Sito Pubblico del Social Forum di Terracina

Archivio per la categoria ‘EDITORIALI’

È meglio la post verità o la pre verità?

Dai dati forniti dal contatore, rileviamo che il blog del Terracina Social Forum riceve mediamente 200-250 visite al giorno.

Gli accessi crollano durante il fine settimana e nei giorni festivi.

Nel pomeriggio di sabato 17 gennaio 2015, esattamente due anni fa, abbiamo pubblicato sul blog il seguente volantino: https://terracinasocialforum.files.wordpress.com/2015/01/latoa-presidenza-finito.jpg.

Il volantino si commenta da sé.

Domenica 18 gennaio 2015, contrariamente alle medie ordinarie dei giorni festivi, il blog ha registrato oltre 1.000 visite, delle quali più di 800 provenienti dagli Stati Uniti.

In pratica, gli accessi italiani rispettavano fedelmente la media, mentre quelli “anomali” provenivano tutti da Oltreoceano.

Da ciò abbiamo tratto le seguenti deduzioni:

1) siamo “attenzionati”;

2) l’agente in Italia ha segnalato la pubblicazione dell’immagine alla madrepatria;

3) i suoi colleghi hanno visitato attentamente (una coda di accessi “anomali” si è registrata anche l’indomani, lunedì 19 gennaio 2015).

Recentemente si parla tantissimo della cosiddetta post verità; bene, noi dall’anomalia degli accessi al blog rilevati il 18 gennaio 2015 abbiamo capito, invece, che bisogna concentrarsi, prioritariamente, sulla pre verità.

Il nostro volantino è stato realizzato quasi due anni dopo gli eventi indicati nel volantino stesso. Abbiamo pertanto un ritardo di circa 18-20 mesi, però è anche vero che nel 2013 era piuttosto difficile prevedere ciò che sarebbe successo nel corso del 2014 in Ucraina ed in Crimea.

Per cercare di arrivare alla pre verità, riteniamo che sia fondamentale partire da questi presupposti:

1) tenere il più possibile spenta la tv;

2) sfogliare (SFOGLIARE) senza comprarli i quotidiani, perché forniscono molte informazioni su come editori e sponsor cercano di indirizzare se non addirittura manipolare l’opinione pubblica;

3) controinformarsi;

4) tenere conto che banche e multinazionali riescono a fare programmazione solo di breve periodo, mentre la programmazione di medio-lungo periodo sono in grado di farla solo forze armate e servizi segreti. Bisogna pertanto sforzarsi di ragionare come loro.

Ripristinare la tratta ferroviaria Priverno-Terracina? Non è nel piano aziendale

L’ormai quasi quinquennale questione del ripristino della tratta ferroviaria Priverno-Terracina è il fallimento di tutti: delle maggioranze (regionale e locale), delle opposizioni, dei pendolari, dei turisti, dei cittadini, della società civile.

Ma sul fallimento di ognuna delle singole realtà elencate ci soffermeremo prossimamente.

Ora ci preme spiegare perché la tratta ferroviaria non verrà mai ripristinata.

Perché non è nel piano aziendale di Trenitalia.

Andiamo con ordine.

Da lunedì 12 dicembre 2016 è entrato in vigore il nuovo orario dei treni.

Trenitalia ha apportato delle modifiche agli orari che il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha approvato.

Nella tratta Roma-Formia le corse giornaliere sono passate da 44 a 43, ma il dato fondamentale è che in alcune fasce orarie, quelle cruciali per i pendolari, non ci sono più due treni regionali ogni ora; alcuni treni regionali adesso continuano a partire alla stessa ora del precedente orario, ma hanno cambiato denominazione: sono diventati treni regionali veloci.

Che cosa cambia?

Succede che i treni regionali veloci, nella tratta Roma-Formia, fermano solo a Latina e a Formia, creando disagi ai pendolari delle città con meno abitanti. I pendolari di queste cittadine si stanno già organizzando per raggiungere in auto le stazioni ferroviarie di Latina e di Formia.

Ma il disagio sarà momentaneo, perché sparirà nel momento in cui verrà attivato un apposito servizio di bus per le stazioni ferroviarie delle principali città della provincia.

E chi gestirà quel servizio?

Trenitalia.

Per capire meglio il discorso, risulta illuminante leggere questo articolo: http://www.metronews.it/16/09/28/ecco-il-piano-fs-pi%C3%B9-gomma-che-ferro.html. In esso troviamo scritto:

“il piano industriale 2017-2026 illustrato ieri a Roma dall’amministratore delegato Fs Renato Mazzoncini che non dimentica le sue origini in BusItalia”.

