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	<title>Terracina Social Forum</title>
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		<title>Terracina Social Forum</title>
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		<title>Ozonoterapia, quali benefici</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 17:05:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>supermarco</dc:creator>
				<category><![CDATA[NOTIZIE LOCALI]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE]]></category>

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		<description><![CDATA[Da Latina Oggi del 13 novembre 2009
 
OZONOTERAPIA, QUALI BENEFICI
 
Cos&#8217;è l&#8217;Ozonoterapia, a che cosa serve? Per rispondere a questa domanda e per parlare di questa importante terapia risolutrice, che evita l&#8217;intervento chirurgico, abbiamo sentito il Dottor Francesco Raponi, un esperto in questo campo della medicina, presso il suo studio medico di Frosinone.
 
DOMANDA. Che cosa è l&#8217;Ozonoterapia? [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terracinasocialforum.wordpress.com&blog=3079609&post=14879&subd=terracinasocialforum&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Da Latina Oggi del 13 novembre 2009</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>OZONOTERAPIA, QUALI BENEFICI</strong></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Cos&#8217;è l&#8217;Ozonoterapia, a che cosa serve? Per rispondere a questa domanda e per parlare di questa importante terapia risolutrice, che evita l&#8217;intervento chirurgico, abbiamo sentito il Dottor Francesco Raponi, un esperto in questo campo della medicina, presso il suo studio medico di Frosinone.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>DOMANDA.</strong> Che cosa è l&#8217;Ozonoterapia? A cosa serve?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>RISPOSTA.</strong> «L&#8217;Ozonoterapia è una nuova metodica terapeutica che utilizza sia i benefici dell&#8217;ozono che dell&#8217;ossigeno, per curare le varie patologie dell&#8217;uomo».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D.</strong> Come è nata la sua passione per l&#8217;Ozonoterapia? Quali sono stati i motivi che l&#8217;hanno portata ad intraprendere questo campo della medicina?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>R.</strong> «Circa 23 anni fa sono stato invitato a dei congressi della Società Scientifica, che allora si facevano a Roma, Napoli e Pavia. Durante i congressi, sono stato colpito soprattutto dall&#8217;utilizzo di questa metodica e quindi ho incominciato a curare le patologie di natura vascolare. Poi, sono andato all&#8217;Università di Pavia come in quella di Napoli e soprattutto nei centri di medicina iperbarica; dopo tanti congressi ho incontrato un collega ortopedico di Bergamo, il quale utilizzava queste infiltrazioni di ossigeno a livello paravertebrale e da lì poi, mi sono spostato nei vari centri d&#8217;Italia a fare esperimenti con questa terapia».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D.</strong> Cos&#8217;è in grado di curare l&#8217;Ozonoterapia?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>R.</strong> «L&#8217;Ozonoterapia è in grado di curare le malattie di natura vascolare della pelle e soprattutto patologie di natura reumatica ed artrosica. Solamente negli ultimi anni è stata approvata la terapia di questa nuova metodica che abbiamo messo a punto dal 1988 con il dottor Cesare Verga e con il quale abbiamo fatto proprio una società a parte che si chiama &#8220;Società Discosan&#8221;».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D.</strong> Perché viene usato l&#8217;ozono nella terapia? Che effetti ha sul corpo e dove si applica?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>R.</strong> «L&#8217;Ossigeno-Ozonoterapia viene usata per diverse patologie ed in diversi modi perché ha un&#8217;azione antibatterica, antiflogistica, antivirale e antinfiammatoria. Nelle patologie ernia del disco, lombalgie viene sfruttata la sua azione antinfiammatoria e quindi, si può curare l&#8217;ernia del disco solamente perché una volta che si è ridotta l&#8217;ernia questa non tocca più il nervo, non tocca più il midollo che è davanti al disco e quindi la patologia è guarita, anche per sempre».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D.</strong> È vero che l&#8217;Ozonoterapia è ottimale per la cura del mal di schiena e dell&#8217;ernia del disco? Quali sono i trattamenti specifici?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>R.</strong> «La terapia che viene effettuata con l&#8217;Ozonoterapia consiste in piccole infiltrazioni di ossigeno para-vertebrale che vengono effettuate almeno due volte a settimana per circa 15 volte; nelle prime sedute il paziente ha subito il miglioramento, sia dal punto di vista del dolore che dal punto di vista psicologico, anche perché prima della terapia i pazienti sono invalidati, non possono muoversi e spesso devono rimanere a letto e quindi dopo due o tre volte, già la loro psiche può essere aiutata».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D.</strong> Dottore come si esegue la terapia?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>R.</strong> «La terapia consiste in iniettare ossigeno-ozono a livello para-vertebrale che si prende dall&#8217;apparecchiatura, mediante la siringa; si accende la macchina, dove all&#8217;interno c&#8217;è la bombola di ossigeno e, una volta che l&#8217;ossigeno va nell&#8217;apparecchiatura viene colpito da una scarica elettrica e si trasforma in ozono: quando la siringa è piena è pronta per l&#8217;uso. Una volta che è stata fatta la terapia, adopero un po’ di crema &#8220;Derma zen&#8221; per gli effetti anti-stress ed a questo punto il paziente si può alzare ed andare comodamente a casa».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D.</strong> Ci sono controindicazioni a questi trattamenti con l&#8217;ozono?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>R.</strong> «Non c&#8217;è nessuna controindicazione anche perché l&#8217;ossigeno si lega a livello ematico con l&#8217;emoglobina ed è solo un rigenerante ed un eutrofizzante».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D.</strong> Autoemoterapia, come si applica al paziente?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>R.</strong> «L&#8217;autoemoterapia consiste nel prelevare al paziente 150/250 cc di sangue, miscelarlo con una certa quantità di ozono che poi viene ritrasfuso nel paziente; questa terapia viene usata soprattutto per malattie di natura circolatorio, per il diabete, per le ulcere, per le piaghe, per la cancrena; già venti anni fa ho fatto esperimenti sulla cancrena ed ho ottenuto risultati brillanti ed i pazienti non hanno avuto bisogno di fare un intervento chirurgico».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D.</strong> Dove si può effettuare quest&#8217;Ozonoterapia? In particolar modo dove la possiamo trovare?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>R.</strong> «Io esercito questa professione da circa 23 anni tra Roma, Frosinone e Latina e spesso mi reco a casa dei pazienti che non sono capaci di venire a studio. Ecco quale è la grossa novità di questa terapia, curare l&#8217;ernia del disco anche a casa, con costi molto limitati e con terapie che possono fare tutti».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Il dottor Francesco Raponi è impegnato anche nel sociale ed ha contribuito all&#8217;organizzazione del &#8220;Concerto per i Diritti Umani&#8221; che si è tenuto il 12 settembre a Fiuggi, dove si sono esibiti artisti del calibro di: Sugar Free, Giovanni Baglioni, Neja, Antonino, Ania, Barbara, LMC, Viola Valentino, Carlotta. L&#8217;evento si prefigge di presentare e far conoscere, in particolar modo ai ragazzi, i 30 articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti dell&#8217;Uomo sanciti il 10 dicembre del 1948 dall&#8217;Assemblea Generale dell&#8217;ONU e, ancora, accrescerne la consapevolezza affinché possano esserne i portavoce diventando i futuri paladini dei diritti dell&#8217;uomo.</p>
<p style="text-align:justify;">Per ulteriori informazioni potete contattare il numero 333.6447837 oppure visitare il sito personale del dottore, all&#8217;indirizzo: <a href="http://www.ozonoterapialazio.it/">www.ozonoterapialazio.it</a>, oppure contattarlo allo studio di Terracina, viale Europa 49 telefono 0773.724421.</p>
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		<title>Napoli, “un olocausto taciuto”</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 16:39:08 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[AMBIENTE]]></category>
		<category><![CDATA[RIFIUTI]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal sito Internet http://napoli.blogolandia.it/2009/11/09/napoli-un-olocausto-taciuto-di-antonio-marfella/
 
