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Draghiani e prodiani, le due fazioni che si contendono l’Italia

Le elezioni regionali della fine di novembre del 2019 hanno fornito dei dati interessanti.

Tutti si sono concentrati sull’Emilia Romagna, quando in realtà l’informazione più rilevante l’ha fornita la Calabria, dove il partito più votato all’interno della coalizione di centrodestra è stato Forza Italia.

Emilia Romagna e Calabria, quindi, hanno confermato che nello Stivale vige ancora, potentissimo, il clientelismo, il quale ha trovato espressione nei partiti-principe di tale forma di governo, rispettivamente Forza Italia in Calabria ed il PD nella regione “rossa” (rossa? rosè) per eccellenza.

Il popolo, pertanto, non è ancora maturo.

Se le classi dirigenti del nostro Paese, in linea generale, ragionano in “modalità novecentesca”, il popolo ragiona ancora in “modalità ottocentesca”, se non addirittura in modalità medioevale, feudale.

Ma osservare ciò che accade in Italia è cruciale per capire anche quello che può succedere a livello internazionale.

Durante il cosiddetto “governo gialloverde”, i due partiti della maggioranza si sono spaccati quando è venuto nel nostro Paese il presidente cinese Xi Jinping per la firma del memorandum per il progetto della Nuova Via della Seta.

In quell’occasione abbiamo avuto la conferma dei nostri sospetti: la Lega (quanto meno l’anima salviniana) obbedisce a Trump e Bannon, mentre i casaleggiani obbediscono a Londra.

Allargando l’ottica, proprio le azioni dei due partiti allora al governo ci facevano comprendere ancora meglio le mosse e le mire di USA e Regno Unito.

Adesso però nel nostro Paese c’è un altro governo e noi vediamo all’opera due potentissime fazioni.

Prima di tutto, le élite sovranazionali che ci dominano hanno capito perfettamente una cosa: la pedina fondamentale, in Italia, non è il presidente del Consiglio, bensì il presidente della Repubblica.

È il capo dello Stato che conferisce l’incarico al premier, è il capo dello Stato che stabilisce la data delle elezioni, è il capo dello Stato che può influire sugli equilibri e sulle maggioranze all’interno del Parlamento, nominando i senatori a vita che gli sono più congeniali (l’abbiamo visto con Giorgio Napolitano, il quale nel 2011 ha nominato senatore a vita Mario Monti pochi giorni prima di affidargli l’incarico di costituire un nuovo governo).

Non solo: il presidente della Repubblica può anche intervenire, pesantemente, nella scelta dei ministri che compongono il governo, come si è verificato a fine maggio 2018, quando Sergio Mattarella ha bocciato Paolo Savona come ministro dell’Economia, perché non avrebbe fornito adeguate garanzie ai… “mercati”.

Giustamente.

Articolo 1 della Costituzione, comma 1: “L’Italia è una Repubblica fondata… sui mercati”. Comma 2: “La sovranità appartiene… ai mercati”.

Chi sono gli attuali contendenti per il Quirinale?

Mario Draghi e Romano Prodi.

Il primo è sostenuto da Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Italia Viva e, probabilmente, parte del PD.

Mattarella è una pedina fondamentale nel “gioco”, dato che è stato posto al Quirinale grazie a Renzi. Come si comporterà il nostro capo dello Stato? Noi ci stiamo concentrando con la massima attenzione su di lui. In particolare, ci chiediamo come si sarebbe comportato, al suo posto, il padre Bernardo Mattarella, potentissimo politico democristiano nella Sicilia del dopoguerra.

Al di fuori del Parlamento, Mario Draghi è sostenuto da Confindustria (il Sole 24 Ore spinge con la massima forza possibile) e dal gruppo Cairo, costituito da RCS (Rizzoli Corriere della Sera) e La 7, con, all’interno di quest’ultima, Lilli Gruber organizzatrice dei meeting del Gruppo Bilderberg (all’ultimo dei quali è stato invitato proprio Matteo Renzi).

Mario Draghi, poi, ha studiato presso i Gesuiti, quindi dovrebbe essere sostenuto anche da questi ultimi, i quali trovano espressione al vertice del Vaticano nella figura di Bergoglio.

