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ARRIVA IL TIR SHARING PER SALVARE ARIA E SOLDI

di A. B.

Il concetto è questo: camion più carichi vuol dire meno camion in strada, una panacea per l’ambiente e un risparmio per aziende e committenti. Contenti tutti: anche perché in Italia il trasporto su strada nel 2010 ha toccato il 91% del volume totale dei trasporti di merci. Secondo dati Eurostat 2009 in Italia circolano 4.735.111 veicoli adibiti al trasporto delle merci. Le aziende lo sanno, e si adeguano: è il caso del progetto “Fai meno strada” (www.faimenostrada.org), piattaforma web creata da alcuni imprenditori in collaborazione con l’Università di Milano. Il sistema, tramite un algoritmo, ottimizza commesse e spostamenti: «se due tir di diverse aziende vanno nella stessa città – spiega l’ideatore, Gaetano La Legname – il software lo rileva ed il viaggio sarà fatto da un solo tir, magari più grande». Ed in strada avremo un solo camion. «In 5 anni puntiamo a coinvolgere 550 aziende, con una flotta di 5.500 tir», dice La Legname. Vantaggi che, per le aziende, si declinano anche in «gruppi di acquisto gasolio o polizze».

Il tir sharing

Analoga la trovata di un trentaquattrenne nuorese, Francesco Murru, che ha creato un sito di tir sharing (sendilo.it). I trasportatori che coprono una tratta per cui sono scarichi mettono online capacità di carico e tariffa. Poi, basta pagare e anche un trasloco sarà più semplice. Anche in questo caso è evidente lo scacco all’intasamento delle strade e il vantaggio per l’ambiente. «L’idea è nata per caso – ci spiega Murru – ero in coda ed ho notato la strada bloccata da tir vuoti che riempivano l’atmosfera di CO2. Lì si è accesa la lampadina». Già 500 i trasportatori registrati.

Sì, ma occhio ai treni

«Ottime iniziative – dice Sergio Zevi, ingegnere del traffico ed urbanista de La Sapienza – funzioneranno perché c’è ritorno economico. Ma il vero obiettivo per l’ambiente resta spostare le merci dalla gomma alla rotaia».

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