Renato Mazzoncini?

BusItalia?

Cercando online si trova anche questo articolo (http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/11/21/ferrovie-dello-stato-elia-e-messori-al-capolinea-scatta-lora-del-renziano-mazzoncini/2240098), nel quale troviamo scritto:

“Il curriculum di Mazzoncini è impreziosito da una gemma impagabile secondo i parametri dell’Italia renziana. Fu lui, nel 2012 – appena chiamato alle Fs dall’allora numero uno Mauro Moretti – a fare con l’allora sindaco di Firenze l’accordo per la cosiddetta privatizzazione dell’Ataf, l’azienda tranviaria fiorentina, venduta da un Comune allo Stato. L’operazione fu seguita, per il Comune di Firenze, dall’allora avvocato Maria Elena Boschi. Mazzoncini è tuttora presidente dell’Ataf”.

Ricapitolando: Trenitalia, una società privata, apporta delle modifiche ai suoi orari ed il presidente della Regione approva.

Si creano dei disagi per i pendolari, ai quali verrà poi proposto il pacchetto completo treno+bus.

In tutto questo, come possono i terracinesi sperare che la tratta ferroviaria Priverno-Terracina sia ripristinata? Non rientra nel piano aziendale, non fa più parte della mission di Trenitalia.

Gomma+ferro, questo è il futuro.

Ma non è che stiamo assistendo anche ad una nuova mission della politica? Gestione pubblica nell’interesse del privato…

Considerazioni sul referendum costituzionale

I due mesi di campagna elettorale hanno visto noi attivisti del Terracina Social Forum molto impegnati sul territorio cittadino a favore del No.

È stata un’esperienza istruttiva, che ci ha fatto capire che bisogna lavorare tantissimo per ricostruire un sano senso di comunità. Si tratta di svolgere un lavoro immane.

Le considerazioni che qui esprimiamo riguardano la città e l’intera nazione. Non ci ritroviamo con un Paese diviso a metà, ma con un Paese spaccato in tre.

Circa un terzo degli elettori, infatti, non si è recato alle urne, e ciò è molto, molto grave, perché si trattava di approvare o meno le modifiche predisposte alla legge fondamentale dello Stato. Il dato è preoccupante perché è stato sicuramente influenzato dal fatto che alle urne si sono recate tantissime persone che non avevano neanche letto la riforma, spinte quindi molto probabilmente non tanto dall’esigenza di esprimersi sulla Costituzione, bensì dal fatto che adorano l’ex inquilino di Palazzo Chigi oppure lo detestano.

Il dato che abbiamo registrato, poi, è che ha ragione il leader che ha chiesto ai suoi sostenitori di «votare con la pancia». Tra chi si è recato alle urne, infatti, c’è una profondissima spaccatura tra coloro che hanno la pancia piena e coloro che hanno la pancia vuota. I primi non riescono assolutamente a capire i bisogni dei secondi, e questi ultimi non riescono più a dialogare serenamente con i primi, perché si sentono incompresi. La frattura è immensa, paragonabile a quelle che provocano i terremoti catastrofici.

C’è un’altra fetta di elettori che, pur avendo la pancia piena, ha votato No convintamente, però ha ugualmente delle fortissime preoccupazioni su un altro tema. Ci riferiamo alla questione dell’eventuale arrivo nella nostra città di qualche decina di rifugiati.

Anche su questa specifica questione, rileviamo che chi ha la pancia piena non riesce assolutamente a comprendere i bisogni di chi ha la pancia vuota.

Quest’ultima tipologia di cittadino vorremmo farla riflettere sul concetto di “extracomunitario”.

Extracomunitario è colui che non è cittadino dell’Unione Europea. Può essere un asiatico, un africano, un americano.

Noi del Terracina Social Forum riteniamo terribilmente più preoccupante la presenza sul nostro territorio nazionale di centinaia e centinaia di extracomunitari armati fino ai denti, con elicotteri, aerei, navi e ordigni nucleari.

Così come si può modificare una Costituzione scritta nel 1947, nello stesso modo si possono ridiscutere degli accordi di pace che risalgono allo stesso periodo storico. Recuperare sovranità significa anche questo.

Tra l’altro, se una delle navi a propulsione nucleare che stazionano abitualmente nel vicino porto di Gaeta dovesse avere un’avaria o un incidente, che cosa ci facciamo con la Bandiera Blu che abbiamo ottenuto due anni fa?

