Sito Pubblico del Social Forum di Terracina

Dal sito Internet http://www.greenstyle.it/pesticidi-31-associazioni-chiedono-chiarezza-sul-glifosato-177182.html

PESTICIDI: 31 ASSOCIAZIONI CHIEDONO CHIAREZZA SUL GLIFOSATO

di Rossana Andreato

Il glifosato, l’erbicida totale brevetto della Monsanto fino al 2001, è cancerogeno oppure no? La IARC (International Agency for Reserch on Cancer) in marzo si era espressa dichiarandone la cancerogenicità. Di diverso avviso l’EFSA (European Food Safety Authority), che giovedì 12 novembre ha diffuso un rapporto secondo il quale risulterebbero “improbabili” gli effetti cancerogeni sull’uomo di questo composto.

Chi ha ragione allora? Le associazioni nazionali ambientaliste e dell’agricoltura biologica hanno fatto tavolo: 31 realtà chiedono che sia fatta chiarezza prima di decidere se il glifosato deve restare nell’elenco UE delle sostanze attive approvate. Due pareri apparentemente autorevoli, ma così divergenti da suscitare qualche dubbio in merito.

Le associazioni coinvolte sono AIAB, Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, FAI, Federbio, FIRAB, Italia Nostra, ISDE – Medici per l’ambiente, Legambiente, LIPU, Navdanya International, PAN Italia, Slowfood, Terra Nuova, Touring Club Italiano, Associazione Pro Natura, UpBio, WWF, AnaBio, MDC (Movimento difesa del Cittadino), Infanitalia, Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua, Asso-Consum, WWOOF Italia, NUPA, Il Test, UNA.API, Greenpeace, VAS, l’Associazione Culturale Pediatri (ACP) e il coordinamento Zero OGM.

Tutte hanno firmato la campagna “STOP Glifosato” su iniziativa di AIAB (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica) e FIRAB (Fondazione Italiana per la Ricerca in Agricoltura Biologica e Biodinamica). Lo stesso tavolo già il 12 settembre aveva inviato una lettera al governo italiano chiedendo la rimozione del prodotto da tutti i disciplinari di produzione che lo contengono e l’esclusione da qualsiasi premio nei PSR per le aziende che ne fanno uso. Maria Grazia Mammuccini, vice presidente di Navdanya International e portavoce del tavolo, commenta così: “Si mette in evidenza che la relazione dall’Istituto federale tedesco per la valutazione dei rischi (BfR) a supporto delle decisioni dell’EFSA non tiene in considerazione una vasta gamma di studi scientifici pubblicati da riviste internazionali indipendenti che sono stati invece valutati e considerati rilevanti dalla IARC; minimizza, inoltre, senza adeguata giustificazione, i risultati positivi di cancerogenicità sugli animali; infine, si basa in gran parte su studi mai pubblicati forniti dalle multinazionali che producono il glifosato. Un elemento quest’ultimo, molto preoccupante, e che dovrebbe di per sé spingere i governi a prendere le distanze dalla posizione dell’Agenzia”.

Ecco dunque in cosa consisterebbe la differenza e la distanza tra le posizioni delle due autorità. Maria Grazia Mammuccini prosegue spiegando che servono strumenti “scientifici, seri, indipendenti e completi” per valutare quali siano i veri rischi che corre la popolazione laddove questa sostanza, contenuta in 750 prodotti per l’agricoltura tra i quali anche il “Roundup” prodotto dalla Monsanto, viene utilizzata.

La speranza delle associazioni è che venga applicato il principio di precauzione e che finché non si avranno risposte certe, almeno l’Italia vieti la commercializzazione di tutti i prodotti a base di glifosato.

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