Romano Prodi è sostenuto da buona parte del PD e da Liberi e Uguali, oltre che, al di fuori del Parlamento, da un certo mondo cattolico (Azione Cattolica, Focolarini). Non ha il sostegno dell’Opus Dei, che non lo ha mai amato, e probabilmente neanche di Comunione e Liberazione, la quale ambisce, da molto tempo, ad entrare nel “salotto buono” (quello internazionale). Il siluramento nel 2013 del “provincialotto” (per quei salotti) Pierluigi Bersani ha fatto scuola, per CL.

Sui Cavalieri di Malta, invece, non ci esprimiamo perché non abbiamo elementi di valutazione. Troppo… mistero.

I casaleggiani continuano ad essere teleguidati da Londra, per cui non si capisce quale delle due fazioni appoggeranno. Saranno l’ago della bilancia. S’intravede, però, una timida apertura verso Prodi.

Come abbiamo già spiegato qui (https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/04/01/la-lettera-di-mario-draghi-ai-raggi-x), Draghi fa SOLO ED ESCLUSIVAMENTE gli interessi delle banche e degli ambienti finanziario-speculativi, proponendo come soluzione alla crisi economica prodotta dall’emergenza sanitaria l’aumento del nostro debito pubblico, il quale finirà in grandissima parte in mano straniera. Draghi scarica tutti i costi della crisi sullo Stato, sui lavoratori e sul settore produttivo, garantendo solo il settore bancario, il quale fornirebbe la liquidità senza correre alcun rischio, anzi, avendo anche la possibilità di arricchirsi.

Inoltre, i sostenitori di Draghi non vogliono aprire alla Cina e vogliono arrivare allo scontro con quest’ultima.

Anche Prodi fa sicuramente gli interessi di entità straniere, le quali, però, non vogliono arrivare al conflitto con la Cina.

A livello internazionale, la Lagarde e Macron sono “draghiani”, la Merkel e la Von der Leyen sono “prodiane”.

Poi c’è Trump, il quale sta combattendo per dotarsi di un “bazooka”, cercando di sottrarre la banca centrale USA (la Fed) dalle grinfie dei Rothschild.

Trump sta collaborando con Putin, ma deve vincere le elezioni di novembre.

Anche Boris Johnson ha un “bazooka” e si è liberato dalle pastoie dell’UE.

Lo scontro è in atto.

Per noi il male minore, attualmente, salvo novità dell’ultimo momento, è Trump.

In subordine, Prodi.

Da condannare, senza appello, Mario Draghi.

Che il popolo apra gli occhi. Ma, su quest’ultimo punto, abbiamo i nostri dubbi.

Detto questo…

… continuate a vedere la televisione.

La lettera di Mario Draghi ai raggi X

Trovate la lettera di Mario Draghi inviata al Financial Times qui: https://www.lavocedeltrentino.it/2020/03/30/la-lettera-di-mario-draghi-al-financial-times-la-discesa-in-campo-di-un-gigante-fra-i-nani.

Suggeriamo al lettore di aprirla in un’altra finestra del browser, leggerla, continuare a tenere aperta quella finestra e seguire i nostri ragionamenti, nei quali le frasi di Mario Draghi saranno riportate in corsivo.

La pandemia del coronavirus è una tragedia umana di proporzioni potenzialmente bibliche.

Frase non condivisibile.

Si tratta di una crisi sanitaria. Ciò che può risultare estremamente dannoso, per tutti, sono gli effetti delle decisioni politiche prese.

Le misure varate dai governi per impedire il collasso delle strutture sanitarie sono state coraggiose e necessarie, e meritano tutto il nostro sostegno.

Altri governi hanno assunto decisioni diverse.

Ma queste azioni sono accompagnate da un costo economico elevatissimo – e inevitabile.

Il costo ADESSO è inevitabile.

Prima poteva essere evitato.

Appare scontato che ci troviamo all’inizio di una profonda recessione.

Ci troviamo davanti ad una crisi.

La crisi è un’opportunità.

È ormai chiaro che la nostra reazione dovrà far leva su un aumento significativo del debito pubblico.

Frase non condivisibile.

Si può intervenire senza aumentare il debito pubblico, gli strumenti ci sono.

Livelli molto più alti di debito pubblico diventeranno una caratteristica permanente delle nostre economie e dovranno essere accompagnati dalla cancellazione del debito privato.

Ribadiamo che il debito pubblico può non aumentare.