Poi, certo, la paura degli stranieri è una paura atavica. Eppure ci sono tantissimi imprenditori che non hanno alcuna paura ad assumerli alle loro dipendenze. Fanno lavorare i neri forse proprio perché sono già pronti per lavorare… in nero. O per pagare affitti… in nero.

Inoltre, uno di noi attivisti ricorda ancora i discorsi che sentiva durante la naia. Pur di prestare il servizio militare a Roma, aveva accettato di lavorare in una bouvette per ufficiali. «Gli extracomunitari vengono a rubarci il lavoro» era una frase quotidiana, in bocca a persone che avevano vinto un concorso per un impiego per il quale la cittadinanza italiana era un requisito essenziale. Quindi il problema non è la perdita del lavoro. Chissà, forse allora la paura è la perdita delle proprie donne, retaggio degli stupri attuati in Ciociaria dalle truppe marocchine durante la seconda guerra mondiale? Se fosse così, anche alla luce del fatto che sabato 26 novembre a Roma si è tenuta una manifestazione con partecipazione oceanica in occasione della Giornata mondiale contro la violenza alle donne, chiediamo alla componente femminile della nostra società di educare con ancora più rinnovato impegno i loro uomini (mariti, compagni, figli, fratelli, ecc.) affinché non considerino più le donne come un oggetto di proprietà da registrare al catasto comunale.

Per chiudere, constatiamo che nel nostro Paese, più che una deriva autoritaria, si è registrata una deriva sudamericana. In America Latina, infatti, ragionano ormai secondo questi termini: “los de abajo” (quelli di sotto) e “los de arriba” (quelli di sopra). Chi ha la pancia vuota (quelli di sotto) e chi ha la pancia piena (quelli di sopra).

D’altronde “destra” e “sinistra” sono termini che risalgono a poco più di due secoli fa, alla Rivoluzione Francese, mentre già nell’antica Roma esistevano i plebei, i cavalieri ed i patrizi.

Tornando alla nostra città, continuando a ragionare secondo i vecchi schemi ormai superati, quello che per molte persone “di destra” dovrebbe essere un partito “di sinistra”, anziché operai, lavoratori e disoccupati, ha tra i suoi maggiori attivisti principalmente… avvocati.

Con la pancia piena.

C’è ancora un lavoro immane da svolgere.

 

Esiste ancora una stampa libera?

I mass media, durante i lunghissimi mesi della campagna elettorale, hanno continuato imperterriti a ripetere che per il referendum costituzionale si sarebbe trattato di un testa a testa all’ultimo voto tra i Sì ed i No.

I dati sono stati ben diversi.

A questo punto la domanda è la seguente: tv e stampa sono ancora credibili?

Facciamo notare che anche prima delle elezioni USA dello scorso 8 novembre, New York Times, Reuters, Repubblica ed altri organi di stampa sostenevano che Hillary Clinton avesse il 90% di probabilità di vincere.

La domanda è di nuovo la stessa: qual è la loro credibilità?

Esiste ancora una stampa libera?

Noi del Terracina Social Forum giriamo la stessa domanda agli organi di stampa locali, nella speranza che si possa aprire un dibattito sul punto, nonché nella speranza che anche sulla stampa locale si possa parlare di temi che vadano oltre le famigerate colonne d’Ercole dell’universo-mondo terracinese, cioè Badino e Porta Napoletana.

La prevenzione – Ancora la sicurezza stradale

Continuiamo la nostra analisi sulla questione della sicurezza stradale.

Non sarebbe sbagliato porsi degli obiettivi di medio-lungo periodo, stabilendo una graduale riduzione, nel corso degli anni, della mortalità da incidenti stradali sul territorio comunale, coinvolgendo gli istituti scolastici in una capillare attività di divulgazione della conoscenza delle norme del codice della strada.

Ad esempio, si può promuovere il progetto “Patentiamoci” (http://www.interno.gov.it/it/notizie/patentiamoci-gioca-app-ti-salva-vita), il quale, grazie alla app “Prendi la patente” e ad un gioco che si può utilizzare su computer, smartphone e tablet, consente ai ragazzi di conoscere e apprendere in modo veloce e divertente le norme del codice della strada.

Nelle scuole superiori si potrebbe distribuire l’opuscolo per la guida sicura di scooteristi e motociclisti redatto, con il contributo della Regione Lazio, dal Moto Club Yesterbike (www.yesterbike.it).

