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Dal sito Internet http://www.tekneco.it/bioedilizia/cosa-significa-vivere-in-un-ecovillaggio-lesempio-di-montale-rangone/

COSA SIGNIFICA VIVERE IN UN ECOVILLAGGIO, L’ESEMPIO DI MONTALE RANGONE

di Redazione Web

Ecovillaggio Montale nasce alcuni anni fa dall’appassionato studio di un team interdisciplinare: architetti, ingegneri, agronomi, tecnici per migliorare la complessiva qualità della vita. Un progetto realizzato per dare un’anima sostenibile a sei ettari di terreno a Montale Rangone, in provincia di Modena, in cui insistono e sono andate a ruba, tra vendite e affitti, le palazzine eco-sostenibili. Opere di bioedilizia e di alto design progettate con la consapevolezza di ricreare il massimo comfort ambientale e il benessere dell’uomo che nell’ambiente respira e di esso si nutre.

Vivere in Ecovillaggio – tra abitazioni intelligenti, piste ciclopedonali e ampie distese verdi – è come proiettarsi in una dimensione futuristica, dove insieme alla tecnologia più innovativa prevale il senso della civiltà. Le case sono realizzate con blocchi e solai in legno cemento che hanno proprietà antisismiche, di isolamento termico, acustico e di resistenza al fuoco. Tutti gli altri elementi – tra la mobilità elettrica, la ciclopedonale e la vegetazione che disinquina – concorrono a generare un microclima migliore, a beneficio di tutti. “Ecovillaggio Montale nasce dalla consapevolezza che occorre costruire nel rispetto dell’ambiente, delle persone che vi abitano e del loro futuro – spiega l’imprenditrice e fondatrice di Ecovillaggio Silvia Pini –. Nulla è lasciato al caso ma ogni elemento visibile è il risultato di uno studio e di un’accurata analisi progettuale”.

In questo quartiere la cromoterapia è alla base della scelta dei colori. Le tonalità pastello sono quelle preferite, da sempre abbinate al relax e al senso del benessere. La ciclopedonale che ricalca le centuriazioni romane è dritta oltre che bianca, per risultare rilassante e funzionale all’ambiente. Il bianco, si sa, fa rimbalzare il raggio solare e non trattiene il calore. Stesso discorso per il verde, colore centrale dello spettro della luce, che coniugato al bianco e ai colori pastello genera benessere. Altro elemento di studio su cui vale la pena soffermarsi sono i prati parcheggi, che assorbono il calore e fanno drenare l’acqua piovana, rimandandola nella falda del sottosuolo. Sì, perché l’acqua è un bene prezioso e non va assolutamente sprecato come invece accade nel quotidiano all’infuori di spazi parsimoniosi come Ecovillaggio. Altre curiosità riguardano la scelta e la disposizione delle diverse specie arboree. Ad esempio lungo il perimetro dei parcheggi, ogni tre posti auto, sono stati piantati tre alberi per favorire l’ombreggiamento delle stesse vetture. Ciò infatti consentirà di non ricorrere al climatizzatore. Sempre nelle aree di maggior depressione dove tende ad accumularsi molta acqua, sono stati piantati i pioppi, noti appunto per la capacità di assorbire acqua.

La forza di raffrescamento di un pioppo è paragonabile a cinque condizionatori accesi venti ore al giorno. In altri punti sono stati piantati l’olmo e la quercia perché assorbono più anidride carbonica rispetto ad altre assenze. Ogni singolo aspetto in Ecovillaggio ha un suo perché e una funzionalità ben precisa. Tutti coniugati per raggiungere il comfort e benessere complessivo. Per queste buone ragioni Ecovillaggio lo scorso anno è stato selezionato da Sky come modello di eccellenza imprenditoriale e progetto innovativo. Il quartiere modenese è entrato nella hit delle “Imprese Possibili”. “Per noi la sfida della sostenibilità è a 360° – spiega l’imprenditrice e fondatrice di Ecovillaggio Silvia Pini – dove costo e prestazione sono in equilibrio. Se rendessimo inaccessibile il nostro quartiere eco-residenziale sarebbe un progetto che rimarrebbe sulla carta e sui render. Il buon senso ci offre sempre grandi opportunità. Si tratta di sfruttare al meglio ciò che la natura ci offre: l’energia e il calore del sole, l’acqua, la vegetazione. Il surriscaldamento del pianeta è sotto gli occhi di tutti e i fenomeni metereologici sono destinati a peggiorare. La natura coadiuvata all’utilizzo della tecnologia ci offre l’occasione di mettere l’ambiente e noi stessi al riparo da disastri come le alluvioni e danni economici. Parlare di sostenibilità a ciclo completo – aggiunge l’imprenditrice – deve farci riflettere anche sui risparmi connessi ad una casa o a un auto tradizionale. Perché se è vero che una macchina standard costa meno dell’auto elettrica non è altrettanto vero che ci fa risparmiare sull’inquinamento e quindi sulla nostra salute e sulla nostra economia. Molto più conveniente produrre e acquistare qualcosa che sia biologico ed ecosostenibile”, conclude Silvia Pini.

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