Sito Pubblico del Social Forum di Terracina

La campagna elettorale per le amministrative a Terracina si sta facendo interessante. Al di là delle alleanze, argomento principe della politica locale, stanno emergendo anche alcune proposte concrete, e noi del Terracina Social Forum è sulle proposte che vorremmo ragionare (non a caso ne abbiamo elaborate 5.000).

Sulla stampa locale, ultimamente, si è parlato di cambiare nome alla stazione ferroviaria di Monte San Biagio, aggiungendo la dicitura Terracina, per farvi fermare i treni intercity.

La posizione del Terracina Social Forum al riguardo è la seguente.

Terracina è una città di circa 45.000 abitanti, la terza città più popolosa della provincia. È pertanto giusto e doveroso che abbia una stazione ferroviaria funzionante. La tratta ferroviaria Terracina-Priverno quindi va ripristinata. Non solo: nel territorio comunale è presente anche una seconda stazione ferroviaria, quella della Fiora. Rinunciare al ripristino della tratta Terracina-Priverno significa far dismettere anche quella stazione, rendendo disagevoli gli spostamenti di chi vive in quella frazione.

Cambiare il nome della stazione ferroviaria di Monte San Biagio ci ricorda invece la proposta del “geniale” ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti, il quale voleva introdurre la banconota da un euro per contrastare l’inflazione, come se con una banconota al posto di una moneta imprenditori e commercianti non avrebbero aumentato ugualmente i prezzi alla prima occasione utile, che fosse stata l’introduzione di una nuova valuta o l’incremento delle quotazioni del petrolio, ovviamente a danno di chi non si può aumentare i salari per conservare il proprio potere d’acquisto. Tra l’altro, proprio Tremonti è stato il primo ad applicare il cambio 1.000 lire = 1 euro, dato che fino al 31 dicembre 2001 la giocata minima al Lotto era di 1.000 lire, e dal 1° gennaio 2002 è diventata di 1 euro.

Lasciando pertanto le “ideone” a chi è “geniale”, cerchiamo di capire quali sono le tipologie di viaggiatori da e per Terracina e quali sono le politiche di Trenitalia.

Cominciamo da quest’ultima. Trenitalia, per i treni a lunga percorrenza, sta investendo sempre di più sulle Frecce, anche spinta dalla concorrenza di NTV (l’azienda dei treni Italo), per cui sta sopprimendo lentamente, nel corso del tempo, gli intercity, diventati ormai una rarità, per fare un esempio, nella tratta Roma-Bologna (con tariffe tra l’altro assolutamente non concorrenziali, a parità di tempo, con quelle previste per le Frecce). Nella tratta Roma-Napoli ne circolano ancora un discreto numero, ma è solo questione di tempo e diminuiranno pure su quel percorso. Chiedere a Trenitalia la fermata degli intercity nella futura stazione ferroviaria di Monte S. Biagio-Terracina equivale pertanto non fare un buon investimento sul medio-lungo termine.

Non solo: siamo sicuri che Trenitalia accetterebbe?

Procuratevi una cartina dell’Emilia Romagna. La città ubicata più o meno a metà strada tra Bologna e Milano è Parma (176.000 abitanti), la quale avrebbe dovuto essere la scelta più logica per farvi fermare le Frecce. Invece è stata scelta Reggio Emilia, che non è assolutamente a metà strada ed ha meno abitanti rispetto a Parma (171.000).

Adesso, lungi da noi l’idea di voler fare ragionamenti da “grillini”, useremo un approccio andreottiano («A pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina») e ci chiediamo: quanto ha pesato sulla scelta di Trenitalia il fatto che Graziano Del Rio, attuale ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, è di Reggio Emilia?

Tornando alle nostre parti, a Monte S. Biagio o a Terracina c’è un politico così influente da far fermare gli intercity a Monte S. Biagio?

Passando all’analisi di chi fruisce dei trasporti, i viaggiatori da e per Terracina si dividono in due grandi categorie: i pendolari ed i turisti.

