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Dal sito Internet http://www.greenreport.it/news/aree-protette-e-biodiversita/nuova-marea-nera-taiwan-vicino-centrale-nucleare-un-porto-pescatori/

NUOVA MAREA NERA, A TAIWAN. VICINO A UNA CENTRALE NUCLEARE E A UN PORTO DI PESCATORI

Il 25 marzo una nave da carico da 15.487 tonnellate, la T.S. Taipei, gestita dalla T.S. Lines Co. (CNA), ha fatto naufragio al largo del distretto di Shihmen di New Taipei City, al Taiwan, sversando in mare grandi quantità di olio combustibile. La gente ha cominciato a capire che stava succedendo qualcosa di davvero grave solo quando la marea nera ha raggiunto gli scogli ad oltre 1,5 km dalla T.S. Taipei.

Il giornale di Taiwan The China Post ieri scriveva che l’Amministrazione per la protezione ambientale (EPA) di Taiwan e la CNA hanno inviato squadre di bonifica per ripulire lo specchio d’acqua e il luogo del disastro è stato visitato anche dal premier taiwanese Simon Chang.

L’agenzia per la pesca di Taiwan ha invitato i pescatori a stare molto attenti perché dalla T.S. Taipei sono caduti in mare diversi container e possono sbattere contro navi di passaggio. Il capo del dipartimento EPA per la protezione e la qualità dell’acqua, Yeh Jiunn-hung, ha detto alla stampa che la nave contiene 242 tonnellate di olio pesante e anche materiali tossici, «Se i container venissero trattati con noncuranza, potrebbe provocare gravi danni ambientali».

I container a bordo della T.S. Taipei erano 617, 3 sono finiti subito sulla costa, ma 9 di quelli restati a bordo contenevano sostanze altamente pericolose, come ad esempio 20 tonnellate di clorato di potassio, 18,2 tonnellate di toluene, 19,5 tonnellate di lipidi, 8,5 tonnellate di detergenti corrosivi e 6 tonnellate di lubrificanti combustibili.

Ma l’emergenza più pressante è quella della marea nera: olio pesante è stato avvistato lungo la costa e i funzionari dell’agenzia per la pesca dicono che in tutta l’aria c’è un forte puzzo di idrocarburi.

Anche questo è un disastro petrolifero annunciato: i motori della T.S. Taipei sono andati in avaria il il 10 marzo e il 24 marzo sullo scafo hanno cominciato ad aprirsi delle crepe, poi la portacontainer carica di olio pesante si è letteralmente divisa in due. All’Amministrazione per la protezione ambientale dicono che in un solo giorno la marea nera si è diffusa cinque volte più lontano che al momento dell’incidente.

Non si capisce come si sia arrivati a questo disastro in un Paese altamente tecnologico come Taiwan. Huang Jen-Chieh, portavoce della T.S. Lines Co., ha detto che la compagnia ha dispiegato molti uomini per distendere panne assorbenti e per contribuire a tenere sotto controllo la diffusione della marea nera, a quanto pare con non molto successo. Per quanto riguarda i container che mancano all’appello, Huang ha detto che la CNA rintraccerà la loro posizione e ne informerà l’ufficio marittimo e portuale per avvisare i pescherecci di evitare i container galleggianti. Ma il portavoce della T.S. Lines Co ha ammesso anche che le onde faranno completamente naufragare la nave e i container finiranno tutti in mare.

Il governo di Taiwan ha lanciato una operazione di emergenza per svuotare i serbatoi di olio pesante, ma il cattivo tempo sta ostacolando le operazioni di bonifica alla quale partecipano più di 100 lavoratori che erano stati inviati per contenere la marea nera che ha subito inquinato pesantemente un tratto di 2 km di costa a Shihmen.

Oggi, approfittando di un miglioramento del tempo, i funzionari ambientali di Taiwan sono salti a bordo dei due tronconi della saliti a bordo della T.S. Taipei per valutare le condizioni per l’operazione di recupero, ma il portavoce del governo, Sun Lih-Chyun, ha detto che «L’operazione è pericolosa, dato che la nave potrebbe capovolgersi in qualsiasi momento». Secondo l’Epa, a bordo della nave ci sono ancora circa 240 tonnellate di olio combustibile e 30 tonnellate di olio lubrificante e Sun ha aggiunto che «Ci vorrebbero diversi giorni per completare l’operazione in quanto ha bisogno di preparazione e di condizioni meteorologiche buone: gli esperti dell’International Tanker Owners Pollution Federation (ITOPF) sono stati sul sito per fornire consigli. Due compagnie, US Resolve e Nippon Salvage, sono a disposizione effettuare l’operazione di salvataggio. I 9 container contenenti sostanze chimiche pericolose a bordo sono attentamente monitorati».

Il problema è che il naufragio e la marea nera si sono verificati vicino a una centrale nucleare e a un porto di pescatori e gli ambientalisti e i media locali sono molto preoccupati. Cheng Sha-yen, che insegna al Dipartimento di biologia ambientale e della scienza della pesca della National Taiwan Ocean University, è molto preoccupato e ha detto al China Post che «Ci potrebbero volere 4 o 5 anni per bonificare lo sversamento tossico. Ripulire 100 tonnellate di olio pesante richiede due o tre anni; questa nave ne contiene 242 tonnellate. Più dell’80% dei prodotti ittici consumati nell’area di Greater Taipei provengono dalla zona colpita. I consumatori non hanno alcun modo di sapere se i loro prodotti ittici sono stati contaminati, perché le sostanze chimiche si accumulano nei corpi dei pesci».

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