La priorità non è solo fornire un reddito di base a tutti coloro che hanno perso il lavoro, ma innanzitutto tutelare i lavoratori dalla perdita del lavoro.

Frase pienamente condivisibile.

È indispensabile introdurre un sostegno immediato alla liquidità.

È tutta qui la questione.

L’unica strada efficace per raggiungere ogni piega dell’economia è quella di mobilitare in ogni modo l’intero sistema finanziario (…). Le banche, in particolare, raggiungono ogni angolo del sistema economico e sono in grado di creare liquidità all’istante, concedendo scoperti oppure agevolando le aperture di credito.

Perché la liquidità la dovrebbe creare il sistema finanziario?

Gli scoperti e le aperture di credito aumentano il debito privato.

Le banche devono prestare rapidamente a costo zero alle aziende favorevoli a salvaguardare i posti di lavoro. E poiché in questo modo esse si trasformano in vettori degli interventi pubblici, il capitale necessario per portare a termine il loro compito sarà fornito dal governo, sotto forma di garanzie di Stato su prestiti e scoperti aggiuntivi.

Così c’è il rischio di un aumento del debito pubblico.

Il governo sarà costretto ad assorbire una larga quota della perdita di reddito causato dalla chiusura delle attività economiche.

Appunto.

Dobbiamo inoltre ricordare che in base ai tassi di interesse presenti e probabilmente futuri, l’aumento previsto del debito pubblico non andrà a sommarsi ai suoi costi di gestione.

E chi dice che i tassi d’interesse non aumenteranno?

Obiezione sollevata anche dall’economista Emiliano Brancaccio: https://comedonchisciotte.org/draghi-indica-il-futuro-ma-dribbla-una-domanda-%e2%80%a8chi-paghera-questa-crisi.

Draghi conclude così:

La velocità del tracollo dei bilanci delle aziende private – provocate da una chiusura economica al contempo doverosa e inevitabile – dovrà essere contrastata con pari celerità dal dispiegamento degli interventi del governo, dalla mobilitazione delle banche e, in quanto europei, dal sostegno reciproco per quella che è innegabilmente una causa comune.

La chiusura economica non era né doverosa, né inevitabile.

Gli interventi del governo proposti da Draghi riguardano solo l’aumento del debito pubblico e non l’introduzione di liquidità diretta.

La mobilitazione delle banche non farà che aumentare i loro profitti.

Il sostegno reciproco tra europei, allo stato attuale, è una chimera.

Ma della lettera di Draghi ci ha colpito soprattutto un passaggio, questo:

Le guerre – il precedente più significativo della crisi in atto – si finanziavano attingendo al debito pubblico. Durante la prima guerra mondiale…

Perché non ha parlato della SECONDA guerra mondiale?

Da Wikipedia (https://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Draghi) leggiamo che Mario Draghi si è laureato nel 1970 in Economia e Commercio all’Università “La Sapienza” di Roma con una tesi critica sulla moneta unica. Il suo relatore è stato il professore di politica economica Federico Caffè.

Abbiamo rispolverato il manuale del prof. Caffè “Lezioni di politica economica” ed abbiamo cercato il capitolo sulle politiche adottate dal Regno Unito durante la seconda guerra mondiale, grazie all’economista John Maynard Keynes.

Quest’ultimo sapeva perfettamente che durante la prima guerra mondiale le politiche dei vari governi portarono ad un aumento dei tassi d’interesse e ad una forte inflazione.

Di conseguenza, durante il secondo conflitto mondiale i Paesi anglosassoni seguirono una via ben diversa, tracciata da Keynes:

1) contenimento dei consumi civili con sistemi di razionamento;

2) incanalamento della parte non spesa del reddito verso il sistema bancario, mediante il blocco di ogni altra forma di investimento;

3) assorbimento automatico degli accresciuti depositi bancari nella sottoscrizione di titoli del debito pubblico, emessi con tassi d’interesse molto modesti.

Tolto il primo punto, attualmente irrealizzabile ed improponibile, Keynes scaricò il rischio delle maggiori spese pubbliche sulle banche.

Mario Draghi, invece, con la sua lettera rinnega gli insegnamenti del suo professore di politica economica e scarica il rischio delle maggiori spese pubbliche solamente sullo Stato, lasciando intendere che ci saranno svariati fallimenti di imprese private e garantendo solo ed esclusivamente le banche.

