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Bianca Scheda

La stragrande maggioranza della popolazione italiana si divide, grosso modo, in due gruppi: quelli che hanno ragione… ooops! ci siamo sbagliati, quelli che hanno SEMPRE ragione e… i leghisti.

Del secondo gruppo, a grandi linee, fanno parte: i razzisti, i fascisti, i sessisti, gli omofobi, i complottisti, i diffusori di fake news, i no vax, i sovranisti (o presunti tali), Darth Vader ed il suo giovane patavan Matteo Salvini, ecc., ecc.

In effetti, grande è la confusione sotto il cielo, come direbbe Mao.

Anche nel mondo da cui proveniamo, cioè l’universo no global.

Il 15 febbraio 2003, infatti, a Roma partecipammo alla manifestazione oceanica contro le guerre di Bush.

La stessa cosa facemmo una o due settimane dopo a Formia, alla manifestazione indetta dai no global locali, sempre contro le guerre di Bush.

Eppure, adesso la stragrande maggioranza dei no global italiani, se fossero cittadini statunitensi, voterebbero per Bush.

Basta verificare, infatti, per chi voterà Bush.

Però noi non vogliamo certo confrontarci con coloro che hanno SEMPRE ragione. La sconfitta sarebbe sicura.

Ma anche la perdita di tempo.

A noi interessa dialogare con chi non è vittima di questa narrazione perversa, per cui da una parte ci sono coloro che hanno SEMPRE ragione e dall’altra i leghisti.

Come saprete, il 20 e 21 settembre a Terracina si terranno le elezioni comunali.

Lo spettacolo a cui assistiamo, oltre ad essere estremamente deprimente, non lascia presagire nulla di buono.

Non c’interessa minimamente la narrazione imperante, ben orchestrata dai mezzi d’informazione complici (come dice il proverbio, chi non entra con la soluzione, è parte del problema; la stampa locale è parte del problema).

Noi riflettiamo su altre questioni.

Terracina vuole diventare grande?

Terracina vuole cominciare a frequentare il futuro?

Queste sono le domande che ci poniamo.

Di conseguenza, Terracina deve morire di agricoltura industriale?

Già, perché questo è il problema numero 1 della città: l’agricoltura industriale.

Sbagliano i “talebani” dei pesticidi. I quali, tra l’altro, con i loro attacchi a volte mirati solo contro il glifosato ci ricordano certi pacifisti che si scagliano solo ed esclusivamente contro gli F-35 senza chiedere l’uscita del nostro Paese dalla NATO che ci impone di acquistarli.

Sbagliano coloro che contrastano il caporalato e le agromafie: a monte c’è un’agricoltura industriale che ha bisogno di manodopera pagata il meno possibile per poter resistere alle regole del mercato neoliberista (come i recenti avvenimenti di Mondragone ci dimostrano).

Qui ci rivolgiamo DIRETTAMENTE ai nostri amici sociologi: siamo proprio sicuri che il problema sia il caporalato?

Eliminato quest’ultimo, non è assolutamente detto che magicamente e contestualmente sparirà pure l’agricoltura industriale.

Di conseguenza, non è un errore parlare solo ed esclusivamente di caporalato ed agromafie?

Oltre a far incorrere nel rischio di essere strumentalizzati da partiti, sindacati e testate giornalistiche?

Il problema numero 1 del nostro territorio è l’agricoltura industriale.

L’agricoltura industriale è un corpo estraneo, un cancro.

Un sistema produttivo che non ci appartiene e che ci è stato imposto all’inizio degli anni ’90 del secolo scorso, agli albori della globalizzazione dopo la fine della guerra fredda, da uomini borderline, transitati dalle forze dell’ordine ai servizi segreti, ai quali la potenza egemone aveva appaltato una sorta di “gestione commissariale” in seguito al vuoto di potere causato da Tangentopoli.

Eppure il ragionamento è semplicissimo:

– niente agricoltura industriale, niente agromafie;

– niente agricoltura industriale, niente caporalato;

– niente agricoltura industriale, niente chiusure di piccole aziende agricole;

– niente agricoltura industriale, niente arricchimento per multinazionali e grande distribuzione organizzata;

– niente agricoltura industriale, niente evasione contributiva;

– niente agricoltura industriale, niente schiavitù del debito per i braccianti stranieri;

– niente agricoltura industriale, niente violazioni dei diritti umani;

– niente agricoltura industriale, niente violazioni delle normative igienico-sanitarie, sia sull’ambiente di lavoro, sia negli alloggi dei braccianti (la vicenda di Mondragone e dei mattatoi tedeschi sono altamente eloquenti al riguardo);

– niente agricoltura industriale, niente pesticidi e fertilizzanti che inquinano acque marine ed interne e sono nocivi per la salute;

– niente agricoltura industriale, niente danni al turismo, sia sotto forma di proliferazioni algali, sia sotto forma di deprezzamento del valore degli immobili nei quartieri abitati dai braccianti stranieri;

– niente agricoltura industriale, niente perdita di biodiversità;

– niente agricoltura industriale, niente consumi idrici elevatissimi;

– niente agricoltura industriale, niente altissime emissioni climalteranti (per chi crede alla relativa narrazione);

– niente agricoltura industriale, niente serre che impermeabilizzano il territorio amplificando gli effetti degli eventi meteorologici estremi (come dimostrano le voragini che si crearono sulla SS 148 a fine novembre 2018, nonché gli allagamenti di alcune cittadine della pianura pontina).

Di tutto ciò i candidati alle elezioni comunali (e la magnifica stampa locale parte del problema) non ne parlano.

Neanche quelli che propongono un minimo di programmazione.

Già, perché ostinarsi a rilevare la presenza di stafilococchi e streptococchi (tra l’altro assenti da anni) e non cercare pesticidi e fertilizzanti significa essere, e continuare a voler essere, al di fuori del mondo.

Tra l’altro, ancora non riusciamo a capacitarci di come i vertici di un’associazione abbiano assegnato determinati riconoscimenti alla nostra città, nonostante il parere contrario espresso dalla base associativa da loro stessi consultata nel maggio del 2015 (carta canta, abbiamo conservato le e-mail).

Un’altra questione totalmente inevasa è quella relativa al dissesto idrogeologico ed al contrasto dei fenomeni naturali violenti ed alle calamità naturali.

I nostri magici candidati (e la magnifica stampa locale parte del problema) non ne parlano.

Come si vogliono ridurre gli effetti sul territorio degli eventi atmosferici?

Dobbiamo continuare a vedere acquirenti di ville in campagna che fanno sparire le fasce frangivento perché gli eucalipti sporcano i loro bei giardini?

Le fasce frangivento si chiamano in questo modo perché hanno una funzione ben precisa: rallentare la velocità del vento.

Il nostro è un territorio soggetto a trombe d’aria. Tre sono stati gli eventi calamitosi negli ultimi anni: a novembre 2017 a Borgo Hermada e San Vito, ad ottobre 2018 la tromba d’aria che ha colpito il centro della città e a settembre 2017 il Tornado che si è abbattuto sul litorale, con l’improvviso malfunzionamento della tuta del pilota che avrebbe potuto provocare centinaia di vittime tra gli spettatori.

Anche su quest’ultimo punto (il Tornado ed il malfunzionamento della tuta che non verrà MAI ammesso dai datori di lavoro del pilota), da altre persone che cercano di proporre un minimo di programmazione non abbiamo letto alcuna denuncia ben specifica sul rischio (in termini di vite umane) di certi eventi, a parte un comunicato stampa sul “fare gli sfollati”.

Il Tornado ci porta poi, automaticamente, a formulare altre domande: di quale tipo di turismo vuole continuare a vivere la nostra città?

Del turismo degli eventi che stressano la popolazione ed il traffico?

Del turismo pensato e progettato solo per far venire bagnanti in automobile, come abbiamo già spiegato qui: https://terracinasocialforum.wordpress.com/2019/08/27/il-turista-che-viene-senzauto-e-un-turista-che-decongestiona?

Di queste specifiche questioni, tra i candidati (e nella magnifica stampa locale parte del problema), non ne parla nessuno.

Tranne una candidata, che noi voteremo con entusiastica convinzione, perché è l’unica veramente credibile.

Si chiama Bianca.

Bianca Scheda.

Il lockdown in autunno sarà una decisione politica, non sanitaria

«Stanno morendo i nostri nonni».

Già, ma noi non dimentichiamo i nostri bisnonni.

Questi ultimi non potevano lavorare se non esibivano la tessera del Partito Nazionale Fascista.

In questo Paese per vecchi che è diventato l’Italia, ci aspetta un futuro nel quale non si potrà lavorare se non si esibirà un certificato.

Nel frattempo, vediamo decessi sospetti di lavoratori che muoiono per malori a fine turno.

Tempo fa una persona è morta perché è stata investita, in sequenza, da due motociclette.

Sul referto medico è stato scritto: «Sospetta sindrome di Kawasaki, ma la causa del decesso è la seconda Hondata».

Ecco, non vorremmo che anche le morti per malori a fine turno di lavoratori non siano da addebitare, sia pure indirettamente, al coronavirus.

Ipercapnia?

Info qui: https://img-prod.tgcom24.mediaset.it/images/2020/05/28/203015289-e9640762-42cf-46c9-9967-14884799662f.pdf.

Inoltre, riteniamo che sarà molto, molto probabile un altro lockdown in autunno.

Leggiamo ed intravediamo tantissimi segnali al riguardo, come se fosse tutto già deciso.

Ma, a nostro avviso, sarà decisiva la crisi economica.