NAPOLI, “UN OLOCAUSTO TACIUTO”
 
di Francesco Bertolucci &#8211; da www.democrazialegalita.it
 
”Emergenza rifiuti superata”. Questo diceva su Napoli, più di un anno fa, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi davanti ai microfoni di RaiNews24. La spazzatura che aveva invaso sino a quel momento il capoluogo campano, pareva dunque sparita, eliminata, vinta.
E la sua “sconfitta” era [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terracinasocialforum.wordpress.com&blog=3079609&post=14875&subd=terracinasocialforum&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Dal sito Internet <a href="http://napoli.blogolandia.it/2009/11/09/napoli-un-olocausto-taciuto-di-antonio-marfella/">http://napoli.blogolandia.it/2009/11/09/napoli-un-olocausto-taciuto-di-antonio-marfella/</a></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>NAPOLI, “UN OLOCAUSTO TACIUTO”</strong></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">di Francesco Bertolucci &#8211; da <a href="http://www.democrazialegalita.it/">www.democrazialegalita.it</a></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">”Emergenza rifiuti superata”. Questo diceva su Napoli, più di un anno fa, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi davanti ai microfoni di RaiNews24. La spazzatura che aveva invaso sino a quel momento il capoluogo campano, pareva dunque sparita, eliminata, vinta.</p>
<p style="text-align:justify;">E la sua “sconfitta” era diventata motivo di vanto e orgoglio del governo italiano.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel frattempo, il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, insieme al prefetto di Napoli Alessandro Pansa, è finito sotto indagine dalla Procura di Napoli per presunte irregolarità nell’affidamento dei lavori di bonifica di siti e falde inquinati lungo il litorale flegreo (i reati ipotizzati sono concorso in abuso di ufficio, falso, truffa ai danni dello Stato e corruzione), il sottosegretario all’economia Nicola Cosentino per possibili connivenze con la camorra nello smaltimento di sostanze tossiche mentre una richiesta di rinvio a giudizio per gestione abusiva dei rifiuti è stata avanzata dalla Procura partenopea nei confronti del direttore della Protezione Civile Guido Bertolaso.</p>
<p style="text-align:justify;">Tralasciando comunque gli indagati ed il fatto che i rifiuti possano esserci ancora o no, dato che l’opinione governo-cittadini in merito sembra che spesso discordi, viene da chiedersi a cosa abbia portato questa situazione.</p>
<p style="text-align:justify;">Ovvero, quanto abbiano inciso anni e anni di malagestione del problema rifiuti, sul territorio ed i suoi abitanti.</p>
<p style="text-align:justify;">«A Napoli – spiega Antonio Marfella, tossicologo e oncologo dell’Ospedale Pascale di Napoli &#8211; insieme ad un numero di patologie come infertilità, Alzheimer o diabete, sono aumentati il numero di tumori, soprattutto quelli più incurabili.</p>
<p style="text-align:justify;">Quelli al fegato del 300%, quelli infantili sono il doppio rispetto agli Stati Uniti mentre per quanto riguarda i tumori al polmone, così come quelli alla vescica dovuti in gran parte ai solventi usati dagli scarpifici, la città ne detiene il triste primato italiano insieme al Piemonte.</p>
<p style="text-align:justify;">Il mesotelioma infatti, tra i più incurabili ma del tutto prevenibile, ci accomuna ai piemontesi che pagano la presenza sul loro territorio di miniere di amianto quando noi paghiamo quelle specie di “miniere a cielo aperto” che sono state prima le migliaia di tonnellate che giacevano abbandonate da anni in pieno centro storico nel porto di fronte all’edificio del quotidiano Il Roma, ed ora le 10.000 tonnellate di amianto polverizzato stanti nella discarica di Chiaiano dove i rifiuti urbani coprono lo scarico di rifiuti tossici. È un dato di fatto poi che ogni giorno, 9 napoletani scoprono di avere un tumore».</p>
<p style="text-align:justify;">Un dato, che si accompagna a quello fornito dall’ISTAT il quale, in una ricerca sull’aspettativa di vita nel Belpaese, ha scoperto che chi nasce in Campania ha 2 anni di vita in meno: 81,4, rispetto all’aspettativa massima italiana: 83,9.</p>
<p style="text-align:justify;">La regione meridionale però, non è uniforme in questa statistica.</p>
<p style="text-align:justify;">«In Campania – afferma l’oncologo – abbiamo molte zone di buona qualità come Avellino, Benevento e Salerno che, nonostante siano colpite da degrado ambientale, migliorano la media. Se facciamo riferimento a queste 3 province, siamo nella media nazionale. Se invece prendiamo in considerazione solo le zone di Napoli e Caserta, è probabile che da 2 anni in meno si passi a 4. Tutto questo, non si può attribuire a niente di individuale. Non si può pensare che un napoletano fumi più di un milanese o che abbia una dieta peggiore rispetto a qualsiasi altro abitante della penisola».</p>
<p style="text-align:justify;">La motivazione a quanto pare, rimane legata al problema inquinamento.</p>
<p style="text-align:justify;">«Il degrado generale della qualità della vita in Campania, in particolare a Napoli e Caserta – precisa il medico dell’ospedale napoletano – è sicuramente uno dei motivi a cui si può imputare questa situazione. Facendo un parallelo con altre città, possiamo vedere che Napoli è certamente una città più inquinata di Milano. Qua produciamo 200 tonnellate di benzene mentre nella metropoli lombarda, che è molto più grande, solo 100 in più. A Napoli, c’è un controllo ambientale pessimo. Negli ultimi anni la città ha visto incrementare di ben il 40% gli sforamenti giornalieri di polveri sottili.</p>
<p style="text-align:justify;">I parametri sanitari sono in peggioramento ed il problema dei rifiuti tossici industriali, sversati ovunque si potessero sversare, è una aggravante unica al mondo.</p>
<p style="text-align:justify;">L’azione combinata di rifiuti tossici, diossina e virus, dà risultati devastanti. E con paradossi notevoli visto che, per dirne una, si registrano più tumori nelle zone meno urbanizzate. Acerra, una delle migliori zone agricole italiane capace di dare 2 raccolti annui anche senza bisogno di concime, registra una percentuale di tumori e malformazioni maggiori rispetto a Napoli mentre Calabricito ha livelli di diossina incredibili. Qui, sono state trovate pecore piene di diossine e policlorobifenili (Pcb) con livelli tali da far pensare che queste pascolassero in una zona battuta quotidianamente da un robustissimo traffico di mezzi pesanti».</p>
<p style="text-align:justify;">Prendendo in esame quest’ultimo fatto, vi è da sottolineare che gli elevati livelli di policlorobifenili, una classe di composti organici tossici per l’essere umano usati anche come fluidi per circuiti idraulici, lubrificanti e oli da taglio, sono un elemento talmente nocivo da poter causare l’endometriosi.</p>
<p style="text-align:justify;">Una malattia questa, di origine fetale come scoperto recentemente dal presidente della Fondazione Italiana Endometriosi ONLUS, Pietro Giulio Signorili, che nel nostro Paese colpisce 3 milioni di donne, 14 milioni in Europa e 150 milioni in tutto il mondo. Ha costi sociali ed economici rilevanti per i sintomi a cui si accompagna, come rapporti sessuali dolorosi, infertilità, dolore pelvico, mestruazioni dolorose e stanchezza fisica, e si manifesta con l’arrivo delle mestruazioni.</p>
<p style="text-align:justify;">«Dopo 319 anni – ha dichiarato in merito il 4 marzo scorso Signorile all’APCOM – abbiamo dimostrato l’origine della malattia che passa da cronica a congenita e cioè presente nel soggetto femminile sin dall’età fetale. Molto probabilmente alterazioni di uno o più geni potrebbero essere dovute a fattori ambientali che alterano la loro espressione, come inquinanti o estrogeni. Abbiamo riscontrato che esponendo topi a sostanze come bisfenoli, queste provocano malformazioni dell’apparato genitale e forme di endometriosi nei loro discendenti».</p>
<p style="text-align:justify;">Il calcolo delle malformazioni neonatali, per quanto assurdo possa sembrare, riesce addirittura a rendere ancora più nera la situazione.</p>
<p style="text-align:justify;">«Gli studi dell’Istituto Superiore di Sanità – sottolinea Marfella – confermano un aumento sino all’83% delle malformazioni neonatali nei cittadini campani residenti in prossimità di discariche sia autorizzate che abusive. Le malformazioni riguardano soprattutto due sistemi: apparato urogenitale e sistema nervoso centrale. In pratica, i due sistemi più stimolati alla crescita nel periodo di vita intrauterino e neonatale».</p>
<p style="text-align:justify;">Tutto questo, ha portato alle proteste anche dei militari americani di stanza sul territorio visto che la percentuale di malformazioni, ogni 100 nascite, di bambini dei soldati concepiti in Campania è del 3,6% contro il 2,35 delle altre basi navali all’estero.</p>
<p style="text-align:justify;">Che la colpa sia dell’inquinamento dell’area, una ricerca condotta dal Naval Healt Reserch Center di San Diego non è riuscita a provarlo con certezza anche se ha evidenziato un aumento notevole di asma tra i militari, dovuto probabilmente “all’accresciuta esposizione al fumo derivante dalla pratica di bruciare i rifiuti” come si legge nel rapporto firmato dal dottor Timothy Halenkamp del comando militare della marina militare statunitense di Napoli.</p>
<p style="text-align:justify;">Di sicuro, c’è che quotidianamente i soldati a stelle e strisce per lavarsi e cucinare utilizzino, a differenza degli italiani normalmente residenti, solo acqua in bottiglia visto che, una analisi delle risorse idriche fatte nelle abitazioni prese in affitto dal personale militare americano, ha trovato altissime concentrazioni di componenti organici volatili nelle case del Comune di Casal di Principe e quantità di tetracloroetene, diossina e arsenico in quelle di Arzano, Marcianise e Villa Literno.</p>
<p style="text-align:justify;">Il quadro della situazione allo stato attuale quindi, senza contare a cosa porterà in futuro, è da definirsi tutt’altro che roseo. «Stanno nascondendo un olocausto – chiosa amaramente Marfella – visto che ci sono almeno 3 milioni di persone che sono state massacrate dalle patologie che ha portato questa situazione».</p>
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		<title>Fondi, l’intervento della Caponnetto: Rinaturazione a Tumulito «Scempio da Procura»</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 16:18:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Da Latina Oggi del 13 novembre 2009
 
