Sito Pubblico del Social Forum di Terracina

Da La Provincia del 27 dicembre 2010

 

BORGO MONTELLO, LA PROCURA VA AVANTI

 

di Clemente Pistilli

 

La svolta nella delicata inchiesta sulla discarica di Borgo Montello è arrivata. Il sostituto procuratore Giuseppe Miliano ha inviato due nuovi avvisi di garanzia ai vertici di Ecoambiente, ipotizzando sempre il reato di adulterazione di acque destinate all’alimentazione umana, rendendole pericolose per la salute pubblica. Trascorsi venti giorni di tempo, a disposizione della difesa per presentare eventuali memorie o chiedere l’interrogatorio degli indagati, il magistrato potrà chiedere il rinvio a giudizio di Vincenzo Rondoni e Bruno Landi.

Le prime indagini sulle falde acquifere sottostanti la discarica di Montello sono state compiute nel 2005 dalla Polizia Provinciale. Monitorando i pozzi spia, strumenti utili a verificare il livello di inquinamento, erano emerse percentuali alte di arsenico, ferro, cromo e nichel, troppo alte secondo gli investigatori per una discarica di rifiuti urbani. Venne coinvolta negli accertamenti l’ARPA Lazio e, nel 2007, il sostituto procuratore Giuseppe Miliano aprì un’inchiesta. Gli inquirenti, certi dell’inquinamento delle falde acquifere, dovuto sembra al percolato, ovvero al liquido prodotto dalla «macerazione» dei rifiuti, cercarono di stabilire se quanto stava accadendo era da addebitare a Ecoambiente, che gestisce il sito dove vengono stoccati i rifiuti di Latina, o a Indeco, la società che si occupa del sito dove vengono smaltiti i rifiuti degli altri comuni della provincia. Venne eseguito anche un incidente probatorio, che non fece però piena chiarezza su tale aspetto. Alla luce del lavoro svolto dai suoi consulenti, a metà novembre del 2008, il sostituto Miliano chiuse le indagini preliminari, mettendo sotto accusa Ecoambiente e inviando quindi avvisi di garanzia al presidente della società, il latinense Vincenzo Rondoni, e all’amministratore delegato, Bruno Landi. I due si fecero interrogare, cercando di chiarire quanto fatto da Ecoambiente per la bonifica del sito e respingendo con forza l’accusa di essere stati loro responsabili dell’avvelenamento delle falde. Il magistrato dispose una nuova consulenza tecnica, affidandola all’ingegner Rodolfo Napoli, professore dell’Università «Federico II» di Napoli, il quale non si è mostrato affatto convinto del lavoro della società incriminata, del polder impiegato per isolare i bacini ereditati dalla società fallita Ecomont e sui quali erano stati poi ammassati altri rifiuti. L’ingegner Napoli ha inoltre puntato il dito anche contro Comune, Provincia e Regione. Alla luce di quella consulenza, il sostituto Miliano ha ora chiuso nuovamente le indagini e si prepara a chiedere il rinvio a giudizio di Rondoni e Landi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...