Sito Pubblico del Social Forum di Terracina

Trovate la lettera di Mario Draghi inviata al Financial Times qui: https://www.lavocedeltrentino.it/2020/03/30/la-lettera-di-mario-draghi-al-financial-times-la-discesa-in-campo-di-un-gigante-fra-i-nani.

Suggeriamo al lettore di aprirla in un’altra finestra del browser, leggerla, continuare a tenere aperta quella finestra e seguire i nostri ragionamenti, nei quali le frasi di Mario Draghi saranno riportate in corsivo.

La pandemia del coronavirus è una tragedia umana di proporzioni potenzialmente bibliche.

Frase non condivisibile.

Si tratta di una crisi sanitaria. Ciò che può risultare estremamente dannoso, per tutti, sono gli effetti delle decisioni politiche prese.

Le misure varate dai governi per impedire il collasso delle strutture sanitarie sono state coraggiose e necessarie, e meritano tutto il nostro sostegno.

Altri governi hanno assunto decisioni diverse.

Ma queste azioni sono accompagnate da un costo economico elevatissimo – e inevitabile.

Il costo ADESSO è inevitabile.

Prima poteva essere evitato.

Appare scontato che ci troviamo all’inizio di una profonda recessione.

Ci troviamo davanti ad una crisi.

La crisi è un’opportunità.

È ormai chiaro che la nostra reazione dovrà far leva su un aumento significativo del debito pubblico.

Frase non condivisibile.

Si può intervenire senza aumentare il debito pubblico, gli strumenti ci sono.

Livelli molto più alti di debito pubblico diventeranno una caratteristica permanente delle nostre economie e dovranno essere accompagnati dalla cancellazione del debito privato.

Ribadiamo che il debito pubblico può non aumentare.

La priorità non è solo fornire un reddito di base a tutti coloro che hanno perso il lavoro, ma innanzitutto tutelare i lavoratori dalla perdita del lavoro.

Frase pienamente condivisibile.

È indispensabile introdurre un sostegno immediato alla liquidità.

È tutta qui la questione.

L’unica strada efficace per raggiungere ogni piega dell’economia è quella di mobilitare in ogni modo l’intero sistema finanziario (…). Le banche, in particolare, raggiungono ogni angolo del sistema economico e sono in grado di creare liquidità all’istante, concedendo scoperti oppure agevolando le aperture di credito.

Perché la liquidità la dovrebbe creare il sistema finanziario?

Gli scoperti e le aperture di credito aumentano il debito privato.

Le banche devono prestare rapidamente a costo zero alle aziende favorevoli a salvaguardare i posti di lavoro. E poiché in questo modo esse si trasformano in vettori degli interventi pubblici, il capitale necessario per portare a termine il loro compito sarà fornito dal governo, sotto forma di garanzie di Stato su prestiti e scoperti aggiuntivi.

Così c’è il rischio di un aumento del debito pubblico.

Il governo sarà costretto ad assorbire una larga quota della perdita di reddito causato dalla chiusura delle attività economiche.

Appunto.

Dobbiamo inoltre ricordare che in base ai tassi di interesse presenti e probabilmente futuri, l’aumento previsto del debito pubblico non andrà a sommarsi ai suoi costi di gestione.

E chi dice che i tassi d’interesse non aumenteranno?

Obiezione sollevata anche dall’economista Emiliano Brancaccio: https://comedonchisciotte.org/draghi-indica-il-futuro-ma-dribbla-una-domanda-%e2%80%a8chi-paghera-questa-crisi.

Draghi conclude così:

La velocità del tracollo dei bilanci delle aziende private – provocate da una chiusura economica al contempo doverosa e inevitabile – dovrà essere contrastata con pari celerità dal dispiegamento degli interventi del governo, dalla mobilitazione delle banche e, in quanto europei, dal sostegno reciproco per quella che è innegabilmente una causa comune.

La chiusura economica non era né doverosa, né inevitabile.

Gli interventi del governo proposti da Draghi riguardano solo l’aumento del debito pubblico e non l’introduzione di liquidità diretta.

La mobilitazione delle banche non farà che aumentare i loro profitti.

Il sostegno reciproco tra europei, allo stato attuale, è una chimera.

Ma della lettera di Draghi ci ha colpito soprattutto un passaggio, questo:

Le guerre – il precedente più significativo della crisi in atto – si finanziavano attingendo al debito pubblico. Durante la prima guerra mondiale…

Perché non ha parlato della SECONDA guerra mondiale?

Da Wikipedia (https://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Draghi) leggiamo che Mario Draghi si è laureato nel 1970 in Economia e Commercio all’Università “La Sapienza” di Roma con una tesi critica sulla moneta unica. Il suo relatore è stato il professore di politica economica Federico Caffè.

Abbiamo rispolverato il manuale del prof. Caffè “Lezioni di politica economica” ed abbiamo cercato il capitolo sulle politiche adottate dal Regno Unito durante la seconda guerra mondiale, grazie all’economista John Maynard Keynes.

Quest’ultimo sapeva perfettamente che durante la prima guerra mondiale le politiche dei vari governi portarono ad un aumento dei tassi d’interesse e ad una forte inflazione.

Di conseguenza, durante il secondo conflitto mondiale i Paesi anglosassoni seguirono una via ben diversa, tracciata da Keynes:

1) contenimento dei consumi civili con sistemi di razionamento;

2) incanalamento della parte non spesa del reddito verso il sistema bancario, mediante il blocco di ogni altra forma di investimento;

3) assorbimento automatico degli accresciuti depositi bancari nella sottoscrizione di titoli del debito pubblico, emessi con tassi d’interesse molto modesti.

Tolto il primo punto, attualmente irrealizzabile ed improponibile, Keynes scaricò il rischio delle maggiori spese pubbliche sulle banche.

Mario Draghi, invece, con la sua lettera rinnega gli insegnamenti del suo professore di politica economica e scarica il rischio delle maggiori spese pubbliche solamente sullo Stato, lasciando intendere che ci saranno svariati fallimenti di imprese private e garantendo solo ed esclusivamente le banche.

No, grazie.

Chiudiamo segnalando due interessantissimi ed istruttivi video:

https://www.youtube.com/watch?v=UTSZTleLcq0

https://www.youtube.com/watch?v=nZkbGZNiqlM&t=619s

Buona visione.

 

POST SCRIPTUM

Un sentito ringraziamento a Carlo per la collaborazione.

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