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Attenzione alle gambe

Dall’inserto Salute di Repubblica del 2 aprile 2009

 

ATTENZIONE ALLE GAMBE

 

di Annamaria Messa

 

Si nasce predisposti all’insufficienza venosa e alle flebiti. La diffusa familiarità è stata verificata e altrettanto chiaro è che si tratta di una malattia prevalentemente femminile. Per colpa degli estrogeni, della pillola anticoncezionale, delle gravidanze, dell’uso di abbigliamento troppo stretto che ostacola la circolazione, di lunghe permanenze in piedi e così via.

L’insufficienza venosa è un disturbo della circolazione che provoca un ristagno del sangue nelle gambe rendendo difficile la sua risalita dal basso verso l’alto. Con conseguenze spesso pesanti di vene varicose, ulcere, varici. In Italia riguarderebbe oltre 9 milioni di donne, 4 su 100 adulte, 6 su cento tra i 35 e i 40 anni, addirittura il 78% delle donne over 60. Il problema, in misura minore, riguarda anche gli uomini: ne soffre uno su tre. “Il peso alle gambe che lamentano molti uomini a una certa età non è tanto legato alla circolazione sanguigna quanto alla muscolatura poco tonica per sedentarietà, mancanza di movimento. E si riflette anche sulla postura e sul modo scorretto di camminare. Un’altra causa “maschile” può essere un processo artrosico lombo sacrale”, chiarisce Claudio Allegra, primario angiologo, ospedale San Giovanni Addolorata, Roma, presidente Collegio italiano di flebologia.

Gambe pesanti, gonfiore, formicolii a polpacci e cosce, non significano sempre insufficienza venosa ma sono sintomi da non sottovalutare. Troppe donne trascurano la malattia pensando che si tratti di disturbi legati all’età, di semplici inestetismi o che non vi sia niente da fare. Emerge dai dati diffusi nella presentazione di “Più salute alle Gambe”, la Campagna educazionale che per due mesi punta a far conoscere l’insufficienza venosa e le strategie per combatterla. A cominciare dalla diagnosi precoce.

In genere i disturbi agli arti inferiori si sentono di più la sera e si è portati a pensare a un’ovvia conseguenza della giornata trascorsa in piedi, al lavoro. In più, con l’arrivo del caldo, le vene si dilatano, le pareti venose si assottigliano, si accentuano molti disturbi legati alla cattiva circolazione. Ristagnando nelle vene infatti il sangue causa gonfiore, i piccoli capillari cominciano a spezzarsi, le pareti dei vasi si consumano, si apre la strada alle vene varicose. In estate quindi si moltiplicano le visite flebologiche, si avviano trattamenti, ci si sente meglio… e a fine stagione si smettono terapie, accorgimenti. E la situazione peggiora.

 

PREVENZIONE, ATTIVITÀ FISICA E CIBO AIUTANO

 

Se si è a rischio (età, predisposizione genetica, soprappeso, più gravidanze) e suona qualche campanello d’allarme (pesantezza, gonfiore alle caviglie, prurito), la prima forma di prevenzione è una visita flebologica. “Possono manifestarsi anche crampi, specie di notte, e dilatazioni dei capillari. Nei casi più gravi si possono osservare noduli. In estate, inoltre, i sintomi peggiorano per via delle temperature più alte”, spiega Vincenzo Gasbarro, chirurgo vascolare, presidente Società Italiana FleboLinfologia, coordinatore scientifico della Campagna “Più salute alle Gambe”. Trattamenti mirati, attività fisica, alimentazione corretta ridonano leggerezza alle gambe ed evitano i disturbi clinici più gravi dell’insufficienza venosa.