Ai primi 4 starnuti, il governo chiuderà tutto per impedire le manifestazioni e le proteste.

Chiudiamo con una considerazione che è un invito alla riflessione per ciò che resta del movimento no global.

In questi giorni, infatti, abbiamo assistito ad innumerevoli manifestazioni di protesta, negli USA e nel mondo, contro l’uccisione del povero George Floyd.

Ecco, magari ci fossero state le stesse manifestazioni di solidarietà per Carlo Giuliani e per le centinaia e centinaia di persone picchiate perché manifestavano contro gli organismi sovranazionali e contro le politiche economiche neoliberiste al G8 di Genova del 2001.

In ciò che resta del movimento no global non si è andati oltre qualche commento sulle tecniche della polizia israeliana (come quella del ginocchio sul collo), che sono state insegnate alle forze dell’ordine statunitensi (esattamente come già accaduto con le barbariche uccisioni mirate SENZA PROCESSO con i droni).

I neoliberisti si sono impossessati anche delle proteste?

Virus Rothschild?

Abbiamo poi visto che dei video sul tema sono stati censurati; minuto 29:38: https://www.youtube.com/watch?v=KnpfKVgMERs.

Detto questo…

… continuate a vedere la televisione.

Lettera aperta alla Sindaca Roberta Tintari 9

Gentile Sindaca,

quella che stiamo vivendo in questi mesi è indubbiamente un’emergenza.

Davanti ad un’emergenza, la comunità dovrebbe essere in condizione di reagire nel miglior modo possibile.

Dovrebbe essere in condizione e dovrebbe essere POSTA in condizione di reagire nel miglior modo possibile.

Ai sensi dell’articolo 3, comma 2, del decreto legislativo n. 267/2000 (Testo Unico degli Enti Locali), “Il Comune è l’ente locale che rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo”.

Il Comune, pertanto, cura gli interessi della propria comunità.

Tra gli adempimenti a carico dei Comuni c’è la predisposizione del piano comunale delle emergenze.

Il Comune di Terracina ha ottemperato a dicembre 2016.

Quindi, tutto ok?

No, perché trovare il piano delle emergenze del Comune di Terracina è un’impresa improba.

Sulla pagina iniziale del sito dell’ente non ce n’è traccia, abbiamo cercato sia con la funzione “Trova” dei nostri browser, sia con la funzione “Trova” del sito stesso.

Neanche con Google ci si riesce, sembra che quel documento sia introvabile.

Però ci si arriva per vie traverse, aprendo proprio il primo risultato della ricerca di Google, cioè un articolo della stampa locale che spiega come trovare il documento.

Non si tratta certo di una grande espressione di efficienza e trasparenza, se per consultare un documento fondamentale in caso di emergenza, i cittadini debbano seguire un percorso tortuoso.

Tra l’altro, se nell’apposita sezione del sito del Comune denominata “Atti amministrativi” non si inserisce la dicitura giusta, il motore di ricerca interno del sito non fornisce il documento.

Anche su Google vale la stessa questione: se non si utilizza la dicitura giusta, cioè “Piano di emergenza comunale”, non si trova il documento.

Lo ripetiamo, non ci sembra una grande espressione di efficienza e trasparenza.

Gentile Sindaca, La invitiamo, pertanto, a far pubblicare sulla pagina iniziale del Comune di Terracina il piano comunale delle emergenze, come previsto dal piano stesso, il quale prevede la creazione di un’apposita sezione con allegato il piano in formato integrale.

Il piano prevede poi l’attivazione sul sito Internet del Comune di uno specifico banner “protezione civile”, nonché la pubblicazione di una sua sintesi per i non addetti ai lavori con i punti salienti del piano stesso.

Inoltre, nel documento sono presenti vari errori di battitura ed alcune inesattezze abbastanza clamorose, che andrebbero corrette: l’ospedale di Terracina è intitolato ad Alfredo Fiorini, non è l’ospedale S. Alessio come riportato nel documento, ed il piano è relativo al Comune di Terracina, non al Comune di Trivigliano.

Evidentemente si tratta di un piano “senz’anima”, redatto da un professionista che probabilmente ha incassato una lauta parcella (a spese dei nostri concittadini) per ottemperare acriticamente e col minimo sforzo ad un adempimento di legge.

Terracina, una città di circa 50.000 abitanti con una storia millenaria, merita ben altro.

Nel documento andrebbero poi inseriti appositi piani per l’evacuazione, il trasporto e l’assistenza delle persone disabili.

Inoltre, andrebbero individuate le strutture di accoglienza, cioè gli edifici destinati ad altri scopi che in caso di necessità possano accogliere la popolazione (palestre, scuole, capannoni, alberghi, centri sportivi, strutture militari, edifici pubblici temporaneamente non usati, edifici destinati al culto, centri sociali, strutture fieristiche, ecc.).

La invitiamo, poi, a far creare sul sito Internet del Comune un’apposita sezione dedicata alla prevenzione e a predisporre, in collaborazione con la Protezione Civile, un piano di pronto intervento in caso di maremoti.

Altrettanto importante, a nostro avviso, è anche la predisposizione, in collaborazione con la Protezione Civile, di un piano di pronto intervento in caso di trombe marine e trombe d’aria, dato che il nostro territorio è soggetto a tali fenomeni calamitosi.

Negli ultimi tre anni, infatti, a Terracina si sono verificati tre eventi del genere.

Il primo è avvenuto il 5 novembre 2017, quando una tromba d’aria ha colpito le zone di San Vito e Borgo Hermada.

Il terzo si è verificato il 29 ottobre 2018, quando una tromba d’aria si è scatenata sul centro e sulla parte alta della città.

Il secondo, invece, non è stato un vero e proprio evento naturale, perché ci riferiamo al Tornado che è precipitato sul litorale il 24 settembre 2017 in occasione dell’Air Show.

Probabilmente l’aereo non è precipitato in mare né per un errore umano del pilota, né per un guasto tecnico del caccia. L’Aeronautica forse non lo confermerà mai, ma a nostro parere si è trattato di un cattivo funzionamento della tuta, che ha fatto svenire il pilota.

Ma ciò dà spazio a tutta una serie di considerazioni.

Se un evento del genere si è verificato, vuol dire che simili esibizioni sono pericolose, perché gli aerei potrebbero precipitare sugli spettatori.

Si è quindi sottoposta la nostra cittadinanza, per ben due volte in due anni, ad un rischio altissimo, con leggerezza rispetto ad un’ottica di prevenzione, e non vorremmo che in realtà si sia trattato della stessa logica e noncuranza con cui è stato redatto il piano comunale delle emergenze che sembra più che altro il copia-incolla di un documento predisposto per un altro Comune, alla luce dei riferimenti in esso contenuti all’ospedale S. Alessio ed al Comune di Trivigliano.

Non solo: in occasione di entrambi gli Air Show la città ha risentito del notevole afflusso di persone provenienti dai paesi vicini con pesantissime ripercussioni sul traffico veicolare, senza considerare le misure di sicurezza alle quali è stata sottoposta la cittadinanza.

Ci auguriamo, pertanto, che Terracina non sia più sede di tali eventi.

Più in generale, invece, riguardo agli Air Show dovremmo fare come i tedeschi, i quali non hanno una pattuglia acrobatica nazionale e prevedono che le esibizioni siano effettuate da pattuglie acrobatiche civili che si autofinanziano con i ricavi delle manifestazioni.

In questo modo si potrebbe sciogliere la pattuglia acrobatica dell’Aeronautica Militare. Oltre ai risparmi di spese, i piloti delle Frecce Tricolori potrebbero essere destinati a finalità operative.

In un periodo di gravissima crisi economica ed appurato che è diventato fondamentale potenziare il più possibile la spesa sanitaria e sociale, sarebbe un provvedimento da adottare al più presto.

Nel frattempo, noi del Terracina Social Forum ci consoliamo con l’avvenuta cancellazione della sfilata militare del 2 giugno a causa dell’emergenza coronavirus, nella speranza che anche tale evento, totalmente slegato alla ricorrenza (la Festa della Repubblica) e comportante notevoli costi a carico del bilancio statale, sia annullato definitivamente.

Ovviamente, ci auguriamo che siano ritirati anche tutti i militari italiani impegnati in missioni all’estero, in quanto il loro costo è eccessivamente alto ed il nostro Paese non dovrebbe più permettersi tali spese, se volesse veramente migliorare e potenziare sanità e servizi sociali.

Gentile Sindaca, ci perdoni queste divagazioni sulle questioni militari, ma dato che sappiamo quali sono le sue precedenti esperienze professionali e di volontariato nel settore dei servizi sociali, siamo consapevoli che Lei possa comprenderci perfettamente, a differenza del suo predecessore, appartenente ad un partito ancora legato a logiche antiquate (“novecentesche”, diciamo noi) riguardo alle nostre forze armate.

Lo ripetiamo: si tratta di spese che in questo momento storico il nostro Paese non può assolutamente permettersi.

Tornando al piano comunale delle emergenze, ci auguriamo, gentile Sindaca, che Lei provveda al più presto ad adottare le misure da noi richieste.

L’emergenza Covid ci ha insegnato che si deve investire maggiormente in prevenzione, molto di più rispetto a quanto fatto in passato.

Gentile Sindaca, ci faccia sognare.

Terracina ha bisogno di frequentare il futuro.

