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Dal sito Internet http://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/frutta-al-veleno-il-rapporto-di-legambiente

FRUTTA AL VELENO. IL RAPPORTO DI LEGAMBIENTE

L’Italia è il primo consumatore europeo di fitofarmaci e molecole chimiche per l’agricoltura secondo l’ultimo rapporto Eurostat, ma allo stesso tempo è in crescita anche il biologico.

Legambiente, come ogni hanno ha realizzato un rapporto sui residui chimici nei prodotti alimentari. Il quadro emerso non è proprio rassicurante.

“Il 42% dei campioni analizzati (su un totale di 7.132) risulta contaminato da uno o più sostanze chimiche – si legge in una nota dell’associazione -. Il multiresiduo (presenza concomitante di più residui chimici in uno stesso campione alimentare), è salito di 5 punti percentuali dal 2012 al 2014, passando dal 17,1% al 22,4%, con campioni da record: 5 residui nelle mele, 8 nelle fragole, 15 nell’uva da tavola, cioè in alimenti dalle ben note proprietà nutrizionali che però finiscono sulle nostre tavole carichi di pesticidi”.

“La normativa vigente – ha dichiarato la direttrice di Legambiente Rossella Muroni – ha portato nel tempo a controlli più stringenti sull’uso corretto dei pesticidi in agricoltura, tuttavia i piani di controllo dei residui di fitosanitari negli alimenti, predisposti a livello europeo e nazionale, non dedicano la giusta attenzione al fenomeno del multiresiduo e delle sue possibili ripercussioni sulla salute dei consumatori. La normativa, infatti, continua a considerare sempre un solo principio attivo, fissandone i limiti come se fosse l’unico a contaminare un prodotto. Come abbiamo visto però, i residui possono essere anche più di dieci e dunque è fondamentale che l’EFSA si attivi per valutare e definire i rischi connessi ai potenziali effetti sinergici sulla salute dei consumatori e degli operatori e quelli sull’ambiente. Anche la legislazione europea (Regulation (EC) No. 396/2005) chiede che nella determinazione del LMR si tenga conto dei possibili effetti cumulativi, additivi e sinergici tra le sostanze, metodologia che oggi tarda ad essere applicata”.

Inoltre, secondo il recente studio Environmental Science and Pollution Research, i pesticidi classici avrebbero effetti dannosi non solo sulle api, ma anche su farfalle, uccelli, pesci e lombrichi.

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