Sito Pubblico del Social Forum di Terracina

La campagna elettorale per le amministrative del 2016 ha toccato dei livelli di provincialismo mai visti prima.

Espressioni come “il fondano”, “il sanfeliciano”, “la sonninese”, “il bengalese” erano e sono all’ordine del giorno.

Da chi è nativo di Roma, capitale della Repubblica Italiana, nonché capitale mondiale della Cristianità, nonché, in passato, capitale di un impero sconfinato, ci saremmo aspettati e ci aspetteremmo più larghe vedute.

Non solo.

Il sindaco, per determinate competenze, è ufficiale di governo. Ciò vuol dire che esercita dei compiti per conto dello Stato. Inoltre, nelle cerimonie ufficiali il sindaco indossa una fascia tricolore. Quella fascia rappresenta l’intero Paese, quindi tutti i cittadini, siano essi terracinesi, fondani, sanfeliciani, sonninesi, oppure stranieri che hanno acquisito la cittadinanza italiana.

E così come i terracinesi hanno tutto il diritto di essere orgogliosi delle loro origini, anche i non terracinesi residenti in città hanno tutto il diritto di essere fieri delle loro origini.

Chi, in campagna elettorale, non fa altro che fare sfoggio ad ogni piè sospinto della propria “terracinesitudine”, non si rende conto che, con quel modo di fare, rischia di risultare offensivo per quei residenti non terracinesi che sono altrettanto fieri ed orgogliosi delle loro origini e si chiedono se il futuro primo cittadino sarà o meno il “sindaco di tutti”.

Con questi presupposti, a noi del Social Forum sembra proprio di no.

Eppure la città, così come il Paese, ha un estremo bisogno di ricreare un sano senso di comunità.

A Terracina, purtroppo, non è ancora aria o, come dice un nostro amico che vive in Svezia, “le mele non sono mature”.

Ma non è finita qui. A nostro parere una campagna elettorale impostata in quel modo rischia di risultare anche controproducente, dal punto di vista dei consensi. Già, perché le elezioni degli ultimi 15 anni dimostrano che risulta determinante il voto delle campagne e delle frazioni, dove vivono i cosiddetti “tisc tosc”, e questi ultimi potrebbero anche risentirsi per questo continuo e petulante sfoggio di terracinesitudine.

Come se poi ci fosse da essere così orgogliosi di essere terracinesi.

Con le bellezze che hanno, i terracinesi dovrebbero essere come gli arabi. Questi ultimi galleggiano come nababbi sul petrolio, mentre i terracinesi dovrebbero galleggiare sull’oro.

Ma… tutto ciò avviene o è avvenuto?

In questi giorni ci tornava continuamente in mente un articolo che avevamo letto sui quotidiani nazionali all’inizio degli anni ’90. In quegli articoli si parlava di polemiche scoppiate tra Italia e Gran Bretagna, perché un tour operator del Regno Unito invitava i turisti britannici a “visitare l’Italia prima che gli italiani la distruggano”.

Uno slogan che si sposa perfettamente con il becero provincialismo della recente campagna elettorale e con il suo continuo elogio della terracinesitudine.

Ma questo è solo uno dei motivi per cui il Terracina Social Forum, al primo turno, ha votato per una candidata che si chiama Bianca.

Bianca Scheda.

In realtà, ciò che ci ha maggiormente deluso, in questa campagna elettorale, sono stati i contenuti espressi da tutti i contendenti.

L’analisi politica, a nostro avviso, è stata ed è del tutto lacunosa e fuorviante.

Prima di tutto, la storia insegna che chi detiene il potere economico in genere detiene anche il potere politico. Quando ciò non si verifica, come nella Francia del 1700, avvengono “rivoluzioni” con le quali chi detiene il potere economico (la borghesia) si impossessa del potere politico sottraendolo ad altri (la nobiltà e l’alto clero).

A Terracina chi detiene il potere economico?

I dati ISTAT parlano chiaro: il principale settore produttivo della città non è il turismo, come tutti potrebbero pensare, bensì l’agricoltura.

Ecco chi detiene il potere economico.

Ed ecco perché, come abbiamo scritto sopra, l’esito delle elezioni lo decidono le campagne.

Proseguendo, in America Latina, dove sono decenni avanti rispetto a noi, si dice che destra e sinistra non esistono più, anzi, servono solo per dividerci in fazioni e farci litigare tra di noi, un po’ come Juventus e Milan.

In America Latina, invece, parlano di “los de arriba” e “los de abajo”.

Quelli di sopra e quelli di sotto.

A Terracina chi sono quelli di sotto?

Gli indiani.

E chi sono quelli di sopra?

Gli evasori fiscali, i quali spesso hanno anche a che fare con gli indiani.

Di tutto ciò se n’è parlato in campagna elettorale?

No.

Quindi, Bianca.

Bianca Scheda.

 

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