Sito Pubblico del Social Forum di Terracina

È passata una settimana dal nostro invito, formulato ai candidati sindaci ed alle forze politiche terracinesi che li sostengono, affinché si pronunciassero sulla questione del referendum abrogativo sulle trivellazioni, e nessuno ha risposto, fatta eccezione per la lista Res, che appoggia il candidato sindaco Agostino Pernarella, e per i referenti terracinesi del movimento politico Possibile che fa capo a Pippo Civati, parlamentare fuoriuscito dal PD. Risposta scontata, da parte dei “possibilisti”, dato che il loro movimento durante l’estate scorsa aveva raccolto le firme per indire il referendum sulle trivellazioni.

Noi ringraziamo entrambi (Res e civatiani) e nell’attesa di eventuali risposte, approfittiamo per esprimere alcuni concetti nel merito del quesito referendario.

Lo facciamo riportando le parole di Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace: «Sotto i nostri fondali c’è un quantitativo di petrolio che, se potessimo estrarlo in un colpo solo, corrisponderebbe a meno di due mesi dei consumi dell’Italia. Andrebbe poco meglio col gas: circa sei mesi. Vale la pena deturpare i nostri mari per così poche risorse, che non sarebbero neppure dell’Italia ma delle compagnie petrolifere?».

Il vero giacimento dell’Italia sono risparmio energetico, sole e turismo, ma pare che il governo non lo capisca.

Il nostro premier è rimasto alle fonti fossili, è un uomo del XX secolo e pertanto va… ROTTAMATO.

Prima che lo faccia l’Europa (se non lo ha già fatto).

Ribadiamo quindi le due domande formulate ai candidati sindaci ed alle forze politiche che li sostengono:

1) ritenete corretta la decisione del governo, il quale, nonostante i continui tagli che attua alla spesa pubblica, non accorpa in un un’unica giornata referendum ed elezioni amministrative, provocando un inutile spreco di risorse stimabile in circa 300-350 milioni di euro?

2) Quali indicazioni di voto intendete dare ai cittadini in merito al quesito referendario, tenendo anche conto del fatto che Terracina è una città di mare per la quale turismo e pesca sono tra le principali attività produttive ed un eventuale incidente ad una piattaforma petrolifera, ad esempio come avvenuto nel 2010 nel Golfo del Messico, potrebbe avere notevoli ripercussioni negative su tali settori, se non a livello locale, quanto meno in altri territori della nazione?

A queste domande, ne aggiungiamo ora una terza, previa argomentazione.

L’assegnazione della Bandiera Blu a Terracina è stata accolta con giubilo, con una manifestazione in piazza, cori da stadio, sventolio di vessilli; sembrava che piazzale Lido si fosse trasformato nella Curva Sud o nella Curva Nord dello Stadio Olimpico.

Bene, premesso che gli italiani si sono già espressi contro l’utilizzo dell’energia nucleare per ben due volte con altrettanti referendum abrogativi, ecco la terza domanda:

3) se dovesse malauguratamente verificarsi un incidente ad una delle navi da guerra statunitensi A PROPULSIONE NUCLEARE ancorate nel porto di Gaeta, con la Bandiera Blu che cosa ci facciamo, la utilizziamo al posto della… Scottex?

Anche su questa domanda gradiremmo ricevere una risposta.

I sardi, popolo nobile e fiero, hanno protestato più volte contro le servitù militari nella loro isola, dando vita ad un tenace e seguitissimo movimento, e i terracinesi non hanno nulla da dire?

Gli orgogliosi di essere terracinesi e coloro che dicono che Terracina è la città più bella del mondo, non hanno nulla da dichiarare?

Tornando invece al nostro premier già rottamato a Bruxelles, probabilmente resta ancora in sella proprio grazie a Washington, visto che i nostri militari (i “nostri ragazzi”…) torneranno di nuovo in Iraq e contemporaneamente l’Italia, su pressioni USA, sta assumendo un ruolo di primo piano per l’ormai imminente campagna di Libia.

Premier già rottamato a Bruxelles, tuttavia pronto a vendere cara la pelle, come dimostra un disegno di legge predisposto dal Partito Democratico, l’Atto Senato 2178 (Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario, con particolare riguardo alla tutela dei risparmiatori), del quale copiamo di seguito l’articolo 3:

Art. 3.

Competenze della Commissione

1) La Commissione ha il compito di:

a) valutare il funzionamento del sistema di erogazione del credito e di allocazione di prodotti finanziari, soprattutto di quelli ad alto rischio, presso i piccoli risparmiatori e gli investitori non istituzionali;

b) verificare l’adeguatezza della disciplina legislativa e regolamentare sul sistema bancario e finanziario, nonché sul sistema di vigilanza, anche ai fini della prevenzione e della gestione delle crisi bancarie;

c) verificare, con riferimento al periodo dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2015, l’efficacia delle attività di vigilanza sul sistema bancario e finanziario, ai fini di cui alla lettera b), con particolare riguardo alle modalità di applicazione e all’idoneità dei poteri di intervento, dei poteri sanzionatori e degli strumenti di controllo previsti, nonché all’adeguatezza delle modalità di presidio dai rischi;

d) verificare, con riferimento al periodo dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2015, l’attività degli organi di gestione degli istituti bancari coinvolti in situazioni di crisi o di dissesto, con particolare riguardo all’osservanza degli obblighi di diligenza, trasparenza e correttezza nell’allocazione di prodotti finanziari, nonché degli obblighi di corretta informazione agli investitori.

Ricordando che, ai sensi dell’articolo 82 della Costituzione, le commissioni parlamentari d’inchiesta operano con gli stessi poteri dell’autorità giudiziaria, che cosa può significare il riferimento al “periodo dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2015”, se non sottoporre ad attento e severo esame l’attività svolta da chi prima sedeva a Palazzo Koch ed ora lavora a Francoforte?

Che cosa può significare?

Guerra all’ultimo sangue?

Muoia Sansone con tutti i Filistei?

O è solo una minaccia, della serie “Anche io posso farti male”?

Sono solo speculazioni, o le speculazioni ci colpiranno?

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