No, grazie.

Chiudiamo segnalando due interessantissimi ed istruttivi video:

https://www.youtube.com/watch?v=UTSZTleLcq0

https://www.youtube.com/watch?v=nZkbGZNiqlM&t=619s

Buona visione.

 

POST SCRIPTUM

Un sentito ringraziamento a Carlo per la collaborazione.

La guerra per la moneta internazionale degli scambi

Sottotitolo: la battaglia dei tamponi.

Come sanno i nostri lettori più affezionati, il controllo della moneta internazionale degli scambi apporta notevolissimi vantaggi sullo scacchiere internazionale.

Adesso, infatti, sono gli USA che, con il dollaro, fanno pagare il loro debito pubblico al resto del mondo, avendo contemporaneamente una bilancia dei pagamenti perennemente in perdita ed un debito pubblico elevatissimo.

Negli Stati Uniti la politica si è spaccata in due blocchi:

1) coloro che vogliono conservare la moneta internazionale degli scambi a tutti i costi, compreso un eventuale conflitto nucleare;

2) coloro che invece vogliono arrivare ad un nuovo equilibrio mondiale senza spargimento di sangue.

Del primo blocco fanno parte il Partito Democratico ed il deep State USA.

Il secondo blocco trova invece espressione in Donald Trump, il quale sta cercando di attuare una politica internazionale di “rientro”. Ha offerto ponti d’oro alle grandi industrie statunitensi affinché facessero tornare nella madrepatria le loro fabbriche ed i loro stabilimenti, ha ridotto gli interventi bellici USA e sta facendo pressioni sugli alleati – o colonie che dir si voglia – affinché provvedano a loro spese alla difesa. Inoltre, ha iniziato la guerra dei dazi.

Come vedete, dal punto di vista economico-finanziario cambia poco: è sempre il resto del mondo a dover pagare.

Ma almeno con Trump non ci sono spargimenti di sangue, salvo assassini mirati, come quello del generale iraniano Soleimani.

Omicidi “mirati” ad impedire conflitti ben più pericolosi. Uccisioni, come abbiamo spiegato qui (https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/01/09/siamo-proprio-sicuri-che-i-rapporti-usa-iran-siano-cosi-conflittuali), probabilmente attuati in “collaborazione” con governi presunti nemici.

Ovviamente il blocco perdente non resta a guardare.

Nello scontro si è inserito prepotentemente – oppure è stato inserito volutamente – il coronavirus.

Trump sta cercando di portare sotto il suo stretto controllo la Fed, la banca centrale USA, sottraendola ai Rothschild (ricordiamo che questi ultimi controllano le banche centrali di tutti i Paesi del mondo, esclusi 2 Paesi e 7 “Stati canaglia”, che probabilmente sono definiti così proprio per quel motivo. Uno dei 2 Paesi non-canaglia adesso è nell’occhio del ciclone, assalito com’è dai media controllati dal deep State: l’Ungheria).

E qui arriviamo all’Europa, allo scontro in atto per allentare i vincoli di bilancio legati ai parametri di Maastricht.

Apriamo una parentesi.

Se in un anno molte festività nazionali cadono di sabato e/o di domenica, il PIL sale, di conseguenza migliorano i parametri di Maastricht.

Perché i rapporti deficit/PIL e debito/PIL sono frazioni, con un numeratore ed un denominatore, ed entrambi sono fondamentali.

Passando al coronavirus, la questione cruciale non è il numero di morti, ma il denominatore, il numero di contagiati.

Come si calcola il tasso di letalità di un’epidemia?

Ponendo al numeratore il numero dei decessi ed al denominatore il numero dei contagiati.

Quanti sono i contagiati all’interno dei singoli Stati?

Non si sa, perché ogni Paese utilizza una propria contabilità.

Ogni singolo Stato può, artatamente, modificare i dati, sia agendo sul numeratore (i decessi – se un diabetico muore perché viene investito da un’auto mentre va in farmacia a comprare l’insulina, è deceduto per incidente stradale o per diabete?), sia agendo sul denominatore (il numero dei contagiati).

L’unica certezza è che se il tasso di letalità è alto (come in Italia, in Spagna ed in Francia), si reclamano allentamenti di bilancio, mentre se il tasso di letalità è basso, si può rispondere: «Ma che dite! Non è così pericolosa la pandemia!».

