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Da Latina Oggi dell’8 febbraio 2012

MALLARDO, NUOVI SEQUESTRI A TERRACINA. CAMORRA E PRESTANOMI: SIGILLI A TRE APPARTAMENTI DI DOMENICO PETITO

di Pierfederico Pernarella

Conti correnti, auto, immobili, aziende e quote societarie. Il tutto per un valore stimato in oltre 45 milioni di euro. È il patrimonio sequestrato ai danni dell’imprenditore di Giugliano di Campania, Domenico Petito, ritenuto essere un prestanome del clan camorristico dei Mallardo. L’operazione è stata condotta ieri dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e condotta dal GICO del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Roma insieme alla Squadra Mobile della Questura di Latina. Petito era stato arrestato nel marzo del 2010 nell’ambito dell’operazione «Arcobaleno» per i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso e intestazione fittizia di beni. L’imprenditore è stato successivamente rimesso in libertà ottenendo anche il dissequestro dei beni. Ma l’iter giudiziario è andato avanti e il Tribunale del Riesame di Napoli ha accolto l’appello presentato dalla Direzione Distrettuale Antimafia, ripristinando la misura cautelare reale e disponendo il definitivo sequestro dell’ingente patrimonio facente capo all’imprenditore di Giugliano contiguo al clan Mallardo. Sequestro che è stato poi confermato nel novembre scorso anche dalla Corte di Cassazione. Dunque ieri sono scattati i sequestri che hanno interessato le province di Napoli, Caserta, Cosenza e Latina. Ecco l’elenco dei beni: 9 conti correnti, 3 veicoli, 3 società operanti nel settore edilizio e immobiliare, 40 terreni e 69 fabbricati, nonché quota parte di altri 17 immobili (2 terreni e 15 fabbricati). Per quanto riguarda il territorio pontino, sono finiti nel mirino tre appartamenti ubicati a Borgo Sant’Antonio, contrada che si trova al confine tra i Comuni di Terracina e Fondi. A Terracina Petito è conosciuto in quanto proprietario della Soltur, la storica casa-vacanza da cui quest’estate, proprio su richiesta del Petito, sono stati «sfrattati» numerosi turisti svedesi. L’accusa che viene mossa a Petito è quella di aver fatto da prestanome al clan Mallardo, gruppo camorristico facente capo a Giuseppe Dell’Aquila, meglio noto come Peppe o’ ciuccio. Gli investimenti hanno riguardato in particolare il settore edilizio e quello immobiliare. La rete degli imprenditori su cui, secondo gli investigatori, avrebbe contato il clan era molto vasta e tra i beni finiti sottochiave in terra pontina c’era anche il complesso dell’ex Desco, poi dissequestrato.

LA QUERELLE CON IL TOUR OPERATOR

Sempre a Domenico Petito va ricondotta la palazzina di via Toscana meglio nota come casa vacanze Villa Marina, fino allo scorso agosto gestita da un tour operator svedese. A quella data, Petito e la sua Ga.Pe immobiliare ottennero lo sgombero della palazzina che tornò in possesso dell’imprenditore campano sfrattando decine di turisti ospitati nella struttura.

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