La principale esigenza dei pendolari è quella di arrivare a Roma nel più breve tempo possibile, viaggiando in maniera confortevole.

Il ripristino della tratta ferroviaria Terracina-Priverno è quindi imprescindibile.

Ma c’è anche chi viaggia sugli autobus Cotral, i quali, prima di arrivare a Roma, trovano due “colli di bottiglia” all’altezza di Pomezia-Pratica di Mare e nei pressi del Grande Raccordo Anulare, dove il traffico e gli incolonnamenti sono all’ordine del giorno.

Perché non chiedere al Cotral di istituire apposite corse che non transitino per il centro abitato di Latina, limitandosi a passare per le complanari della SS. Pontina, e poi arrivino ad Aprilia entrandovi dallo svincolo della SS. Nettunense, consentendo così ai pendolari di scendere proprio di fronte alla locale stazione ferroviaria, collegata molto bene con la Capitale ma anche con Anzio e Nettuno (per eventuali lavoratori impiegati in quelle città)? Oppure, gli stessi autobus potrebbero poi recarsi agli aeroporti di Fiumicino o di Ciampino (corse del genere sono state già istituite su richiesta del Comune di Latina, con transito ad Aprilia).

Inoltre, Terracina potrebbe trasformarsi in una sorta di hub intercomunale dei trasporti, diventando un punto di riferimento per tutti i comuni vicini, in base al principio di leale collaborazione tra amministrazioni pubbliche, e non in base al principio di sussidiarietà come erroneamente indicato da un importante candidato sindaco. Un po’ come sta facendo il Comune di Aprilia (dove, non a caso, amministra il civismo e non i partiti), non solo riguardo ai trasporti, ma anche per la gestione dei rifiuti. Tale Comune, infatti, ha istituito l’ambito ottimale dei trasporti intercomunale (nonché la gestione intercomunale del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti).

Ma per diventare tale hub, il Polo dei Trasporti va completamente trasformato, nel senso che non deve più rimanere quella cattedrale nel deserto, quel “non luogo” che è attualmente.

Il Polo dei Trasporti, infatti, sconta un difetto di impostazione fin dalla nascita: è stato istituito solo ed esclusivamente per tenere fede ad una promessa, espressa dall’ex sindaco nella campagna elettorale del 2011 ad alcune (ALCUNE) famiglie che abitano in via Badino: non far più transitare i bus Cotral per la stessa via Badino (promessa tra l’altro non mantenuta per la ferma e decisa protesta degli studenti, sostenuti dai presidi delle scuole superiori terracinesi).

Con questi presupposti, il Polo dei Trasporti è nato monco, senza alcuna prospettiva, senza alcuna progettualità.

Di conseguenza, va potenziato.

Come?

Il Terracina Social Forum lo ha già scritto innumerevoli volte: servono bagni pubblici, una fontanella, panchine, pensiline, un punto d’informazioni turistiche, maggiori informazioni ed in più lingue, maggiore illuminazione, decoro dei marciapiedi (eliminando le barriere architettoniche), l’attivazione dei servizi di car sharing, bike sharing e scooter sharing, ecc., ecc.

In questo modo verrebbe agevolata anche la seconda tipologia di viaggiatori: i turisti, i quali potrebbero scendere dal treno e recarsi in spiaggia noleggiando bici, scooter o auto.

Non solo: l’intero quartiere potrebbe essere trasformato in un polo culturale realizzando, ad esempio, una sala convegni in uno degli edifici della stazione stessa.

In questa campagna elettorale non è poi riemerso un ritornello che ha angustiato per decenni i terracinesi: la metropolitana leggera Roma-Terracina. Nella nostra città siamo cresciuti a pane e metropolitana leggera, pane e talassoterapia, pane e porto interno-porto esterno.

Fortunatamente quest’anno ancora nessun candidato ha “riaperto quei files” e noi, oltre a ringraziare non sappiamo chi, rilanciamo.