Link alle precedenti lettere aperte:

https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/04/21/lettera-aperta-alla-sindaca-roberta-tintari

https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/04/22/lettera-aperta-alla-sindaca-roberta-tintari-2

https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/04/27/lettera-aperta-alla-sindaca-roberta-tintari-3

https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/05/03/lettera-aperta-alla-sindaca-roberta-tintari-4

https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/05/06/lettera-aperta-alla-sindaca-roberta-tintari-5

https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/05/07/lettera-aperta-alla-sindaca-roberta-tintari-6

https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/05/18/lettera-aperta-alla-sindaca-roberta-tintari-7

https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/05/19/lettera-aperta-alla-sindaca-roberta-tintari-8

Lettera aperta alla Sindaca Roberta Tintari 8

Gentile Sindaca,

ieri, 18 maggio 2020, in Italia si è entrati nel pieno della cosiddetta fase 2, e siamo tornati alla normalità.

Ed in effetti, proprio Terracina ha dato dimostrazione di un pieno e completo ritorno alla normalità.

Già, perché il 18 maggio 2020 la nostra città è salita agli onori della cronaca nazionale.

Ci riferiamo all’efferato evento che è avvenuto a Terracina: un bracciante indiano ha chiesto i dispositivi individuali di protezione contro il Cov-2 ed i suoi datori di lavoro, padre e figlio, l’hanno picchiato, gli hanno procurato lesioni gravi tra cui varie fratture e l’hanno buttato in un canale.

Sulla questione “agricoltura industriale” ci siamo già espressi qui: https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/03/25/lagricoltura-industriale-e-un-cancro.

All’inizio degli anni ’90 del secolo scorso, con la fine della Guerra Fredda e con Tangentopoli, nel nostro Paese si è creato un vuoto di potere.

Chi ha avviato la prima globalizzazione selvaggia, quella basata sulla produzione (poi sostituita dalla finanza e dalla speculazione) ha colmato quel vuoto rivolgendosi a soggetti borderline che, dopo una militanza nelle forze dell’ordine, sono transitati nei servizi segreti.

I pesci grossi, tra quei soggetti, hanno organizzato la mattanza del G8 di Genova del 2001 ed il depistaggio del processo per la strage di via D’Amelio, con il falso pentito Scarantino che veniva appositamente imbeccato a tal fine, e con vari PM, compreso il famoso Antonino Di Matteo ora al centro della cronaca per altre questioni, che ci sono cascati.

Ci sono cascati?

L’unica che espresse obiezioni fu Ilda Boccassini con un’apposita missiva. Caduta nel vuoto.

I pesci piccoli di quei soggetti borderline, invece, hanno “implementato” (per usare un termine che piace ai neoliberisti) l’agricoltura industriale nel nostro territorio. Un sistema di produzione che non rientrava nella nostra tradizione culturale.

Un corpo estraneo.

Un cancro.

Gentile Sindaca, non Le chiediamo troppo.

Non Le chiediamo di ripudiare quel sistema di produzione, sebbene proprio quel sistema di produzione impedisca uno sviluppo sano dell’economia locale basato sul turismo, perché immaginiamo che per Lei sarebbe un salto culturale eccessivo.

Noi ci auguriamo che la nostra città faccia il “salto di specie”, ma ciò deve avvenire gradualmente, perché i cambiamenti culturali richiedono tempo per essere maturati.

Tra l’altro, abbiamo anche scritto, nell’articolo sopra citato, che i politici di una certa parte hanno ragionato sul breve periodo, puntando al voto degli imprenditori agricoli, mentre i politici dell’altra parte hanno ragionato sul medio periodo, mirando agli indiani, non appena verrà riconosciuto loro il diritto di voto.

Quindi, abbandonare quel sistema produttivo così negativo e perverso richiede veramente un salto cosmico che la classe politica terracinese, e a cascata la classe dirigente, non è assolutamente in grado di fare.

Troppi interessi economico-politici, troppi limiti culturali.

Troppi ominicchi e quaquaraquà, avrebbe detto Leonardo Sciascia.

Però, alla luce della notizia di ieri, Le chiediamo 6 cose non impossibili da realizzare.

1) Prevedere che il Comune di Terracina si costituisca parte civile nel processo contro i due imprenditori agricoli che hanno picchiato il bracciante indiano, perché è stata seriamente danneggiata l’immagine della nostra città.

2) Conferire la cittadinanza onoraria a quel bracciante indiano.

3) Chiedere alle forze dell’ordine di effettuare maggiori controlli sulle strade di campagna, per intercettare eventuali furgoni dei caporali.

4) Far controllare dalla Polizia Municipale, in particolare, i punti di partenza dei furgoni dei caporali. Il sociologo Marco Omizzolo, nel suo ultimo libro (“Sotto padrone”), ha scritto che per capire se in determinate aziende agricole venivano usati pesticidi e sostanze vietate che accelerano la crescita delle piante, è salito su uno di quei furgoni, unendosi alle decine e decine di indiani che li aspettavano. E da dove partivano quei furgoni la mattina presto? Da piazza XXV Aprile, dalle ex autolinee, in pieno centro. SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI.

5) Chiedere che il sociologo Marco Omizzolo sia candidato al Premio Sakharov per la difesa dei diritti umani.

6) Attivare immediatamente un servizio di bike sharing comunale che consenta ai braccianti indiani di recarsi al lavoro indipendentemente dai furgoni dei caporali.

Gentile Sindaca, ci faccia sognare.

Terracina ha bisogno di frequentare il futuro.

Link alle precedenti lettere aperte:

https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/04/21/lettera-aperta-alla-sindaca-roberta-tintari

https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/04/22/lettera-aperta-alla-sindaca-roberta-tintari-2

https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/04/27/lettera-aperta-alla-sindaca-roberta-tintari-3

https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/05/03/lettera-aperta-alla-sindaca-roberta-tintari-4

https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/05/06/lettera-aperta-alla-sindaca-roberta-tintari-5

https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/05/07/lettera-aperta-alla-sindaca-roberta-tintari-6

https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/05/18/lettera-aperta-alla-sindaca-roberta-tintari-7

Lettera aperta alla Sindaca Roberta Tintari 7

Gentile Sindaca,

ipotizziamo che un uomo provi dolore ad un dente e le persone a lui vicine dicano che ha l’alito cattivo.

Quell’uomo va da un dentista.

In questo caso, sono ipotizzabili vari scenari:

1) NON CURA. Il dentista dà una rapida occhiata al paziente e gli fornisce una mascherina per contrastare l’alito cattivo.

2) CURA. Il dentista scopre che il dente è cariato e risolve il problema.

3) CURA E PREVENZIONE. Il dentista scopre che il dente è cariato, risolve il problema e poi fornisce al paziente varie informazioni su che cosa sono le carie e consigli su come evitare che si verifichino, a cominciare da una sana alimentazione e da una corretta igiene orale.

Sicuramente lo scenario 1) è quello da non perseguire.

Eppure sembra che a Terracina ultimamente si preferisca realizzare proprio quello scenario.

Non sarebbe più intelligente e sensato individuare i sani ed i malati?

E qui veniamo al dunque di questa lettera aperta.

Terracina è una città che dovrebbe fare il “salto di specie”, nel senso che dovrebbe cominciare a frequentare il futuro.

Come?

Realizzando, nel settore della salute, un quarto scenario: quello della PREVENZIONE.

Pochissimi sanno che le zanzare non si nutrono di sangue, bensì di nettare.

E allora perché pungono gli umani ed altri mammiferi?

Le zanzare femmine (solo loro) pungono perché il sangue dei mammiferi è per loro necessario per portare a termine l’ovulazione.

A Terracina sono presenti due specie di zanzare:

a) la zanzara comune (Culex pipiens);

b) la zanzara tigre (Aedes albopictus).

Le prime pungono di notte, le seconde di giorno. Le zanzare tigre, infatti, nelle ore notturne stanno rintanate nella vegetazione.

Di conseguenza, le disinfestazioni notturne che il Comune di Terracina (ma anche tanti altri Comuni italiani) ha effettuato nel corso degli ultimi anni non servono assolutamente a nulla contro la zanzara tigre.

Sorprende che il suo predecessore, nominato responsabile del Dipartimento Ambiente del suo partito, non lo sapesse. Se in quel partito il responsabile del Dipartimento Ambiente sa così poco di ambiente, figuriamoci quanto saranno preparati tutti gli altri…

L’effetto di quelle disinfestazioni notturne è stata la continua ed inesorabile diminuzione, nel corso degli anni, della presenza della zanzara comune, ed il contestuale aumento della presenza della zanzara tigre, che per di più non è una specie autoctona ed è anche un potenziale vettore di malattie.

Ma non solo: durante le disinfestazioni notturne muoiono anche le falene, le farfalle notturne.

Adesso qualcuno penserà: «Muoiono le falene, e allora?».

Una recente ricerca scientifica ha scoperto che le falene sono fondamentali per l’impollinazione delle piante, ancora più delle api: http://www.greenreport.it/news/aree-protette-e-biodiversita/il-ruolo-segreto-delle-falene-che-stanno-scomparendo.

Non solo: le falene sono le prede preferite dei pipistrelli, ordine di mammiferi che stanno via via scomparendo dalle nostre città. Chissà perché…

La procedura delle disinfestazioni notturne contro le zanzare, pertanto, è totalmente inutile, se non per le imprese che le effettuano, le quali ovviamente ottengono lauti guadagni.

Ma… c’è un ma.

Vediamo, per capire, l’avviso del Comune di Sacrofano che è stato pubblicato qui: https://www.comunedisacrofano.it/col3/ambiente/1544-avviso-di-disinfestazione-2.html.