«Importante ridurre il sale dalla dieta, bere acqua ricca di minerali, consumare verdura cruda e 2-3 frutti al giorno», raccomanda Pier Luigi Rossi, Scienza dell’alimentazione, ospedale San Donato, Arezzo. Da tenere sotto controllo il peso: i grassi in eccesso si depositano nel sangue indurendo le pareti delle vene. Movimento e gambe sane vanno di pari passo. Camminare, pedalare, salire e scendere le scale, stimolano il flusso sanguigno nella risalita verso il cuore. Con la stagione calda in arrivo camminare in riva al mare con l’acqua fino alle caviglie sarà anche una piacevole terapia per conquistare gambe belle e leggere. Ottima la ginnastica in piscina: «Non c’è carico sulla colonna, c’è massaggio idrico e una valida pressione alle caviglie che diminuisce man mano che sale verso l’alto del corpo», ricorda Allegra. Chi sta a lungo seduto è bene che muova spesso i piedi: attiva la pompa muscolare aiutando il drenaggio dei liquidi stagnanti.

 

INTERVENTI, LE NUOVE TECNICHE PER LE VENE

 

Ippocrate parlava di compressione e salasso per la malattia venosa degli arti inferiori. Un primordiale “stripping” (ora si estrae la safena con due incisioni, una all’inguine e una alla caviglia, in anestesia locale) era citato negli scritti del medico romano Celsio nel 30 d.C. Fino al XIX sec. le varici si curavano con la compressione. Oggi “scleroterapia” (s’inietta all’interno dei capillari un liquido che li riduce o li fa sparire con un processo di riassorbimento tissutale dell’organismo) e “flebectomia” (microincisioni dalle quali si tirano le piccole vene malate) sono procedure ambulatoriali poco invasive e di routine. La “luce pulsata”, è un raggio luminoso che attraversa la pelle fino alla varice da trattare: aumenta la temperatura della vena, si condensa il sangue senza danni ai tessuti vicini e in qualche giorno la vena malata è riassorbita. Nella “terapia emodinamica” si legano le vene più superficiali attraverso microincisioni e si allontana il rischio varici. Laser-chirurgia, radio-frequenza, scleroterapia ad oltranza, rimuovono le vene safene per annullare o ridurre la stasi venosa. Con la “Eco-sclerosi Emodinamica Conservativa” si tende invece a conservare la safena pur ripristinando il flusso venoso.

 

LA CAMPAGNA, DUE MESI DI VISITE E CONTROLLI

 

Dal 14 aprile al 31 maggio visite specialistiche gratis in tutt’Italia con la Campagna “Più salute alle Gambe”. Si prenota al numero verde 800.198.078. L’iniziativa è della SIFL, Società Italiana FleboLinfologia e dell’Associazione internazionale “Donna Salute – Salute Donna”. In farmacia si può già ritirare un opuscolo curato dagli specialisti SIFL su cos’è l’insufficienza venosa, come si previene e si cura.

– Genova: Ospedali Galliera – S.C. Chirurgia Vascolare – Prof. A. Gori

– Milano: Centro Flebologia Fondazione S. Giuseppe Moscati – Prof. G.B. Agus

– Milano: Fondazione IRCCS – Ospedale Maggiore Policlinico Mangiagalli e Regina Elena – Prof. Livio Gabrielli

– Padova: Ospedale Sant’Antonio, Servizio Angiologia – Prof. G. Avruscio

– Ferrara: U. O. Chirurgia Vascolare ed Endovascolare, Az. Ospedaliera-Universitaria Sant’Anna – Prof. V. Gasbarro

– Firenze: CTO, Sez. Cardiologia e Angiologia – Prof. A. Pieri

– Roma: Ospedale S. Filippo Neri, Ambulatorio Flebologia – Prof. U. Alonzo

– Roma: Ospedale S. Eugenio, UOSD Angiologia – Prof. Rita Pepe

– Napoli: Ospedale Internazionale, Flebologia – Prof. L. Scaramuzzino

– Cagliari: Azienda Mista Policlinico Universitario, Cardioangiologia -Prof. E. Manconi

– Bari: Angiologia, Reparto Medicina, Ospedale S. Paolo – Prof. Vito Zupo

– Catania: Policlinico “G. Rodolico”, Ecografie Specialistiche, Angiologia – Prof. Luigi Di Pino

 

IN AEREO VIAGGIATORI CON RISCHIO

 

La chiamano “sindrome da classe economica” perché può capitare nei voli intercontinentali, stando a lungo fermi, più o meno rannicchiati sul sedile. In business c’è teoricamente più spazio, si possono allungare le gambe, sdraiarsi, a tutto vantaggio della circolazione.

