Sito Pubblico del Social Forum di Terracina

Da La Provincia del 4 aprile 2011

 

FRENATA PER LO SMANTELLAMENTO DELLA CENTRALE DEL GARIGLIANO

 

di O. M.

 

Decelera il progetto di decommissioning avviato presso la centrale nucleare del Garigliano. Nelle scorse settimane la SOGIN, la società che gestisce l’opera di smantellamento e di messa in sicurezza delle centrali atomiche dismesse in Italia, ha annullato tutte le gare di appalto in corso, riavviandone delle nuove. A darne notizia è stato il quotidiano Il Sole 24 ore che, in un articolo pubblicato nei giorni scorsi, esordiva illustrando i lavori che la S.p.A. si appresta a rilanciare. Stando a quanto riportato, nel retro front della SOGIN rientrano anche i progetti messi in cantiere per l’impianto del Garigliano, ancora scosso dalla furiosa piena del fiume che ne ha cinto d’assedio i perimetri proprio qualche settimana fa. In particolare l’agenzia ha annullato la gara indetta un anno fa per lo smantellamento del vecchio impianto di trattamento delle scorie radioattive liquide finalizzata alla successiva costruzione di una nuova struttura. L’annullamento – secondo il quotidiano nazionale – è dovuto ad una «autotutela» della società poiché nella documentazione amministrativa sarebbero emersi elementi che avrebbero pregiudicato il corretto e celere espletamento dell’iter per l’aggiudicazione dei lavori. Quali siano questi elementi non è dato saperlo. Certo è che sempre per «autotutela» presso la centrale del Garigliano è stata annullata anche la gara indetta l’estate scorsa per «servizi di ingegneria relativi alla progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva». Due, insomma, gli appalti banditi e poi subito ritirati. In questa manovra la SOGIN fortunatamente ha risparmiato di frenare sulla costruzione del deposito D1 per lo stoccaggio temporaneo dei rifiuti radioattivi di seconda categoria. Anzi, la struttura sta per essere ultimata. Questione di settimane, al massimo un mese e il colosso di circa 10.000 metri cubi sarà in grado di ospitare gli oltre 3.000 fusti contenenti materiale contaminato, ma a bassa radioattività, già conservato nella stessa centrale nucleare. Per la loro messa in sicurezza la SOGIN, tramite un’ordinanza firmata nel 2006 dal commissario straordinario Carl Jean che autorizzò la costruzione del D1, ha l’obbligo di provvedere alla rimozione dei rifiuti dalle trincee in attesa di un loro trasferimento nel deposito nazionale il cui sito resta ancora un’incognita.

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