FONDI, L’INTERVENTO DELLA CAPONNETTO: RINATURAZIONE A TUMULITO «SCEMPIO DA PROCURA»
 
di Mirko Macaro
 
Recupero ambientale «bluff» della duna di Tumulito, interviene l’associazione Caponnetto, che punta l’attenzione generale anche su alcune compravendite di terreni intorno al MOF e nell’area della Marina di Fondi, definite «sospette». Il segretario dell’associazione antimafia, Elvio Di Cesare, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terracinasocialforum.wordpress.com&blog=3079609&post=14870&subd=terracinasocialforum&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Da Latina Oggi del 13 novembre 2009</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>FONDI, L’INTERVENTO DELLA CAPONNETTO: RINATURAZIONE A TUMULITO «SCEMPIO DA PROCURA»</strong></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">di Mirko Macaro</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Recupero ambientale «bluff» della duna di Tumulito, interviene l’associazione Caponnetto, che punta l’attenzione generale anche su alcune compravendite di terreni intorno al MOF e nell’area della Marina di Fondi, definite «sospette». Il segretario dell’associazione antimafia, Elvio Di Cesare, parte dall’eternit e dal materiale edile di risulta comparso nuovamente dopo il maltempo che in questi giorni ha interessato l’area: «Quando spuntano le corna del diavolo! Il maltempo dei giorni scorsi ha scoperchiato le pentole e messo a nudo quanto è stato fatto con un dispendio di soldi non risibile. Eternit ed altro materiale nocivo &#8211; interrati con approssimazione – sono comparsi improvvisamente. Ma non è stata anche abbassata la duna di 2-3 metri e non è anche sparita la macchia mediterranea?», si chiede Di Cesare, per poi passare ad un’altra questione, finora rimasta ignota all’opinione pubblica, avvolta in un cono d’ombra: «Già che ci troviamo, vogliamo aggiungere qualche altro spunto per investigatori e magistrati, in modo da accertare se effettivamente si stia portando avanti un disegno di occupazione complessiva di tutta l’area della Marina di Fondi. Ci è stato segnalato che ad un chilometro, un chilometro e mezzo dalla Marina di Tumulito, in direzione Sperlonga, c’è uno strano passaggio di proprietà di terreni, sia sulla costa che al di là della Flacca. Che c’è dietro ? La stessa cosa si starebbe verificando anche nella zona artigianale, nei pressi del MOF. Ne sanno qualcosa la Direzione Distrettuale Antimafia, i carabinieri, la DIA e la polizia di stato?».</p>
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		<title>Rotaie verdi</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 16:14:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>supermarco</dc:creator>
				<category><![CDATA[AMBIENTE]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTENIBILITA']]></category>

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		<description><![CDATA[Dall’inserto Io Donna del Corriere della Sera del 31 ottobre 2009
 
