Sito Pubblico del Social Forum di Terracina

Come sa chi ci legge con continuità, noi riteniamo che la politica di questo nostro disgraziato Paese non venga decisa in Italia, bensì all’estero.

In particolare, lo ripetiamo da tempo, i due partiti di governo obbediscono alle direttive di Trump (la Lega) e dello Stato profondo britannico (i casaleggiani).

C’è poi un terzo schieramento politico che obbedisce alle direttive degli aquisgranesi (ci riferiamo al Trattato che è stato stipulato il 22 gennaio 2019 nella città di Aquisgrana da Francia e Germania).

Negli ultimi giorni che cos’è successo?

Il 7 agosto Steve Bannon, il consigliere di Trump, ha rilasciato questa intervista, nella quale in modo molto esplicito dichiarava che il governo gialloverde era ormai un’esperienza da chiudere: http://www.ilgiornale.it/news/politica/funerale-bannon-governo-non-tutti-i-matrimoni-funzionano-1737329.html.

Due giorni dopo, obbedientissimo e scodinzolante, il fintosovranista Salvini dichiarava aperta la crisi.

Poiché in Italia nulla si decide, si è creata una crepa tra i due azionisti di riferimento, cioè Trump e lo Stato profondo britannico; come ci eravamo già chiesti qui (https://terracinasocialforum.wordpress.com/2019/08/01/premuto-il-tasto-delete), le politiche e le strategie di USA e Gran Bretagna non coincidono.

In realtà, sono stati proprio Lega e casaleggiani a farci capire bene quali sono i punti di attrito tra i loro tirafili.

Un esempio su tutti?

Il progetto cinese della Nuova Via della Seta (sugli altri casi ci soffermeremo eventualmente in altri articoli).

Quindi, Trump ha imposto allo Stato profondo britannico la fine del governo gialloverde.

Perché ha potuto imporre una simile conclusione?

Evidentemente lo Stato profondo britannico ha dovuto chiedere un favore al presidente statunitense.

E qui veniamo all’uccisione di Jeffrey Epstein, figura alquanto negativa, ma nello stesso tempo molto rappresentativa, di quella elite transnazionale che a noi, lo avrete capito, non piace assolutamente.

La sua morte ci ha immediatamente fatto tornare alla mente Michele Sindona e Gaspare Pisciotta.

Se all’elettore medio casaleggiano questi due nomi non dicono nulla, si informi. Come dicevano nella scorsa legislatura i parlamentari casaleggiani ai loro sostenitori, «siete voi che dovete cercare le informazioni».

Di Jeffrey Epstein eravamo già al corrente da tempo grazie ad un interessantissimo articolo dell’ottimo e sempre preziosissimo Paolo Barnard, al quale mandiamo il nostro più caloroso abbraccio per dirgli che gli siamo vicini e che è sempre nei nostri pensieri: https://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=1999.

Cogliamo anche l’occasione per lanciare un messaggio a Barnard: se si seguono i protocolli si muore.

Oppure, cambiando l’ordine dei fattori, si muore se si seguono i protocolli.

Tornando ad Epstein, quest’ultimo usufruiva spesso di passaporti rilasciati sotto falso nome, una tipica specialità del Mossad israeliano.

Ma il particolare più importante è che pare che abbia usufruito dei “voli Lolita” anche il principe Andrea d’Inghilterra.

Ecco, probabilmente, il favore chiesto a Trump dallo Stato profondo britannico. Se è così, il prezzo pagato è stato la caduta del governo gialloverde, oltre, eventualmente, ad altre cose.

Nel frattempo, anche gli aquisgranesi non sono stati fermi.

Si è capito, infatti, perché Matteo Renzi è stato invitato all’ultima riunione del Gruppo Bilderberg.

E si è anche capito perché, a gennaio di quest’anno, Beppe Grillo, insieme con Renzi, aveva firmato l’appello pro vax di Roberto Burioni.

Commenti su: "Uccisione di Epstein e crisi di governo: c’è un legame?" (1)

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