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Premessa: perché chi è contrario al TAV è favorevole alla Nuova Via della Seta?

E perché chi è a favore del TAV è contrario alla Nuova Via della Seta?

Bannon e Trump non vogliono l’accordo tra Italia e Cina in base al quale il nostro Paese potrebbe diventare un punto di approdo della cosiddetta Nuova Via della Seta, il progetto di opere infrastrutturali che dovranno favorire gli scambi commerciali tra il Dragone e buona parte del resto del mondo.

Non volendo Bannon e Trump quell’accordo, chiedono a Salvini di opporsi.

Alquanto strana la posizione, sul punto, da parte dei leghisti: vogliono il TAV in quanto opera pubblica che favorirà gli scambi di merci, e nello stesso tempo si oppongono alla Nuova Via della Seta che ha la medesima finalità.

Salvini, di fronte alla richiesta dei suoi padrini USA, da grande sovranista fasullo qual è ha assunto un chiaro atteggiamento garibaldino (della serie: «Obbedisco!»).

I casaleggiani, invece, si mostrano favorevoli alla proposta cinese, cadendo anche loro in contraddizione, dato che se il TAV impatta notevolmente sull’ambiente, figuriamoci quali danni potrà comportare, da questo punto di vista, la Nuova Via della Seta (anche in questo caso i casaleggiani danno luogo all’ennesima “piroetta”, alla quale del resto ci hanno abituati già da vari mesi a questa parte).

Tutto ciò mentre il mondo cosiddetto “occidentale” si prepara ad un mega sciopero globale contro i cambiamenti climatici, affascinato da uno strano personaggio, la giovanissima studentessa svedese Greta Thunberg, che a noi sembra appositamente creato ad arte e la cui vicenda ci ricorda fortissimamente quella dell’attivista pakistana Malala.

Evidentemente ad Hollywood gli sceneggiatori sono a corto di idee originali, e così ci ritroviamo a vedere sempre lo stesso film.

Prima Malala, poi Greta.

Prima Obama, poi Alexandria Ocasio-Cortez.

Prima Saddam Hussein, poi Gheddafi, poi Maduro.

Ma perché i casaleggiani azzerano il loro fervente ambientalismo riguardo alla Nuova Via della Seta?

Probabilmente, se i nostri sospetti sono fondati (come abbiamo scritto alla fine dell’articolo pubblicato qui: https://terracinasocialforum.wordpress.com/2019/03/07/come-le-elite-utilizzano-i-media), perché devono attenersi alle direttive del Regno Unito (non dimenticatevi che tempo fa Grillo e Casaleggio Senior erano di casa all’ambasciata britannica).

Conferme alla nostra ipotesi?

Basta leggere questi articoli:

http://www.occhidellaguerra.it/cina-brexit

https://www.ilfoglio.it/economia/2018/07/31/news/cina-mercati-europei-regno-unito-yuan-brexit–208102.

Alla luce di tutto ciò, aumentano a dismisura le probabilità che l’esperienza del cosiddetto governo giallo-verde possa concludersi subito dopo le prossime elezioni europee.

Ma non perché avranno litigato i due partiti che compongono la maggioranza, come vogliono farci credere i media, bensì perché si allenterà o addirittura si scioglierà l’alleanza tra i loro burattinai.

E dopo?

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