Che cosa c’è scritto alla fine dell’avviso?

“Per eventuali emergenze sanitarie contattare:

Centro Antiveleni di Roma 06.49978000 (Cav Policlinico Umberto I – Roma)

Centro Antiveleni Roma 06.3054343 (Cav Policlinico Gemelli – Roma)”

Centri Antiveleni?

Sì, perché le sostanze utilizzate durante le disinfestazioni sono veleni che possono arrecare danni anche agli umani. Non a caso, infatti, gli avvisi invitano i cittadini a tenere le finestre chiuse nelle fasce orarie nelle quali vengono effettuati i trattamenti.

Tra l’altro, l’infertilità è in aumento tra chi effettua disinfestazioni: http://www.prevenzionetumori.it/archivio/archivio_text.php?cat_id=495 (utilizzare la funzione Trova digitando la parola “disinfestazioni”). Da notare, poi, che l’articolo è stato pubblicato su un sito che si occupa della prevenzione dei tumori.

Quei veleni, pertanto, non fanno bene ai disinfestatori, ma neanche ai cittadini.

E allora perché ricorrere a quei trattamenti, che sono per di più inutili per ridurre le zanzare tigre?

Esistono alternative molto più valide, ed ora ne elenchiamo alcune.

Prima di tutto, si dovrebbero utilizzare metodi biologici e sostanze naturali. In secondo luogo, si dovrebbe privilegiare la lotta alle larve, con l’eliminazione dei focolai esistenti e la prevenzione dei nuovi, con l’uso dei predatori delle larve o altre forme di lotta biologica.

Il contrasto degli esemplari adulti di zanzara tigre dovrebbe essere una misura residuale, privilegiando i metodi di protezione meccanici, elettronici e personali.

I cittadini dovrebbero essere coinvolti nelle attività di contrasto alla diffusione delle zanzare, ad esempio tenendo asciutti e puliti i sottovasi ed evitando qualsiasi ristagno di acqua nell’ambiente. Un valido esempio è fornito da Castelnuovo dei Sabbioni, frazione di circa 1000 abitanti del Comune di Cavriglia (AR): http://valdarnopost.it/news/un-paese-unito-nella-lotta-alle-zanzare-cittadini-protagonisti-di-un-progetto-di-prevenzione-vogliamo-un-estate-senza-punture.

Il Comune di Terracina, comunque, potrebbe inserire sul proprio sito Internet un’apposita sezione con i consigli per il contrasto delle zanzare.

Si dovrebbe poi effettuare una capillare attività di contrasto alla nascita delle zanzare nei cimiteri. A tal fine, i cittadini dovrebbero eliminare i sottovasi posti all’aperto, mantenere capovolti e svuotati dall’acqua tutti gli annaffiatoi eventualmente lasciati nei cimiteri, riempire di sabbia i vasi contenenti fiori finti qualora posti all’aperto, rimuovere l’acqua stagnante da ogni invaso o incavo eventualmente presente sulle tombe all’aperto.

Le imprese operanti nei cimiteri, invece, dovrebbero rimuovere dalle aree esterne secchi, bidoni, carriole, ecc. dopo l’uso o dopo eventuali precipitazioni atmosferiche, svuotarli sul terreno (e non nei tombini) e mantenerli capovolti, nonché ridurre al minimo il tempo di stoccaggio dei rifiuti nei cimiteri.

Si dovrebbe poi promuovere tra i cittadini ZanzaMapp, l’app che aiuta a localizzare e combattere le zanzare.

Nelle acque stagnanti pubbliche e private andrebbe inserito il Bacillus thuringiensis varietà Israelianensis, che elimina uova e larve delle zanzare. Ne bastano poche gocce e si trova pure al supermercato. Il Bacillus thuringiensis andrebbe inserito anche nei vasi portafiori presenti nei cimiteri.

Nei giardini pubblici si dovrebbe piantare la catambra, in grado di allontanare le zanzare, e si dovrebbe promuovere l’acquisto della catambra tra i cittadini. Altre piante repellenti per le zanzare sono l’eucalipto, il neem, nonché piante odorose come lavanda, menta, rosmarino.

Nei giardini pubblici andrebbero introdotte trappole per zanzare contenenti gambusie, pesci divoratori di larve di zanzara, facendo però particolare attenzione, perché la gambusia non è una specie autoctona e non va assolutamente diffusa nell’ambiente circostante, dato che minaccia la sopravvivenza delle specie native ed è un potenziale ospite di parassiti, che vengono poi trasmessi ai pesci nativi.

Si dovrebbe anche effettuare una mappatura ed una classificazione del territorio comunale per considerare il reale rischio di proliferazione della zanzara tigre, attuando un monitoraggio quantitativo dei livelli di infestazione di zanzara tigre.

I cittadini andrebbero coinvolti in sistemi di segnalazione delle fonti di infestazione di zanzara tigre.

I cittadini dovrebbero poi usare le ovitrappole contro le zanzare tigre, oppure andrebbe distribuito loro il polidimetilsiloxano, che non è un biocida.

Infine, il Comune dovrebbe organizzare iniziative in occasione della Giornata mondiale della zanzara e fornire informazioni alla cittadinanza su come riconoscere altre specie di zanzare non autoctone: la zanzara della febbre gialla (Aedes aegypti), che può trasmettere gli agenti virali della dengue, della chikungunya, della febbre gialla e di altre malattie, e la zanzara coreana (Aedes koreicus).

Gentile Sindaca, la invitiamo pertanto a fare PREVENZIONE: non autorizzi più le disinfestazioni notturne contro le zanzare ed attui quanto da noi richiesto.

Ci faccia sognare.

Terracina ha bisogno di frequentare il futuro.

P.S.

Ci siamo appena accorti che il Comune ha dato il via al primo ciclo di disinfestazioni: https://comune.terracina.lt.it/notizie/184974/calendario-disinfestazione.

La foto, pubblicata insieme con l’avviso, del disinfestatore con maschera antigas è più eloquente di mille parole.

 

Link alle precedenti lettere aperte:

https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/04/21/lettera-aperta-alla-sindaca-roberta-tintari

https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/04/22/lettera-aperta-alla-sindaca-roberta-tintari-2

https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/04/27/lettera-aperta-alla-sindaca-roberta-tintari-3

https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/05/03/lettera-aperta-alla-sindaca-roberta-tintari-4

https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/05/06/lettera-aperta-alla-sindaca-roberta-tintari-5

https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/05/07/lettera-aperta-alla-sindaca-roberta-tintari-6

I bambini non votano

«Stanno morendo i nostri nonni».

E fu ordinato il lockdown.

Per tutelare prima di tutto gli anziani, i più colpiti dal virus.

Ma chi sono stati i più colpiti dal lockdown?

I bambini.

I bambini hanno bisogno di stare all’aperto, di correre, di giocare, di socializzare con i loro coetanei.

I bambini sono il futuro.

Non solo: i bambini hanno il futuro davanti a loro.

Quanto futuro hanno davanti a loro gli anziani?

Ma i bambini non votano.

E non hanno neanche un’associazione di categoria che li rappresenti e li tuteli.

I partiti di governo, con il lockdown, hanno colpito soprattutto le categorie sociali che non rientrano tra i loro elettori.

Ed hanno tutelato i loro maggiori elettori.

Già, perché tra i principali elettori del secondo partito di governo ci sono proprio i pensionati.

Ora, se vogliamo pensare al futuro, dobbiamo agire per i bambini.

Ma continuiamo l’analisi.

Le fabbriche sono state chiuse, ma non tutte.

Ad esempio, le fabbriche di armi sono state ritenute “attività essenziali” per tenere alta nel mondo la bandiera del made in Italy.

Ovviamente, le associazioni di categoria degli industriali sono state contente.

Ma perché le associazioni di categoria dei lavoratori hanno ceduto su questo punto?

Ubi maior?

No, probabilmente perché le associazioni di categoria dei lavoratori sono diventate associazioni di categoria dei pensionati.

Ed i pensionati andavano tutelati su tutti e prima di tutti.

«Stanno morendo i nostri nonni».

Poi c’è stata la regolarizzazione dei braccianti stranieri.

Chi l’ha voluta?

Di nuovo, bisogna pensare alle associazioni di categoria. Quindi, le associazioni di categoria delle aziende agricole.

E, di nuovo, appare evidente che i bambini non hanno associazioni di categoria che li rappresentino e li tutelino.

E non votano.

Ma proseguiamo l’analisi.

Molto interessante ciò che afferma Bill Gates in questo video, riguardo alla diminuzione della popolazione mondiale: https://www.youtube.com/watch?v=RzOCPsOgejo.

Ma perché i super ricchi del pianeta vorrebbero ridurre la popolazione del mondo?

Forse perché non provano alcuna empatia nei confronti del resto dell’umanità, o addirittura la percepiscono come un peso?

Ragionate.

Ipotizziamo che, passeggiando, ad un certo punto vi imbattiate in un mendicante seduto sul marciapiede, con i vestiti sporchi e laceri, maleodorante, sicuramente di pessimo aspetto.

Non lo abbraccereste di certo, perché la prima reazione sarebbe di ribrezzo.

Poi, magari, qualcuno potrebbe lasciare qualche moneta come elemosina.

Ma sicuramente sarebbe una visione non gradevole.

Ecco, questa è la reazione naturale dei benestanti nei confronti degli ultimi.

Quindi, perché la reazione dei super ricchi nei confronti dei benestanti dovrebbe essere diversa?