Tutto dipende dai tamponi.

Chi è che fa i tamponi alla popolazione e chi è che non li fa?

La Germania intende farli a tappeto, come potete leggere qui (https://it.insideover.com/societa/germania-un-test-nazionale-di-massa-per-tornare-alla-quotidianita.html), i Paesi del sud dell’Europa no.

Infatti, come si legge qui (https://comedonchisciotte.org/perche-la-francia-nasconde-una-cura-sperimentata-e-poco-costosa-per-il-covid-19):

“Il governo Macron rifiuta di sottoporre la popolazione al test di massa”.

È una questione sanitaria, o è una questione finanziaria?

I “contendenti” europei, nel mondo, in quale dei due blocchi citati sopra si collocano?

E nello scontro tra i due blocchi, oltre ai Paesi BRICS che si sono creati una propria Banca Mondiale, lavorano ad un nuovo modello di pagamenti internazionali SWIFT e realizzano una rete Internet alternativa e separata da quella vigente, c’è spazio per altri “player”?

Magari coloro che vivono di dati, di algoritmi, di blockchain e di monete virtuali?

Carità o cappio?

PREMESSA

Il filosofo greco Eraclito sosteneva che «Polemos è il padre di tutte le cose».

Nel film “2001: Odissea nello spazio”, si può vedere la grandiosa scena degli uomini primitivi che scoprono che le ossa possono essere armi: https://www.youtube.com/watch?v=3ytCNJm-D8M.

Alla fine di quella scena (nel link che abbiamo inserito non si vede), l’osso viene lanciato in aria e magicamente si trasforma in un’astronave.

Qualche giorno fa ci siamo imbattuti in questo articolo: http://www.greenreport.it/news/economia-ecologica/emergenza-coronavirus-i-verdi-tedeschi-chiedono-alla-germania-un-miliardo-per-litalia/.

Prima leggetelo attentamente, poi le nostre considerazioni, elencate qui di seguito.

LA FONTE

www.greenreport.it è un sito molto, molto vicino a Legambiente.

Non è bello che un sito ambientalista faccia propaganda elettorale.

Ogni volta che l’onorevole Rossella Muroni, ex presidente nazionale di Legambiente, dichiara qualcosa o deposita un disegno di legge a sua firma in Parlamento, www.greenreport.it pubblica un articolo.

Un sito ambientalista dovrebbe comunicare OGNI disegno di legge in materia ambientale da qualsiasi parlamentare venga presentato, oppure non dovrebbe segnalarne NESSUNO.

Analogamente, i Verdi tedeschi fanno una proposta per superare la crisi economica provocata dal coronavirus, e viene pubblicata.

Perché non vengono pubblicate anche le proposte di tutti gli altri partiti?

Inoltre, allargando il discorso all’intero universo dell’informazione ambientalista ed allacciandoci al punto successivo (leggete, nel seguito di questo articolo, la parte sugli ambienti finanziario-speculativi), sorge automatica una domanda: ci si guadagna, e quanto, a parlare continuamente ed incessantemente di Greta?

Non va bene.

LA PROVENIENZA

Prima delle elezioni europee del 2019, i sondaggi parlavano chiaro: i partiti europeisti più forti erano in caduta libera.

Così, gli ambienti finanziario-speculativi che dominano nell’UE hanno deciso di finanziare i Verdi, i quali avrebbero dovuto “puntellare” i partiti europeisti più forti.

Puntualmente, i Verdi hanno ottenuto un exploit elettorale.

Basta con i partiti che hanno nel loro simbolo la parola “Europa” oppure riferimenti all’Europa.

Partiti, appunto, come Europa Verde, oppure come + Europa o come LeU (Liberi e Uguali).

LeU, direte voi?

Sì, LeU.

LeU = L’EU.

«Europeista? E non ti vergogni?».

Non va bene.

LE PROPOSTE

I Verdi tedeschi non ci regalano nulla, ma propongono un prestito.

Quindi, interessi passivi da pagare.

Inoltre, propongono eurobond (ancora interessi passivi) ed unione bancaria, cioè altri due cappi al collo dell’Italia.

No, grazie.

Non va bene.

LE ALTERNATIVE?

«Abbiamo una banca!».

Pubblica.

Interamente pubblica.

Poste Italiane ha ceduto il Mediocredito Centrale ad Invitalia.

