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Dal sito Internet http://ecodallecitta.it/notizie/385112/rifiuti-la-tariffa-puntuale-in-italia-e-allestero

RIFIUTI: LA TARIFFA PUNTUALE IN ITALIA E ALL’ESTERO

Quali sono gli esempi italiani dove la tariffa puntuale è stata adottata con successo? E in Europa?

Oramai tutti conoscono il Comune di Ponte nelle Alpi che ha primeggiato nelle classifiche di Legambiente negli ultimi rapporti Comuni Ricicloni o il Comune di Capannori che per primo ha introdotto in Italia l’uso di sacchetti dotati di transponder UHF abbinati alla tariffazione puntuale con il supporto tecnico della ESPER. Recentemente ha però destato parecchio interesse il caso del Comune di Parma che risulta attualmente il comune più grande d’Italia per ampiezza demografica ad applicare la tariffazione puntuale con i suoi 190.000 abitanti. Infatti se tra i comuni medio-piccoli la tariffazione puntuale si sta diffondendo sempre più velocemente, soprattutto nel Centro-Nord, è nei comuni grandi e nelle grandi città che tale modello stenta ancora a diffondersi rapidamente. A Parma è stato raggiunto il 72% di raccolta differenziata già nei primi 6 mesi grazie all’introduzione della tariffa puntuale. Contestualmente si è riusciti a limitare la produzione complessiva del 6% circa. Trento con i suoi 120.000 abitanti dal 1° gennaio del 2013 applica la tariffazione puntuale e nel 2015 ha superato l’80% di raccolta differenziata con una diminuzione del rifiuto totale prodotto di circa il 10% dal 2013. Tra i consorzi di comuni in cui è stata adottata la tariffazione puntuale fin dal 2002 si devono evidenziare i risultati conseguiti dal Consorzio Priula che conta circa 550.000 abitanti complessivi nei 50 comuni serviti della provincia di Treviso dove si raggiunge al 2014 l’85% di raccolta differenziata con una riduzione del rifiuto residuo a soli 55-57 kg/ab/anno. Altre esperienze ormai consolidate e molto significative in termini di riduzione del rifiuto del rifiuto residuo e di riduzione dei costi del servizio sono quelle operate da ETRA S.p.A. (75 comuni per circa 600.000 abitanti nelle province di Padova, Vicenza e Treviso), dal Consorzio Chierese dei Servizi (124.000 abitanti in provincia di Torino) e dal Consorzio dei Navigli (circa 25.000 abitanti).

In Europa varie Agenzie nazionali per la protezione dell’ambiente come l’Agence de l’environnement et de la maîtrise de l’énergie (ADEME) in Francia, la Agència de Residus de Catalunya in Spagna, l’Environmental Protection Agency (EPA) in Irlanda hanno anche pubblicato delle linee guida per gli enti locali per agevolare l’introduzione della tariffazione puntuale. Sulla base delle indicazioni emerse da alcuni di questi studi e rapporti più recenti, le Agenzie di protezione ambientale dello Stato francese e di quello irlandese hanno previsto con legge parlamentare (Loi Grenelle I e II in Francia, 2011) e con circolare ministeriale (circolare WIR/09/04 in Irlanda, 2004) l’introduzione dell’obbligo per gli enti locali dell’applicazione di una parte variabile della tariffa in applicazione del primo punto della gerarchia europea sulla gestione dei rifiuti, così come introdotta dalla direttiva 98/2008 CE.

Nel contesto europeo, si tratta per lo più di una diffusione largamente estesa tra le municipalità degli Stati membri del Nord Europa, in particolare in Danimarca, Belgio, Olanda o in Austria ed in Germania dove il principio “chi inquina paga” è previsto nella Legge Federale e viene prevalentemente applicato attraverso la previsione di sistemi e tariffe calcolate in funzione della volumetria del contenitore scelto (maggioritari) e della volumetria rapportata alla frequenza di svuotamento (in crescita). Nei Paesi Bassi nel 2007 solo il 17,9% dei comuni applicava delle tariffe variabili a rilevazione puntuale mentre nel 2014 la percentuale di tali comuni era arrivata al 40%. In Francia al 1° gennaio 2014 erano circa 150 i comuni, pari a 3,5 milioni di abitanti, che avevano adottato la tariffazione puntuale, che in francese si chiama la Redevance Incitative ma l’ADEME stima che al 2017 si arriverà già a circa 6 milioni di utenti serviti con tale sistema. Nella città di Vienna dove la gestione è pubblica dal 1974, il regime tariffario di finanziamento della raccolta e del trattamento viene introitato in funzione del costo della volumetria del contenitore prescelto del rifiuto residuo e dalla frequenza di svuotamento. Questo sistema è utilizzato anche a Berlino e Monaco di Baviera dove si paga anche in funzione del rifiuto organico (Biotonne), mentre la città di Lipsia (530.000 abitanti) ha adottato anche una parte variabile della tariffa legata al numero degli svuotamenti che la pone tra le principali città europee in termini di grado di intercettazione dei materiali raccolti da raccolta differenziata (213 kg/ab/anno) e produzione pro capite del residuo (149 kg/ab/anno) raggiungendo circa il 60% di raccolta differenziata al 2014.