Vi è mai capitato di cenare in un ristorante con un super ricco o di avere in spiaggia come vicino di ombrellone un super ricco?

I super ricchi evitano i benestanti.

Volete un esempio?

Qualche decina d’anni fa, il presidente della Juventus (nonché proprietario della FIAT), andava a vedere le partite casalinghe della sua squadra di calcio, ma usciva dallo stadio SEMPRE quando mancavano ancora 10-15 minuti alla fine della partita.

Lo faceva per evitare il traffico?

O lo faceva per non mischiarsi alla massa?

Esistono per caso fotografie di tale persona insieme con gli operai della FIAT?

Li amava, gli operai della FIAT, oppure li evitava accuratamente?

Ed ora passiamo a quest’altro video: https://www.youtube.com/watch?v=U-kC9XkT7Eo&t=1s.

L’autore del video, il giornalista Paolo Barnard, si pone questa domanda, e la pone alla scienziata intervistata: i lockdowns dei Paesi economicamente avanzati provocheranno molti più morti di quelli che vorrebbero prevenire, a causa delle crisi economiche che causeranno milioni di poveri nei Paesi sottosviluppati ed in via di sviluppo?

Ecco, noi riteniamo che, dopo aver salvato i nostri nonni, si debba pensare al futuro.

Il nostro Paese, che è tra i più economicamente avanzati del mondo, deve ripartire il più rapidamente possibile, non solo per se stesso, ma anche per aiutare il resto del mondo.

Le associazioni di categoria conservatrici, pertanto, dovrebbero fare un passo indietro.

L’Italia deve cominciare a frequentare il futuro.

I rischi derivanti dall’avere entrambi i nostri Ministeri degli Esteri in mano ai britannici

Chiunque s’intenda un minimo di geopolitica, sa che dal dopoguerra in Italia sono sempre esistiti due Ministeri degli Esteri: la Farnesina e l’ENI.

Attualmente il capo della Farnesina è Luigi Di Maio, esponente casaleggiano.

Del M5S da tempo si dice che sia teleguidato da Londra.

Recentemente, invece, a capo dell’ENI è stata posta Lucia Calvosa, la quale è anche componente del consiglio d’amministrazione del Fatto Quotidiano, giornale notoriamente vicinissimo, anzi, fan sfegatato dei casaleggiani.

La politica estera del nostro Paese, pertanto, acquisisce una guida unica.

Che fa capo a Londra.

Quali potrebbero essere le conseguenze?

Anzi, quali SONO le conseguenze?

È risaputo che le cosiddette Primavere arabe sono state organizzate dal Regno Unito in collaborazione con i Fratelli Musulmani.

Il riscatto per la liberazione della cooperante Silvia Romano è stato pagato in Qatar, con l’intermediazione dei servizi segreti turchi.

Qatar e Turchia sono sinonimi di Fratelli Musulmani.

Poi, per carità, il riscatto è solo una partita di giro, perché tornerà prontamente in Italia, sotto forma di pagamento per l’acquisto di armi.

Il nostro made in Italy, il nostro VERO made in Italy.

Infatti, le fabbriche italiane di armi non hanno mai chiuso durante il lockdown.

Servizi essenziali…

Ricordiamo, poi, che la Corona britannica è intervenuta nella nostra politica interna anche nel 1992, quando è stato gentilmente messo a disposizione il panfilo Britannia a bordo del quale sono state decise le privatizzazioni delle nostre aziende pubbliche.

Si dice che sul Britannia, all’epoca, ci fosse pure un certo Beppe Grillo.

Attualmente il Regno Unito vuole fare affari con i cinesi.

Nell’ottica della Nuova Via della Seta, il nostro Paese diventa fondamentale, in quanto punto d’arrivo strategico posto al centro del Mediterraneo.

Ma fanno gola anche i nostri patrimoni, che potrebbero essere svenduti perché c’è un governo che non vuole fare ricorso, per affrontare la crisi economica generata dall’emergenza sanitaria, a risorse finanziarie proprie, anziché ricorrere ai soldi a strozzo.

Lo ripetiamo, le alternative ci sono:

– certificati di credito fiscale, moneta fiscale, monete parallele;

– banche pubbliche da utilizzare come bazooka;

– statonote o biglietti di Stato che dir si voglia;

– conti di risparmio pubblici con somme trasferibili.

Ma per realizzare tutto ciò serve un governo non eterodiretto.

Detto questo…

… continuate a vedere la televisione.

Lettera aperta alla Sindaca Roberta Tintari 6

Gentile Sindaca,

sulla stampa locale ci siamo imbattuti in questo articolo concernente i rischi per la salute che comporta la tecnologia 5G: http://www.anxurtime.it/telefonia-mobile-e-5g-lanalisi-del-meetup-terracina-5-stelle.

Nell’articolo, però, non viene precisato che chi ha autorizzato, in Italia, la sperimentazione del 5G è stato Luigi Di Maio, quando ricopriva l’incarico di ministro dello Sviluppo Economico, come ben sottolineato ad aprile 2019 da Agostino Di Ciaula, presidente del Comitato Scientifico di ISDE Italia (https://oasisana.com/2019/04/07/di-ciaula-medici-isde-italia-scrive-a-di-maio-5g-pericolo-per-la-salute-somministrato-senza-consenso-informato).

Gentile Sindaca, La invitiamo a sospendere ogni sperimentazione legata al 5G sul territorio comunale, come già attuato da numerosi altri Comuni in Italia.

La invitiamo, inoltre, a seguire l’esempio del Pakistan, che sta assumendo disoccupati per effettuare un vastissimo piano di riforestazione: https://www.greenme.it/informarsi/natura-a-biodiversita/pakistan-disoccupati-piantare-alberi.

Sarebbe infatti il caso, a nostro avviso, di rimediare agli scempi provocati a Terracina dal suo predecessore, un vero e proprio sterminatore di alberi. Tra l’altro, siamo rimasti veramente meravigliati che il suo predecessore sia stato nominato capo del Dipartimento Ambiente del suo partito. Nei campi hobbit non ha mai sentito parlare di Barbalbero e degli Ent?

Per comprendere e visualizzare la portata dello scempio, gentile Sindaca, la invitiamo a recarsi in pieno luglio, sotto il sole cocente, a piazza XXV Aprile e a restare a fare compagnia ai vari pendolari che si arrostiscono mentre aspettano il passaggio degli autobus. Oppure a farsi una passeggiata per via Cesare Battisti a Borgo Hermada.

Il piano di piantumazione di alberi, a nostro avviso, dovrebbe poi prevedere il ricorso a specie arboree che superino abbondantemente i 3 metri d’altezza, possibilmente ricorrendo a piante che già siano vicine a quell’altezza.

Perché?

Perché abbiamo il sospetto che lo sterminio degli alberi sia legato proprio allo sviluppo del 5G, ma questo concetto lo spieghiamo alla fine dell’articolo.

Le proponiamo anche di coinvolgere i privati per aumentare le aree boscate della città, di sostenere e divulgare le attività di Plant for the planet, l’associazione di bambini che, con la piantumazione di alberi, si propone di promuovere la consapevolezza verso i cambiamenti climatici, nonché di istituire una tassa ad offerta libera per i turisti da utilizzare per le piantumazioni.

Sugli effetti del 5G sulla salute umana non ci dilunghiamo, essendo già stati ben spiegati dagli esponenti dell’ISDE dei quali abbiamo inserito i link ai loro articoli.

Fermo restando, comunque, che gli psicologi sostengono che uno degli effetti collaterali del lockdown per l’emergenza Covid-19 sia l’insorgere di vari casi di sindrome di Stoccolma, la quale si verifica quando il prigioniero solidarizza con il proprio carceriere e torturatore.

Lo ripetiamo: chi ha autorizzato la sperimentazione del 5G in Italia è stato l’ex ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio. Sostenere il partito di quest’ultimo, pertanto, è proprio la classica espressione della sindrome di Stoccolma.

Se comunque si volesse approfondire l’argomento dei rischi per la salute umana del 5G, rimandiamo a questi due interessantissimi video:

https://www.youtube.com/watch?v=u3IT4xgjNCk

https://www.youtube.com/watch?v=TFp8W5lUfOU

Nel secondo video, a partire dal minuto 32:10, si può comprendere il motivo del nostro riferimento agli alberi di altezza superiore a 3 metri.

Gentile Sindaca, ci faccia sognare: Terracina deve cominciare a frequentare il futuro.

Un futuro senza danni alla salute derivanti dal 5G.

Chiudiamo con un’ultima considerazione: questa lettera aperta è un omaggio al giornalista recentemente scomparso Giulietto Chiesa, il quale si opponeva con la massima energia possibile alla diffusione del 5G.

Link alle precedenti lettere aperte:

https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/04/21/lettera-aperta-alla-sindaca-roberta-tintari

https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/04/22/lettera-aperta-alla-sindaca-roberta-tintari-2

https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/04/27/lettera-aperta-alla-sindaca-roberta-tintari-3

https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/05/03/lettera-aperta-alla-sindaca-roberta-tintari-4

https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/05/06/lettera-aperta-alla-sindaca-roberta-tintari-5

Lettera aperta alla Sindaca Roberta Tintari 5

Gentile Sindaca,

oggi Le segnaliamo una bella iniziativa attuata dal Comune di Sacrofano (RM), denominata “Un disegno al giorno” (info qui: www.comunedisacrofano.it/comunicazione/avvisi-pubblici-menu-comunicazione/1492-un-disegno-al-giorno.html).

