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Dal sito Internet http://www.tuttogreen.it/rimedi-naturali-per-la-carenza-di-ferro/

RIMEDI NATURALI PER LA CARENZA DI FERRO: ALIMENTI CONSIGLIATI

di Alessia

Il ferro è uno dei minerali essenziali per il nostro organismo, in quanto parte integrante dell’emoglobina, la molecola che trasporta l’ossigeno nel sangue. La carenza di ferro comporta anemia sideropenica, una forma diffusa per lo più fra le donne, che a causa del ciclo mestruale vanno incontro a grandi perdite di ferro.

Tra i sintomi tipici dell’anemia troviamo debolezza, senso di affaticamento, difficoltà di concentrazione, sbalzi d’umore, depressione, caduta dei capelli, fragilità delle unghie, pressione bassa, insonnia, formicolii degli arti e capogiri al mattino.

Esistono molte forme di anemia, alcune sono causate da patologie gravi a carico dei reni o del midollo osseo, altre sono collegate ad uno scarso assorbimento di vitamina B12 e acido folico, essenziali per la formazione dei globuli rossi.

Normalmente perdiamo tra gli 0,8 e 1,5 mg al giorno di ferro, ma i valori sono altamente soggettivi. L’eliminazione avviene attraverso feci, bile, emorragie intestinali, urina e desquamazione della pelle.

Il nostro organismo assorbe solo una minima percentuale di ferro, per cui dovremmo assumerne una quantità almeno 10 volte superiore al nostro fabbisogno (8-15 mg al giorno).

Rimedi naturali per la carenza di ferro: quali alimenti sono più adatti?

Con una corretta alimentazione possiamo bilanciare la quantità di ferro disponibile, basta conoscere gli alimenti che ne sono maggiormente ricchi e che possono essere validissimi rimedi naturali per la carenza di ferro:

uova

carne di manzo, di pollo e cavallo

fegato di bovino e frattaglie

spigole, seppie, cozze, vongole e ostriche

frutta secca (noci, mandorle, datteri, prugne)

muesli

legumi, spinaci, barbabietole, broccoli e cavoli

cioccolato fondente

succo d’arancia e di limone (in quanto ricchi di vitamina C).

Il tè e il caffè, soprattutto se consumati in prossimità dei pasti, riducono l’assorbimento del ferro in percentuali pari al 64 e al 39% a causa della presenza di tannini. I tannini li ritroviamo anche nel vino e nel cioccolato, per cui facciamo attenzione.

Alla larga anche dai latticini che a causa del calcio riducono l’assorbimento del ferro. Per gli amanti della barbabietola rossa, assumere per un mese 2 bicchieri al giorno di succo aiuta a rigenerare il sangue,

Il famoso detto “una mela al giorno toglie il medico di torno” ci viene in aiuto anche in questo caso. Pensate che c’è un rimedio naturale che arriva addirittura dal Medio Evo: la mela chiodata. Nell’antichità si usava inserire dei chiodi nella polpa per almeno 24 ore, poi i chiodi venivano tolti e conficcati in un’altra mela e il frutto era pronto per essere consumato.

L‘ortica stimola invece la produzione dei globuli rossi grazie all’elevato contenuto di ferro e vitamina C, così come i frutti di acerola. Possiamo usare le foglie di ortica per fare decotti, zuppe o minestre, mentre i frutti di acerola, consumati sotto forma di estratto fitoterapico, amplificano i loro benefici se associati all’ortica.

Anche il tarassaco può essere consumato come estratto fitoterapico o sotto forma di tisana. I semi di aneto invece possono essere tritati e usati come condimento o semplicemente masticati.

Rimedi naturali per la carenza di ferro: quali sono i fattori che la causano?

Esistono alcuni fattori che possono predisporre ad una carenza di ferro:

una dieta particolarmente ricca di crusca, cereali integrali e verdure, ma povera di carne

abbondanti perdite di sangue causate da ciclo mestruale, emorroidi, emorragie intestinali, perdita di sangue dal naso

condizioni di assorbimento insufficiente causate da diarrea, abuso di lassativi, alterazioni gastro-intestinali, acloridia

sport (in particolar modo la corsa da resistenza).

In queste situazioni in aggiunta ai rimedi naturali per la carenza di ferro può essere utile ricorrere alla prescrizione medica di integratori di ferro, perché con la sola alimentazione non si potrebbe sopperire alle carenze. In ogni caso è sempre opportuno eseguire indagini diagnostiche approfondite per verificare la forma specifica di anemia da sottoporre a cura.

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