Sito Pubblico del Social Forum di Terracina

Dal sito Internet http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9144

 

OCCUPY WALL STREET E LE STRATEGIE DI RESISTENZA ALLA DITTATURA FINANZIARIA

 

di Geert Lovink & Franco Berardi “Bifo”

 

Fonte: http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it

Link: http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/10/13/berardilovink-occupy-wall-street-e-le-strategie-di-resistenza-alla-dittatura-finanziaria/

 

Pubblico il testo dell’appello scritto insieme a Geert Lovink – animatore della lista nettime, centro pulsante della netculture negli anni ‘90 – che verrà letto da Lovink a Wall Street durante la mobilitazione del 15 ottobre.

 

Un appello al grande esercito degli amanti e al piccolo esercito del software

Ottobre 2011. La lotta contro la dittatura finanziaria sta esplodendo.

I cosiddetti mercati finanziari e i loro cinici servitori stanno distruggendo i fondamenti stessi della civiltà sociale. L’eredità del compromesso postmoderno tra classe operaia e borghesia progressista è stracciata. Le politiche neoliberiste stanno tagliando educazione e sistema pubblico della sanità e cancellando il diritto al salario e alla pensione.

Il risultato sarà impoverimento di vasti settori della popolazione, crescente precarietà delle condizioni di lavoro e quotidiana umiliazione dei lavoratori. L’effetto successivo sarà la violenza, perché la gente cercherà capri espiatori per la sua rabbia impotente. Pulizia etnica, guerra civile, cancellazione della democrazia. Questo sistema è nazismo finanziario: Finazismo.

La gente comincia a reagire in molti posti e in molte maniere. Occupy Wall Street ha iniziato una mobilitazione di massa a New York che si sta estendendo ogni giorno negli USA. In Grecia i lavoratori e gli studenti occupano piazza Syntagma e protestano contro il ricatto della Banca Centrale Europea che sta devastando il loro Paese. Il 15 ottobre in tutto il continente la gente protesterà contro la rapina sistematica.

Riusciranno le nostre dimostrazioni e occupazioni a fermare la macchina Finazista? No, non ci riusciranno. La resistenza non resisterà, e la nostra lotta non fermerà i crimini legali. Siamo franchi, non convinceremo i nostri nemici a farla finita con i loro attacchi predatori per la semplice ragione che i nostri nemici non sono esseri umani. Sono macchine. Si, è vero, degli esseri umani – manager, azionisti, che incassano i soldi che noi perdiamo, e si impadroniscono delle risorse che i lavoratori producono. E i politici firmano leggi che consegnano la vita di milioni di persone al Dio Onnipotente dei Mercati.

Ma costoro non sono i veri decisori, sono solo strumenti di un’economia decerebrata. Il vero processo predatorio è stato automatizzato. Il trasferimento di risorse e ricchezze da chi produce a chi non fa nulla se non controllare l’astratta transazione finanziaria, è incorporato nella macchina, nel software che governa la macchina. Lasciamo perdere i governi e i partiti politici, fantocci che fingono di essere leaders e sparano solo cazzate da dogmatici ignoranti. Sanno di aver perduto il vero potere di controllare il capitalismo finanziario ormai da anni. Smettiamo di ascoltarli, di votarli, di sperare in loro e di maledirli. Sono solo ruffiani e la politica è morta.

E allora che dobbiamo fare? Rassegnarci alla violenza finazista, piegarci all’arroganza degli algoritmi, accettare lo sfruttamento crescente e i salari declinanti? No. Combattiamo contro il Finazismo perché non è mai troppo tardi. Al momento il Finazismo vince per due ragioni. Prima di tutto perché abbiamo perduto il piacere di stare insieme. Trent’anni di precarietà e di competizione hanno distrutto la solidarietà sociale. La virtualizzazione ha distrutto l’empatia tra corpi, il piacere di toccarci, e il piacere di vivere negli spazi urbani. Abbiamo perduto il piacere dell’amor sensuale perché troppo tempo è dedicato al lavoro e allo scambio virtuale.

La grande armata degli amanti deve svegliarsi.

In secondo luogo il Finazismo vince perché per una manciata di denaro la nostra intelligenza è stata sottomessa al potere algoritmico. Per un salario miserabile se comparato con i profitti dei padroni della finanza, un piccolo esercito di softwaristi accetta il compito di distruggere la dignità umana e la giustizia. Questa piccola armata deve svegliarsi.

C’è un solo modo per svegliare l’amante che è nascosto nei nostri corpi paralizzati, virtualizzati e fragili. C’è solo un modo per svegliare l’essere umano che è nascosto nella miserabile vita quotidiana dei programmatori di software: scendere in strada e combattere.

Bruciare banche è inutile, perché il vero potere non è negli edifici fisici, ma nella connessione astratta tra numeri, algoritmi e informazione. Ma occupare banche è giusto come punto iniziale di un processo di lunga durata di smantellamento e riscrittura degli automatismi tecno-linguistici che ci rendono schiavi.

Questa è l’unica politica che conta.

Qualcuno dice che Occupy Wall Street è un movimento privo di richieste e programmi precisi. Osservazione sciocca. Come sempre i movimenti hanno retroterra e motivazioni diverse. Quel che è importante adesso è la moltiplicazione delle connessioni e l’impegno di lungo periodo. Ancor più importante è mettere in moto un processo di esodo dall’agonia del capitalismo.

Non chiediamo una riforma del sistema finanziario della BCE. Il ritorno alle monete nazionali che chiedono alcuni populisti di destra non ci renderebbe più forti contro la speculazione. Un ritorno alle sovranità di Stato non sarebbe una soluzione. La domanda per un intervento di Stato più forte, per controlli dei mercati è una mossa disperata. La questione vera è che gli esseri umani non hanno più il controllo. Quel che ci occorre è smantellare le macchine stesse, e questo si può fare in maniera molto pacifica. Entrare nei loro sistemi informatici, pubblicare i crimini finanziari con iniziative di tipo Wikileaks, cancellare le loro reti assassine di scambio finanziario in tempo reale.

I mercati finanziari sono fondati sulla velocità e la deterritorializzazione. Ma conosciamo le loro architetture e le loro vulnerabilità. Il mondo finanziario ha perduto la sua legittimità. Non vi è più consenso globale sul fatto che i mercati hanno sempre ragione.

Questa è la nostra possibilità di rovesciare il tavolo. Il movimento deve rispondere a questo livello. De-programmare e riprogrammare il software finanziario non è il sogno di un luddista che vuole sabotare la macchina. La regolazione dei mercati non è in grado di fare quello che va fatto, solo l’autonomia e l’autorganizzazione dei lavoratori del software può smantellare gli algoritmi predatori e creare un software di auto-gestione della società.

L’intelletto generale e il corpo sociale erotico devono incontrarsi nelle strade e nelle piazze, e uniti possono rompere le catene finaziste.

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