In pratica, per tenere impegnati i bambini costretti a rimanere a casa a causa della chiusura delle scuole, il Comune ha pubblicato sulla propria pagina Facebook i disegni che sono stati inviati ad un apposito indirizzo e-mail e/o Whatsapp.

Il tema dei disegni era libero e ciò che i bambini hanno realizzato è veramente molto bello (a fine articolo inseriamo i disegni; ce n’è anche uno di un bambino di Campagnano, paese confinante con Sacrofano).

In seguito al successo dell’iniziativa, il Comune di Sacrofano ha lanciato anche l’iniziativa denominata “Scatti in quarantena”, con la pubblicazione, sempre sulla pagina Facebook dell’ente, delle migliori fotografie inviate dai cittadini.

Che cosa si può apprendere da tutto ciò?

Prima di tutto, il Comune di Terracina dovrebbe istituire un apposito ufficio di staff che si occupi di effettuare attività di benchmarking riguardo alle buone pratiche adottate da altri enti locali italiani e stranieri.

In secondo luogo, potrebbe realizzare iniziative simili a quelle attuate dal Comune di Sacrofano.

Per esempio, dato che Sacrofano ha circa un sesto degli abitanti di Terracina, i disegni da pubblicare sulla pagina Facebook del nostro Comune dovrebbero essere sei al giorno, magari suddivisi tra alunni dell’asilo, delle scuole elementari e delle scuole medie.

I disegni (ma anche le fotografie) potrebbero essere pubblicati sul sito del Comune di Terracina, creando un’apposita sezione a ciò dedicata.

Inoltre, disegni e foto potrebbero essere esposti durante il periodo estivo, o in un luogo ben preciso (ad esempio, la Sala Valadier), oppure dislocandoli presso gli stabilimenti balneari.

Infine, Le scriviamo anche per un altro motivo: siamo convinti che questa volta, dato l’argomento trattato, aumenteranno a dismisura le probabilità che la stampa locale, sia cartacea che online, finalmente pubblicherà una delle nostre lettere aperte.

Fino ad ora, infatti, solo www.terracinanotizie.net e www.telefree.it le hanno sempre pubblicate e perciò li ringraziamo sentitamente.

Link alle precedenti lettere aperte:

https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/04/21/lettera-aperta-alla-sindaca-roberta-tintari

https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/04/22/lettera-aperta-alla-sindaca-roberta-tintari-2

https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/04/27/lettera-aperta-alla-sindaca-roberta-tintari-3

https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/05/03/lettera-aperta-alla-sindaca-roberta-tintari-4

DISEGNI

Alice

Rachele

Elena

Giada

Eleonora

Viola

Eva

Chiara

Gabriele

Natalia

Maya

Ginevra

 

Martina

Lettera aperta alla Sindaca Roberta Tintari 4

Gentile Sindaca,

l’emergenza coronavirus ha evidenziato come il nostro sistema sanitario sia stato troppo privatizzato.

Ma… andiamo con ordine.

Il Terracina Social Forum si richiama al movimento no global, che criticava gli organismi sovranazionali (Fondo Monetario Internazionale, Organizzazione Mondiale del Commercio, Banca Mondiale).

Per un’analisi più efficace ed approfondita degli eventi, si deve partire dal dato internazionale, anzi, dal dato sovranazionale.

Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità è stata privatizzata. I finanziamenti che permettono all’OMS di operare, infatti, provengono soprattutto da entità private, non più dagli Stati.

A cascata, tutto ciò si ripercuote sui servizi sanitari dei singoli Paesi.

Non capiamo perché ciò che resta del movimento no global non metta in risalto tutto ciò.

Tra l’altro, ci ha colpito il silenzio, da parte di quel movimento, in merito al decesso, avvenuto il 26 aprile scorso, dell’ex presidente onorario del Comitato Verità e Giustizia per Genova, cioè Giulietto Chiesa.

Sarà un complotto?

Oppure chi, coerentemente ed intelligentemente, si era spinto più avanti nell’analisi, non era più gradito?

Ma torniamo a noi.

L’emergenza Covid ha colpito soprattutto in Lombardia, proprio la Regione che si vantava di avere il servizio sanitario più efficiente.

E qui tiriamo in ballo l’Europa, o, meglio, determinati principi giuridici di derivazione comunitaria.

A titolo esemplificativo, cominciamo da un principio che viene considerato una sorta di vera e propria conquista nel progresso del genere umano: il principio “Chi inquina paga”.

Prendiamo ora l’articolo 575 del nostro codice penale: “Chiunque cagiona la morte di un uomo è punito con la reclusione non inferiore ad anni ventuno”.

Non c’è scritto “Chiunque cagiona la morte di un uomo è punito con una multa”.

Siamo proprio sicuri che il principio “Chi inquina paga” sia una tale conquista per il progresso del genere umano?

Di conseguenza, non riusciamo proprio a capire tanti radical chic di cui è pieno zeppo il mondo dell’ambientalismo.

Probabilmente ormai sono rimasti solo chic ed hanno perso anche la più timida parvenza radical.

Ma veniamo ad un altro principio giuridico di derivazione comunitaria: il principio di sussidiarietà.

Trovate un’utilissima analisi di tale principio qui: http://treccani.it/enciclopedia/principio-di-sussidiarieta_%28Dizionario-di-Economia-e-Finanza%29.

Interessante soprattutto questa frase:

“In base al principio di sussidiarietà orizzontale la responsabilità del benessere dei cittadini è demandata ai gruppi sociali (famiglia, comunità locali, ecc.), coadiuvati dal ruolo integrativo dello Stato, il cui compito è quello di creare le condizioni per una diffusa responsabilizzazione individuale e collettiva”.

Le “comunità locali” citate in questa frase sono i comitati, le associazioni di volontariato, i “corpi intermedi”.

Il principio di sussidiarietà orizzontale è stato il cavallo di Troia che ha consentito di inserirsi prepotentemente nella gestione dei servizi pubblici a Comunione e Liberazione (movimento cattolico a Lei ben noto, gentile Sindaca, in quanto nato come branca dell’Azione Cattolica).

Illuminante, sul punto, l’analisi che viene effettuata da Enrico De Alessandri nel libro “Comunione e Liberazione: assalto al potere in Lombardia” (Bepress editore).

Qui (https://www.ibs.it/comunione-liberazione-assalto-al-potere-libro-enrico-de-alessandri/e/9788896130155) è riportato un interessante passaggio tratto dall’introduzione del libro, che ricopiamo:

“Comunione e Liberazione è l’unico movimento fondamentalista in Europa che si è ‘impossessato’ di una Regione con un bilancio pari a quello di un piccolo Stato (attraverso un’occupazione militare dei suoi esponenti in tutti i posti chiave della struttura dirigenziale, della sanità, degli enti, delle agenzie e delle società a capitale pubblico della Regione Lombardia), ed è la sola political force in grado di agire al di sopra di tutti prescindendo da chiunque. E l’ossessiva tendenza di CL volta a privilegiare, nell’ambito della sfera pubblica, gli interessi particolari di questo movimento, è sotto gli occhi di tutti: è sufficiente considerare il numero dei ciellini che ricoprono le cariche di primari nelle pubbliche aziende ospedaliere, l’entità dei fondi pubblici destinati alle imprese della Compagnia delle Opere rispetto all’intero mondo imprenditoriale e quant’altro può offrire un potere monopolistico per eccellenza”.

Ora passiamo, invece, all’analisi politica.

Dato che siamo ancora in democrazia, per cui vigono tuttora libertà di parola e di pensiero in barba alle task force contro le fake news, proviamo a formulare ipotesi e scenari.

Ipotizziamo che uno dei partiti dell’attuale maggioranza voglia provocare il default dell’Italia.

La crisi economica sicuramente peggiorerà.

Ed immaginiamo poi che un altro dei partiti dell’attuale maggioranza lavori (ed abbia sempre lavorato) per Londra. Gli obiettivi di quel partito, di conseguenza, sarebbero aprire ai cinesi, dato che il Regno Unito è tra i principali possessori di quote della banca cinese che finanzia il progetto della Nuova Via della Seta.

Non solo: quel partito ha sempre voluto l’iperconnessione perché favorirebbe la “democrazia diretta”, di conseguenza ci sarebbero le aperture (anzi, le autorizzazioni) al 5G ed alle multinazionali del settore delle telecomunicazioni, siano esse cinesi come Huawei, oppure britanniche, come la Vodafone dell’ex amministratore delegato Vittorio Colao ora presidente della task force per la fase 2.

Anche in questo caso, gli scenari riguardo alle condizioni di salute degli italiani, oppure relativamente alle garanzie delle libertà previste dalla nostra Costituzione, sono tutt’altro che rosei.

Da notare, poi, che i partiti dell’attuale maggioranza stanno facendo pagare la crisi economica proprio a quelle categorie che non rientrano tra i loro elettori abituali, cioè commercianti, piccoli imprenditori, lavoratori autonomi, professionisti.

Anche se, ci preme sottolinearlo, proprio un partito dell’attuale maggioranza a livello locale è pieno zeppo di avvocati tra i suoi attivisti, ma ciò è espressione della confusione che regna sovrana di questi tempi.

Fermo restando, tuttavia, che un partito che rinuncia alla propria tradizione di difesa degli ultimi, è ovvio che poi ottenga i voti ed il sostegno della medio-alta borghesia, proprio perché rappresenta gli interessi di quei ceti.

In tutto questo, un ente locale come il Comune di Terracina che cosa dovrebbe fare?