ROTAIE VERDI
 
di Susanna Mancinotti
 
Anche nel tentativo di controbilanciare disguidi, lentezze e lamentele, le FS lanciano un nuovo progetto – “Meno inquini più ti premio” – dalla parte dell’ambiente e dei passeggeri. Gratificati se preferiscono il treno agli altri mezzi di trasporto. A partire dai primi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terracinasocialforum.wordpress.com&blog=3079609&post=14866&subd=terracinasocialforum&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Dall’inserto Io Donna del Corriere della Sera del 31 ottobre 2009</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>ROTAIE VERDI</strong></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">di Susanna Mancinotti</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Anche nel tentativo di controbilanciare disguidi, lentezze e lamentele, le FS lanciano un nuovo progetto – “Meno inquini più ti premio” – dalla parte dell’ambiente e dei passeggeri. Gratificati se preferiscono il treno agli altri mezzi di trasporto. A partire dai primi mesi del 2010, su tutti i biglietti ferroviari saranno indicati – oltre a classe, prezzo, orario – anche quante emissioni (in kg di CO2) ognuno avrà evitato muovendosi in treno, invece che in auto o in aereo. L’anidride carbonica risparmiata sarà trasformata in “punti verdi”, da accreditare sulle carte ferroviarie come Cartaviaggio e la nuova Cartafreccia. In premio: biglietti gratuiti, sconti, cambi di classe. «Aumentano i viaggiatori nel trasporto regionale e i clienti dell’alta velocità, che superano il milione al mese», dice Vincenzo Soprano, di Trenitalia. «I nuovi programmi di fidelizzazione sono un incentivo e un segno di attenzione verso chi, scegliendo il treno, mostra di avere a cuore il futuro dell’ambiente».</p>
Posted in AMBIENTE, SOSTENIBILITA'  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/terracinasocialforum.wordpress.com/14866/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/terracinasocialforum.wordpress.com/14866/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/terracinasocialforum.wordpress.com/14866/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/terracinasocialforum.wordpress.com/14866/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/terracinasocialforum.wordpress.com/14866/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/terracinasocialforum.wordpress.com/14866/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/terracinasocialforum.wordpress.com/14866/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/terracinasocialforum.wordpress.com/14866/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/terracinasocialforum.wordpress.com/14866/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/terracinasocialforum.wordpress.com/14866/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terracinasocialforum.wordpress.com&blog=3079609&post=14866&subd=terracinasocialforum&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Non più bambina</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 16:11:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>supermarco</dc:creator>
				<category><![CDATA[SALUTE]]></category>

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		<description><![CDATA[Dall’inserto Io Donna del Corriere della Sera del 31 ottobre 2009
 
NON PIÙ BAMBINA
 
di Margherita Fronte
 
Poco più di 12 anni è l’età media in cui compare la prima mestruazione nelle ragazze italiane. Il dato emerge da un’indagine pubblicata su Journal of Adolescent Health, che ha coinvolto quasi 4.000 adolescenti su tutto il territorio nazionale. Rispetto alle [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terracinasocialforum.wordpress.com&blog=3079609&post=14863&subd=terracinasocialforum&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Dall’inserto Io Donna del Corriere della Sera del 31 ottobre 2009</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>NON PIÙ BAMBINA</strong></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">di Margherita Fronte</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Poco più di 12 anni è l’età media in cui compare la prima mestruazione nelle ragazze italiane. Il dato emerge da un’indagine pubblicata su Journal of Adolescent Health, che ha coinvolto quasi 4.000 adolescenti su tutto il territorio nazionale. Rispetto alle loro madri, le giovani di oggi sono in anticipo di pochi mesi; rispetto alle nonne, il menarca compare quasi due anni prima. «Le cause di questo anticipo non sono chiare», spiega Egle Perissinotto, epidemiologa dell’Università di Padova, «ma potrebbero comprendere il miglioramento delle condizioni socio-economiche e nutrizionali dell’ultimo secolo». Meglio conosciute sono invece le conseguenze di un menarca precoce, «che spesso è legato a una corporatura più massiccia e richiede un’attenzione in più a livello di prevenzione perché associato a un piccolo aumento del rischio di cancro al seno, malattie cardiache e osteoporosi nell’età adulta», conclude l’esperta.</p>
Posted in SALUTE  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/terracinasocialforum.wordpress.com/14863/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/terracinasocialforum.wordpress.com/14863/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/terracinasocialforum.wordpress.com/14863/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/terracinasocialforum.wordpress.com/14863/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/terracinasocialforum.wordpress.com/14863/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/terracinasocialforum.wordpress.com/14863/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/terracinasocialforum.wordpress.com/14863/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/terracinasocialforum.wordpress.com/14863/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/terracinasocialforum.wordpress.com/14863/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/terracinasocialforum.wordpress.com/14863/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terracinasocialforum.wordpress.com&blog=3079609&post=14863&subd=terracinasocialforum&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Mordi la castagna</title>
		<link>http://terracinasocialforum.wordpress.com/2009/11/13/mordi-la-castagna/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 16:08:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>supermarco</dc:creator>
				<category><![CDATA[ALIMENTAZIONE CORRETTA]]></category>

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		<description><![CDATA[Dall’inserto Io Donna del Corriere della Sera del 31 ottobre 2009
 
MORDI LA CASTAGNA
 
di Pia Bonanni
 
Si trova nei banchi della frutta secca, ma non ha nulla a che vedere con noci, nocciole e mandorle. Mentre queste ultime sono ricche di oli, la castagna è costituita solo da carboidrati (33%) e acqua, con una percentuale di grassi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terracinasocialforum.wordpress.com&blog=3079609&post=14859&subd=terracinasocialforum&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Dall’inserto Io Donna del Corriere della Sera del 31 ottobre 2009</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>MORDI LA CASTAGNA</strong></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">di Pia Bonanni</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Si trova nei banchi della frutta secca, ma non ha nulla a che vedere con noci, nocciole e mandorle. Mentre queste ultime sono ricche di oli, la castagna è costituita solo da carboidrati (33%) e acqua, con una percentuale di grassi pari all’1,8% rispetto al 57 delle noci e al 55 delle mandorle. In più, nella sua polpa abbondano sali minerali, come calcio, fosforo, ferro e potassio (400 milligrammi per etto, che diventano 740 nelle castagne secche). La sua ricchezza di potassio – elemento che riduce l’affaticamento dei muscoli – la più elevata tra tutti i frutti, la rende un alimento ideale per gli sportivi, in particolare per gli amanti dei più faticosi e impegnativi sport invernali. Per contro, la castagna è poco digeribile e “fermenta” nello stomaco, specie nei bambini, che la dovrebbero consumare con parsimonia. Per contrastare questo inconveniente, meglio masticarla lentamente, soprattutto se arrostita. Lessata, cotta in acqua e sale con qualche foglia di alloro, risulta più digeribile. E può entrare nella dieta anche di chi sta attento alla linea perché sazia, ma apporta solo 120 calorie per etto (193 se arrostita, 287 se secca).</p>
Posted in ALIMENTAZIONE CORRETTA  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/terracinasocialforum.wordpress.com/14859/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/terracinasocialforum.wordpress.com/14859/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/terracinasocialforum.wordpress.com/14859/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/terracinasocialforum.wordpress.com/14859/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/terracinasocialforum.wordpress.com/14859/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/terracinasocialforum.wordpress.com/14859/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/terracinasocialforum.wordpress.com/14859/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/terracinasocialforum.wordpress.com/14859/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/terracinasocialforum.wordpress.com/14859/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/terracinasocialforum.wordpress.com/14859/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terracinasocialforum.wordpress.com&blog=3079609&post=14859&subd=terracinasocialforum&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Piccolo diabete</title>
		<link>http://terracinasocialforum.wordpress.com/2009/11/13/piccolo-diabete/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 16:04:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>supermarco</dc:creator>
				<category><![CDATA[SALUTE]]></category>

