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Dal sito Internet http://www.e-gazette.it/sezione/ecologia/splatter-ungheria-stata-assolta-azienda-strage-fanghi-corrosivi

SPLATTER. IN UNGHERIA È STATA ASSOLTA L’AZIENDA DELLA STRAGE DEI FANGHI CORROSIVI

Un tribunale ungherese ha assolto il vertice dello stabilimento di produzione di alluminio della Mal, che nel 2010 causò una marea di fanghi tossici nell’ovest dell’Ungheria, la quale uccise 10 persone e ne ferì 150.

Zoltan Bakonyi, ex direttore dell’impianto Mal (Magyar Aluminium) di Ajka, e altri 14 dipendenti sono stati assolti dalla accuse penali di colpa, violazione delle norme sullo smaltimento dei rifiuti e danni ambientali. La procura aveva chiesto condanne in carcere per tutti. La sentenza ha causato forti proteste nell’aula gremita del tribunale di Veszprem, nella quale un uomo ha gridato “Sentenza oltraggiosa! Protesteremo!” prima di essere portato via dalle guardie.

La catastrofe avvenne alle 12,25 del 4 ottobre 2010 nello stabilimento che ricava dalla bauxite l’allumina, cioè l’ossido di alluminio, che è la materia prima per la successiva preparazione del metallo. Dopo un’estate molto piovosa, la diga di terra battuta del bacino numero 10 dell’impianto Mal cedette e liberò 1,1 milioni di metri cubi di fango rosso altamente corrosivo, il quale contiene quantità di metalli pesanti non a livelli tossici, ma ha un alto potere corrosivo. L’acqua rossa allagò Kolontar, Devecser e Somlovasarhely, rovesciando auto e sommergendo edifici. Molti sopravvissuti subirono gravissime ustioni chimiche e centinaia di persone restarono senza casa. Il fango uccise ogni forma di vita nei corsi d’acqua della zona e il 7 ottobre raggiunse il Danubio. L’area colpita dalla devastazione fu di 40 chilometri quadrati. In risposta, il governo di Budapest dichiarò lo stato d’emergenza ed evacuò 8.000 persone.

La Mal nel 2011 fu obbligata a pagare 135 miliardi di fiorini (430 milioni di euro) alle autorità ambientali regionali e l’impianto fu nazionalizzato. Nonostante milioni di euro spesi in bonifiche, centinaia di ettari sono ancora contaminate e isolate.

Secondo il primo ministro ungherese Viktor Orbán si trattò di un errore umano.

Per saperne di più: http://english.mal.hu/engine.aspx?page=showcontent&content=Vorosiszap_HIR_EN.

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