Sito Pubblico del Social Forum di Terracina

Trump e Rouhani saranno entrambi rieletti?

Si accettano scommesse.

Per il secondo, quanto meno, la rielezione sarà sicuramente più facile, dato che è stato ucciso il suo potenziale e favoritissimo avversario: il generale Soleimani.

Ma la domanda è: i due, Trump e Rouhani, sono d’accordo tra loro?

Per dirimere l’amletico dubbio, ci aiuta la storia.

Già, perché conoscere – bene – la storia, è più importante del conoscere l’attualità, dato che la conoscenza approfondita della storia consente di comprendere meglio l’attualità.

Trump ha affermato che sono sotto tiro 52 siti iraniani, come risposta alla rappresaglia persiana. Perché proprio 52?

52 erano gli ostaggi dell’ambasciata USA a Teheran nel 1979.

Ma erano ostaggi?

Non ci sono mai stati ostaggi dell’ambasciata USA a Teheran, bensì delle spie arrestate in flagranza di delitto in ambasciata. D’altronde, malgrado abbia strillato come un’aquila, Washington non ha mai chiesto riparazioni per questo incidente (https://www.voltairenet.org/article198431.html, nota 5).

Gli ostaggi furono liberati il 20 gennaio 1981, il giorno in cui si insediò alla Casa Bianca Reagan.

La “crisi degli ostaggi” fu una delle principali cause della mancata rielezione di Carter.

Poi ci fu il famoso scandalo Iran-Contras: l’amministrazione Reagan doveva far arrivare armi al Nicaragua in funzione anticomunista. Lo fece con una triangolazione che coinvolse l’Iran.

Dal libro “Sotto i nostri occhi” di Thierry Meyssan:

Tra il 1983 e il 1986 Israele e lo Stato profondo degli Stati Uniti pensano a un modo per aggirare l’embargo del Congresso sulla vendita di armi in Nicaragua (“Iran-Contras” affaire). Al Consiglio per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, Elliott Abrams e il colonnello Oliver North contattano il presidente del Parlamento, l’ayatollah Rafsanjani, tramite un deputato, lo sceicco HASSAN ROUHANI, che già collabora con Paul Wolfowitz e Robert Gates. Israele idea un sistema di vendita delle armi ai controrivoluzionari del Nicaragua, finanziato segretamente dalla CIA principalmente con i proventi del narcotraffico. Senza scrupoli, Rafsanjani calpesta gli ideali dell’imam Khomeini affiancando i controrivoluzionari in America Latina, Israele e Stati Uniti, riuscendo a costruirsi la più grande fortuna dell’Iran.

Hassan Rouhani è l’attuale presidente iraniano.

Ora, cercando di essere il più possibile pragmatici e concreti, osserviamo quali sono gli effetti dell’attuale schermaglia USA-Iran.

Rouhani, come scritto sopra, ha perso il suo più pericoloso rivale alle prossime elezioni.

L’obiettivo di Trump è ritirare progressivamente i militari USA dal mondo, oltre a costringere gli alleati a contribuire maggiormente alla propria difesa. Tutto ciò, a detta di alcuni, per concentrarsi meglio sul nemico del futuro, cioè la Cina. Secondo noi, invece, per motivi economici e di sopravvivenza degli Stati Uniti stessi, ma ciò sarà argomento di un altro, apposito, articolo.

Che cosa ha fatto la NATO dopo l’uccisione di Soleimani? Ha sospeso le proprie attività in Iraq: https://www.voltairenet.org/article208798.html.

Che cosa chiede la folla inferocita (ma probabilmente sapientemente indottrinata) al funerale di Soleimani? Che gli USA se ne vadano dalla regione.

Che cosa ha votato il Parlamento iracheno? Il ritiro delle truppe USA dall’Iraq.

Se si guarda ai fatti, Trump e Rouhani si stanno coordinando alla grande, facendosi beffe delle loro rispettive opinioni pubbliche, nonché di sauditi ed israeliani.

Gli iraniani stavano manifestando in piazza da settimane per l’aumento del prezzo della benzina (probabilmente un’altra rivoluzione colorata made in Londra, la quale ormai agisce autonomamente da Washington – stesso copione in Libano ed in Iraq dopo la disfatta occidentale in Siria), ora invece è tutto dimenticato ed i persiani protestano per l’uccisione di Soleimani.

Il generale ha fatto la fine di Moro e di Olaf Palme. Era ormai il presidente iraniano in pectore, ma non era… conforme alla linea.

Sempre dal libro di Meyssan:

Nell’immaginario occidentale, l’Iran è un acerrimo nemico. Sono però i membri del clan Rafsanjani che hanno affiancato Israele nell’operazione Irangate contro i rivoluzionari centroamericani, sempre loro che hanno mandato incontro alla morte le Guardie della Rivoluzione al fianco degli Stati Uniti e dell’Arabia Saudita in Bosnia-Erzegovina, sempre loro che gestiscono in segreto, insieme allo Stato israeliano, la società EAPC, ovvero la Eilat Ashkelon Pipeline Company.

Precisazione su Meyssan: in Francia aveva continui contatti con i servizi segreti francesi, i quali gli passavano informazioni riservate. Con l’elezione di Sarkozy è dovuto scappare all’estero. Dove si trova ora? Probabilmente in Siria. Dove i servizi segreti locali gli passano le informazioni.

Conclusione: ciò che scrive Meyssan è interessantissimo, perché attinge da fonti riservate, ma non è la Bibbia, perché trae le notizie da informazioni “di parte”.

Ma siccome il nostro mainstream ci fornisce informazioni altrettanto “di parte”, ciò che scrive Meyssan è utilissimo per migliorare l’analisi.

Chiudiamo con una piccola precisazione: per arrivare a queste conclusioni, in questi giorni abbiamo visto la televisione solo per 5 minuti.

È giunto anche il momento di dare il giusto peso a quello strumento di comunicazione o, a seconda dei punti di vista, a quell’elettrodomestico.

5 minuti.

Tenere spenta la tv ci aiuta a tenere acceso il cervello.

Commenti su: "Siamo proprio sicuri che i rapporti USA-Iran siano così conflittuali?" (1)

  1. supermarco ha detto:

    Annalisa, una lettrice che ringraziamo sentitamente (tutti coloro che arricchiscono l’analisi vanno ringraziati sentitamente) ci ha fatto notare che in Iran il presidente può ricoprire solo due mandati consecutivi.
    Rouhani è presidente dal 2013 e non può essere rieletto.
    Il ragionamento formulato nel nostro articolo, però, funziona ugualmente, dato che Rouhani potrebbe lavorare per qualcuno della sua “cordata”.
    Alcuni sostengono che Trump non conta nulla, decide tutto il Deep State e probabilmente (per loro) neanche l’uccisione di Soleimani è stata decisa da Trump.
    Gli “Stati profondi” esistono in ogni Paese, quindi, forse, anche in Iran.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...