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Dal sito Internet http://www.h24notizie.com/2016/03/tra-lenola-e-gaeta-area-a-minor-impatto-malattie-cardiovascolari-asl-organizza-convegno/

TRA LENOLA E GAETA AREA A MINOR IMPATTO MALATTIE CARDIOVASCOLARI, ASL ORGANIZZA CONVEGNO

Nell’ambito dell’accordo di collaborazione scientifica dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità) con l’ASL di Latina per la realizzazione di progetti di ricerca sulla sorveglianza, sulla valutazione del rischio e sulla prevenzione delle patologie cronico-degenerative, venerdì 11 marzo a Lenola presso l’Hotel Miracolle si terrà il convegno “Prevenzione e sorveglianza delle malattie cronico degenerative della provincia di Latina”.

Lenola è uno dei nove Comuni dell’area Latina coinvolti ne il Progetto Cuore che impegna ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità, nonché alcuni rappresentanti dei Registri Tumori italiani.

Le malattie cardiovascolari costituiscono la causa principale di morte, la più frequente di ricovero ospedaliero e una delle più importanti di invalidità; sono malattie di cui sono stati identificati i fattori di rischio, cioè quelle caratteristiche che, se presenti in una popolazione o in un individuo, indicano la probabilità di andare incontro alla malattia. Gli studi epidemiologici degli ultimi anni hanno dimostrato la reversibilità del rischio, cioè la possibilità di ridurre o di ritardare la comparsa degli eventi attraverso la modificazione dello stile di vita con la conseguente riduzione dei fattori di rischio; ancora, le malattie cardiovascolari sono fra le cause più frequenti che producono, in età avanzata, disabilità e deficit delle funzioni cognitive.

La popolazione residente nell’area Latina fin dai primi anni ha contribuito attivamente al Progetto Monica e poi al progetto Cuore (condotto dall’ISS), attraverso l’arruolamento di campioni di popolazione generale che, assieme a quelli raccolti in altre regioni, hanno consentito, di descrivere lo stato di salute della popolazione adulta nel nostro Paese (distribuzione dei fattori di rischio cardiovascolari, delle condizioni a rischio come ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, abitudine al fumo, obesità) e di indicare azioni preventive recepite e applicate in sanità pubblica, compresa la carta del rischio cardiovascolare globale assoluto che sulla base di alcuni fattori di rischio (età, sesso, pressione arteriosa, colesterolemia totale e HDL, diabete, abitudine al fumo) permette di calcolare la probabilità di ammalare nei successivi 10 anni.

“I risultati pubblicati nel corso degli anni sia sulle malattie cardiovascolari che sui tumori e sui loro fattori di rischio – spiega il dottor Fabio Pannozzo, direttore del Registro Tumori di Latina – ci hanno permesso di identificare un’area che comprende i comuni di Lenola, Campodimele, Itri, Sperlonga e Gaeta, che rispetto al resto della provincia di Latina mostra una distribuzione dei fattori di rischio con valori meno elevati e delle malattie sopra indicate di minor frequenza; pertanto necessita di approfondimenti e può diventare riferimento per azioni di prevenzione e promozione della salute”.

Di recente sono riprese le attività di sorveglianza attraverso l’attivazione del Registro degli eventi cerebro e cardiovascolari nella stessa area in cui opera il Registro Tumori-Latina, ed è iniziata la ricerca dello stato in vita e della raccolta e validazione degli eventi cardiovascolari che si sono verificati nella coorte di popolazione generale arruolata dagli anni ’80 agli anni ’90, nonché la raccolta attraverso un questionario postale, di informazioni relative alla qualità di vita nei soggetti a suo tempo esaminati. Lo strumento del questionario postale che viene inviato in questi giorni, serve a valutare la relazione tra fattori di rischio misurati in giovane età, le malattie sviluppate in questi venti anni e la qualità di vita in età avanzata data la crescente longevità della popolazione. “Le attività di sorveglianza e di prevenzione – conclude la dottoressa Simona Giampaoli dell’ISS – svolte nell’area della provincia di Latina che interessano sia le malattie cardiovascolari che i tumori, potrebbero contribuire con quelle già presenti in altre regioni alla realizzazione di una infrastruttura per l’informazione sanitaria sulla popolazione generale adulta in Europa”.

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