Sito Pubblico del Social Forum di Terracina

Alla fine, sostituire:

le parole “regime fascista” con la parola “casta”,

le parole “capi fascisti” con le parole “i politici”,

la parola “tedeschi” con la parola “tedeschi” (eh, eh, eh).

Dal libro di Filippo Focardi “Il cattivo tedesco e il bravo italiano. La rimozione delle colpe della seconda guerra mondiale” (Laterza editore):

Fin dall’inizio della guerra il governo britannico, e poi anche quello sovietico e statunitense, avevano individuato nell’Italia fascista l’«anello più debole» dell’Asse e predisposto un’intensa azione di propaganda allo scopo di provocare il collasso interno del Paese e la sua uscita dal conflitto.

Nel settembre 1940, circa tre mesi dopo la dichiarazione di guerra italiana alla Francia e alla Gran Bretagna, il Foreign Office e il Ministero delle Informazioni britannico avevano elaborato le direttive generali della propaganda inglese verso l’Italia, fissando linee guida valide per tutto il resto del conflitto. Per Londra la propaganda doveva essere innanzitutto «anti-regime» piuttosto che «anti-italiana». La maggioranza degli italiani veniva descritta come antifascista e contraria a una «guerra impopolare». Si invitava di conseguenza a «tirare tutti gli accidenti sul regime fascista per la guerra», a sottolineare come i «capi fascisti» fossero dei «pescicani che hanno succhiato il sangue al popolo e intascato i profitti», come stessero portando il Paese alla bancarotta, come fossero stati «comperati dai tedeschi».

Avete sostituito i termini come indicato all’inizio di questo articolo?

Interessante, vero?

Esce fuori, magicamente, la narrazione di un partito-azienda ed anche di un quotidiano.

La prima conclusione che si ricava da tutto ciò è che pure gli sceneggiatori di Hollywood sono umani: anche la loro fantasia è limitata.

Di conseguenza, da decenni a livello internazionale assistiamo sempre allo stesso film. Cambiano i personaggi, ma non le trame.

La seconda conclusione è che, tra i punti di forza del Regno Unito che abbiamo già elencato qualche giorno fa in questo articolo (https://terracinasocialforum.wordpress.com/2019/12/28/in-che-condizioni-e-la-special-relationship), va aggiunto anche il know how per la realizzazione di rivoluzioni colorate. Si tratta, pertanto, di una prerogativa non esclusivamente yankee.

La terza conclusione è che, quando l’accento viene posto assiduamente e continuamente sul problema della corruzione, la regia è esterna. Britannica.

Attenzione: si pone l’accento sulla corruzione, ma non ne si è affatto esenti.

Su questa specifica questione, molto interessante quanto scritto da Maurizio Blondet nel libro “Osama Bin Mossad”, con riferimento anche ad altri due dei principali punti di forza del Regno Unito, cioè la City ed i paradisi fiscali:

Il mercato finanziario di Londra, il meno regolamentato del mondo, prospera in parte incalcolabile sui 400 miliardi di dollari dei ricavi mondiali della droga. Un’alluvione di denaro sporco che viene infaticabilmente lavata a Londra, capitale globale del riciclaggio, al centro di una rete di paradisi fiscali e santuari bancari quali le (britanniche) Isole Cayman e le (britanniche) Turks e Caicos, sedi di infinite società-fantasma. Ovviamente, l’operazione di lavaggio consente commissioni molto lucrose.

La dipendenza della piazza di Londra dal denaro sporco può condurre a stranissime iniziative politiche del governo di Sua Maestà. Nel marzo 1996, il presidente Clinton dichiarò che il governo colombiano non stava collaborando nella lotta alla droga: così, toglieva la garanzia politica degli USA al presidente colombiano in carica, Ernesto Camper Pisano, indicato generalmente come il rappresentante politico del Cartello di Cali.

Fu nientemeno che la Camera dei Lords ad esprimere pubblicamente il suo «dispiacere» al presidente Clinton, e a chiedergli di tornare sui suoi passi.

Il visconte Montgomery di Alamein (figlio del generale Montgomery, vincitore di Rommel) buttò il suo splendido prestigio in difesa del losco Camper: «Noi dobbiamo sostenere un Paese [la Colombia] che ha fatto così decisi sforzi» per combattere la droga, dichiarò.

La molto aristocratica baronessa Chalker di Wallasey ricordò dalla tribuna «le calde e importanti relazioni commerciali con la Colombia» intrecciate dal Regno Unito, e protestò «che le accuse elevate contro taluni membri del governo colombiano sono solo voci non provate».

Blondet nel suo libro riportava anche il link dove poter leggere il resoconto parlamentare, ma ora quel link non funziona più: www.parliament.the-stationery-office.co.uk/pa/ld199596/ldhansrd/vo960402/text/60402-01.htm.

Sulle continue ingerenze britanniche nella politica interna italiana il giornalista Giovanni Fasanella ha scritto vari libri.

Trovate una sua interessantissima intervista qui: https://www.youtube.com/watch?v=yE81l3449rg.

Oppure, potete vedere lo stesso Fasanella, insieme con il giudice in pensione Rosario Priore, intervistato da uno dei nostri attivisti in questi video:

 http://www.youtube.com/watch?v=TWeMm89zWTE

http://www.youtube.com/watch?v=inxhdnhLmtA

http://www.youtube.com/watch?v=4_kRBlCxhTI

http://www.youtube.com/watch?v=OIeUJrO6V2g

http://www.youtube.com/watch?v=Goimtv9cjCI

http://www.youtube.com/watch?v=Suf7ntsjXLc

http://www.youtube.com/watch?v=EzH4qbCfoYY

http://www.youtube.com/watch?v=D7qwD5IJPvs

http://www.youtube.com/watch?v=lDo7SFbC5K8

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