Sito Pubblico del Social Forum di Terracina

Novembre 1989: crolla il Muro di Berlino e finisce la Guerra Fredda.

Gli USA si ritrovano ad essere l’unica superpotenza mondiale.

A novembre 1992 diventa presidente statunitense Bill Clinton.

Durante i suoi due mandati alla Casa Bianca si verificano degli eventi che avranno notevolissime ripercussioni sui decenni successivi.

Il 1° gennaio 1995 viene istituita l’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO).

Nel 1999 si concludono positivamente le trattative per l’ingresso della Cina nel WTO.

Sempre nel 1999 viene abrogato il Glass-Steagall Act, la legge bancaria statunitense che sanciva la netta separazione tra banche commerciali e banche d’affari.

Sempre nel 1999 c’è la guerra d’aggressione alla Serbia.

Nel 1992-93 c’è la missione di pace in Somalia denominata “Restore Hope”, che provoca molti morti tra i militari statunitensi.

Nel 1994 c’è il genocidio con almeno un milione di morti in Ruanda, con gli USA, ancora spaventati per le vicende somale, che si rifiutano di inviare forze di pace.

Nel 1996 i cinesi iniziano le trattative per acquisire l’azienda Magnequench che consentirà loro di realizzare i missili ammazza portaerei (info qui: https://terracinasocialforum.wordpress.com/2020/03/18/e-se-fosse-unarma-sino-americana).

Venendo al nostro Paese, nel 1992 inizia Tangentopoli ed una vecchia classe politica viene spazzata via, creando un vuoto di potere.

Gli angloamericani si arricchiscono con le privatizzazioni delle nostre aziende pubbliche, guidate dalle solite banche d’affari in collaborazione col direttore generale del Tesoro Mario Draghi. Quest’ultimo, successivamente, sarà nominato numero 2 in Europa di Goldman Sachs. Un conflitto d’interessi che fa impallidire quello di Silvio Berlusconi.

Essendo ormai avviata la globalizzazione selvaggia, gli Stati Uniti devono decidere che ruolo dare alle colonie, per inserirle nel capitalismo estrattivistico all’epoca vigente e successivamente nel finanzcapitalismo che si sarebbe affermato qualche anno dopo.

Guardando dall’alto, con un satellite, il territorio in cui viviamo, gli USA devono aver individuato 3 elementi fondamentali:

1) il MOF di Fondi, il secondo più grande mercato ortofrutticolo d’Europa;

2) la piana di Fondi;

3) la pianura pontina.

Come mettere a profitto quella zona e, soprattutto, a chi affidarne il compito, essendosi verificato un vuoto di potere?

Gli Stati Uniti si rivolgono ad uomini “borderline”: esponenti delle forze dell’ordine che sono CONTEMPORANEAMENTE esponenti dei servizi segreti.

I loro “servigi” si riveleranno utilissimi alla “causa”.

Si tratta, infatti, degli stessi uomini che sono dietro al falso pentito Scarantino che ha depistato il processo sulla strage di via D’Amelio, degli stessi uomini della mattanza (o macelleria messicana che dir si voglia) del G8 di Genova 2001, degli stessi uomini probabilmente implicati nello smaltimento illecito di rifiuti militari stranieri nella Terra dei Fuochi (o comunque chiamati successivamente ad occuparsi di quella vicenda).

Gli stessi.

Sempre gli stessi.

Nel nostro territorio viene deciso che debba decollare l’agricoltura industriale, seguendo alla lettera le logiche neoliberiste.

Tradotto: si deve produrre ai costi più bassi possibile.

Come si fa a produrre ai costi più bassi possibile?

Abbattendo il costo dei fattori produttivi, a partire dal personale.

Fino ai primi anni ’90, infatti, i giovani studenti terracinesi avevano tre modi per guadagnare qualcosa con dei lavoretti nei mesi estivi:

1) fare i bagnini;

2) lavorare nella ristorazione come camerieri o barman;

3) lavorare come braccianti stagionali nelle campagne.

Improvvisamente, negli anni ’90, per gli italiani le possibilità di lavorare nelle campagne si riducono drasticamente.

Perché?

Perché si riducono drasticamente le paghe (si deve abbattere il più possibile il costo del lavoro).

Gli italiani, in una fase iniziale, vengono sostituiti dai maghrebini, ma questi si dimostrano difficilmente gestibili, essendo di indole ribelle (chissà, forse li ha temprati la gentilezza e la delicatezza della polizia francese…). Tutto ciò lo dimostrano anche i racconti degli autisti Cotral, i quali lamentavano il pessimo comportamento dei maghrebini che pretendevano di viaggiare gratuitamente sui bus, senza pagare il biglietto.

