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Dal sito Internet http://www.greenme.it/informarsi/ambiente/19235-indigeni-progresso-forzato

CIBO, SPAZZATURA, ALCOL E BEVANDE GASSATE: COSÌ IL PROGRESSO FORZATO UCCIDE LE POPOLAZIONI INDIGENE

di Lisa Vagnozzi

Lattine e confezioni da fast food legate intorno al busto, come se fossero cinture esplosive: negli scatti del fotografo australiano di origine aborigena Warwick Thornton c’è tutto il dramma delle popolazioni indigene, forzate dai governi ad abbandonare le loro terre e le loro secolari tradizioni in nome del progresso e condannate così all’emarginazione e alla miseria.

Le foto di Thornton, che comunicano tristezza e smarrimento e che ritraggono alcuni membri della sua famiglia, vogliono sottolineare come il progresso forzato abbia generato infelicità, povertà e malnutrizione.

La maggior parte degli aborigeni che sono stati privati delle loro terre e costretti a trasferirsi nelle città oggi si trova a vivere ai margini della società australiana. Si tratta di persone povere, sradicate dal contesto in cui sono cresciute e che è loro familiare e che non possono permettersi cibi salutari quali frutta e verdura, troppo costosi, finendo per ripiegare su prodotti dal valore nutrizionale pressoché nullo, come cibo spazzatura e bevande gassate, o per affogare la loro frustrazione e il loro smarrimento in alcol e droghe.

“Stiamo morendo tutti a causa del cibo cattivo” – ha spiegato Thornton –. “Questa merda ci sta uccidendo. La cattiva alimentazione è una bomba ad orologeria. Il modo più sano di vivere è a contatto con la terra, nelle comunità, nelle campagne, nutrendosi dei frutti della natura e non dello schifo offerto dalla città”.

Il tanto decantato progresso, imposto dall’alto e spesso accompagnato da vere e proprie deportazioni, senza alcuna attenzione per la cultura e le tradizioni delle popolazioni indigene, ha di fatto generato un’emergenza sociale e sanitaria, non solo in Australia ma anche in diversi altri Paesi del mondo. Basti pensare che, tra gli indigeni, il tasso di mortalità infantile è generalmente più alto, l’aspettativa di vita più bassa e sono maggiormente diffusi diabete, problemi cardiaci, suicidi, obesità, alcolismo e tossicodipendenze.

Non è un caso, quindi, se le foto di Thornton, con il loro crudo simbolismo, siano state scelte da Survival per accompagnare il report “Progress can kill” (Il progresso può uccidere), che getta luce sulle nefaste conseguenze di uno sviluppo e di una “modernizzazione” forzati, decisi da altri, senza alcun rispetto per la dignità delle persone o per la storia secolare dei popoli indigeni.

“Queste foto focalizzano l’attenzione sulle condizioni scioccanti in cui i popoli tribali di tutto il mondo sono costretti a vivere” – è il commento di Stephen Corry, Direttore di Survival –. “Le politiche che si susseguono e che perseguono il loro supposto progresso finiscono per privarli della possibilità di vivere un’esistenza sana e piena. I popoli tribali che sono liberi di determinare il proprio futuro, e che vedono rispettata la loro terra, vivono molto meglio di quelli che hanno subito l’intervento, pesante e ignorante, di estranei”.

L’intento di Survival è soprattutto di smentire l’opinione comunemente diffusa che vede gli indigeni come dei primitivi da “salvare”, da “proteggere” o da “modernizzare”: un punto di vista paternalistico e velatamente razzista, che distorce colpevolmente la realtà ma che viene spesso utilizzato per giustificare l’imposizione dall’alto di stili di vita differenti e più “progrediti”.

La realtà è che nei loro territori, in Australia così come in molte altre aree del mondo, gli indigeni sono riusciti a sviluppare modalità di vita autonome e sufficienti, prendendosi cura di se stessi senza bisogno di ingerenze esterne. Il vero progresso sarebbe pertanto rispettare i loro diritti, a cominciare da quello alla terra, e dare loro la libertà di scegliere, senza condizionamenti, la forma di sviluppo che preferiscono perseguire, determinando autonomamente il proprio futuro.

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