Invitalia controlla il Mediocredito Centrale al 100%.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze controlla Invitalia al 100%.

Anche noi italiani abbiamo un bazooka.

Un bazooka interno, nazionale, non esterno.

Altre alternative sono: stampare statonote, introdurre i certificati di credito fiscale trasferibili, aprire conti di risparmio pubblici, anch’essi con somme trasferibili.

In due parole, helicopter money.

Che cos’è l’helicopter money?

Google!

Giusto per la cronaca, anche Mario Draghi santo Subito propone gli eurobond.

Quindi, interessi passivi.

No, grazie.

Non va bene.

L’Unione Europea si basa sulla trappola del debito.

Il modo più semplice per liberarsi da una trappola, è uscirne.

Noi, comunque, avevamo già previsto tutto due anni e mezzo fa:

Il vero virus: il virus Rothschild

Ci siamo imbattuti in questo articolo: https://comedonchisciotte.org/le-sanzioni-usa-impediscono-a-un-quarto-della-popolazione-mondiale-di-liberarsi-dal-virus.

L’autore, nell’articolo, cita 8 Stati colpiti dalle sanzioni USA: Cina, Cuba, Iran, Corea del Nord, Russia, Siria, Venezuela e Nicaragua.

Immediatamente ci è tornato alla memoria un altro articolo, scritto esattamente 6 anni fa da Attilio Folliero, un professore universitario italiano che vive a Caracas, in Venezuela; un articolo sui 9 Paesi che non hanno la banca centrale controllata dai Rothschild: https://umbvrei.blogspot.com/2014/03/solo-9-paesi-hanno-una-banca-centrale.html.

Quali sono i 9 Stati citati da Attilio Folliero?

Cina, Cuba, Iran, Corea del Nord, Russia, Siria, Venezuela, Ungheria e Islanda.

Come potete vedere, 7 Stati sono presenti in entrambi gli elenchi: Cina, Cuba, Iran, Corea del Nord, Russia, Siria e Venezuela.

I cosiddetti “Stati canaglia”.

Ci siamo poi imbattuti in questo articolo: https://disinformazione.it/2020/03/27/trump-prende-le-redini-della-federal-reserve.

L’autore, Marcello Pamio, chiude l’articolo con queste parole:

«Quanto felici saranno i Rothschild?

Accomodatevi, perché ne vedremo delle belle….».

Da https://it.wikipedia.org/wiki/Emmanuel_Macron:

«Dopo la laurea in filosofia conseguita nel 2004, ha studiato all’Istituto di studi politici di Parigi (Sciences Po) e all’École nationale d’administration (ENA), per poi lavorare come ispettore delle finanze e, dal 2008, come funzionario presso la banca d’affari Rothschild & Co».

È forse questo il vero virus che dobbiamo contrastare con tutta la forza possibile ed immaginabile?

Il “virus Rothschild”?

Macron vuole gli Stati Uniti d’Europa?

“Ho bisogno soltanto di qualche migliaio di morti per potermi sedere da ex belligerante al tavolo delle trattative”. (Benito Mussolini)

Sono passati 80 anni, ma non è cambiato nulla.

Anzi, le cose sono peggiorate.

Le frasi ed i link che vi copiamo parlano da soli.

Dal sito Internet https://www.voltairenet.org/article209500.html:

“È troppo presto per capire quale sia il vero obiettivo dei governi Conte e Macron. L’unica cosa sicura è che il loro scopo non è combattere il Covid-19”.

La Francia si è unita all’Italia ed ai Paesi del sud dell’UE per chiedere un allentamento dei vincoli di bilancio.

Il mantra è: “Si tratta di una pandemia, se le spese sono aumentate non è colpa dei governi che le hanno autorizzate”.

La questione fondamentale è che per i Paesi protestanti il debito è una colpa.

L’ha scritto anche Mario Draghi nella sua lettera al Financial Times che NON È COLPA dei governi coinvolti nella pandemia se le spese sono aumentate.

In realtà, si è solo aperta una fase di trattative, durante la quale ognuno dei partecipanti cercherà di ottenere quanti più benefici possibile, a scapito degli altri.

Ora leggete, attentamente, questo articolo: https://comedonchisciotte.org/perche-la-francia-nasconde-una-cura-sperimentata-e-poco-costosa-per-il-covid-19.

