Sito Pubblico del Social Forum di Terracina

Il parametro di Washington

Sottotitolo: ubi maior, minor cessat.

Premessa.

Alle elezioni di marzo 2018 il programma più interessante l’ha presentato una piccolissima forza politica, la quale indicava tre punti assolutamente prioritari e nello stesso tempo di pari importanza, di seguito elencati:

1) sovranità monetaria;

2) sovranità nazionale;

3) rispetto del principio di autodeterminazione dei popoli.

Un programma di tutto rispetto, ciò che serve veramente al nostro Paese.

Fatta questa doverosa premessa, segnaliamo che non esistono solo i parametri di Maastricht.

Esiste anche il parametro di Washington: 2% del PIL investito in spese militari.

Non rispettando quel parametro, si potrebbe fare spesa sociale senza incorrere in procedure d’infrazione UE e senza che i mercati facciano aumentare lo spread.

Perché non si può dire di no agli statunitensi?

I nostri militari impegnati nelle missioni all’estero, è meglio che tornino a casa. Servono, come il pane, per le calamità naturali e per il contrasto alle mafie, non per dare sostegno all’imperialismo angloamericano nel mondo.

Così come non servono per inutili attività di controllo nelle grandi città per prevenire attentati di presunta matrice islamica che non si verificano in Italia dai tempi del terrorismo palestinese: stiamo parlando degli anni ’80 del secolo scorso.

Ammesso poi che quello palestinese fosse terrorismo “islamico”, dato che l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina era laica e quando gli israeliani l’hanno finalmente interiorizzato hanno creato Hamas per indebolire l’OLP e dare una connotazione religiosa ad una lotta sovranista per l’indipendenza di un popolo.

Stesso discorso per i servizi segreti: devono lavorare prioritariamente IN PATRIA per contrastare le mafie e gli attacchi speculativi.

Eppure simili ragionamenti, pur nella loro semplicità e banalità, non attecchiscono.

Si continua imperterriti ad obbedire ai dettami di Washington. Per fare solo un esempio, si approva il TAP che arriverà sulle coste pugliesi per fare contento l’alleato statunitense.

Alleato?

Noi siamo convintissimi che nel 2015, dopo il referendum con il quale gli ellenici hanno rifiutato il piano di salvataggio della Troika, i soldi per la Grecia ci fossero, però provenivano dalla parte… “sbagliata”.

Da Oriente.

E Barack ha ricordato ad Alexis il golpe dei colonnelli.

Poi, sappiamo tutti com’è andata a finire.

È solo l’UE la trappola?

Si può essere sovranisti con Bruxelles e scodinzolanti con Washington?

Sul punto ci eravamo già espressi, a modo nostro, nel 2015:

 

 

Avevamo visto giusto.

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