È la “Trombosi Venosa del viaggiatore”. In realtà può insorgere dopo viaggi a lunga percorrenza con qualunque mezzo ci si sposti. Soprattutto se si è a rischio. Cioè, in gravidanza, in trattamento ormonale, subito dopo un intervento chirurgico importante, se si hanno malattie cardiovascolari o disordini ematici, familiarità di trombosi venosa profonda, vene varicose, diabete in terapia insulinica, se si è in terapia ormonale estrogenica, si è obesi, si fuma.

La sindrome, più frequente di quanto si pensi, (colpisce 1,6 persone su mille) è scatenata soprattutto dall’immobilità protratta: mancando la spremitura della pianta del piede, l’azione propulsiva dei muscoli che si attua camminando, il ritorno venoso rallenta. Il problema si evidenzia in estate da quando sempre più persone vanno in vacanza in mete esotiche e lontane con lunghi voli intercontinentali.

Semplice la prevenzione: indossare abbigliamento comodo (niente jeans stretti e biancheria che comprime). No alle gambe accavallate: muovere di tanto in tanto gli arti inferiori, in macchina, fare una sosta a intervalli regolari e sgranchirsi le gambe.

Niente o pochissimo alcool ma molta acqua. Evitare sedativi.

Se ci sono fattori di rischio indossare calze elastiche e consultare il medico.

 

I RIMEDI: CALZE, CREME E BIOFLAVONOIDI

 

A seconda dell’iniziale o accentuato disagio venoso cambiano naturalmente i rimedi, ciò che conta è intervenire tempestivamente prima che s’instauri una vera e propria insufficienza.

Calze elastiche

Tradizionale toccasana per chi soffre di gambe pesanti, ora sono trasparenti, più belle e setose rispetto al passato, salvano moda e salute. Scelte nella misura giusta, s’indossano la mattina, prima di scendere dal letto. La compressione graduata nei diversi punti della gamba (maggiore alla caviglia, man mano decrescente) favorisce il flusso di sangue verso il cuore ed evita ristagni. Certo, col caldo è più difficile sopportarle.

Creme, gel, spray

A base di principi attivi naturali, estratti da erbe decongestionanti, che aiutano il drenaggio dei liquidi, favoriscono la circolazione. A volte regalano una sensazione di freschezza che è già un sollievo per gambe ed estremità pesanti e accaldate.

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Commenti su: "Attenzione alle gambe" (3)

  1. Vittoria ha detto:

    sono una ragazza di 32 anni con problemi alle gambe…sono piena di vene varicose eppure sono andata a farle vedere ma in tanti mi dicono che sono problemi estetici e di conseguenza ti vai a fare infilzare aghi per farli levare ma devono passare anni…ed io sono anni che non metto piu una gonna o un pantaloncino e al mare mi vergognio da morire infatti non vedo l’ora che venga l’inverno per coprirmi…….il mio problema apparte il dolore che mi viene in estate e tanto un problema mentale e non so piu cosa fare …….io vorrei fare un’operazione unica e levarle in una botta unica o curarle…..ma da levarle il prima possibile senza aspettare anni???? si può quanto mi potrebbe costare??????avete qualcuno da consigliarmi??????ragazza disperata

  2. Vorrei sapere se e’ vero o no che solo a pagamento effettuano interventi per ulcere alle gambe. questo e’ per una mia amica . abitiamo a gabicce mare prov. pesaro urbino
    grazie

  3. antuzzi83 ha detto:

    Ciao sono Monica anche io soffro di vene varicose da molto anni. Pratico sport e prendo degli integratori per aiutare la circolazione sanguigna, tempo fa ho fatto anche un intervento, ma sono ritornate!!! Il mio medico mi ha consigliato di portare delle calze elastiche, all’inizio ho fatto un po di fatica ad indossarle perchè non erano molto eleganti!!!!
    Poi un’amica mi ha detto di provare delle calze elastiche prodotte da un’azienda svizzera…mi aiutano moltissimo e sono anche molto eleganti, ma ovviamente continuo a fare sempre sport!!!!si trovano facilmente anche qui in Italia… il sito è http://www.lifestockings.it

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