Sito Pubblico del Social Forum di Terracina

Domani, 22 marzo, è la Giornata mondiale dell’acqua.

Dell’agricoltura industriale abbiamo parlato ieri: https://terracinasocialforum.wordpress.com/2019/03/20/stimoliamo-il-dibattito-sullagricoltura-industriale.

In quell’articolo non abbiamo approfondito la questione degli enormi consumi (e sprechi) di acqua del settore agricolo e degli allevamenti intensivi, ma oggi non ne vogliamo parlare.

Sappiamo già che lo farà qualcun altro domani, oltre a cercare di far sentire in colpa le persone comuni, suggerendo loro di non lasciare aperto il rubinetto mentre si lavano i denti, di ridurre il tempo della doccia e di preferire la doccia al bagno.

Domani, sempre gli stessi, diranno che le perdite degli acquedotti sono ingenti (e le efficientissime aziende private che hanno preso in gestione il servizio con le privatizzazioni non hanno provveduto a ridurle), ma non diranno nulla invece delle perdite degli elettrodotti che si stima siano dello stesso ordine di grandezza delle perdite degli acquedotti.

Ma, si sa, fa più fico parlare delle energie rinnovabili anziché dell’efficienza energetica, per promuovere la green economy.

Non è strano che le associazioni ambientaliste si riempiano costantemente la bocca delle parole “economy” o “economia” (alcuni esempi: green economy, sharing economy, economia circolare, ecc.), quando è proprio l’economia a creare i problemi all’ambiente?

Non è strano che le associazioni ambientaliste si riempiano continuamente la bocca delle parole “chi inquina paga”?

Inquinare è vietato.

Punto.

Questa dovrebbe essere la Bibbia.

Nella Bibbia non c’è scritto «Chi uccide paga».

Ma oggi, in previsione della giornata di domani, preferiamo soffermarci su un altro aspetto.

Come cerchiamo di sottolineare ad ogni piè sospinto, i peggiori inquinatori sono i militari, sia in tempo di guerra che in tempo di pace.

Ma i militari sono anche dei grandissimi consumatori di risorse naturali.

Quali sono i consumi idrici dei militari?

Mistero.

Nella Rete non si trova nulla al riguardo, oltre alla solita frase fatta per cui «le guerre del futuro si faranno per il controllo dell’acqua».

Premesso che anche le guerre del passato e del presente si sono fatte e si fanno per il controllo dell’acqua, noi ci chiediamo invece un’altra cosa: quali sono i consumi (e gli sprechi) idrici del settore militare?

Domani le associazioni ambientaliste ed i siti Internet ad esse legati, comprese tv e giornali, parleranno di tutto, sul tema acqua, ma non diranno nulla sui consumi idrici dei militari.

Eppure i temi ci sarebbero. A titolo puramente esemplificativo:

1) Quanto vengono inquinate le acque da guerre e conflitti?

2) L’uranio impoverito si propaga anche nei corsi d’acqua e finisce nelle falde acquifere?

3) Non esiste un nucleare civile separato dal nucleare militare (non a caso si utilizzano i proiettili ad uranio impoverito per smaltire le scorie); senza acqua di raffreddamento le centrali nucleari funzionano? (Su quest’ultimo punto, molto interessante il seguente articolo: http://www.cittanuove.org/index_041.htm)

Ma già sappiamo che su questi temi, domani, da parte delle associazioni ambientaliste e dei siti Internet ad esse legati, ci sarà il silenzio più totale.

Greta, se sapesse, li prenderebbe a frustate.

Ma Greta, come tanti, guarda il dito anziché la Luna.

Quando si colpirà il bersaglio grosso e perché non lo si fa?

Anche il settore militare è una grande opera inutile e non supererebbe l’analisi costi-benefici.

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