Lo spiega molto bene il sindaco di Todi in questo video (https://www.youtube.com/watch?v=4VycoUBmXwU), a partire dal minuto 19:57. Interessantissimo, soprattutto, ciò che dice a partire dal minuto 21:03.

Il Comune può fare tantissimo per aiutare gli indigenti ed i nuovi poveri.

Ma, prima di tutto, dovrebbe reperire risorse economiche, dando priorità alla lotta agli sprechi ed alle inefficienze.

Ora, tutti i consumatori sanno che quanto più è lunga la filiera, tanto più aumentano i prezzi per il consumatore finale.

E allora perché appaltare la gestione dei servizi pubblici a società private?

Se nella gestione di un servizio pubblico si aggiunge un privato, i costi per la collettività aumentano.

Ed aumentano situazioni simili a quelle della crisi sanitaria della Lombardia, derivanti proprio dall’inserimento dei privati nella gestione dei servizi pubblici.

A Terracina, ad esempio, il servizio di riscossione dei tributi locali non potrebbe essere gestito in house?

Non ci sono le professionalità adeguate?

Se fossimo dipendenti comunali, una spiegazione del genere ci indignerebbe.

Tra l’altro, sappiamo che qualche dipendente comunale si è reso disponibile ad un potenziamento del Settore Tributi, ma anziché assecondare le sue legittime aspirazioni professionali è stato dislocato in altri settori, come se il contrasto dell’evasione fiscale non fosse uno degli obiettivi prioritari dell’ente.

Per fare un esempio banale, lo sa, gentile Sindaca, che a Terracina non ci sono più locandine affisse nei negozi, mentre nei comuni limitrofi sono diffusissime?

Perché?

Perché la relativa tariffa a Terracina è troppo alta.

Si informi. Provi a chiedere ai gestori delle agenzie pubblicitarie locali.

Ecco, si potrebbe partire da qui, cioè dalla reinternalizzazione della gestione dei servizi pubblici locali.

Ci stupisca con effetti speciali, gentile Sindaca.

Lo sappiamo che potrebbe essere difficile realizzare la reinternalizzazione di cui parliamo, ma adesso è Lei il primo cittadino terracinese.

Perché dovrebbe essere difficile da realizzare?

Perché lo abbiamo scritto qui: https://terracinasocialforum.wordpress.com/2019/09/11/perche-giorgia-meloni-non-si-dimette.

La parte cruciale è questa:

Le cessioni di quote di sovranità nazionale sono strettamente legate anche ai processi di privatizzazione delle nostre aziende pubbliche e dei patrimoni pubblici.

Sul punto, ci viene in soccorso l’ex portavoce della Meloni, Nicola Procaccini, che noi conosciamo molto bene in quanto è stato per due mandati sindaco della nostra città, Terracina.

Ebbene, Procaccini in occasione dei referendum abrogativi per l’acqua bene comune del 2011, dichiarò di essere a favore della gestione PRIVATA del servizio idrico.

È un privatizzatore convinto, il nostro ex sindaco: ha ceduto a privati, o in altri casi ci ha provato senza riuscirci, la farmacia comunale, la gestione di determinati siti archeologici, l’ex mercato coperto, Villa Adrover, Palazzo Braschi, ecc., ecc. Se avesse potuto, avrebbe privatizzato anche la poltrona sulla quale si sedeva durante le sedute del Consiglio comunale.

Ma ciò che è pubblico è del popolo, mentre quando ciò che è pubblico viene privatizzato, a guadagnarci sono solo poche persone.

In quell’articolo di settembre 2019 abbiamo usato l’espressione “cessioni di quote di sovranità nazionale”.

Ci preme sottolineare che nel 2006 i reati contro la personalità dello Stato sono stati oggetto di una riforma, il cui obiettivo era far sì che la lesione del bene “personalità giuridica dello Stato” risultasse punibile solo se commessa con la violenza.

Quella riforma fu votata anche da uno dei partiti, anzi, il principale partito dell’attuale minoranza.

Un partito che i media si ostinano a definire come “sovranista”, ma che in realtà forse fin da allora lavorava, anch’esso, per interessi stranieri, magari proprio quegli interessi stranieri che attacca (o finge di attaccare) continuamente.

Da qualunque ottica si osservino gli eventi, pertanto, il quadro è quanto meno desolante.

Gentile Sindaca, ci sorprenda con effetti speciali.

Grazie.

Link alle precedenti lettere aperte:

https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/04/21/lettera-aperta-alla-sindaca-roberta-tintari

https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/04/22/lettera-aperta-alla-sindaca-roberta-tintari-2

https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/04/27/lettera-aperta-alla-sindaca-roberta-tintari-3

Lettera aperta alla Sindaca Roberta Tintari 3

Gentile Sindaca,

ci auguriamo che abbia letto le nostre due precedenti lettere aperte, nelle quali abbiamo formulato proposte per affrontare la grave crisi economica provocata dall’emergenza sanitaria per il coronavirus.

Il Consiglio comunale è la massima assise politica locale.

Riteniamo che sia giunto il momento di coinvolgerlo.

L’attuale Governo sembra non avere soluzioni per affrontare la crisi economica senza fare ricorso ad ulteriore indebitamento.

Eppure soluzioni alternative all’indebitamento ci sono e sono state anche presentate e consegnate sia al Governo che al Parlamento.

Ci riferiamo al disegno di legge sull’istituzione dei certificati di compensazione fiscale in forma dematerializzata (Atto Senato n. 1619), alle proposte dell’associazione Moneta Positiva (http://fabioconditi.blogspot.com/2019/09/la-proposta-sire.html) ed al Piano di salvezza nazionale (https://pianodisalvezzanazionale.it).

Tutte queste proposte prevedono l’iniezione nel sistema economico di liquidità aggiuntiva senza aumentare il debito pubblico.

Gli strumenti utilizzabili sono i certificati di credito fiscale, le banche pubbliche, le statonote, i conti di risparmio pubblici con somme trasferibili.

Tutti questi strumenti non violano le norme dei Trattati europei.

In particolare, ci teniamo a sottolineare che il Mediocredito Centrale è una banca pubblica, in quanto controllata al 100% da Invitalia, la quale è controllata al 100% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Vediamo, infatti, a livello internazionale, che in piena emergenza sanitaria svariati Paesi (Germania, Giappone, USA, Regno Unito, ecc.) hanno attuato immediatamente politiche di helicopter money, con l’elargizione di cospicue somme di denaro (non di prestiti o di garanzie bancarie!) a favore dei propri cittadini.

Tali Paesi possono adottare simili interventi perché, volendo usare un termine caro alla stampa ed all’informazione, hanno un bazooka.

Ma anche noi italiani abbiamo un bazooka: il Mediocredito Centrale.

Si tratta semplicemente di farlo sparare.

In tutto questo, che cosa c’entra il Consiglio comunale?

Come abbiamo già scritto, il Consiglio comunale è la massima assise politica locale.

Dovrebbe pertanto essere convocato per deliberare una mozione che impegni il Governo ad adottare gli strumenti di politica economica precedentemente citati.

Lo sappiamo perfettamente che le mozioni non sono vincolanti, però hanno un forte valore simbolico.

Tra l’altro, nel nostro Consiglio comunale è presente solo una forza politica che fa parte dell’attuale maggioranza di governo, e per di più è minoritaria nella nostra assise cittadina.

Non dovrebbe essere difficile, pertanto, predisporre ed approvare, in tempi brevi, una mozione del genere.

A meno che le forze politiche maggioritarie nel nostro Consiglio comunale, ma minoritarie in Parlamento, non vogliano invece essere accondiscendenti (e, in ultima analisi, corresponsabili) con le misure adottate dal Governo nazionale.

Gentile Sindaca, la invitiamo a dare seguito a quanto da noi richiesto, convocando a tal fine il Consiglio comunale ai sensi dell’art. 12, comma 2, dello Statuto comunale.

Grazie.

 

Link alle precedenti lettere aperte:

https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/04/21/lettera-aperta-alla-sindaca-roberta-tintari

https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/04/22/lettera-aperta-alla-sindaca-roberta-tintari-2

Lettera aperta alla Sindaca Roberta Tintari 2

Dalla crisi economica scatenata dall’emergenza sanitaria si potrà uscire solo guardando il mondo con occhi diversi, facendo tuttavia tesoro dell’esperienza.

Una delle frasi che sentiamo ripetere spesso in questi giorni è «Nessuno dev’essere lasciato indietro».

A nostro avviso, nessuna IDEA dev’essere lasciata indietro.

Serve un brain storming, una tempesta di cervelli.

E tutte le idee, tutte le proposte vanno valutate attentamente.

Passiamo quindi alla presentazione, il più sinteticamente possibile, di alcune delle proposte che abbiamo elaborato.

Abbiamo letto che il Comune ha attivato il servizio di spesa sospesa.

Bene.

Abbiamo poi letto l’intervista a Giulio Tarro, il miglior virologo italiano, pubblicata qui: http://www.ilcambiamento.it/articoli/il-virologo-tarro-a-tpi-il-lockdown-non-ha-senso-il-caldo-e-il-plasma-dei-guariti-possono-fermare-il-covid.

Ci hanno colpito in particolare le seguenti domande e risposte.

Parlava di vacanze. È vero che pensa che la stagione estiva al mare non dovrebbe saltare?

Noi dobbiamo usare le armi di questo Paese, il sole e il mare, per aiutarci a guarire.

Ovvero?

Invece di stare chiusi a casa ad ammalarci con il contagio familiare, usiamo il mare come una terapia.

Con le barriere di plexiglass tra gli ombrelloni?

