Sito Pubblico del Social Forum di Terracina

I due mesi di campagna elettorale hanno visto noi attivisti del Terracina Social Forum molto impegnati sul territorio cittadino a favore del No.

È stata un’esperienza istruttiva, che ci ha fatto capire che bisogna lavorare tantissimo per ricostruire un sano senso di comunità. Si tratta di svolgere un lavoro immane.

Le considerazioni che qui esprimiamo riguardano la città e l’intera nazione. Non ci ritroviamo con un Paese diviso a metà, ma con un Paese spaccato in tre.

Circa un terzo degli elettori, infatti, non si è recato alle urne, e ciò è molto, molto grave, perché si trattava di approvare o meno le modifiche predisposte alla legge fondamentale dello Stato. Il dato è preoccupante perché è stato sicuramente influenzato dal fatto che alle urne si sono recate tantissime persone che non avevano neanche letto la riforma, spinte quindi molto probabilmente non tanto dall’esigenza di esprimersi sulla Costituzione, bensì dal fatto che adorano l’ex inquilino di Palazzo Chigi oppure lo detestano.

Il dato che abbiamo registrato, poi, è che ha ragione il leader che ha chiesto ai suoi sostenitori di «votare con la pancia». Tra chi si è recato alle urne, infatti, c’è una profondissima spaccatura tra coloro che hanno la pancia piena e coloro che hanno la pancia vuota. I primi non riescono assolutamente a capire i bisogni dei secondi, e questi ultimi non riescono più a dialogare serenamente con i primi, perché si sentono incompresi. La frattura è immensa, paragonabile a quelle che provocano i terremoti catastrofici.

C’è un’altra fetta di elettori che, pur avendo la pancia piena, ha votato No convintamente, però ha ugualmente delle fortissime preoccupazioni su un altro tema. Ci riferiamo alla questione dell’eventuale arrivo nella nostra città di qualche decina di rifugiati.

Anche su questa specifica questione, rileviamo che chi ha la pancia piena non riesce assolutamente a comprendere i bisogni di chi ha la pancia vuota.

Quest’ultima tipologia di cittadino vorremmo farla riflettere sul concetto di “extracomunitario”.

Extracomunitario è colui che non è cittadino dell’Unione Europea. Può essere un asiatico, un africano, un americano.

Noi del Terracina Social Forum riteniamo terribilmente più preoccupante la presenza sul nostro territorio nazionale di centinaia e centinaia di extracomunitari armati fino ai denti, con elicotteri, aerei, navi e ordigni nucleari.

Così come si può modificare una Costituzione scritta nel 1947, nello stesso modo si possono ridiscutere degli accordi di pace che risalgono allo stesso periodo storico. Recuperare sovranità significa anche questo.

Tra l’altro, se una delle navi a propulsione nucleare che stazionano abitualmente nel vicino porto di Gaeta dovesse avere un’avaria o un incidente, che cosa ci facciamo con la Bandiera Blu che abbiamo ottenuto due anni fa?

Poi, certo, la paura degli stranieri è una paura atavica. Eppure ci sono tantissimi imprenditori che non hanno alcuna paura ad assumerli alle loro dipendenze. Fanno lavorare i neri forse proprio perché sono già pronti per lavorare… in nero. O per pagare affitti… in nero.

Inoltre, uno di noi attivisti ricorda ancora i discorsi che sentiva durante la naia. Pur di prestare il servizio militare a Roma, aveva accettato di lavorare in una bouvette per ufficiali. «Gli extracomunitari vengono a rubarci il lavoro» era una frase quotidiana, in bocca a persone che avevano vinto un concorso per un impiego per il quale la cittadinanza italiana era un requisito essenziale. Quindi il problema non è la perdita del lavoro. Chissà, forse allora la paura è la perdita delle proprie donne, retaggio degli stupri attuati in Ciociaria dalle truppe marocchine durante la seconda guerra mondiale? Se fosse così, anche alla luce del fatto che sabato 26 novembre a Roma si è tenuta una manifestazione con partecipazione oceanica in occasione della Giornata mondiale contro la violenza alle donne, chiediamo alla componente femminile della nostra società di educare con ancora più rinnovato impegno i loro uomini (mariti, compagni, figli, fratelli, ecc.) affinché non considerino più le donne come un oggetto di proprietà da registrare al catasto comunale.

Per chiudere, constatiamo che nel nostro Paese, più che una deriva autoritaria, si è registrata una deriva sudamericana. In America Latina, infatti, ragionano ormai secondo questi termini: “los de abajo” (quelli di sotto) e “los de arriba” (quelli di sopra). Chi ha la pancia vuota (quelli di sotto) e chi ha la pancia piena (quelli di sopra).

D’altronde “destra” e “sinistra” sono termini che risalgono a poco più di due secoli fa, alla Rivoluzione Francese, mentre già nell’antica Roma esistevano i plebei, i cavalieri ed i patrizi.

Tornando alla nostra città, continuando a ragionare secondo i vecchi schemi ormai superati, quello che per molte persone “di destra” dovrebbe essere un partito “di sinistra”, anziché operai, lavoratori e disoccupati, ha tra i suoi maggiori attivisti principalmente… avvocati.

Con la pancia piena.

C’è ancora un lavoro immane da svolgere.

 

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