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		<description><![CDATA[Dall’inserto Io Donna del Corriere della Sera del 31 ottobre 2009
PICCOLO DIABETE
di Elena Meli
In Italia sono 20.000 gli under 14 con diabete di tipo uno (il pancreas non produce più insulina). Per gli esperti, entro il 2020, questa cifra può aumentare del 70%. «È probabile che fattori ambientali, ancora ignoti, portino allo sviluppo di questo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terracinasocialforum.wordpress.com&blog=3079609&post=14854&subd=terracinasocialforum&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Dall’inserto Io Donna del Corriere della Sera del 31 ottobre 2009</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>PICCOLO DIABETE</strong></p>
<p style="text-align:justify;">di Elena Meli</p>
<p style="text-align:justify;">In Italia sono 20.000 gli under 14 con diabete di tipo uno (il pancreas non produce più insulina). Per gli esperti, entro il 2020, questa cifra può aumentare del 70%. «È probabile che fattori ambientali, ancora ignoti, portino allo sviluppo di questo tipo di diabete in chi è geneticamente predisposto», spiega Antonio Cabras, della Federazione Diabete Giovanile (www.fdgdiabete.it). «Fino a qualche anno fa, la diagnosi arrivava a 10-12 anni; oggi, sempre più spesso, entro i 5 anni». Il problema è gestire il diabete: secondo un’indagine condotta nelle scuole di 20 Regioni, 4 istituti su 5 non favoriscono l’integrazione degli scolari diabetici in classe e nello sport, né sono attrezzati per il controllo glicemico di eventuali crisi ipoglicemiche e per la somministrazione di insulina; inoltre, le mense di 6 istituti su 10 non offrono alimenti adatti ai diabetici. «Per colpa di sedentarietà e dieta sbagliata è in crescita tra i giovani anche il diabete di tipo due», dice Cabras.</p>
Posted in SALUTE  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/terracinasocialforum.wordpress.com/14854/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/terracinasocialforum.wordpress.com/14854/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/terracinasocialforum.wordpress.com/14854/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/terracinasocialforum.wordpress.com/14854/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/terracinasocialforum.wordpress.com/14854/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/terracinasocialforum.wordpress.com/14854/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/terracinasocialforum.wordpress.com/14854/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/terracinasocialforum.wordpress.com/14854/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/terracinasocialforum.wordpress.com/14854/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/terracinasocialforum.wordpress.com/14854/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terracinasocialforum.wordpress.com&blog=3079609&post=14854&subd=terracinasocialforum&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Mito e realtà della lotta antidroga in Venezuela</title>
		<link>http://terracinasocialforum.wordpress.com/2009/11/13/mito-e-realta-della-lotta-antidroga-in-venezuela/</link>
		<comments>http://terracinasocialforum.wordpress.com/2009/11/13/mito-e-realta-della-lotta-antidroga-in-venezuela/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 12:31:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>supermarco</dc:creator>
				<category><![CDATA[LEGALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA INTERNAZIONALE]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal sito Internet www.voltairenet.org/article162760.html
 
MITO E REALTÀ DELLA LOTTA ANTIDROGA IN VENEZUELA
 
di Romain Migus (traduzione di Adriana de Caro)
 
