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Dal sito Internet http://www.metronews.it/15/10/29/messina-da-giorni-secco-il-grido-di-sos-arriva-dal-web.html

MESSINA DA GIORNI A SECCO, IL GRIDO DI SOS ARRIVA DAL WEB

di Stefania Divertito

Se non fosse intervenuto Fiorello, se le sue parole non fossero diventate trending topic su Twitter, forse il dramma della città di Messina sarebbe ancora sotto traccia. E invece ieri sera in città sono finalmente arrivate altre autobotti per portare 8.000 litri di acqua a migliaia di cittadini assetati e a secco da sei giorni. I militari sono stati accolti da file lunghissime di cittadini per avere l’acqua, anche sotto la pioggia battente, scene che non si vedevano a Messina dal periodo della guerra.

Da sabato, giorno della frana a Calatabiano che ha danneggiato la condotta, situazione non ancora ripristinata, gran parte dei quartieri sono “a secco” e fino a ieri coperti a malapena con qualche sparuto autobotte. Tanto che il prefetto ha convocato una riunione d’urgenza (relativamente, dopo 6 giorni dalla frana) per chiedere e ottenere rinforzi. I problemi sono soprattutto per disabili e anziani; è già attivo un mercato nero dell’acqua con privati che stanno speculando sulla situazione. In fila gli animi sono esasperati: un cittadino, Cesare Furone, arrabbiato sostiene che «dovevano pensarci prima, non si può agire solo dopo un guasto, era prevedibile e dovevano trovare un’alternativa».

L’appello via Twitter

E ci vorrà ancora molto tempo per tornare alla normalità: almeno 5 giorni. Il danno è stato causato dalla frana ma anche dall’assenza di manutenzione e di messa in sicurezza della rete idrica. Scuole e uffici saranno chiusi almeno fino a lunedì. Nel frattempo si sta cercando di costruire un bypass con i tubi per poter aggirare la zona franosa.

Quello di Messina è stato uno scandalo silenzioso uscito alla ribalta solo grazie all’hastag #messinasenzacqua adottato da vip della musica e dello spettacolo. E dal mondo virtuale di Twitter, le autobotti sono effettivamente arrivate in città.

“LA SOLUZIONE? UN INTERVENTO PUBBLICO”

«È un argomento usato a sostegno della privatizzazione: servono i soldi per la manutenzione degli acquedotti e il pubblico non investe. Ecco: avviene l’esatto contrario». A parlare è Paolo Carsetti, uno dei portavoce del Forum italiano dei Movimenti per l’acqua.

Le bollette continuano ad aumentare e il servizio peggiora. Dov’è l’inghippo?

Negli anni ’90 gli investimenti sulla rete erano di circa 2 miliardi di euro l’anno. Adesso siamo a 900 milioni. Le aziende private devono fare profitto e una delle prime voci ad essere tagliate sono gli investimenti.

Quello di Messina evidentemente non è un caso isolato, anche se forse il più eclatante. Come è possibile che un diritto fondamentale come l’acqua ancora oggi non possa essere assicurato?

Perché sull’acqua si specula, non viene mica considerato un diritto. La soluzione è un massiccio e decisivo intervento pubblico e il ridimensionamento dei privati. Il contrario di quanto fatto dalle politiche governative degli ultimi anni.

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