Nell’ultimo decennio i sistemi “pay as you throw” si stanno diffondendo con una progressione sempre maggiore anche nel Sud Europa, grazie allo sviluppo delle tecnologie legate alle radiofrequenze (RFId o transponder RFId) e ai sistemi di tracciabilità in genere che permettono oltretutto non soltanto la contabilizzazione del rifiuto prodotto durante la fase di raccolta ma sono fortemente utilizzati per la razionalizzazione delle informazioni della flotta-mezzi e di tutte le informazioni legate alla gestione (raccolta, impiantistica, personale, etc.) andando ad integrare di fatto il gestionale con informazioni dinamiche. Questa diffusione della tecnologia basata sui sistemi di rilevazione ad onde radio passive ha fatto abbassare notevolmente i costi dei singoli tag, tanto da rendere possibile anche l’utilizzo dei tag sui sacchi a perdere come dimostrato a Capannori. Anche in Italia nell’ottobre del 2013, il Ministero dell’Ambiente ha adottato il Programma nazionale di prevenzione dei rifiuti in cui si individua la necessità di attivare urgentemente “l’implementazione, laddove i bacini di utenza e i sistemi di raccolta ne consentano una razionale applicazione, dei meccanismi di tariffazione puntuale per il conferimento dei rifiuti urbani (in funzione dei volumi o delle quantità conferite)”.

Uno sguardo oltreoceano, a San Francisco. Questa città è stata spesso usata come esempio per la strategia “Rifiuti Zero”: ma anche lì è stata adottata la tariffa puntuale?

San Francisco, come altre città dello Stato della California, fanno un po’ storia a sé per quanto riguarda l’adozione del principio pay as you throw. Nello Stato della California infatti già dagli anni ‘20 alcune città stabilirono che il miglior modo di gestione tariffaria del settore dei rifiuti urbani era quello di introitare rispetto all’effettivo servizio che veniva reso, esattamente come succedeva già per il servizio dell’energia elettrica o quello dell’acqua. Tuttavia il sistema aveva il grosso problema della gestione tariffaria nei grandi condomini e complessi residenziali dove in effetti non veniva applicato il principio “chi inquina paga” per singola utenza limitando notevolmente la forza dell’incentivo economico in quanto a San Francisco circa il 70% degli 850.000 abitanti risiede in complessi condominiali. Soltanto recentemente l’adozione di un sistema incentivante anche nei complessi condominiali ha permesso all’incentivo economico di manifestare la propria efficacia e di raggiungere e superare l’obbiettivo del raggiungimento del 75% di raccolta differenziata entro il 2010 e di puntare all’obiettivo di “Rifiuti Zero” entro il 2020.

La città di San Francisco fa pagare tramite il gestore Recology una tariffa base mensile di 5,16 dollari a cui si aggiunge una tariffa legata al comodato d’uso dei tre carrellati: 25,90 dollari per il carrellato nero dedicato al rifiuto residuo non riclabile da 32 galloni (circa 120 litri) e soltanto 2,06 dollari per gli altri due contenitori carrellati da 32 galloni utilizzati rispettivamente per l’organico e per tutte le frazioni secche riciclabili (vetro, carta e cartoni, imballaggi in plastica). Se si sceglie un carrellato del residuo più piccolo da 20 galloni (circa 80 litri) si pagano soltanto 16,19 dollari mensili. Contestualmente per i condomini vige lo stesso sistema tariffario sopra descritto con la possibilità di riduzioni tariffarie in base alle volumetrie prescelte. Per il pagamento mensile ogni singolo condominio pagherà in funzione alle volumetrie prescelte e potrà scegliere delle frequenze maggiorate per esigenze particolari.

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