Si potrebbero organizzare corsi di guida sicura per bambini su automobiline, come effettuato dal Comune di Roma.

Si potrebbe ospitare una tappa del progetto Icaro della Polizia di Stato mirata all’informazione sulla sicurezza stradale per gli studenti, oppure ospitare una tappa della mostra fotografica itinerante “Altra Strada non c’è” organizzata dalla Polizia Stradale, oppure ancora aderire al progetto “Io non sbando” per l’educazione alla guida sicura organizzato dall’ACI.

Un’iniziativa coinvolgente per i giovani potrebbe consistere nel bandire un concorso, rivolto alle scuole superiori, per realizzare un cortometraggio sul tema della sicurezza stradale e dei comportamenti di guida a rischio.

Ovviamente si potrebbero ospitare tappe di corsi di guida sicura rivolti anche agli adulti, siano essi automobilisti oppure scooteristi o motociclisti.

La Polizia Municipale dovrebbe applicare la tolleranza zero sull’utilizzo del casco, ma nello stesso tempo si potrebbero distribuire nelle scuole superiori degli adesivi da attaccare ai caschi con l’indicazione del proprio gruppo sanguigno, informazione utilissima in caso di ricoveri urgenti.

Si potrebbe organizzare una campagna con manifesti ai bordi delle strade per fornire consigli di guida sicura o segnalare le sanzioni derivanti da comportamenti scorretti alla guida. Analogamente, i tabelloni elettronici presenti sul territorio potrebbero fornire consigli di guida sicura o segnalare le sanzioni derivanti da comportamenti scorretti alla guida (cinture non allacciate, uso del cellulare, non uso del seggiolino per bambini, ecc.).

Tra i cittadini si potrebbe promuovere l’utilizzo della app per cellulari Alertino, la quale consente di inviare un messaggio ai conducenti registrati, avvisandoli del pericolo o della distrazione (ad esempio, “Hai dimenticato i fari accesi. Ti conviene spegnerli altrimenti scarichi la batteria”, oppure “Hai un fanalino che non si accende”).

Sul sito Internet del Comune si potrebbe istituire il contatore degli incidenti stradali, sul modello di quanto realizzato dalla Polizia Municipale del Comune di Verona. Andrebbe poi effettuato uno studio statistico sugli incidenti stradali che sono avvenuti o che si verificheranno nel corso del tempo, in modo da studiarne le cause ed evitarne il più possibile il ripetersi. I dati raccolti andrebbero analizzati valutando zone, periodi, età dei conducenti, effetti degli incidenti (morti, feriti, ecc.), condizioni meteo in cui sono avvenuti, mezzi coinvolti, il tutto al fine di trovare soluzioni per ridurne il numero. Una volta istituita, la Consulta della sicurezza stradale, sulla base di tali dati, potrebbe poi elaborare il Piano comunale della sicurezza stradale.

Ulteriori iniziative andrebbero organizzate in occasione della Giornata mondiale della memoria per le vittime della strada ed in occasione della Settimana mondiale della sicurezza stradale.

Infine, si potrebbe realizzare una campagna informativa sulla corretta manutenzione di autoveicoli e motoveicoli (pressione degli pneumatici, livello dell’olio, liquido di raffreddamento, ecc.), e promuovere tra la cittadinanza l’utilizzo delle app per cellulari che forniscono informazioni sulla corretta manutenzione della propria autovettura.

