Sito Pubblico del Social Forum di Terracina

Gentile Commissario,

proseguiamo la nostra analisi del sistema mobilità del Comune di Terracina.

Oggi ci concentriamo sul polo dei trasporti, ma lo facciamo sotto forma di racconto.

5 luglio 2017.

Markku e Katja, due giovani turisti finlandesi, scendono con le loro biciclette dal treno appena arrivato alla stazione ferroviaria di Terracina.

Subito notano l’estremo decoro e pulizia dei binari, dei marciapiedi, dell’edificio e delle sue pareti interne ed esterne, poi si dividono. Markku, infatti, deve andare alla toilette, così lascia la sua bicicletta a Katja, che lo attende nella sala d’aspetto.

Dopo 10 minuti, si riuniscono di nuovo.

Katja è entusiasta: «Hai visto che bella questa sala d’aspetto? Col caldo che fa l’aria condizionata è un vero toccasana, le sedie sono comodissime, alle pareti, come vedi, sono affisse tantissime informazioni sulla città ed i dintorni, con scritte in italiano ed in inglese, su quel grande monitor a schermo piatto vengono proiettati DVD sulle bellezze locali, c’è un totem interattivo per agevolare i turisti, c’è il wi-fi gratuito, ci sono le macchinette erogatrici di bibite e vivande. Sembra quasi di stare in un albergo a 5 stelle anziché in una sala d’aspetto. E poi dicono che gli italiani sono disorganizzati!

È anche molto interessante il programma delle iniziative culturali che il Comune organizza nella sala che ha realizzato ristrutturando il vecchio magazzino della stazione ferroviaria: sono previsti convegni, dibattiti, presentazioni di libri, reading, ecc.».

Markku replica: «Io ho sbagliato direzione, perché anziché andare verso i bagni sono uscito sul piazzale. Ma prima ho attraversato l’atrio ed anche lì ho trovato una mole enorme di informazioni per i turisti. Ho anche preso due mappe, una della città ed un’altra dei dintorni; sono cartine a strappo che stavano appese alle pareti. Ma è nel piazzale della stazione che ho trovato un’organizzazione perfetta.

Hai visto le centinaia di persone che sono scese dal treno? Bene, ho visto partire solo 9 auto: una era di un disabile, parcheggiata negli appositi spazi ad essi riservati, una era di una donna incinta, posteggiata nell’area dei parcheggi rosa destinati alle donne in stato interessante, una era un taxi, in altre due auto sono saliti rispettivamente tre e quattro colleghi di lavoro, tutti con la borsa ventiquattrore, i quali evidentemente si erano accordati con il meccanismo del car pooling per dividere le spese di benzina, mentre le rimanenti 4 auto erano del servizio di car sharing, tutte rigorosamente a trazione elettrica: nel piazzale, infatti, ci sono numerose colonnine per la ricarica.

A parte qualcuno che si è incamminato a piedi, tutti gli altri passeggeri sono andati via con i bus cittadini i cui orari di partenza sono sincronizzati con gli orari di arrivo dei treni, nonché con le biciclette e gli scooter del bike sharing e dello scooter sharing.

Pensa, c’è anche un’area per il noleggio di risciò per i turisti.

Non solo il car sharing, ma anche lo scooter sharing è alimentato ad energia elettrica, grazie ai pannelli fotovoltaici installati sul tetto della stazione. Come faccio a saperlo? All’ingresso della stazione è stato posizionato un tabellone elettronico con delle cifre in continuo aumento: si tratta dei kg di anidride carbonica che non vengono immessi nell’atmosfera grazie ai pannelli stessi.

Ma non è finita qui! Il Comune, per sfruttare il continuo via vai degli autobus, ha inserito nel manto stradale dei generatori piezoelettrici che convertono in energia elettrica il passaggio degli autoveicoli. In questo modo si ottiene l’elettricità necessaria per illuminare il polo dei trasporti, per far funzionare le videocamere dell’impianto di videosorveglianza e per alimentare il tabellone elettronico posizionato nel piazzale, come evidenziato negli appositi manifesti esplicativi.

Ai capolinea degli autobus, sia urbani che extraurbani, i marciapiedi sono stati realizzati per agevolare salita e discesa dei passeggeri disabili, ci sono alberi fotovoltaici che forniscono ombra e nello stesso tempo producono energia elettrica e le pensiline, anch’esse dotate di pannelli solari sul tetto, sono chiuse, con all’interno aria condizionata e prese elettriche per ricaricare cellulari e pc portatili.

Il tabellone elettronico posizionato nel piazzale fornisce tantissime informazioni utili: ad esempio, gli orari di apertura dei musei, dei siti archeologici e delle numerose mostre d’arte organizzate, oltre agli orari di partenza di bus e treni ed alle notizie sulla viabilità ed il traffico. Forniscono perfino consigli per la guida sicura. Veramente un’ottima organizzazione.

Poi è pieno di cartelli che indicano le direzioni da prendere per recarsi al mare, al centro della città, a Roma, a Napoli, oppure per raggiungere i vari siti archeologici cittadini. Proprio dal piazzale della stazione, tra l’altro, inizia un percorso turistico per visitare le ville dell’antica via Appia, quella che i Romani chiamavano “Regina viarum”. Lo si può percorrere anche in bicicletta, nell’apposita pista ciclabile. Ah, dimenticavo, non è l’unica pista ciclabile che parte dalla stazione ferroviaria: l’intera città è attraversata da un reticolo di piste ciclabili, che sono ben evidenziate nella mappa che ho preso nell’atrio.

Ultima chicca: con soli 5 centesimi possiamo riempire le nostre borracce grazie alla casa dell’acqua che è stata posizionata proprio di fianco all’ingresso della stazione. Volendo, poi, con solo un centesimo la casa dell’acqua fornisce anche l’apposita bustina termica per mantenere fresche le bevande.

Accanto alla casa dell’acqua c’è pure una Little Free Library per favorire il book crossing tra i pendolari.

Il particolare che ho apprezzato maggiormente è il fatto che tutte le informazioni sono riportate in italiano ed in inglese, perfino sui contenitori per la raccolta differenziata dei rifiuti. L’impressione che ho avuto è quella di una città estremamente accogliente, a cominciare dal luogo di arrivo dei turisti, un ottimo biglietto da visita.

Infine, sono andato alla toilette e, oltre a constatarne l’accurata pulizia, sbirciando nel bagno delle donne ho notato che è dotato di fasciatoio per agevolare le mamme che devono cambiare i pannolini ai figli piccoli.

Un’organizzazione ed un’efficienza perfette».

Gentile commissario, questo è il polo dei trasporti che vorremmo realizzare, gradatamente, a partire dalla seconda metà del 2016.

Se poi Lei vorrà aiutarci cominciando ad attivare alcuni dei servizi elencati in questo racconto, noi e l’intera cittadinanza Le saremo estremamente grati.

In una città del genere ci sarebbe un’elevatissima qualità della vita.

E altro che Bandiera Blu! A Terracina spetterebbe come minimo la bandiera iridata, oltre che 10 vele assegnate da Legambiente e Touring Club Italiano, sebbene queste associazioni riconoscano un tetto massimo di 5 vele.

Ovviamente per realizzare una città del genere è necessario un profondo cambiamento culturale, da parte di tutti.

Noi siamo pronti.

A partire dalla seconda metà del 2016.

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