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Dal sito Internet http://www.e-gazette.it/sezione/ecologia/animalie-studio-abbattimento-legale-lupi-wwf-protesta

ANIMALÌE. ALLO STUDIO L’ABBATTIMENTO LEGALE DI LUPI, IL WWF PROTESTA

Entro marzo la Conferenza Stato-Regioni potrebbe dare il via, in Italia, all’uccisione legale di un massimo di 60 lupi l’anno. È quanto contenuto nel Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia, attualmente in discussione al Ministero dell’Ambiente con le Regioni.

Ogni anno il bracconaggio uccide 300 lupi. Assieme alle morti accidentali per investimenti stradali si stima una mortalità causata direttamente dall’uomo tra il 15 e il 20% della popolazione.

Per questo motivo il direttore generale del WWF, Gaetano Benedetto, ha inviato una lettera al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e al presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, nella quale chiede di cancellare la possibilità di abbattimenti legali. “Non solo non vi sono dati e prove documentate che attestino l’efficacia degli abbattimenti per il raggiungimento degli obiettivi dichiarati dal piano – scrive il WWF – ma si rischierebbe l’effetto opposto: molti studi ipotizzano il rischio di un potenziale aumento della predazione al bestiame domestico connesso alla destrutturazione dei branchi e un aumento degli esemplari vaganti per effetti di abbattimenti legali (nei Paesi dove questi sono già ammessi). Inoltre gli abbattimenti legali rafforzerebbero il fenomeno del bracconaggio a danno di questa specie”.

I conflitti con l’uomo possono essere drasticamente ridotti attraverso attivazione di misure concrete di prevenzione (recinti elettrificati, cani da guardiania) insieme a campagne di informazione e sensibilizzazione.

Nel suo appello, il WWF chiede anche a Ministero e Regioni la realizzazione di specifiche azioni da mettere in campo con urgenza per salvare il lupo e al tempo stesso proteggere le attività economiche: lotta al bracconaggio, contrasto al randagismo, valutazione dell’efficacia degli strumenti di prevenzione, prevenzione e protezione dei danni alla zootecnia con tempestivo e completo risarcimento dei danni subiti dagli allevatori, campagna per la tutela del lupo sui mezzi di informazione, monitoraggio della specie su scala nazionale.

Anche per l’associazione animalista ENPA “non c’è alcuna reale e sensata motivazione che giustifichi una presunta necessità di uccidere i lupi. Neanche sotto il profilo dei danni al comparto zootecnico, i quali sarebbero causati dalla predazione ad opera dei cani di proprietà di pastori e cacciatori, cani che vengono abbandonati a loro stessi sul territorio, senza alcun controllo e senza alcuna cura da parte dei proprietari e oltretutto liberi di riprodursi, alimentando la piaga del randagismo. Il modo per risolvere il problema esiste già e consiste da un lato nell’applicazione delle norme sul randagismo e nei controlli sulla detenzione dei cani, dall’altro nella gestione consapevole e responsabile degli animali allevati. I quali, come suggerisce il buon senso, non dovrebbero mai essere lasciati in balia di possibili predatori, soprattutto di notte”.

“Invece di andare in cerca di una vittima sacrificale – dichiara ENPA – si obblighino pastori e allevatori, magari prevedendo adeguate forme di incentivazione e di sostegno, a vigilare sui loro animali ad applicare tutte quelle misure di prevenzione che esistono e che già danno ottimi risultati”.

Per saperne di più wwf.it

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