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Dal sito Internet http://www.ilcambiamento.it/culture_cambiamento/allattamento_salvavita.html

PIÙ ALLATTAMENTO AL SENO SALVEREBBE 800.000 BAMBINI ALL’ANNO

di Redazione

Secondo lo studio, aumentare l’allattamento al seno in tutto il mondo salverebbe la vita a oltre 800.000 bambini ogni anno, l’equivalente del 13% di tutte le morti dei bambini sotto i 2 anni, e consentirebbe di prevenire altre 20.000 morti per cancro al seno nelle donne ogni anno. «C’è la diffusa e sbagliata percezione che i benefici dell’allattamento al seno siano relativi solo ai Paesi poveri. Nulla potrebbe più lontano dalla verità», ha spiegato il professor Cesar Victora dell’Università federale di Pelotas in Brasile. «Il nostro lavoro dimostra chiaramente che l’allattamento salva vite in tutti i Paesi, siano essi ricchi o poveri». Sono stati analizzate 28 revisioni sistematiche e meta-analisi ed è emerso che l’allattamento non ha solo molteplici benefici per bambini e madri, ma ha anche effetti incredibili sull’aspettativa di vita. Per esempio, nei Paesi ad alto reddito riduce il rischio di morte infantile improvvisa di oltre un terzo, mentre nei Paesi a basso e medio reddito potrebbe evitare la metà dei casi di diarrea e un terzo delle infezioni respiratorie. L’allattamento materno aumenta anche l’intelligenza e può proteggere da obesità e diabete in età più avanzata. Per le madri un’estesa durata dell’allattamento riduce il rischio di cancro al seno e alle ovaie. Lo studio pubblicato su Lancet ha anche stimato che aumentare l’allattamento al seno nei bambini sotto i 6 mesi fino al 90% in Usa, Cina e Brasile e fino al 45% in Inghilterra potrebbe tagliare le spese per le comuni malattie dell’infanzia e far risparmiare ai sistemi sanitari almeno 2,45 miliardi di dollari in USA, 29,5 milioni in Inghilterra, 223,6 milioni in Cina e 6 milioni in Brasile.

Nel mondo la percentuale di allattamento al seno è bassa, soprattutto nei Paesi ad alto reddito. Per esempio, in Inghilterra meno dell’1%, Irlanda 2% e Danimarca 3% fino a 12 mesi di età. Il Codice internazionale sul commercio dei sostituti del latte materno è stato adottato nel 1981 ma non è mai stato veramente rafforzato, sostenuto e non vengono fatti adeguati monitoraggi sull’effettivo rispetto delle regole. Ciò ha condotto ad aggressive campagne di marketing da parte dei produttori di latte artificiale che mina gli sforzi per aumentare l’allattamento al seno. E, visto che in Occidente il mercato è ormai saturo, le aziende cercano di farsi largo nei Paesi più poveri. Sempre secondo il professor Victora, «c’è l’errata convinzione che il latte materno possa essere sostituito con prodotti artificiali senza conseguenze negative per la salute. Ma le evidenze emerse nel nostro studio non lasciano adito a dubbi: la decisione di non allattare ha forti effetti negativi a lungo termine sulla salute, sulla nutrizione e sullo sviluppo del bambino e sulla salute delle madri».

QUI I TESTI INTEGRALI DELLO STUDIO

PARTE PRIMA

PARTE SECONDA

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