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IL 31 OTTOBRE È LA GIORNATA MONDIALE DELLE CITTÀ

di Lorenzo Brenna

Le campagne e le aree pedemontane si stanno gradualmente svuotando, oltre metà degli abitanti del pianeta vive oggi in città e nel futuro prossimo questa percentuale crescerà fino a toccare almeno i due terzi della popolazione mondiale. Saranno infatti più di sei miliardi i “cittadini” nel 2045, secondo l’ultimo World urbanization prospects delle Nazioni Unite.

Si potrebbe discutere a lungo degli aspetti negativi della dilagante espansione delle aree urbane, degli influssi negativi che le megalopoli possono esercitare sulle persone e della necessità di recuperare e valorizzare le aree rurali. Questa tendenza è però un dato di fatto, anche l’urbanizzazione inoltre comporta innegabili vantaggi, purché realizzata con certi criteri.

L’urbanizzazione programmata massimizza la capacità delle città di creare occupazione e ricchezza, riesce anche a promuovere la diversità e la coesione sociale tra diverse culture, etnie e religioni.

Il 31 ottobre si celebra la Giornata mondiale delle città, istituita dalle Nazioni Unite nel 2013. L’obiettivo della giornata è quello di focalizzare l’attenzione sulle sfide dell’urbanizzazione e contribuire allo sviluppo urbano sostenibile in tutto il mondo.

“La progettazione urbana ha un ruolo chiave nella costruzione di ambienti sostenibili. Può inoltre aiutare a contrastare i cambiamenti climatici e a rendere le nostre città più sicure, più pulite e più eque”, ha dichiarato il segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon.

Lo slogan dell’edizione del 2015 è “Designed to live together”, ovvero “Progettato per vivere insieme”. Il principio su cui si basa è quello di favorire l’inclusione e l’uguaglianza attraverso la corretta pianificazione urbana.

La realizzazione di aree residenziali con abitazioni con diverse fasce di prezzo consentirebbe ai residenti di diversa provenienza e con redditi differenti di vivere insieme, cancellando le barriere sociali. Una città per tutti dovrebbe inoltre garantire a tutti i cittadini pari accesso ai servizi, ai posti di lavoro, alle opportunità e alle risorse naturali, troppo spesso infatti il “verde privato” è maggiore di quello pubblico.

La prima Giornata mondiale delle città è stata celebrata nel 2014 a Shanghai, in Cina, mentre quest’anno la città prescelta è Milano. L’evento principale si svolgerà presso il Palazzo Reale di Milano, è prevista una tavola rotonda con un dibattito sullo sviluppo urbano.

La data scelta per la celebrazione coincide con la fine di Expo Milano 2015 e sarà anche l’ultimo dei tre giorni dedicati dalle Nazioni Unite per omaggiare l’esposizione universale milanese.

I nostri progenitori abitavano sugli alberi, dopodiché si sono trasferiti nelle grotte, fino a che non sono diventati stanziali e hanno iniziato a creare piccoli insediamenti umani. Oggi il nostro habitat è la città, ci sono però diverse soluzioni per renderlo più vivibile, come l’agricoltura urbana, lo sviluppo delle cosiddette smart city e, soprattutto, inserire la natura all’interno dell’urbanistica, per creare città più resilienti, vivibili e felici.

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