Sito Pubblico del Social Forum di Terracina

Dall’inserto Salute del Corriere della Sera del 19 aprile 2009

 

SPECIALISTI NEL SALVARE L’UDITO

 

di Edoardo Stucchi

 

Ventimila interventi per patologie dell’orecchio medio (colesteatomi, otiti croniche, otosclerosi), cure per 3.000 casi di tumori della base cranica, di cui 2.300 neurinomi del nervo acustico in vent’anni di attività: sono il biglietto da visita del Gruppo otologico, una struttura autonoma ospitata nella Casa di cura Piacenza, punto di riferimento europeo per le patologie dell’orecchio. I malati arrivano da tutta Italia e dall’estero per farsi operare dal professor Mario Sanna, 63 anni, sardo di Pattada, in provincia di Sassari, fondatore della struttura specialistica, piccola eccellenza emiliana.

A giustificare la fama del Centro, oltre a quei numeri, ci sono i titoli di Sanna: laureato a Sassari e specializzatosi a Parma sotto la guida del professor Carlo Zini, è diventato professore universitario a 29 anni (forse il più giovane chirurgo dell’orecchio a quei tempi) ed è detentore di una casistica sui tumori dell’orecchio al terzo posto nel mondo e seconda in Europa.

Il 50% dei neurinomi in Italia sono operati dalla sua équipe. «Spesso si tratta di tumori benigni, – dice Sanna – che però provocano un’ipertensione endocranica che comprime il tronco encefalico. Un tempo questi tumori portavano a morte».

«La forza di attrazione del gruppo otologico di Piacenza è determinata dal passaparola di pazienti e otorini – spiega Floriano Varisco, specialista a Desio in provincia di Milano -. Quando alla nostra osservazione scopriamo patologie complesse dell’orecchio interno, in particolare nei bambini, il riferimento a Sanna è immediato. Per noi otorini è un hub, un fulcro: dalla periferia i casi gravi vanno al centro».

Il Gruppo otologico è nato dalla volontà di Sanna. Testardo e perseverante, il professore già all’inizio della sua carriera sentiva il peso dei commenti poco edificanti quando andava all’estero. Così ha deciso di imparare e come maestro ha scelto William House di Los Angeles, candidato al premio Nobel per le sue innovazioni nel campo otologico. Completata questa formazione, prima da solo e ora con 12 medici ha dato vita al centro di chirurgia dell’orecchio dove si praticano interventi per qualsiasi anomalia dell’udito, compresa la chirurgia della base cranica.

Ma come si accede a questo centro di eccellenza? La struttura è accreditata e convenzionata con il Servizio Sanitario; solo la visita ambulatoriale deve essere pagata. Ma dopo la visita, scatta un percorso di diagnosi e terapia che non prevede perdite di tempo. Esami in giornata e cure senza liste di attesa sia per le patologie più semplici sia per quelle complesse – come i tumori glomici timpano-giugulari, i neurinomi del nervo acustico e dei nervi misti, i colesteatomi dell’orecchio medio e della rocca petrosa -, nonché impianti cocleari applicati anche al tronco encefalico, praticamente un orecchio bionico.

 

SOSTEGNO, UNA ONLUS FINANZIA LA RICERCA

 

La ricerca scientifica del Gruppo otologico è sostenuta dalla ONLUS AINOT, Associazione Italiana Neuro Otologica. «Un’opportunità – dice Giuseppe De Donato, del Centro di Piacenza – che ci ha permesso di realizzare uno stent intra-carotideo per la dissezione del tumore della base cranica con la massima sicurezza per il malato».

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