Sito Pubblico del Social Forum di Terracina

Dal quotidiano gratuito Metro del 29 maggio 2012

EUROPA 2020, STRATEGIA “SLOW”

di Rosanna Consolo

La strategia europea per il 2020 sta ispirando politiche degli Stati membri su diverse tematiche a partire dalle tre strategie chiave per una crescita “intelligente, sostenibile, solidale”. In linea con la Giornata mondiale della Terra che ha dato il via a molte iniziative, vale la pena soffermarsi sulla “crescita sostenibile” sottolineandone il portato ampio che l’UE le conferisce parlando di “economia più efficiente sotto il profilo delle risorse, più verde e più competitiva”. È interessante triangolare quest’ottica di sostenibilità col concetto di qualità e ben-essere della vita che in Italia passa attraverso la cultura “slow”. Aderire ad uno stile slow (lento) equivale ad un cambio di approccio alla vita non solo individuale, ma che sia disponibile a riprogettare il sistema economico e produttivo, oltre che a riconsiderare una sana cultura del cibo. Un’economia che ottimizza le risorse in ottica “verde” passa anche per la tavola: il rispetto per la natura e i suoi tempi ispira, per esempio, i “chilometri 0” come l’idea di uno sviluppo locale e agroalimentare eco-compatibile.

Raggiungere una crescita sostenibile è allora una via per coltivare dimensioni quasi esistenziali che contribuiscono alla stessa sostenibilità globale.

IN ITALIA LA RETE SI ALLARGA, SONO 70 LE CITTASLOW

di Giuliano Tufillaro

Il movimento Cittaslow è stato fondato nel 1999 da Paolo Saturnini, ex sindaco di Greve in Chianti, come iniziativa di sostegno all’associazione internazionale non profit Slow Food, impegnata a promuovere una concezione di cibo legata a valori di piacere, cultura e identità. Cittaslow si pone l’obiettivo di allargare i progetti e la filosofia di Slow Food alle comunità locali, attraverso l’applicazione di soluzioni ispirate dai principi dell’ecogastronomia, a difesa della cultura del buon vivere. Il titolo di Cittaslow viene concesso a tutti quei comuni con meno di 50.000 abitanti che no siano capoluogo di provincia e che rispettino le caratteristiche dello statuto e del regolamento di adesione. La rete di comuni che partecipano si estende in tutto il mondo e in Italia ha circa 70 esponenti.

PAROLA CHIAVE: SICUREZZA ALIMENTARE

di Christian Ruggiero

Una legislazione esaustiva nel campo della sicurezza e dell’igiene alimentare, decisioni basate su valide consulenze scientifiche, politiche mirate di attuazione e controllo sono i pilastri sui quali poggia la strategia alimentare della UE. I media, privilegiando le misure speciali a tutela dei consumatori (in materia di pesticidi o etichettatura), trascurano aspetti di grande interesse. Come la presenza, dal 2002, di una fonte indipendente di consulenza scientifica e comunicazione del rischio alimentare: l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA). O il rispetto della diversità alimentare, che ben si coniuga con la cultura della salute e l’adozione di stili di vita equilibrati, alla base della logica Slow Food.

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