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Dal sito Internet http://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/biosphera-materiali-naturali-abitanti

BIOSPHERA 2.0, LA CASA IN MATERIALI NATURALI CHE SI ADATTA AI SUOI ABITANTI

di Rudi Bressa

Non ha bisogno di allacciamenti, Biosphera 2.0, la prima casa passiva a consumi di energia pari a zero, inaugurata a Courmayeur lo scorso martedì. Un modulo abitativo di 25 metri quadrati, energeticamente autosufficiente e capace di mantenere un comfort abitativo costante durante tutto l’anno, quale sia il clima all’esterno.

Si tratta del primo esperimento di casa passiva itinerante: per testare le performance del modulo abitativo, Biosphere 2.0 si sposterà letteralmente attraverso sei località, passando dai -15 di Courmayeur in inverno, ai quasi 40 di Rimini in estate. 12 mesi durante i quali verranno sì monitorati i parametri ambientali esterni ed interni della casa, ma anche quelli fisiologici dei suoi abitanti. Perché il comfort abitativo è l’obiettivo ultimo di questo progetto: l’uomo al centro del suo habitat, che in questo caso è la casa.

“Biosphera nasce da un’idea quasi poetica”, spiega Mirko Taglietti, fondatore di Aktivhaus e padre del progetto. “Che esista la possibilità di rimanere scollegati da gas ed energia elettrica e vivere comunque in una situazione di quello che viene definito comfort abitativo”. Un ambiente quindi con temperature costanti, qualità dell’aria elevata, luce solare, materiali naturali.

A questo risultato si è giunti grazie ad un workshop al quale hanno partecipato oltre 100 studenti di architettura di tutta Italia, organizzato in collaborazione con il Politecnico di Torino Dipartimento di Architettura e Design, l‘Università della Valle d’Aosta e da istituti e agenzie come Zephir – Passivhaus Italia, Minergie e da società come Aktivhaus e Vallée d’Aoste Structure.

Un’indagine sulla casa del futuro e un monitoraggio costante dei parametri ambientali e fisiologici

Biosphera 2.0 sarà così capace di mantenere una temperatura interna di 21 gradi centigradi d’inverno e di 25 gradi d’estate, senza l’intervento di energia esterna. Senza però rinunciare a tutti i servizi che deve avere un’abitazione: soggiorno, cucina, bagno, camera da letto.

Ma la vera rivoluzione del progetto sarà quella che concerne il monitoraggio della qualità della vita degli abitanti all’interno della casa. “Gli occupanti che vivranno all’interno saranno dotati di un braccialetto indossabile (nato per il monitoraggio dell’epilessia, ndr) in grado di misurare parametri quali la frequenza cardiaca, il volume del sangue, la temperatura e quella che viene chiamata l’attività elettrotermica”, continua Taglietti. A seconda del variare di questi parametri, si genera quello che viene definito oggettivamente come benessere emotivo o stress. “Metteremo in relazione i parametri tra l’abitazione e le sue prestazioni e le sensazioni dell’essere umano che la abita”.

Non solo, la casa misurerà anche gli stress ambientali registrati in città come Milano e Torino, valutando i livelli di inquinamento atmosferico e acustico e arrivando a dare dei valori di riferimento in base al luogo dove Biosphera 2.0 verrà a trovarsi.

La casa. I materiali. La tecnologia

Illuminazione a led, cucina ad induzione, elettrodomestici, riscaldamento e raffrescamento, impianto fotovoltaico e termico. Tecnologie scelte per rendere autosufficiente il modulo e rispettare i parametri di certificazione per gli edifici passivi. Un cuore tecnologico gestirà l’energia in entrata, grazie ad una batteria a sali fusi e una pompa di calore che controllerà i flussi di calore e raffreddamento.

La struttura portante è stata realizzata in legno, precisamente X-Lam, rigorosamente certificato Pefc – proveniente da abeti italiani da filiera sostenibile. Per l’isolamento e la copertura esterna è stata utilizzata lana di roccia Rockwool, che dà all’esterno quell’effetto “metallizzato”. “Come azienda abbiamo sempre puntato sull’efficienza energetica e creduto nel concetto di casa passiva”, spiega l’architetto Alessandro Sibille, promozione tecnica di Rockwool. “Per questo motivo abbiamo partecipato alla realizzazione di Biosphera perché crediamo che questo modello costruttivo debba diventare alla portata di tutti, anzi dovrebbe essere alla portata proprio dell’utenza più svantaggiata. Ovvero quella che ha più bisogno di comfort ed risparmio energetico”. Per questo è stato utilizzato un cappotto e il rivestimento a facciate ventilate, una delle soluzioni proposte dall’azienda. “Questo sarà un fantastico ambasciatore di benessere ambientale”, conclude Sibille.

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