Sito Pubblico del Social Forum di Terracina

Le elezioni regionali della fine di novembre del 2019 hanno fornito dei dati interessanti.

Tutti si sono concentrati sull’Emilia Romagna, quando in realtà l’informazione più rilevante l’ha fornita la Calabria, dove il partito più votato all’interno della coalizione di centrodestra è stato Forza Italia.

Emilia Romagna e Calabria, quindi, hanno confermato che nello Stivale vige ancora, potentissimo, il clientelismo, il quale ha trovato espressione nei partiti-principe di tale forma di governo, rispettivamente Forza Italia in Calabria ed il PD nella regione “rossa” (rossa? rosè) per eccellenza.

Il popolo, pertanto, non è ancora maturo.

Se le classi dirigenti del nostro Paese, in linea generale, ragionano in “modalità novecentesca”, il popolo ragiona ancora in “modalità ottocentesca”, se non addirittura in modalità medioevale, feudale.

Ma osservare ciò che accade in Italia è cruciale per capire anche quello che può succedere a livello internazionale.

Durante il cosiddetto “governo gialloverde”, i due partiti della maggioranza si sono spaccati quando è venuto nel nostro Paese il presidente cinese Xi Jinping per la firma del memorandum per il progetto della Nuova Via della Seta.

In quell’occasione abbiamo avuto la conferma dei nostri sospetti: la Lega (quanto meno l’anima salviniana) obbedisce a Trump e Bannon, mentre i casaleggiani obbediscono a Londra.

Allargando l’ottica, proprio le azioni dei due partiti allora al governo ci facevano comprendere ancora meglio le mosse e le mire di USA e Regno Unito.

Adesso però nel nostro Paese c’è un altro governo e noi vediamo all’opera due potentissime fazioni.

Prima di tutto, le élite sovranazionali che ci dominano hanno capito perfettamente una cosa: la pedina fondamentale, in Italia, non è il presidente del Consiglio, bensì il presidente della Repubblica.

È il capo dello Stato che conferisce l’incarico al premier, è il capo dello Stato che stabilisce la data delle elezioni, è il capo dello Stato che può influire sugli equilibri e sulle maggioranze all’interno del Parlamento, nominando i senatori a vita che gli sono più congeniali (l’abbiamo visto con Giorgio Napolitano, il quale nel 2011 ha nominato senatore a vita Mario Monti pochi giorni prima di affidargli l’incarico di costituire un nuovo governo).

Non solo: il presidente della Repubblica può anche intervenire, pesantemente, nella scelta dei ministri che compongono il governo, come si è verificato a fine maggio 2018, quando Sergio Mattarella ha bocciato Paolo Savona come ministro dell’Economia, perché non avrebbe fornito adeguate garanzie ai… “mercati”.

Giustamente.

Articolo 1 della Costituzione, comma 1: “L’Italia è una Repubblica fondata… sui mercati”. Comma 2: “La sovranità appartiene… ai mercati”.

Chi sono gli attuali contendenti per il Quirinale?

Mario Draghi e Romano Prodi.

Il primo è sostenuto da Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Italia Viva e, probabilmente, parte del PD.

Mattarella è una pedina fondamentale nel “gioco”, dato che è stato posto al Quirinale grazie a Renzi. Come si comporterà il nostro capo dello Stato? Noi ci stiamo concentrando con la massima attenzione su di lui. In particolare, ci chiediamo come si sarebbe comportato, al suo posto, il padre Bernardo Mattarella, potentissimo politico democristiano nella Sicilia del dopoguerra.

Al di fuori del Parlamento, Mario Draghi è sostenuto da Confindustria (il Sole 24 Ore spinge con la massima forza possibile) e dal gruppo Cairo, costituito da RCS (Rizzoli Corriere della Sera) e La 7, con, all’interno di quest’ultima, Lilli Gruber organizzatrice dei meeting del Gruppo Bilderberg (all’ultimo dei quali è stato invitato proprio Matteo Renzi).

Mario Draghi, poi, ha studiato presso i Gesuiti, quindi dovrebbe essere sostenuto anche da questi ultimi, i quali trovano espressione al vertice del Vaticano nella figura di Bergoglio.

Romano Prodi è sostenuto da buona parte del PD e da Liberi e Uguali, oltre che, al di fuori del Parlamento, da un certo mondo cattolico (Azione Cattolica, Focolarini). Non ha il sostegno dell’Opus Dei, che non lo ha mai amato, e probabilmente neanche di Comunione e Liberazione, la quale ambisce, da molto tempo, ad entrare nel “salotto buono” (quello internazionale). Il siluramento nel 2013 del “provincialotto” (per quei salotti) Pierluigi Bersani ha fatto scuola, per CL.

Sui Cavalieri di Malta, invece, non ci esprimiamo perché non abbiamo elementi di valutazione. Troppo… mistero.

I casaleggiani continuano ad essere teleguidati da Londra, per cui non si capisce quale delle due fazioni appoggeranno. Saranno l’ago della bilancia. S’intravede, però, una timida apertura verso Prodi.

Come abbiamo già spiegato qui (https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/04/01/la-lettera-di-mario-draghi-ai-raggi-x), Draghi fa SOLO ED ESCLUSIVAMENTE gli interessi delle banche e degli ambienti finanziario-speculativi, proponendo come soluzione alla crisi economica prodotta dall’emergenza sanitaria l’aumento del nostro debito pubblico, il quale finirà in grandissima parte in mano straniera. Draghi scarica tutti i costi della crisi sullo Stato, sui lavoratori e sul settore produttivo, garantendo solo il settore bancario, il quale fornirebbe la liquidità senza correre alcun rischio, anzi, avendo anche la possibilità di arricchirsi.

Inoltre, i sostenitori di Draghi non vogliono aprire alla Cina e vogliono arrivare allo scontro con quest’ultima.

Anche Prodi fa sicuramente gli interessi di entità straniere, le quali, però, non vogliono arrivare al conflitto con la Cina.

A livello internazionale, la Lagarde e Macron sono “draghiani”, la Merkel e la Von der Leyen sono “prodiane”.

Poi c’è Trump, il quale sta combattendo per dotarsi di un “bazooka”, cercando di sottrarre la banca centrale USA (la Fed) dalle grinfie dei Rothschild.

Trump sta collaborando con Putin, ma deve vincere le elezioni di novembre.

Anche Boris Johnson ha un “bazooka” e si è liberato dalle pastoie dell’UE.

Lo scontro è in atto.

Per noi il male minore, attualmente, salvo novità dell’ultimo momento, è Trump.

In subordine, Prodi.

Da condannare, senza appello, Mario Draghi.

Che il popolo apra gli occhi. Ma, su quest’ultimo punto, abbiamo i nostri dubbi.

Detto questo…

… continuate a vedere la televisione.

Commenti su: "Draghiani e prodiani, le due fazioni che si contendono l’Italia" (1)

  1. stranito ha detto:

    Lo so, non c’entra niente con l’articolo, ma ho una domanda.
    Mi chiedo se a chiunque si ammali di covid-19, venga dato il certificato scritto e firmato da un medico, che ha davvero il covid-19.

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