Sito Pubblico del Social Forum di Terracina

Da Latina Oggi del 14 agosto 2010

ECCO COME MUORE UNA CITTÀ D’ARTE. DOSSIER AGENDA 21: DIECI ANNI DI POLITICA MIOPE E INEFFICIENTE

di Diego Roma

È come stare per dieci anni alla stazione e perdere puntualmente il treno. Sapendo magari che è il treno giusto. Spietata e per certi versi sconcertante è l’analisi contenuta nel Piano per la valorizzazione e la promozione dei beni culturali realizzato da Agenda 21 Locale. Il documento è finito sul tavolo del sindaco Stefano Nardi, messo di fronte alle «sabbie mobili» in cui è impantanato da un decennio il patrimonio culturale della città. «Terracina Città d’arte», passa ai raggi x la politica in materia di cultura negli ultimi dieci anni, registrando «evidenti e gravemente negativi» ritardi, «inefficienze» e «incapacità». Un paradosso? «I dati più recenti fanno rilevare risultati a dir poco sorprendenti, in controtendenza rispetto all’offerta turistica tradizionale – spiegano il presidente Selvaggi e il segretario di Agenda 21 Sergio Gianforchetti -, il prodotto interno lordo del turismo culturale, ha ormai superato, in Italia, quello del turismo balneare». Sul locale, basterebbe applicare le delibere consiliari e il Piano d’azione di Agenda 21. Studi, al contrario, bellamente ignorati dall’amministrazione comunale. «Sembra quasi che da parte delle varie amministrazioni ci sia l’incapacità di recepire le valenze, non diciamo culturali di un patrimonio invidiabile, ma addirittura le grandi potenzialità di sviluppo e di ricaduta economica per l’economia cittadina».

Quelle di Selvaggi e Gianforchetti non sono fantasie. Basta dare un’occhiata ai numeri. In dieci anni, dei 31 interventi pubblici programmati, solo 4 sono stati completati («meno di un intervento ogni due anni»); 4 lo sono stati solo parzialmente mentre sono 15 gli interventi fermi e ben 12 quelli mai avviati. «Una improduttività – fanno rilevare i vertici di Agenda 21 – che supera il 90%». Per chi mastica il linguaggio dei numeri, il tutto si traduce in «un mancato investimento pari al 76%». Su 31 milioni di euro programmati ne sono stati spesi 7.300.000, ma solo 1.300.000 per opere poi concluse. Quei 730.000 euro l’anno sono «circa l’1,2% dei bilanci annuali rispetto al 5% dell’investimento previsto». Il dato, certo, deve fare i conti con le poche risorse economiche del Comune. Ma la prospettiva di Agenda 21 è un’altra. «Dai dati annualmente registrati dall’APT sul territorio provinciale» si rileva «una domanda di turismo culturale, di servizi e di attività culturali legati alle “Città d’Arte” che è cresciuta progressivamente, fino a diventare una delle voci più significative del l’economia turistica locale». Si tratta, insomma, di fare investimenti nell’ottica di un turismo culturale che potrebbe restare l’unica carta vincente per una città d’arte come Terracina. Invece, la miopia degli organi dirigenti fa registrare soltanto «mancata riqualificazione e valorizzazione del patrimonio culturale cittadino, mancati investimenti e dunque mancato lavoro per le imprese di settore, mancato sviluppo qualitativo dell’economia turistica culturale» e del suo indotto commerciale», e decine di palazzi storici chiusi e inutilizzati. Il tutto, in soldoni, si riduce in un mancato introito nelle casse pubbliche.

Ecco perché Agenda 21 torna a chiedere un cambio di rotta. Di più, «un apposito Dipartimento comunale, articolato nei settori di competenza, l’anagrafe del patrimonio culturale e monumentale» che contempli sistemi integrati in grado di mettere in rete i servizi del settore. È più di un auspicio. È un passo indispensabile per tirare fuori la città dalla crisi economica e di immagine in cui si trova.

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