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Dal sito Internet http://ecodallecitta.it/notizie/385078/ecoreati-ciafani-buoni-i-risultati-ma-ora-continuare-il-lavoro-che-si-e-iniziato

ECOREATI, CIAFANI: “BUONI I RISULTATI, MA ORA CONTINUARE IL LAVORO CHE SI È INIZIATO”

di Giorgia Fanari

“Con il rapporto che abbiamo pubblicato oggi e con i dati forniti dalle forze dell’ordine, possiamo dire che la legge sugli ecoreati sta dando i suoi importanti frutti: eco criminalità e pseudo imprenditori che fino al 29 maggio scorso potevano garantirsi un’impunità quasi certa, grazie a questa legge finiscono nelle maglie della giustizia”. Così Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente, a margine dell’incontro alla Camera dei Deputati per chiedere una “Nuova agenda ambientale per il Parlamento”.

“Si sta avverando quanto avevamo previsto, cioè che questa norma avrebbe garantito la tutela dell’ambiente, della salute e della parte sana dell’economia”, aggiunge Ciafani. Si parla infatti di 947 tra reati penali e violazioni amministrative accertati, 1.185 persone denunciate e 229 beni sequestrati per un valore complessivo di quasi 24 milioni di euro. Contestato in 118 casi il nuovo delitto di inquinamento e per 30 volte il disastro ambientale.

Buoni dunque i risultati del lavoro fatto in questi 8 mesi “ma ora abbiamo messo in campo una nuova agenda ambientale per il Parlamento”, incalza Ciafani. “La legge sugli ecoreati e il collegato ambientale sono stati due anelli fondamentali in questa legislatura ma per liberare il Paese occorre costruire una catena che abbia sì quei due anelli iniziali ma che ne preveda degli altri. Innanzitutto ci sono alcune cose che vanno definite nella legge, come la formazione delle forze dell’ordine e della magistratura e l’utilizzare le sanzioni previste dalla legge facendole confluire in un fondo nazionale, che chiediamo al ministero di istituire, per bonificare i siti orfani, come si fa negli Stati Uniti”.

“Inoltre, in questi ultimi due anni di magistratura, il Parlamento deve approvare i prossimi anelli, come la legge sulle agenzie ambientali, che è calendarizzata in Senato nelle prossime settimane e che va approvata anche quella ‘senza cambiare neanche una virgola’. Serve poi – aggiunge Ciafani – approvare le leggi sul consumo di suolo per frenare cementifici azione del territorio italiano, e fermare il disegno di legge Falanga in discussione in Commissione Giustizia alla Camera che invece di snellire le procedure di abbattimento degli ecomostri fermerebbe sostanzialmente gli abbattimenti messi in campo dalle Procure. Senza dimenticare altre norme come quella sulle agromafie e contro i delitti sugli animali che sono in corso di elaborazione in sede ministeriale e parlamentare. Speriamo – conclude Stefano Ciafani – che i prossimi 24 mesi possano essere il tempo giusto per approvare anche queste norme. Solo così avremo definitivamente messo in campo la riforma normativa che pratica la riconversione ecologica del Paese che chiediamo da decenni”.

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