Sito Pubblico del Social Forum di Terracina

Dopo la prima parte scritta qui (https://terracinasocialforum.wordpress.com/2019/01/24/cosi-parlo-alessandro-baricco), proseguiamo la nostra analisi sulle élite.

Come inizia il suo articolo Alessandro Baricco?

“Dunque, riassumendo: è andato in pezzi un certo patto tra le élites e la gente, e adesso la gente ha deciso di fare da sola. Non è proprio un’insurrezione, non ancora”.

Sarà vero?

Noi riteniamo di no.

Prima di tutto, torniamo alle parole di Daniel Estulin, da noi citate nel nostro articolo.

Il suo riferimento al nome Frescobaldi.

Sicuramente molti di voi saranno stati in vacanza a Firenze, a Siena, a Venezia ed avranno ammirato estasiati gli innumerevoli monumenti ed opere d’arte presenti in quelle splendide città.

Chi ha fatto sì che quelle città diventassero dei gioielli?

Antiche famiglie nobili che si sono arricchite con le banche (invenzione italiana) e con i commerci (le famose Repubbliche Marinare).

Sono ancora quelle famiglie che comandano.

Per capire il concetto, tornate con la memoria al 2011. L’Italia è sotto attacco speculativo, lo spread aumenta, il governo Berlusconi è costretto ad approvare ben due manovre finanziarie durante l’estate.

Valenti esperti più volte chiedono al premier di introdurre una tassa patrimoniale, ma Berlusconi, da fedele Cavaliere quale è, non lo fa: avrebbe creato seri danni economici proprio a quelle antiche famiglie nobili che ancora comandano.

Di Berlusconi gli ambienti angloamericani si libereranno qualche mese dopo con un altro attacco speculativo, questa volta mirato direttamente contro le sue aziende.

La colpa del Cavaliere?

Aver dato ragione a Putin riguardo alla guerra in Georgia del 2008.

Ma l’aspetto che a noi preme sottolineare è la mancata approvazione di una tassa patrimoniale per risanare i conti pubblici.

Per capire chi sono le élite, bisogna tornare alle fondamenta, all’abc dell’economia politica, poste nel 1700.

Bisogna analizzare chi sono i fattori della produzione.

All’epoca (lo ribadiamo, nel 1700), i fattori della produzione sono dati (e lo sono tuttora) da:

a) terra;

b) capitale;

c) lavoro.

Ai fattori della produzione corrispondono, rispettivamente, tre remunerazioni:

– per la terra, la rendita;

– per il capitale, il profitto;

– per il lavoro, il salario.

Bisogna intendersi sul concetto di “terra” e contestualizzare. Nel 1700 non era ancora esplosa in tutta la sua devastante potenza la rivoluzione industriale, per cui agricoltura, allevamento e pesca erano i settori trainanti.

Per coltivare un terreno, ci si doveva rivolgere ad un proprietario terriero, il quale, affittando parte delle sue proprietà, intascava un affitto, la “rendita”.

In seguito, ai terreni si sono aggiunti i capannoni e gli immobili per le industrie e, successivamente ancora, i patrimoni finanziari prestati per realizzare investimenti produttivi.

C’è quindi un fattore produttivo che si limita a mettere a disposizione i propri “asset”, i propri patrimoni, in cambio di una tariffa di noleggio.

Quel fattore produttivo può permettersi di vivere di rendita.

E, quindi, non lavora, o, meglio, non produce.

Di qui il famoso scontro tra economia finanziaria ed economia reale o, in termini più facilmente intuibili, tra chi vive di finanza (quindi di rendita) e chi vive di produzione.

C’è quindi uno scontro tra popolo ed élite?

La gente si ribella al cosiddetto “establishment”?

Secondo noi, no.

Lo scontro, ferocissimo, all’ultimo sangue, è all’interno delle élite, tra chi vive di finanza e chi vive di produzione.

Il popolo o, più “scientificamente”, il fattore lavoro non conta nulla.

O, meglio ancora, viene manipolato dai contendenti.

Copiamo di seguito ciò che ha scritto un letterato di ben altro spessore, George Orwell, nel suo libro “1984”.

Fin dall’inizio del tempo che si possa ridurre alla memoria, e probabilmente fin dalla conclusione dell’età Neolitica, ci sono state, nel mondo, tre specie di persone, le Alte, le Medie e le Basse.

Esse sono state suddivise in vari modi, hanno avuto nomi diversi, in numero infinito, e la loro proporzione relativa, cosi come l’atteggiamento dell’una verso l’altra, sono stati diversi a seconda delle età: l’essenziale struttura della società non si è però, alterata. Anche dopo enormi rivoluzioni ed apparenti irrevocabili mutamenti, si è sempre ristabilito il solito schema, così come un giroscopio ritornerà sempre in equilibrio per quanto venga spinto lontano sia in una direzione, sia in quella opposta.

Gli scopi di questi tre gruppi sono del tutto inconciliabili fra loro. Lo scopo del gruppo che chiameremo delle persone Alte è quello di restare dove esse sono. Lo scopo delle persone Medie è quello di sostituirsi alle Alte. Lo scopo delle persone Basse, quando esse hanno uno scopo (perché è una peculiare caratteristica delle Basse d’esser troppo schiacciate dal peso del lavoro, durissimo e servile, che prestano per essere, se non di tanto in tanto, coscienti di qualche cosa che non siano le preoccupazioni della vita quotidiana) è quello di abolire ogni distinzione e creare quindi una società in cui tutti gli uomini siano uguali. Così la storia registra, attraverso tutte le età, una lotta, che è sempre la stessa nelle sue linee essenziali e che non fa che ripetersi, con incessante regolarità. Per lunghi periodi, gli Alti sembra che tengano sicuramente il Potere, ma prima o poi viene sempre un momento in cui perdono la fiducia in se stessi o la capacità di governare stabilmente, ovvero le perdono entrambe.

Essi vengono rovesciati, allora, dalle persone Medie, che reclutano al loro fianco le Basse, dando loro a intendere che combattono per la libertà e per la giustizia. Una volta raggiunto il loro obiettivo, le Medie respingono le Basse nella loro previa posizione servile, e divengono esse stesse Alte.

Subito senza dar tempo al tempo, un nuovo gruppo di persone Medie sbuca fuori da uno degli altri due gruppi, ovvero da tutti e due, e la lotta riprende immutata. Dei tre gruppi, soltanto quello delle persone Basse non è mai, nemmeno per breve tempo, capace di riuscire nei suoi scopi. Sarebbe una esagerazione affermare che, attraverso la storia, non ci sia stato alcun progresso di specie materiale. Anche oggigiorno, in un periodo che pure è di decadenza, l’uomo medio è fisicamente, più progredito di quanto non lo fosse pochi secoli innanzi.

Ma nessun accrescimento della ricchezza, nessun addolcimento dei sistemi di governo, né alcuna riforma o rivoluzione, sono riusciti mai a porre innanzi d’un millimetro il sogno dell’uguaglianza fra gli uomini. Dal punto di vista delle persone che abbiamo convenuto di chiamare Basse, nessun mutamento storico ha mai significato qualcosa di più che un cambiamento dei nomi dei padroni.

Oppure, volendo fare una citazione cinematografica:

https://www.youtube.com/watch?v=0fGYgYd_oik

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