La prevenzione – Ancora la sicurezza stradale

Continuiamo la nostra analisi sulla questione della sicurezza stradale.
Non sarebbe sbagliato porsi degli obiettivi di medio-lungo periodo, stabilendo una graduale riduzione, nel corso degli anni, della mortalità da incidenti stradali sul territorio comunale, coinvolgendo gli istituti scolastici in una capillare attività di divulgazione della conoscenza delle norme del codice della strada.
Ad esempio, si può promuovere il progetto “Patentiamoci” (http://www.interno.gov.it/it/notizie/patentiamoci-gioca-app-ti-salva-vita), il quale, grazie alla app “Prendi la patente” e ad un gioco che si può utilizzare su computer, smartphone e tablet, consente ai ragazzi di conoscere e apprendere in modo veloce e divertente le norme del codice della strada.
Nelle scuole superiori si potrebbe distribuire l’opuscolo per la guida sicura di scooteristi e motociclisti redatto, con il contributo della Regione Lazio, dal Moto Club Yesterbike (www.yesterbike.it).
Si potrebbero organizzare corsi di guida sicura per bambini su automobiline, come effettuato dal Comune di Roma.
Si potrebbe ospitare una tappa del progetto Icaro della Polizia di Stato mirata all’informazione sulla sicurezza stradale per gli studenti, oppure ospitare una tappa della mostra fotografica itinerante “Altra Strada non c’è” organizzata dalla Polizia Stradale, oppure ancora aderire al progetto “Io non sbando” per l’educazione alla guida sicura organizzato dall’ACI.
Un’iniziativa coinvolgente per i giovani potrebbe consistere nel bandire un concorso, rivolto alle scuole superiori, per realizzare un cortometraggio sul tema della sicurezza stradale e dei comportamenti di guida a rischio.
Ovviamente si potrebbero ospitare tappe di corsi di guida sicura rivolti anche agli adulti, siano essi automobilisti oppure scooteristi o motociclisti.
La Polizia Municipale dovrebbe applicare la tolleranza zero sull’utilizzo del casco, ma nello stesso tempo si potrebbero distribuire nelle scuole superiori degli adesivi da attaccare ai caschi con l’indicazione del proprio gruppo sanguigno, informazione utilissima in caso di ricoveri urgenti.
Si potrebbe organizzare una campagna con manifesti ai bordi delle strade per fornire consigli di guida sicura o segnalare le sanzioni derivanti da comportamenti scorretti alla guida. Analogamente, i tabelloni elettronici presenti sul territorio potrebbero fornire consigli di guida sicura o segnalare le sanzioni derivanti da comportamenti scorretti alla guida (cinture non allacciate, uso del cellulare, non uso del seggiolino per bambini, ecc.).
Tra i cittadini si potrebbe promuovere l’utilizzo della app per cellulari Alertino, la quale consente di inviare un messaggio ai conducenti registrati, avvisandoli del pericolo o della distrazione (ad esempio, “Hai dimenticato i fari accesi. Ti conviene spegnerli altrimenti scarichi la batteria”, oppure “Hai un fanalino che non si accende”).
Sul sito Internet del Comune si potrebbe istituire il contatore degli incidenti stradali, sul modello di quanto realizzato dalla Polizia Municipale del Comune di Verona. Andrebbe poi effettuato uno studio statistico sugli incidenti stradali che sono avvenuti o che si verificheranno nel corso del tempo, in modo da studiarne le cause ed evitarne il più possibile il ripetersi. I dati raccolti andrebbero analizzati valutando zone, periodi, età dei conducenti, effetti degli incidenti (morti, feriti, ecc.), condizioni meteo in cui sono avvenuti, mezzi coinvolti, il tutto al fine di trovare soluzioni per ridurne il numero. Una volta istituita, la Consulta della sicurezza stradale, sulla base di tali dati, potrebbe poi elaborare il Piano comunale della sicurezza stradale.
Ulteriori iniziative andrebbero organizzate in occasione della Giornata mondiale della memoria per le vittime della strada ed in occasione della Settimana mondiale della sicurezza stradale.
Infine, si potrebbe realizzare una campagna informativa sulla corretta manutenzione di autoveicoli e motoveicoli (pressione degli pneumatici, livello dell’olio, liquido di raffreddamento, ecc.), e promuovere tra la cittadinanza l’utilizzo delle app per cellulari che forniscono informazioni sulla corretta manutenzione della propria autovettura.

La prevenzione – La sicurezza stradale

Continuiamo nella nostra analisi su ciò che potrebbe fare l’amministrazione comunale nel campo della prevenzione.

Oggi ci concentriamo sulla sicurezza stradale.

Abbiamo apprezzato il fatto che la Giunta sia intervenuta sul territorio per riparare le buche presenti sul manto stradale. Ma, così, ci si occupa dell’incolumità meccanica delle automobili.

Analogamente, abbiamo apprezzato il progetto di modificare la viabilità all’ingresso della città sulla via Appia, ma, anche in questo caso, la priorità non è la sicurezza e l’incolumità di chi percorre le strade, bensì la scorrevolezza del traffico.

Infine, apprezziamo anche la determinazione con cui l’amministrazione intende installare dei velox nella galleria della circonvallazione di Terracina, ma la finalità dei controlli sulle strade dovrebbe essere PRIORITARIAMENTE il prevenire incidenti, non fare cassa.

Alla luce di tutto ciò, ci permettiamo di segnalare quelle che secondo noi sono le priorità per la sicurezza stradale.

