Sito Pubblico del Social Forum di Terracina

Tutti ricordano il tragico fatto di cronaca avvenuto a Terracina, in piazza Garibaldi, la sera del 26 dicembre 2015.

Qualche giornalista ha scritto che quell’evento è la prova della totale assenza di politiche giovanili nella nostra città.

Noi, invece, riteniamo che la cultura sia la soluzione.

Dove non c’è cultura, impera la noia provinciale e, nello stesso tempo, quest’ultima può essere sconfitta solo con la cultura.

Con una classe dirigente politica locale che non investe in cultura, ma fa un astuto gioco di marketing esaltando la “terracinesitudine” («Terracina è la città più bella del mondo», «Terracina ai terracinesi»), la situazione non potrà che peggiorare. Alla noia delle vasche per “il viale”, si è semplicemente aggiunto un diversivo: le vasche da un’altra parte, però in bicicletta.

Ma le responsabilità non sono solo del settore pubblico. Sono anche individuali e del settore privato.

Come abbiamo già scritto qui (https://terracinasocialforum.wordpress.com/2016/09/23/il-turismo-di-qualita), Terracina è una città di 45.000 abitanti con una sola libreria, per di più minuscola e sprovvista di sala per le presentazioni dei libri.

Inoltre, in città è presente un teatro enorme, un teatro che ci invidia almeno il 70% degli oltre 8.000 Comuni italiani, però la sala viene utilizzata per i film di cassetta e per proiettare le partite di calcio.

Senza considerare una struttura che poteva essere adibita a teatro comunale, in quanto esisteva un vincolo di destinazione pubblica (ci riferiamo all’ex Cinema Fontana), per la quale è stata autorizzata la trasformazione in centro commerciale.

Laddove le logiche sono solo ed esclusivamente commerciali, automaticamente la cultura è moribonda.

E le politiche giovanili, ammesso che vengano attuate, possono fare ben poco.

Lo ripetiamo: quel teatro enorme è invidiato da almeno il 70% degli oltre 8.000 Comuni italiani.

Gli esponenti dell’intellighenzia terracinese, anziché scrivere comunicati stampa trionfalistici per ogni singola banalissima iniziativa che organizzano, alimentando così quel provincialismo che invece dovrebbe essere contrastato con la massima forza e determinazione, sul tema degli spazi culturali dovrebbero prendere a testate il muro.

Ripetutamente.

In seguito al tragico evento della fine del 2015, ci hanno colpito le affermazioni dei politici locali: erano tutti contriti, con un coro di «Dobbiamo fare di più».

Ma il Terracina Social Forum vorrebbe vedere quella contrizione sempre, quando si tratta di mancate politiche di prevenzione nella nostra città: per i morti di tumore, per le vittime di incidenti stradali, per i morti da inquinamento atmosferico, per i morti per problemi cardiovascolari, per le vittime di incidenti domestici, ecc., ecc.

Per esempio, domenica 9 ottobre è la Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro.

Che cosa fa il Comune di Terracina per prevenire gli infortuni sul lavoro?

Silenzio assordante.

Che cosa potrebbe fare?

Ci limitiamo a 10 proposte.

1) Istituire un tavolo permanente tra Prefettura, Ispettorato del Lavoro, associazioni di categoria, imprenditori, sindacati ed associazioni del settore per migliorare la formazione sul tema della prevenzione degli infortuni e per monitorare costantemente la situazione nel corso del tempo

2) Azzerare o ridurre il più possibile nel medio-lungo periodo la mortalità da infortuni sul lavoro sul territorio comunale

3) Realizzare iniziative e campagne informative con le associazioni del settore per la prevenzione degli incidenti sul lavoro

4) Organizzare incontri nelle scuole, soprattutto negli istituti tecnici, per diffondere la cultura della prevenzione e della sicurezza sul lavoro

5) Organizzare iniziative in occasione della Giornata nazionale delle vittime del lavoro

6) Non stipulare contratti con aziende che abbiano violato la normativa per la sicurezza sul lavoro

7) Istituire un servizio di SMS e/o e-mail per la segnalazione da parte dei cittadini di cantieri in cui non si rispetta la normativa per la prevenzione degli incidenti sul lavoro

8) Chiedere una maggiore presenza di ispettori del lavoro sul territorio

9) Far collaborare i vigili urbani con gli ispettori del lavoro, segnalando prontamente ogni irregolarità rilevata

10) Chiedere di adeguarci all’Europa, ma nel senso di attingere dalla legislazione esistente in altri Stati membri che sono più avanti nell’affrontare il fenomeno. Ad esempio, in Francia il morbo di Parkinson è considerato una malattia professionale per gli agricoltori, a causa dell’utilizzo dei pesticidi. Nella nostra provincia, invece, le vertenze per gli infortuni sul lavoro nelle campagne riguardano ancora il trovare il nesso di causa-effetto tra i danni articolari ed i movimenti che eseguono i braccianti. Abbiamo molto da imparare dalla Francia! Tra l’altro, i pesticidi danneggiano anche l’ambiente ed il turismo, ed una città turistica come Terracina non può permetterseli.

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