Una delle più recenti novità del sistema dei trasporti nel nostro Paese è stata l’attivazione di servizi di autobus gran turismo low cost che collegano le principali città della Penisola. Tra le società che gestiscono il servizio ci sono Megabus e Buscenter, con prezzi veramente alla portata di ogni tasca. Perché non contattare quelle società chiedendo di far transitare i loro bus anche a Terracina, agevolando così pendolari e turisti?

Inoltre, in Campania sono state realizzate le autostrade del mare: una rete di aliscafi che collega tutti i principali porti della regione, isole comprese. Quella sì che è una vera metropolitana leggera! Perché non attivare lo stesso servizio anche nel Lazio?

Per chiudere, il Terracina Social Forum è contrarissimo al transito delle navi da crociera nel nostro porto. Qualche tempo fa avevamo inserito tra le nostre proposte per la città anche le navi da crociera, ma dopo la vicenda della Costa Concordia abbiamo cambiato totalmente idea.

Il turismo crocieristico non è sostenibile dal punto di vista ambientale, ma non è neanche una forma di turismo che, a nostro parere, andrebbe promosso: che gusto c’è a trascorrere una vacanza in un mega centro commerciale galleggiante?

Turista fai da te?

No, turista rafFAZZONato.

Terracina, dal punto di vista turistico, deve valorizzare le ricchezze che possiede: mare, paesaggio, beni archeologico-monumentali. E deve promuovere il turismo enogastronomico, l’agriturismo, l’agricoltura di qualità, al posto dell’agricoltura industriale attualmente imperante, dannosa per l’ambiente e per il turismo, però determinante alle elezioni.

Ma tutto ciò sarà sviscerato in prossimi comunicati stampa.

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Commenti su: "Intercity a Monte San Biagio? No, grazie" (1)

  1. Purtroppo ogni buono e sano principio, se non rispondente alle ESIGENZE di TUTTI, non si realizza e, anzi, si perde nel nulla. La realtà vuole che chi dovrebbe ripristinare il tratto oggetto non nessunissima intenzione per il semplice motivo che da molti anni sosteneva e sostiene, che Monte Leano desta seria preoccupazione per i massi che si staccano continuamente, e lo si evince dal colore che le pareti al di sotto del piedistallo della Madonna di Leano (la Regina del Lazio) dove si evidenzia il colore giallastro/ocra tipico dei distacchi di rocce avvenuti di recente, in quanto il calcare assume un colore grigiastro solo dopo un certo periodo di esposizione al sole. Un traforo dal Frasso alle valle potrebbe ricreare le condizioni per soddisfare chi esige il ripristino, mentre lo STATUS ATTUALE fà comodo solo ai politicanti di mezza tacca che continuano a promettere la loro piena disponibilità per la riattivazione della linea. Dato che i sogni restano solamente sogni, la realtà imporrebbe di allungare lo sguardo oltre la punta del proprio naso! In tutto il mondo la mobilità su gomma viene supplita da quella su ferro e noi del basso Lazio, dovremmo preoccuparci di proporre serie iniziative per creare le premesse di una mobilità su rotaia che dal FRASSO a NETTUNO chiuderebbe un ANELLO FERROVIARIO DI METROPOLITANA DI SUPERFICIE coinvolgente tutti i BORGHI e le CITTA’ compreso il capoluogo di PROVINCIA, per svilupparsi fino al nord della Regione con CIVITAVECCHIA/VITERBO/ORTE e ROMA! Perchè non indire un “CONVEGNO SULLA MOBILITA’ FUTURA DAL BASSO VERSO L’ALTO LAZIO????” Vorrei proprio vedere i POLITICI DI MEZZA TACCA a che SANTO si voteranno! Un problema restano le intenzioni di chi ha gestito e gestisce la cosa pubblica nel breve, dove vuole arrivare? Pensa che questa volta ce la farà?

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