Macron vuole gli Stati Uniti d’Europa?

Solo lui intende raggiungere quell’obiettivo?

Guardate le prime pagine dei quotidiani di oggi (http://www.giornalone.it), in particolare quella del Mattino.

Primo titolo in alto: “Mattarella alla UE: fate presto”.

Titolo al centro: “Il Papa: nelle tenebre non ci si salva da soli”.

La nostra posizione è che ai criminali non si deve concedere neanche il saluto, figuriamoci condividere l’appartenenza allo stesso organismo sovranazionale.

Detto questo…

… continuate a vedere la televisione.

Il coronavirus ucciderà l’autostrada Latina-Roma?

È bastata un’emergenza sanitaria per far capire che con lo smart working esteso a vaste fasce di lavoratori, sulla SS Pontina si può viaggiare tranquillissimamente.

Di conseguenza, l’autostrada Latina-Roma non è più necessaria.

L’avranno capito i politici delle nostre parti che nei mesi passati si stracciavano le vesti perché ritenevano l’autostrada un’infrastruttura necessaria per il nostro territorio?

L’avranno capito che l’autostrada non è assolutamente necessaria, e che la SS Pontina è più che sufficiente?

L’avranno capito che ragionano in “modalità novecentesca”, per cui fanno solo gli interessi dei costruttori, dei produttori di tondini per il cemento armato, delle mafie che si insinuano in appalti e subappalti e prosperano con il movimento terra?

Senza considerare gli eventuali smaltimenti illeciti di rifiuti pericolosi nei terrapieni.

Noi del Terracina Social Forum proponiamo, per il dopo emergenza sanitaria:

1) mantenere, il più possibile, alti livelli di smart working in tutti i settori produttivi;

2) introdurre, per tutti i settori produttivi, la settimana lavorativa da 30 ore A PARITÀ DI SALARIO, in modo da creare fine settimana più lunghi che possano rilanciare il turismo;

3) se la misura indicata al punto 2) si rivela efficace, ridurre progressivamente, nel corso degli anni, le ore della settimana lavorativa, SEMPRE A PARITÀ DI SALARIO;

4) potenziare il più possibile il servizio Cotral, con maggiori autobus e maggiori corse, soprattutto nelle fasce orarie del pendolarismo studentesco e lavorativo;

5) promuovere e favorire il più possibile i trasporti tramite pullman gestiti da privati;

6) destinare la corsia di sorpasso sulla SS Pontina solo ed esclusivamente ad autobus, mezzi di soccorso e mezzi delle forze dell’ordine;

7) utilizzare l’altra corsia (la cosiddetta corsia di marcia) della SS Pontina solo ed esclusivamente per il transito di autoveicoli, motoveicoli ed autotrasporti, in modo da disincentivare l’uso di tali veicoli, in quanto i relativi autisti “rosicheranno” (se ci passate il “francesismo”) nel vedere sfrecciare sulla corsia di sorpasso autobus, mezzi di soccorso e mezzi delle forze dell’ordine;

8) utilizzare i droni per controllare il traffico e sanzionare severamente gli utenti della strada che passeranno indebitamente dalla corsia di marcia alla corsia di sorpasso;

9) incentivare nei settori produttivi l’utilizzo dei droni per la consegna di merci e prodotti.

Ribadiamo poi la necessità di schierare PERMANENTEMENTE i militari nelle campagne, all’ingresso delle aziende agricole e con posti di blocco nelle strade di campagna, per eliminare una buona volta e definitivamente il triste ed illegale fenomeno del caporalato nell’agricoltura.

Un Paese che si vanta di essere tra gli Stati più avanzati del mondo, non può, non può, non può assolutamente chiudere gli occhi davanti ad UN SETTORE AGRICOLO BASATO SULLO SCHIAVISMO.

Infine, invitiamo i cittadini a fare delle ricerche online, sia con i motori di ricerca, sia tra gli organi di stampa locali.

Individuate quali sono i politici che negli ultimi anni hanno costantemente richiesto la realizzazione dell’autostrada Latina-Roma, salvate in un file i relativi link, memorizzate i nomi di quei politici, trovate i loro indirizzi di residenza ed inviate loro una mascherina igienica con sopra scritta la frase: “NON TI VOTO PIÙ”.

Insieme, ce la possiamo fare.

Insieme, ne usciremo fuori.