La fine degli accordi che il Governo Bolivariano intratteneva con la Drug Enforcement Administration in Venezuela (DEA) segna l’inizio di una guerra mediatica e psicologica contro la Rivoluzione Bolivariana. Si sono sentite numerose dichiarazioni del governo statunitense che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terracinasocialforum.wordpress.com&blog=3079609&post=14850&subd=terracinasocialforum&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Dal sito Internet <a href="http://www.voltairenet.org/article162760.html">www.voltairenet.org/article162760.html</a></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>MITO E REALTÀ DELLA LOTTA ANTIDROGA IN VENEZUELA</strong></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">di Romain Migus (traduzione di Adriana de Caro)</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">La fine degli accordi che il Governo Bolivariano intratteneva con la Drug Enforcement Administration in Venezuela (DEA) segna l’inizio di una guerra mediatica e psicologica contro la Rivoluzione Bolivariana. Si sono sentite numerose dichiarazioni del governo statunitense che pretendono di fare credere che le mafie della droga regnano nel Venezuela. Queste calunnie, nonostante siano state smentite da varie documentazioni di organismi internazionali, sono amplificate dalle grandi imprese transnazionali della comunicazione. Il consumatore di questo tipo di informazione tende quindi a denigrare il governo bolivariano.</p>
<p style="text-align:justify;">Questo è l’effetto voluto: far passare nell’opinione pubblica mondiale la Rivoluzione Socialista venezuelana come complice del traffico di droga internazionale per poi giustificare qualsiasi tipo di azione bellica lanciata nel nome della legittima guerra contro il problema della salute mondiale. Il recente accordo che permette all’esercito statunitense di utilizzare sette basi militari colombiane per combattere il narcotraffico e il terrorismo materializza queste minacce guerrafondaie contro il Venezuela.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma, più che attaccare il governo venezuelano, conviene domandarsi da dove arriva la nostra informazione, e quanto vale la credibilità della fonte principale di questa campagna continua di bugie medianiche: come dire il Governo degli Stati Uniti e le multinazionali considerano la Rivoluzione Bolivariana come un ostacolo ai loro interessi. Analizziamo a seguire i 5 principali miti che fanno del Venezuela un alleato del narcotraffico [<a title="Le cifre che utilizziamo sono estratte dall’”Informe Mundial sobre las (...)" href="http://www.voltairenet.org/article162760.html#nb1">1</a>].</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>1) Il Venezuela non collabora con la lotta internazionale contro il traffico di droga</strong></p>
<p style="text-align:justify;">L’8 agosto 2005, il governo venezuelano poneva fine alla collaborazione dei suoi servizi segreti della lotta antidroga con i loro colleghi statunitensi della DEA. Le autorità venezuelane segnalarono che gli agenti statunitensi dedicavano più tempo allo spionaggio che a detta collaborazione. La DEA aveva uffici dentro la propria sede della Oficina National Antidrogas venezuelana (ONA – Ufficio Nazionale Antidroghe venezuelano), locali a cui non aveva accesso nemmeno il direttore della ONA. La rottura con la DEA non allontana il Venezuela dalla lotta antidroga, già che, d’altra parte, il detto Paese mantiene in questo campo 50 accordi internazionali con 37 Paesi, la maggior parte europei, e d’altra parte, il Venezuela continua ad avere un vincolo permanente con le autorità statunitensi per combattere questa piaga, come si evince dalle estradizioni dei trafficanti di droga verso gli USA.</p>
<p style="text-align:justify;">Inoltre, per onorare gli accordi di collaborazione che le autorità venezuelane mantengono con numerosi Paesi, vari narcotrafficanti internazionali furono posti nelle mani della giustizia dei Paesi che lo chiedevano. Così è successo nel 2008 con le estradizioni verso la Colombia, l’Italia, gli Stati Uniti, il Belgio e la Francia.</p>
<p style="text-align:justify;">In aggiunta a questi accordi bilaterali, il Venezuela collabora pienamente con la Comision Interamericana para el Control del Abuso de Drogas (Commissione Interamericana per il Controllo sull’Abuso di Droghe), relazione che dipende dall’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) e con l’INTERPOL.</p>
<p style="text-align:justify;">Durante l’anno 2008, gli ambasciatori di Spagna, Germania e Francia in Venezuela realizzarono congiuntamente all’ONA diversi seminari e riunioni di lavori nei quali si riaffermò il compromesso comune della lotta contro la droga. Nel settembre 2009, il Venezuela fu ospite della riunione annuale per l’America Latina e il Caribe, dei Direttori dell’Agenzia Nazionale incaricata di combattere il traffico di droga (HONLEA la sigla in inglese: Head of National Drug Law Enforcement Agencies).</p>
<p style="text-align:justify;">Queste riunioni, realizzate sotto l’auspicio dell’ONU, hanno per obiettivo quello di rafforzare la cooperazione tra i Paesi e coordinare la repressione del traffico di droga a livello regionale. I Paesi europei, asiatici ed africani partecipano come osservatori.</p>
<p style="text-align:justify;">Dire che il Venezuela non collabora con la lotta internazionale contro il traffico di droga è una mistificazione i cui fondamenti non resistono nemmeno un solo istante ad un’analisi obiettiva del lavoro del Venezuela e degli accordi che il governo bolivariano onora con numerosi Paesi ed organismi internazionali.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>2) Il Presidente Chavez è sostenitore del traffico internazionale di droga</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Il 20 gennaio 2008, durante una visita in Colombia, il precedente direttore dell’Ufficio per la Politica di Controllo delle Droghe della Casa Bianca ha dichiarato che “Hugo Chavez si sta convertendo in un importante facilitatore dell’invio di cocaina verso l’Europa ed altre regioni dell’Emisfero”, leggasi Stati Uniti. Se anche nessuna prova emergerà mai per chiarire l’affermazione del funzionario statunitense, l’intenzione di Walters salta all’occhio. Si tratta di accusare Hugo Chavez di essere in cospirazione con il traffico di droga internazionale. Questa stessa accusa fu l’elemento chiave mediatico che legittimò l’intervento degli Stati Uniti a Panama, nel 1989, e in minor misura l’invasione dell’Afghanistan nel 2001 (oltre al terrorismo). Questa fu anche la ragione che si invocò per attuare il Plan Colombia (Piano Colombia) e il rafforzamento dell’aiuto militare al governo colombiano nella sua guerra contro la guerriglia. In poche parole, si tratta di un’arma poderosa nella propaganda di guerra che anticipa totalmente l’intervento militare.</p>
<p style="text-align:justify;">Salvo che, secondo l’ONU, il 50% di cocaina disponibile nel territorio statunitense entra dalla costa del Pacifico e il 38% arriva navigando lungo le coste dei Paesi dell’America Centrale. In altre parole, l’88% della cocaina che arriva agli Stati Uniti non passa, secondo l’ONU, per il Venezuela.</p>
<p style="text-align:justify;">Se Hugo Chavez e il Venezuela non favoriscono per niente il traffico di droga internazionale (nel 2008, il numero dei detenuti venezuelani in Europa per traffico di droga diminuì passando dai 121 condannati a 30) possiamo dire lo stesso degli Stati Uniti?</p>
<p style="text-align:justify;">L’Informe Mundial sobre las Drogas (Rapporto Mondiale sulle Droghe) dell’ONU per l’anno 2008 ricorda alcune cifre illuminanti.</p>
<p style="text-align:justify;">Il maggior produttore mondiale di cocaina è la Colombia, con il 61% della produzione mondiale; il maggior produttore di oppio nel mondo è l’Afghanistan, che concentra il 92,5% della produzione. Questi due Paesi contano su di una massiccia presenza dell’Esercito degli Stati Uniti nel loro territorio, il primo nella cornice del Plan Colombia e il secondo dovuto all’occupazione militare “Enduring Freedom”: l’Informativa dell’ONU dimostra che, nonostante l’occupazione militare statunitense, i risultati in materia di lotta antidroga sono catastrofici in entrambi i Paesi. Nel caso della Colombia, la produzione di cocaina praticamente non è scesa in 10 anni di aiuto tecnico e militare degli Stati Uniti attraverso il Plan Colombia. Nel caso dell’Afghanistan, la produzione dell’oppio aumentò, secondo l’ONU, del 141% dall’inizio della presenza delle truppe militari e della DEA nel Paese. Allora, chi è il facilitatore?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>3) Venezuela ospita e protegge i trafficanti di droga internazionali</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Non è una buona idea coinvolgersi nel traffico di droga in Venezuela da quando il governo ha deciso di espellere i funzionari della DEA. La chiarezza delle cifre parlano da sole. Nel 2004, con l’appoggio dei funzionari statunitensi, la Giustizia venezuelana condannò 1.179 trafficanti (273 stranieri). Quattro anni più tardi e senza la presenza della DEA, il Venezuela ha messo dietro le sbarre 9.133 trafficanti (tra cui 419 stranieri). Senza i funzionari della DEA, le condanne aumentarono nel 2008 del 675%.</p>
