Sito Pubblico del Social Forum di Terracina

Dal quotidiano gratuito Metro del 22 gennaio 2010

 

CON IL PROCESSO BREVE STRAGI SENZA GIUSTIZIA

 

di Stefania Divertito

 

«Chiederemo al Capo dello Stato di non firmare la legge sul processo breve. E lo chiederemo per tutte le vittime dell’amianto e i morti sul lavoro che altrimenti non avranno mai giustizia». È il commento dell’avvocato Ezio Bonanni, in rappresentanza delle associazioni delle vittime dell’amianto impegnate in processi lunghissimi. Prendiamo ad esempio quello contro i vertici della Marina Militare: dopo anni di istruttoria si è andati in aula il 12 gennaio, ma subito c’è stato un rinvio, a febbraio. Rinvio anche per il processo per le vittime di Monfalcone. Tutto spostato a marzo. «Accuse che cadrebbero se la legge entrasse in funzione». In particolare resterebbe in piedi solo l’accusa per omesse cautele sul posto del lavoro. cadrebbero quelle più gravi, di omicidio. Si ribellano le Procure, che denunciano la probabile cancellazione dei procedimenti per usura. E scende in campo anche il sindaco di Milano, Letizia Moratti, che chiederà alla Camera di esaminare un emendamento sul processo breve per salvare il dibattimento sui derivati del Comune di Milano e per non estinguere il processo davanti alla Corte dei Conti che l’ha già condannata assieme ai suoi assessori per il danno erariale provocato da nomine di dirigenti giudicate in primo grado illegittime.

 

IO, SOPRAVVISSUTO AI VELENI

 

di Stefania Divertito

 

«Tutti quelli che lavoravano con me, non ci sono più. Resto io, testimone di una strage silenziosa che finalmente sta approdando in tribunale». Sempre che su tutta la vicenda non calerà la scure del processo breve.

Luigi Pacchiano ha lavorato alla fabbrica Marlane di Praia a Mare (Paola) dal 1969 al 1995: nell’industria tessile, passata di mano fino a diventare dei Marzotto, oggi dismessa, si facevano filati e si tingevano. Un unico ambiente aperto, dove i fumi delle lavorazioni venivano respirati da tutti. Cromo esavalente, soprattutto: i morti su cui indaga la Procura di Paola sono 40, ma le vittime, tra deceduti e malati, sarebbero molte di più. Il 50% dei dipendenti. «La nostra è una battaglia per ottenere giustizia. Non ci arrenderemo mai».

 

IL CASO MARLANE

 

Il 20 ottobre la Procura di Paola ha emesso 15 avvisi di garanzia per i dirigenti.

Processo

Se non decadrà per la legge sul processo breve, tra poco ci saranno i rinvii a giudizio.

Le vittime

La Procura ipotizza che i morti possano essere più di 80.

Le ipotesi

Omicidio e lesioni colpose, disastro ambientale e realizzazione di discarica abusiva e rimozione od omissione dolosa di cautela contro gli infortuni sul lavoro.

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