Per l’amor di Dio no! Questa è follia pura.

Spieghi perché, secondo lei.

Perché più che camere di protezione quelle diventerebbero camere di cottura. E non solo.

Cosa?

Il virus per diffondersi ha bisogno di spazi chiusi, scarsa ventilazione o sistemi di aria condizionata, temperature basse o umide. Il mare e la spiaggia sono l’esatto contrario di questo microclima propizio.

Le nostre proposte, per poter essere veramente efficaci, hanno bisogno di un prerequisito essenziale: i terracinesi devono fare comunità.

E questa è la parte veramente più difficile.

Ma noi confidiamo nei NON terracinesi.

E confidiamo in Lei, gentile Sindaca.

La nostra proposta è la seguente: istituire la casa sospesa e l’ombrellone sospeso.

Il target dell’iniziativa dovrebbero essere prima di tutto i guariti dall’infezione da Cov-2 ed il personale sanitario che ha affrontato l’emergenza nelle aree dove l’epidemia ha colpito più duramente.

L’iniziativa, che quindi ha anche una finalità solidaristica, dovrebbe partire già a giugno.

A luglio l’iniziativa dovrebbe essere estesa anche ai residenti nella provincia di Frosinone e nei paesi dell’entroterra della provincia di Latina.

Ma in che cosa consiste, più specificamente, la “casa sospesa”?

I proprietari delle seconde case, su base volontaria, dovrebbero mettere a disposizione gratuitamente il proprio appartamento per una settimana per i guariti da Cov-2 e per il personale sanitario.

I proprietari delle seconde case dovrebbero ragionare come le compagnie aeree a basso costo, le quali vendono biglietti a prezzi stracciati per crearsi una clientela in fase di avvio oppure per coprire i costi fissi di un velivolo che deve comunque partire.

Ecco, la logica è identica. L’appartamento rimarrà sfitto? E allora perché non metterlo a disposizione gratuitamente?

Stesso discorso per l’ombrellone dello stabilimento balneare. Sappiamo che qualche anno fa è stato attivato il progetto di “ombrellone sociale” per le famiglie disagiate, progetto al quale hanno aderito alcuni operatori balneari. La sensibilità, al riguardo, è pertanto già elevata nell’ambito di quella categoria professionale.

Bisogna vedere il mondo con occhi diversi. Ed è necessario fare comunità.

Occhi diversi vuol dire che non si deve ragionare in termini di denaro, bensì in termini di potere d’acquisto.

Il turista a Terracina porterà alla collettività potere d’acquisto. Tutta la cittadinanza dovrà collaborare, esattamente come nel progetto di spesa sospesa. Per qualcuno potrà essere un sacrificio, ma altri ne trarranno un grande beneficio.

Un’iniziativa del genere, a nostro avviso, farà scuola, verranno organi di stampa internazionali a redigere servizi giornalistici, Terracina sarà sulla bocca di tutti.

In tutto questo, quale dovrebbe essere il ruolo dell’amministrazione comunale?

Il Comune dovrebbe azzerare i tributi locali ai proprietari delle seconde case ed agli operatori balneari che aderiranno all’iniziativa.

Inoltre, il Comune potrebbe aiutare proprietari di seconde case ed operatori balneari favorendo il più possibile l’installazione di pannelli fotovoltaici o di sistemi di sfruttamento di energia solare (l’ultima frontiera in quel campo è lo spray fotovoltaico, quindi non sono necessari neanche impianti “tradizionali”).

I gestori degli stabilimenti balneari avrebbero numerose superfici da ricoprire (non solo il chiosco, ma anche le cabine) e potrebbero introdurre gli ombrelloni fotovoltaici, che consentirebbero ai clienti di ricaricare smartphone ed altri dispositivi elettronici.

Con il fotovoltaico, proprietari di case ed operatori balneari potrebbero abbattere i costi dell’energia elettrica.

La soluzione ideale, in quanto di rapida attuazione, sarebbe stipulare un contratto con una ESCo.

In alternativa, l’installazione dovrebbe avvenire senza l’intermediazione bancaria: si tratta di acquistare pannelli fotovoltaici, non finanziamenti o mutui.

E se proprio si deve fare ricorso ad una banca, allora sarebbe meglio rivolgersi a Banca Popolare Etica.

Oppure ancora, i pannelli potrebbero essere noleggiati solo per il periodo estivo.

L’iniziativa “casa sospesa” e “ombrellone sospeso” potrebbero anche garantire un prolungamento della stagione estiva, arrivando fino ad ottobre.

Strettamente legata a tutto ciò sarà l’introduzione di una moneta locale, sempre con la finalità di assicurare maggiore potere d’acquisto ai cittadini.

Ad esempio, anni fa in Sardegna è stato istituito il Sardex, un progetto talmente valido che poi si è esteso in altre regioni italiane.

Tutto ciò se ci si vuole inserire in un circuito già esistente. In alternativa, il Comune può stampare direttamente moneta comunale.

L’ultimo Comune in ordine di tempo ad averlo fatto è stato Castellino del Biferno, nel Molise.

Ma molto interessante, al riguardo, è l’iniziativa del Comune di Santa Marina, nel Cilento: https://www.youtube.com/watch?v=2m79D6-IcuI.

Lo ripetiamo: si deve ragionare in termini di recupero del potere d’acquisto.

Il Comune dovrebbe anche attivarsi per far sì che il pagamento di tributi locali e servizi comunali possa essere effettuato anche con i bitcoin: i cittadini dovranno poter usufruire di tutto il potere d’acquisto a loro disposizione.

Sappiamo inoltre che a Terracina hanno operato gli attivisti del progetto Arcipelago Scec. Bene, gli Scec dovrebbero essere divulgati e promossi il più possibile.

Come abbiamo scritto, il progetto “casa sospesa” ed “ombrellone sospeso” dovrebbe essere ripetuto a luglio per i bagnanti residenti in provincia di Frosinone.

Le mamme terracinesi, durante il lockdown, dovrebbero aver capito quant’è difficile tenere a casa dei bambini che invece vorrebbero uscire, correre, giocare all’aperto. Ora, pertanto, dovrebbero anche riuscire a capire quanto la cosa possa essere ancora più complicata, in estate, per le famiglie che vivono in zone in cui non c’è il mare ed il clima è pure particolarmente afoso, in quanto contraddistinto da un forte tasso di umidità.

Terracina ed i terracinesi dovrebbero quindi allargare il loro concetto di “comunità”: hanno la fortuna di vivere in una bella città con una mare splendido, è giusto che lo mettano a disposizione, con tutti i comfort possibili ed immaginabili, alle famiglie di italiani dell’entroterra che, come noi, hanno vissuto la stessa stressante esperienza del lockdown.

Come far venire a Terracina le famiglie di bagnanti dei paesi dell’entroterra?

Il Comune di Terracina dovrebbe indire una conferenza di servizi con i Comuni dell’entroterra.

L’obiettivo dev’essere quello di attivare un servizio di pullman gran turismo dotati di tutti i comfort: aria condizionata, televisori, bagno, prese per ricaricare dispositivi elettronici, ecc.

I pullman dovrebbero arrivare al parcheggio del mercato settimanale e da lì i passeggeri dovrebbero salire sulle navette elettriche della Cotri che li porterebbero al mare.

Per il servizio si dovrebbero garantire prezzi popolari, abbonamenti settimanali e/o mensili, convenzioni e sconti con stabilimenti balneari, ristoranti, pizzerie, gelaterie, ecc.

Tutto ciò ridurrebbe l’inquinamento, il traffico ed i rischi di incidenti stradali e migliorerebbe il benessere dei bagnanti, proponendo un’alternativa al viaggio in auto.

Non solo: la minor presenza di auto nella città renderebbe la stessa meno inquinata e meno soffocante, con minor stress pure per i residenti.

Anche sulla realizzazione di questo progetto ci appelliamo a Lei, gentile Sindaca: si tratta di fare rete, di fare comunità, non solo tra le attività produttive terracinesi, ma anche rivolgendosi alle popolazioni e alle amministrazioni dell’entroterra.

Un progetto prima di tutto solidaristico, perché migliorerebbe il benessere e lo stato di salute di numerose persone, se, come ha detto il virologo Giulio Tarro, il mare potrebbe avere un effetto terapeutico e di prevenzione nei confronti del Cov-2.

Infine, bisognerebbe coinvolgere il più possibile le attività produttive locali in un progetto di rete che dovrebbe avvalersi di strumenti previsti dalla legge.

La legge n. 208/2015, infatti, con i commi 376-384 ha introdotto nel nostro ordinamento giuridico la figura delle società benefit.

Queste ultime, nell’esercizio dell’attività economica, perseguono una o più finalità di beneficio comune ed operano in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente, beni ed attività culturali e sociali, enti e associazioni ed altri portatori di interesse.

Lo strumento ideale!

Il Comune di Terracina dovrebbe convocare tutte le associazioni di categoria e costituire una società benefit mista, con capitale pubblico-privato, con l’obiettivo di affrontare e superare la crisi rilanciando il territorio ed il turismo, nonché tutelando la salute e l’ambiente. Il tutto, ovviamente, con il coinvolgimento del terzo settore.

Queste sono solo le nostre proposte iniziali.

Nei prossimi giorni ne seguiranno altre.

Ringraziamo anticipatamente gli organi di stampa che vorranno dare visibilità a queste nostre proposte.

La precedente lettera aperta alla Sindaca è stata pubblicata qui: https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/04/21/lettera-aperta-alla-sindaca-roberta-tintari.