<p style="text-align:justify;">Se si accumulano i risultati degli ultimi quattro anni della cooperazione con la DEA e compariamo questa cifra con il risultato accumulato dei primi quattro anni di una politica indipendente e sovrana nella lotta antidroga, risulta essere molto positivo e confortante per lo Stato Venezuelano. Durante gli ultimi quattro anni di presenza della DEA, 8823 persone furono arrestate. Da quando il Venezuela ha assunto da solo la sua politica antidroga, 15.174 delinquenti hanno dovuto confrontarsi con la Giustizia del Paese.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma soprattutto, il Venezuela può essere orgoglioso dell’arresto di Hermagoras Gonzalez Polanco “El Gordo” (“Il Grasso”), capo del cartello della Guarijia e principale dirigente dell’organizzazione paramilitare Autodefensas Unidas de Colombia AUC (Unità di Autodifesa della Colombia) in questa regione. Allo stesso tempo, il capo del cartello colombiano dell’Atlantico Norte (Atlantico Nord) Libardo de Jesus Parra Gonzalez fu fermato a Maracaibo. Tutti questi criminali internazionali sono stati estradati verso la Colombia o consegnati all’INTERPOL.</p>
<p style="text-align:justify;">L’italiano Giovanni Civile, arrestato nel settembre 2008 e sollecitato dalla Francia, sta aspettando la sua estradizione.</p>
<p style="text-align:justify;">Nonostante la chiusura dell’ufficio della DEA a Caracas, le autorità venezuelane continuano a collaborare con la giustizia degli Stati Uniti. I narcotrafficanti Daniel Ervin Davis e il messicano Luis Ramon Guerra lo sanno molto bene dal momento che sono stati estradati verso il grande vicino del nord.</p>
<p style="text-align:justify;">Mentre durante gli anni di collaborazione con la DEA, l’organismo statunitense maneggiava esclusivamente l’informazione dei capi sollecitati, dalla rottura degli accordi con questa agenzia, il Venezuela ha espulso o estradato 23 capi internazionali del traffico di droga.</p>
<p style="text-align:justify;">Da quando ha recuperato la sua sovranità nella lotta contro il narcotraffico, il Venezuela si è convertito in un vero inferno per i trafficanti internazionali.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>4) Il consumo di droga si è incrementato in Venezuela dall’espulsione degli agenti della DEA</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Una delle linee guida della ONA (Oficina National Antidrogas – Ufficio Nazionale Antidroghe) è considerare che “le confische si misurano in grammi e non in tonnellate”. Se i sequestri record di droga effettuati dall’agenzia venezuelana sono colpi molto forti al narcotraffico, un’attenzione cruciale deve concentrarsi sul consumatore, e non solo in termine di repressione ma insistendo sulla prevenzione.</p>
<p style="text-align:justify;">In questo campo, la ONA ha intessuto una cooperazione con tutte le organizzazioni di tutti i settori della vita sociale venezuelana al fine di sensibilizzare la popolazione sugli effetti devastanti del consumo di droga. Per regolamentare le sue differenze politiche di prevenzione , la ONA lanciò, nel 2008, il Piano “Sembrando valores por la vida” (“Diffondendo valori per la vita”) la cui funzione è la formazione dei cittadini venezuelani affinché combattano la radice di tutto il consumo.</p>
<p style="text-align:justify;">Di conseguenza, vari laboratori di formazione sono stati realizzati in seno delle scuole della Repubblica per perfezionare il messaggio pedagogico che i professori trasmettono ai propri alunni. Nelle università, alcuni Laboratori Interni Antidroga furono creati per sviluppare progetti di prevenzione con la comunità universitaria.</p>
<p style="text-align:justify;">A livello lavorativo, la ONA ha intessuto una cooperazione con tutte le imprese pubbliche e private con più di 50 impiegati con l’obiettivo di ridurre l’assunzione di droghe e alcool sul posto di lavoro. Da luglio fino a novembre 2008, un corso fu proposto ad alcuni rappresentanti dell’impresariato venezuelano al fine di aiutarli nella prevenzione del consumo di droga e affinché riportino questa formazione nelle loro imprese.</p>
<p style="text-align:justify;">D’altro canto, numerosi eventi sportivi, come tornei di pallacanestro, di calcio, di boxe, di scacchi sono stati organizzati dalla ONA nelle comunità popolari delle grandi città per incentivare nei giovani la pratica regolare di un’attività sportiva e allontanarsi così dal vizio della droga. Questi incontri sportivi sono stati anche il luogo ideale per divulgare il messaggio di prevenzione della ONA.</p>
<p style="text-align:justify;">In più, l’agenzia venezuelana si è impegnata particolarmente nel lavoro con le popolazioni più esposte al problema della droga per ragioni socio-culturali: bambini, bambine ed adolescenti in situazione di strada, popolazione penitenziaria, comunità indigene, cittadini con disabilità o popolazioni confinanti con la Colombia, primo produttore mondiale di cocaina.</p>
<p style="text-align:justify;">Come ufficio governativo, la ONA ha saputo adattarsi ai cambi strutturali dell’apparato statale venezuelano, nella sua conversione in un vero Stato Rivoluzionario, dando una priorità alla collaborazione con i Consigli Comunali. D’accordo con gli articoli 8 e 9 della Legge dei Consigli Comunali, la ONA partecipa nella realizzazione del Comitato Prevenzione Comunale per rinforzare la realizzazione locale del lavoro di informazione sul pericolo della droga da parte delle organizzazioni di base. Inoltre, al fine di tessere una potente rete sociale, la ONA istituzionalizzò, con l’aiuto delle comunità organizzate, la figura del responsabile antidroga in tutti i livelli dello Stato Venezuelano (Regionale, Municipale e Parrocchiale) incorporando in questo modo 11.296 cittadini nel lavoro preventivo della lotta contro la droga.</p>
<p style="text-align:justify;">Questo lavoro quotidiano ha prodotto buoni risultati. Secondo le cifre dell’ONU, il Venezuela ha un consumo per abitante abbastanza debole, chiaramente inferiore ai Paesi europei, e senza nessuna comparazione possibile con il primo consumatore di droga: gli Stati Uniti. Per esempio, la città di New York ha un consumo di cocaina per abitante 12 volte più alto che Parigi, e molto più che qualsiasi città importante del Venezuela.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>5) I risultati ottenuti dal Venezuela nella sua lotta contro la droga sono deplorabili</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Esiste già una categoria di persone che non crede a questa bugia mediatica: gli stessi trafficanti.</p>
<p style="text-align:justify;">I risultati positivi del governo bolivariano nella guerra contro il narcotraffico crebbero in maniera costante all’espulsione dei funzionari della DEA.</p>
<p style="text-align:justify;">Mentre il governo bolivariano aveva confiscato 43 tonnellate di droga nel 2004, grazie alla collaborazione con la DEA, questa cifra aumentò fino a 77,5 tonnellate di droga confiscate non appena i funzionari statunitensi furono espulsi. I buoni risultati di questa politica indipendente nella lotta contro il narcotraffico si confermano se analizziamo le confische dei primi quattro anni senza la collaborazione della DEA (250.298,19 kg di droga confiscata). Possiamo constatare un aumento del 63% di tonnellate di droga confiscata da quando la DEA non realizza nessuna intromissione negli affari del Venezuela.</p>
<p style="text-align:justify;">Resta da sottolineare che i buoni risultati del Venezuela continuano ad aumentare. Durante l’Operazione Boquete, sviluppata nell’anno 2008, 223 piste clandestine di atterraggio utilizzate dai narcotrafficanti furono distrutte. Queste operazione, si avvalse della partecipazione di 600 funzionari appartenenti alla ONA, delle Forze Armate Nazionali Bolivariane e della Guardia Nacional (Polizia Militare), appoggiati da elicotteri MI-17, da aerei F-16 ed anche dai nuovi radar di fabbricazione cinese recentemente acquistati per lottare con il traffico internazionale.</p>
<p style="text-align:justify;">Inoltre, la distruzione dei laboratori, che generalmente confinano con la Colombia, è una priorità del governo venezuelano. Solamente nell’anno 2007 il Venezuela smantellò 12 laboratori clandestini che producevano fino ad una tonnellata giornaliera di cocaina al mese.</p>
<p style="text-align:justify;">Generalmente, tanto gli organismi internazionali come l’ONU, o la OEA (Organizzazione degli Stati Americani) attraverso il proprio Mecanismo di Evaluacion Multilateral (Meccanismo di Valutazione Multilaterale), come i numerosi Paesi che mantengono accordi bilaterali con il Venezuela nella lotta antidroga, concordano tutti nel segnalare i buoni risultati del Venezuela in questo campo.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>NOTE</strong></p>
<p style="text-align:justify;">[<a title="Note 1" href="http://www.voltairenet.org/article162760.html#nh1">1</a>] Le cifre che utilizziamo sono estratte dall’”Informe Mundial sobre las Drogas” (Rapporto Mondiale sulle Droghe) realizzato dall’ONU nel 2007 e nel 2008, così come i risultati della “Oficina Nacional Antidrogas” (Ufficio Nazionale Antidroghe) del Venezuela.</p>
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		<title>Sabaudia: chioschi, un mare di abusi</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 10:43:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>supermarco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[NOTIZIE LOCALI]]></category>

