facebook “No Berlusconi Day Terracina”, perché sul social network si era tradito e noi tenevamo la lente d’ingrandimento puntata su di lui da tempo – un saluto a Sergio!).

In realtà, sappiamo anche chi è lo strano personaggio che rispondeva al nome di San Precario, individuo capace di inscenare finte aggressioni da parte di sostenitori del Cavaliere, ma questo è un altro discorso sul quale non ci vogliamo soffermare.

Come abbiamo scritto, la partecipazione alla manifestazione del No Berlusconi Day è oceanica.

Come reagisce il Cavaliere?

Col sangue finto.

Applicando il proverbio “chi di spada ferisce, di spada perisce”.

Con la collaborazione di un “fratello” d’Italia presente accanto a lui in piazza Duomo, mette in scena una finta aggressione, sale in auto e anziché precipitarsi al pronto soccorso più vicino, si fa spalmare il sangue finto, esce fuori dall’auto, si fa vedere da tutti, fa ripartire l’auto a passo di lumaca con il finestrino abbassato e va ad oltre 10 km di distanza, all’ospedale San Raffaele dell’amico don Verzè, ignorando i vari nosocomi ben più prossimi a piazza Duomo.

I suoi collaboratori, però, si dimenticano di spalmare qualche goccia di sangue finto sul colletto della camicia bianca, che rimane candida candida.

Altrettanto candidamente, un politico che va a trovarlo al San Raffaele, intervistato dai giornalisti all’uscita dall’ospedale, dichiara: «Sta benissimo, sembra quasi che non si sia fatto nulla».

Già…

La seconda controrisposta alla rivoluzione colorata del Popolo Viola, avviene su Facebook: centinaia di gruppi con le denominazioni più disparate (sostegno ai terremotati abruzzesi, aiuto ai cani abbandonati, ecc.) cambiano nome contemporaneamente e diventano gruppi che esprimono vicinanza e solidarietà al premier aggredito.

Segue poi un lungo periodo di convalescenza del Cavaliere in una casa di cura svizzera e, quando finisce la degenza-vacanza sulle Alpi, che cosa indossa l’ex premier?

Il giubbotto della Marina militare russa regalatogli dall’“amico Putin”.

Chiaro messaggio in codice massonico, fornito da chi ne conosce bene quelle logiche per antica frequentazione: «Sono ancora in piedi e non rinnego assolutamente le mie amicizie. E conosco perfettamente quali sono le vostre strategie per scalzarmi, tanto da poterle inscenare anche io».

Ecco un altro esempio di come le élite utilizzano i media.

Ovviamente tutto ciò avviene anche adesso.

In questi giorni, infatti, ci stiamo interrogando su un numero: il 49.

49 sono i milioni che deve pagare la Lega.

49 erano i migranti sulla nave Diciotti.

49 erano i migranti sulla nave Mare Jonio.

Segnale massonico?

E, se fosse tale, è un messaggio d’incoraggiamento o di minaccia?

Nel frattempo, teniamo la lente d’ingrandimento puntata su Mediterranea.

Prima di tutto, rileviamo questo articolo: https://www.money.it/Mare-Jonio-Banca-Etica-finanziato-ong-Mediterranea.

Tutte le principali Onlus italiane, nei loro siti Internet, pubblicano Statuto e bilancio, in genere nella sezione “Chi siamo”.

https://mediterranearescue.org/faq: Mediterranea non è una ONG. Si definisce “Azione Non Governativa”.

Sul sito (https://mediterranearescue.org) non c’è traccia di Statuto e di bilancio.

https://mediterranearescue.org/sostengono-mediterranea: nell’elenco dei sostenitori di Mediterranea, alla fine c’è Il Biscione, altra realtà alquanto misteriosa, il cui nome ci fa ritornare in mente… San Precario.

Le rivoluzioni colorate adesso avvengono via nave?

Domani, 22 marzo, è la Giornata mondiale dell’acqua.

Dell’agricoltura industriale abbiamo parlato ieri: https://terracinasocialforum.wordpress.com/2019/03/20/stimoliamo-il-dibattito-sullagricoltura-industriale.

In quell’articolo non abbiamo approfondito la questione degli enormi consumi (e sprechi) di acqua del settore agricolo e degli allevamenti intensivi, ma oggi non ne vogliamo parlare.

Sappiamo già che lo farà qualcun altro domani, oltre a cercare di far sentire in colpa le persone comuni, suggerendo loro di non lasciare aperto il rubinetto mentre si lavano i denti, di ridurre il tempo della doccia e di preferire la doccia al bagno.

Domani, sempre gli stessi, diranno che le perdite degli acquedotti sono ingenti (e le efficientissime aziende private che hanno preso in gestione il servizio con le privatizzazioni non hanno provveduto a ridurle), ma non diranno nulla invece delle perdite degli elettrodotti che si stima siano dello stesso ordine di grandezza delle perdite degli acquedotti.

Ma, si sa, fa più fico parlare delle energie rinnovabili anziché dell’efficienza energetica, per promuovere la green economy.

Non è strano che le associazioni ambientaliste si riempiano costantemente la bocca delle parole “economy” o “economia” (alcuni esempi: green economy, sharing economy, economia circolare, ecc.), quando è proprio l’economia a creare i problemi all’ambiente?

Non è strano che le associazioni ambientaliste si riempiano continuamente la bocca delle parole “chi inquina paga”?

Inquinare è vietato.

Punto.

Questa dovrebbe essere la Bibbia.

Nella Bibbia non c’è scritto «Chi uccide paga».

Ma oggi, in previsione della giornata di domani, preferiamo soffermarci su un altro aspetto.

Come cerchiamo di sottolineare ad ogni piè sospinto, i peggiori inquinatori sono i militari, sia in tempo di guerra che in tempo di pace.

Ma i militari sono anche dei grandissimi consumatori di risorse naturali.

Quali sono i consumi idrici dei militari?

Mistero.

Nella Rete non si trova nulla al riguardo, oltre alla solita frase fatta per cui «le guerre del futuro si faranno per il controllo dell’acqua».

Premesso che anche le guerre del passato e del presente si sono fatte e si fanno per il controllo dell’acqua, noi ci chiediamo invece un’altra cosa: quali sono i consumi (e gli sprechi) idrici del settore militare?

Domani le associazioni ambientaliste ed i siti Internet ad esse legati, comprese tv e giornali, parleranno di tutto, sul tema acqua, ma non diranno nulla sui consumi idrici dei militari.

Eppure i temi ci sarebbero. A titolo puramente esemplificativo:

1) Quanto vengono inquinate le acque da guerre e conflitti?

2) L’uranio impoverito si propaga anche nei corsi d’acqua e finisce nelle falde acquifere?

3) Non esiste un nucleare civile separato dal nucleare militare (non a caso si utilizzano i proiettili ad uranio impoverito per smaltire le scorie); senza acqua di raffreddamento le centrali nucleari funzionano? (Su quest’ultimo punto, molto interessante il seguente articolo: http://www.cittanuove.org/index_041.htm)

Ma già sappiamo che su questi temi, domani, da parte delle associazioni ambientaliste e dei siti Internet ad esse legati, ci sarà il silenzio più totale.

Greta, se sapesse, li prenderebbe a frustate.

Ma Greta, come tanti, guarda il dito anziché la Luna.

Quando si colpirà il bersaglio grosso e perché non lo si fa?

Anche il settore militare è una grande opera inutile e non supererebbe l’analisi costi-benefici.