Prima di tutto, sulla strada statale 148 Pontina andrebbero posizionati i guard rail New Jersey per separare le carreggiate nel tratto tra le due rotatorie, a maggior ragione prima che venga aperto il nuovo centro commerciale attualmente in costruzione. I New Jersey costringerebbero i guidatori a cambiare il proprio senso di marcia nelle rotatorie, senza attraversare l’altra carreggiata, riducendo notevolmente il rischio di possibili incidenti con conseguenze pesanti.

Inoltre, andrebbe realizzato un cavalcavia per consentire ai pedoni di attraversare senza rischi la strada statale, recandosi dal mercato settimanale ai supermercati e viceversa.

Sempre sulla Pontina, andrebbe messo in sicurezza lo svincolo per San Vito, sede di frequenti incidenti pericolosi.

Per gli stessi motivi sulla via Appia è necessario installare i semafori all’incrocio per Borgo Hermada. Tra l’altro, svariati cittadini hanno firmato un’apposita petizione per questa specifica questione.

Sempre in quella zona, è pericoloso lo svincolo sull’Appia per la superstrada Frosinone-Mare, dato che chi proviene dall’entroterra spesso si immette sulla strada statale senza rispettare la precedenza.

Su via Pantani da Basso, prima di arrivare a Borgo Hermada, andrebbe posizionato un semaforo intelligente (dotato di sensori che rilevino l’avvicinarsi dei veicoli) all’incrocio con via Circondariale.

Andrebbe poi realizzata una pista ciclabile sulla strada Migliara 58 per ridurre il più possibile i rischi per i braccianti indiani che in bicicletta si recano o tornano dal lavoro. La stessa strada richiede poi un impianto di illuminazione più efficiente e capillare.

Sulle strade di competenza comunale dovrebbero essere installati i guard rail che non costituiscono una minaccia per gli automobilisti e, soprattutto, per i motociclisti.

Invitiamo poi l’amministrazione a ripristinare il funzionamento dei semafori posizionati in alcuni incroci della città, come quello tra via Appia e via Olmata e quello tra viale Europa e via Toscana. In quest’ultimo incrocio, negli anni ’90, uno dei nostri attivisti rimase coinvolto in un pericoloso incidente. All’indomani di quel sinistro, l’attivista scrisse all’allora sindaco Vincenzo Recchia chiedendo l’installazione di semafori. Dopo breve tempo, i semafori furono installati. Tra l’altro, con quello che è costata la gara per l’affidamento del servizio di illuminazione pubblica, è piuttosto sconcertante notare che quei semafori non funzionano da anni.

Riteniamo che vadano posizionati dossi rallentatori su via Olmata, come richiesto da alcuni cittadini ivi residenti, e su viale Leonardo da Vinci.

Altri incroci pericolosi sono quello tra via delle Arene e via Bachelet e quello tra via Firenze e via Caposele, nei pressi dell’ospedale.

Andrebbero poi individuati tutti quegli incroci o quei punti di immissione su strade di scorrimento che richiedono il posizionamento di specchi per migliorare la visibilità.

Si dovrebbe effettuare una ricognizione della segnaletica stradale, per verificare se sia o meno congrua. Ad esempio, in campagna è facile imbattersi, percorrendo strade con diritto di precedenza, in cartelli che indicano l’incrocio senza alcun riferimento alla precedenza stessa. In altre parole, se la strada ha diritto di precedenza il cartello è diverso, non ad x, ma con una delle due strade disegnata in maniera più larga. Vanno evitati pertanto errori del genere che possono trarre in inganno i guidatori.

Infine, dovrebbe essere istituita la Consulta della sicurezza stradale, con il coinvolgimento di cittadini, comitati, associazioni, Polizia Municipale e forze dell’ordine. Tale organo dovrebbe riunirsi periodicamente per stilare interventi da realizzare e successivamente verificare quanto attuato.

Anche i cittadini dovrebbero essere maggiormente coinvolti invitandoli a segnalare ogni situazione di rischio (incroci pericolosi, segnali stradali caduti o non congrui, rami di alberi pericolanti, ecc.), istituendo un apposito numero verde o dedicando a ciò un ufficio della Polizia Municipale, del quale andrebbe divulgato capillarmente il recapito telefonico. In alternativa, i cittadini potrebbero segnalare tali situazioni tramite SMS, Facebook o Twitter, previa creazione del relativo account da parte dell’amministrazione comunale.