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Dal sito Internet http://ecodallecitta.it/notizie/384582/black-carbon-ricerca-ue-le-auto-diesel-contribuiscono-in-modo-sproporzionato-allinquinamento-atmosferico

BLACK CARBON, RICERCA UE: “LE AUTO DIESEL CONTRIBUISCONO IN MODO SPROPORZIONATO ALL’INQUINAMENTO ATMOSFERICO”

di Luigi Vendola

Per la prima volta una ricerca finanziata dalla Comunità europea, attraverso il Fondo Sociale Europeo, ha messo nero su bianco quello che per decenni le ricerche indipendenti avevano già ampiamente dimostrato, ossia che le automobili su strada inquinano molto di più di quello che viene dichiarato dalle case automobilistiche al momento dell’omologazione. Inoltre la ricerca conferma che le auto alimentate a diesel contribuiscono in modo sproporzionato all’inquinamento atmosferico.

Di norma le emissioni dei veicoli vengono analizzate e calcolate attraverso test di laboratorio. Questa volta i ricercatori hanno analizzato le emissioni su strada, in condizioni reali, concentrando le indagini sul Black Carbon, ossidi di azoto (Nox) e particolati (PM), i principali inquinanti.

Il traffico veicolare è una delle principali fonti di inquinamento atmosferico e ad esso sono legate malattie respiratorie e morte prematura. Un recente studio ha rilevato che le emissioni dei trasporti nel solo Regno Unito possono causare 7.500 morti premature ogni anno. Quantificare le emissioni è importante per generare stime di questo tipo e generare lo sviluppo di regolamenti adeguati a prevenirle.

Descrivere le emissioni aggregate del traffico stradale è un modo di misurare l’impatto del traffico sull’inquinamento atmosferico, ma per un quadro generale più preciso, sono necessarie misurazioni veicolo per veicolo. Un modo per descrivere queste emissioni è l’analisi dei fattori di emissione, che si riferiscono alla quantità di emissioni generate da una ben precisa attività. La maggior parte dei fattori di emissione sono stimati attraverso test di laboratorio, che possono valutare solo un numero limitato di veicoli e non hanno la capacità di replicare le condizioni reali di guida. Per superare queste limitazioni, sono state sviluppate tecniche di misurazione per fattore di emissione chiamate “real-world”, in grado di misurare le emissioni seguendo i veicoli in movimento (metodo caccia). Questo metodo non solo fornisce stime sulle emissioni più realistiche, ma può anche misurare un gran numero di veicoli in un breve periodo di tempo e catturare una serie di fattori per misurarne la distribuzione.

I ricercatori hanno effettuato le misurazioni nel dicembre 2011, su un periodo di sette giorni (il che limita la loro applicazione ai veicoli più vecchi dello standard Euro 6) sulle autostrade e strade regionali slovene che fanno parte dei corridoi transeuropei. I fattori di emissione sono stati calcolati come inquinanti emessi per combustibile su chilogrammo consumato. Il campione totale è stato di 139 veicoli differenzi. I veicoli, a loro volta, sono stati separati in tre categorie (veicoli merci, autovetture benzina e autovetture diesel) in base alla legislazione europea. Utilizzando i numeri di targa e documenti di immatricolazione, gli autori hanno ottenuto i dati su ciascun veicolo, compreso il carburante utilizzato, la data di immatricolazione dell’auto, il peso e la potenza del motore.

I risultati hanno mostrato notevoli differenze di emissioni a seconda dell’età della vettura. Ad esempio, le auto diesel in uso da meno di cinque anni hanno avuto un fattore di emissione del Black carbon (BC) inferiore del 60% rispetto a quelle in uso da più di cinque anni. Le vetture a benzina più recenti hanno avuto anche un fattore di emissione BC inferiore del 47%. Allo stesso modo, i fattori di emissione di NOx negli automezzi più recenti sono stati inferiori del 52% e i fattori di emissione PM sono stati inferiori del 67%.

Gli autori giustificano questi dati grazie ai progressi fatti nel funzionamento dei motori e ai dispositivi di post-trattamento installati sulle autovetture, in seguito alle severe norme antinquinamento della UE.

Durante la ricerca, un piccolo numero di veicoli ha contribuito in maniera sproporzionata alle emissioni totali. Il 25% delle auto a diesel hanno contribuito per il 63% delle emissioni di BC di tutta la ricerca, contribuendo anche al 61% dei PM e al 47% dei NOx.

Questo studio rappresenta la prima misura su strada delle emissioni di BC per le autovetture diesel in condizioni di traffico reali. Anche se i suoi risultati sono stati realizzati in Slovenia, lo studio è rilevante per la più ampia situazione europea grazie alla composizione eterogenea delle vetture campione, molto simile al parco veicoli europeo, sulla base delle statistiche Eurostat. Inoltre la metodologia usata dai ricercatori potrebbe essere un validissimo mezzo per valutare l’impatto degli approcci di riduzione delle emissioni.

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