Il problema viene risolto trovando un’altra etnia, docile e nello stesso abilissima nell’agricoltura e nell’allevamento: i sikh indiani.

Quell’etnia docile si aggiunge ad un’etnia altrettanto docile, abituata a non mettere MAI in discussione l’ordine costituito, nostalgici come sono ed abituati come sono alla retorica “cetriolesca” (se ci passate il termine) dell’«armiamoci e partite».

L’esperimento, avviato negli anni ’90, funziona e continua tuttora, con braccianti sfruttati ai limiti dello schiavismo ed imprenditori agricoli che realizzano buoni profitti, ma sono costantemente e perennemente sotto la pressione dei “mercati” (le famose logiche “cetriolesche” – «armiamoci e partite»!).

Nel frattempo, si è attuato anche il ricambio della politica, sia a livello nazionale che a livello locale.

Di fronte all’agricoltura industriale dell’Agro Pontino, come ha reagito la classe politica locale?

Quelli di una certa parte, hanno ragionato sul breve periodo: otteniamo i voti degli imprenditori agricoli.

Quelli di un’altra parte, hanno ragionato sul medio periodo: otteniamo i voti degli indiani, quando potranno votare. Nel frattempo, facciamo interventi spot che non risolvono i problemi ma mirano solo ai loro futuri consensi.

Apriamo una parentesi, con un messaggio a sociologi e giornalisti: attenti a non farvi strumentalizzare. A buon intenditor… Ma, soprattutto, non fateci ricredere, arrivando a farci pensare che siete… collusi.

Il risultato finale qual è?

I dati ISTAT relativi ai censimenti decennali lo dimostrano costantemente: Terracina continua ad essere un Comune agricolo, anziché avere come settore trainante il turismo.

Ma il benessere economico si diffonde tra la popolazione?

Assolutamente no.

Si arricchiscono solo ed esclusivamente multinazionali, grande distribuzione, mafie e qualche sparuto imprenditore agricolo locale perennemente sotto schiaffo.

Il che dimostra quanto siano fallaci, e nello stesso tempo stupidi, gli slogan politici che vanno per la maggiore dalle nostre parti: “Prima gli italiani” e “Terracina ai terracinesi”.

A Terracina il settore economico trainante è l’agricoltura, ma la manovalanza non è né italiana, né terracinese.

A conferma che l’agricoltura industriale è qualcosa di non appartenente al nostro territorio ed alla nostra cultura.

Un corpo estraneo, un bubbone da estirpare, perché non porta ricchezza ed ha notevoli ripercussioni sulla salute e sull’ambiente.

Un cancro.

Ecco, l’agricoltura industriale è un cancro.

Detto questo…

… continuate a vedere la televisione.

(continua…)

Commenti su: "L’agricoltura industriale è un cancro" (1)

  1. Futuro Fu-Turistico ha detto:

    https://blog.nomorefakenews.com/2020/03/23/coronavirus-and-island-x-24/
    (incredibile articolo in inglese)
    Vivere in modo naturale, lavorando la terra con amore e senza prodotti chimici,
    non solo dà i muscoli che uno si fa pagando una palestra, ma mantiene in buona
    salute e in armonia con la natura e i propri simili. Le guerre, i conflitti, le malattie,
    avvengono perchè il tanto decantato “stile di vita occidentale” è nocivo, e non ecosostenibile. Se si vive senza sfruttare la terra e gli altri esseri viventi, le banche
    saranno i nostri vecchi, archivi di conoscenze utili per il futuro, e non prodotti
    scaduti da buttare, come si tende a fare ora. La sanità sarà la natura con le
    infinite specie di piante e microorganismi in simbiosi fra loro, che rafforzeranno
    i nostri sistemi immunitari, ora indeboliti da tutti i veleni inquinanti che per troppo
    tempo sono stati rilasciati nell’ambiente, e che abbiamo assorbito.
    Non c’è bisogno di invidiare i super ricchi che hanno più mezzi per curarsi, andare
    a rifugiarsi nei loro paradisi fiscali, e corrompere chiunque si metta a pecoroni.
    Basta ignorarli, e seguire la strada, inizialmente scomoda, verso la realizzazione
    di un mondo nuovo-antico più pulito, solidale, colorato, autosufficiente, e che non
    lascia indietro nessuno.

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