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		<description><![CDATA[Da Latina Oggi del 12 novembre 2009
 
CHIOSCHI, UN MARE DI ABUSI
 
di Ciro D&#8217;Ambrosio
 
Un intrico di autorizzazioni, difformità tecniche e norme poco chiare a partire dalle cartografie del Piano di Utilizzazione degli Arenili. Nulla è come doveva essere. La questione degli stabilimenti balneari irregolari che affondano nelle dune quaternarie del lungomare viene allo scoperto, proprio come [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terracinasocialforum.wordpress.com&blog=3079609&post=14845&subd=terracinasocialforum&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Da Latina Oggi del 12 novembre 2009</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>CHIOSCHI, UN MARE DI ABUSI</strong></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">di Ciro D&#8217;Ambrosio</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Un intrico di autorizzazioni, difformità tecniche e norme poco chiare a partire dalle cartografie del Piano di Utilizzazione degli Arenili. Nulla è come doveva essere. La questione degli stabilimenti balneari irregolari che affondano nelle dune quaternarie del lungomare viene allo scoperto, proprio come uno di quei casi in cui il nodo arriva prima o poi al pettine. Questa volta infatti non si parla di indagini o ipotesi, ma di un&#8217;autentica ammissione del dirigente dell&#8217;area tecnica del Comune di Sabaudia,Vincenzo D&#8217;Arcangelo, insieme al direttore del Parco del Circeo, Giuliano Tallone. Entrambi responsabili dell&#8217;attuazione del protocollo d&#8217;intesa stretto lo scorso anno sulla questione delle strutture balneari, lunedì mattina hanno firmato una nota congiunta di due pagine in cui in sostanza mettono le mani avanti e trasmettono tutto al sindaco Lucci e al presidente del Parco Benedetto. Si tratta di un documento interno e nemmeno e darebbe conto nero su bianco di una serie di abusi e violazioni che sarebbero state riscontrate recentemente sul litorale cittadino a seguito di alcuni sopralluoghi tecnici svolti al fianco dei forestali del comando stazione di Sabaudia e del nucleo investigativo di Latina.</p>
<p style="text-align:justify;">Nei rapporti sintetizzati al numero 1751 del protocollo comunale, si parla senza troppi giri di parole di strutture vista mare realizzate in difformità rispetto a quanto autorizzato dal piano spiagge, con un sovrapporsi di autorizzazioni parziali rilasciate nel tempo e di interpretazioni normative, che hanno reso metrature e coperture di molte attività commerciali, un vero e proprio caos. Un disordine che forse nel frattempo, ha fatto comodo a qualcuno che ha continuato ad operare fino a all’estate scorsa. Di complessi balneari in regola risulterebbe veramente pochi, tanto che la soluzione paventata è quella di redigere una nuova «fotografia» dell&#8217;esistente rimettendo mano al Piano di utilizzazione dell’arenile secondo nuove disposizioni legislative e risanando le infrazioni. Perché così stando le cose, si tratterebbe di una raffica di provvedimenti repressivi da spedire sul litorale, che vanno dalle violazioni edilizie al danno ambientale e che giungono fino alla revoca della concessione demaniale, per i titolari che fino a ieri hanno gestito il demanio il pubblico come fosse stato un bene privato.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>AUTORIZZAZIONI E COMPETENZE, LA «BABELE» TRA LE DUNE</strong></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">di Ciro D&#8217;Ambrosio</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">I controlli sugli stabilimenti balneari di Sabaudia sono stati coordinati dal direttore del Parco Nazionale del Circeo, Giuliano Tallone, e dal dirigente del Settore Urbanistica del Comune, Vincenzo D’Arcangelo. Nel rapporto al vetriolo depositato nei giorni scorsi in Comune, le decisioni da prendere in merito vengono rimesse nelle mani del sindaco Maurizio Lucci e del presidente del Parco, Gaetano Benedetto. I sopralluoghi del Corpo Forestale dello Stato hanno visto nel mirino dei controlli tutti gli stabilimenti balneari di Sabaudia nell&#8217;ultimo mese. Una difficoltà non indifferente per gli stessi, che si sono trovati davanti ad autorizzazioni parziali o suddivise difficili da far corrispondere sul Piano Utilizzazione degli Arenili che ormai risale al 2002 in una cartografia di complicata interpretazione. E in una situazione di questo tipo, pur in presenza di sospette difformità molti casi sarebbero passati improcedibili proprio per la complessità di risalire agli abusi accertati. Le pezze d&#8217;appoggio dei titolari delle attività sarebbero state in alcuni casi proprio quella babele di licenze rilasciate nel tempo dagli uffici di volta in volta competenti, e che però hanno creato quel divario fra quanto doveva essere realizzato e quanto è stato effettivamente realizzato.</p>
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		<title>Biomasse di Pontinia, un altro ricorso</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 10:37:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>supermarco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[NOTIZIE LOCALI]]></category>

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		<description><![CDATA[Da Latina Oggi del 12 novembre 2009
 
BIOMASSE, UN ALTRO RICORSO
 
di Andrea Zuccaro
 
L&#8217;avevano annunciato e alla fine la Pontinia Rinnovabili, la società che intende costruire una centrale a biomasse a Mazzocchio ha fatto ricorso al Consiglio di Stato. La società, infatti, intende ribaltare la sentenza del TAR a favore del Comune di Pontinia e della Provincia [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terracinasocialforum.wordpress.com&blog=3079609&post=14840&subd=terracinasocialforum&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Da Latina Oggi del 12 novembre 2009</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>BIOMASSE, UN ALTRO RICORSO</strong></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">di Andrea Zuccaro</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;avevano annunciato e alla fine la Pontinia Rinnovabili, la società che intende costruire una centrale a biomasse a Mazzocchio ha fatto ricorso al Consiglio di Stato. La società, infatti, intende ribaltare la sentenza del TAR a favore del Comune di Pontinia e della Provincia di Latina, chiamati davanti ai giudici dalla stessa società, che reputava legittimo il parere contrario al progetto avanzato dalle due istituzioni pubbliche. «La sentenza del TAR – spiega Giorgio Libralato, il consulente tecnico del Comune di Pontinia &#8211; confermava la legittimità del parere del sindaco in materia sanitaria e la corretta applicazione della norma in materia di conferenza AIA adottata dalla Provincia. Ma questo ci era già stato spiegato nella prima riunione della Conferenza Stato Regioni, presso la segreteria del Consiglio dei Ministri che, a tale proposito, aveva elencato autorevoli pareri del Consiglio di Stato in merito alla vicenda». Secondo Libralato bastava leggersi i vari documenti fin qui prodotti sul tema energetico. «Il piano energetico regionale del 2001 e ancora vigente &#8211; conclude Libralato &#8211; per la provincia di Latina si prevede una potenzialità massima di 10-11 MWe contro i 20 della centrale progettata a Mazzocchio. Senza contare che in provincia già ne funziona una da 10 MWe e un&#8217;altra, di pari potenza, viene annunciata dall&#8217;attuale Giunta della Provincia di Latina. Inoltre uno studio dell&#8217;ENEA commissionato dalla Regione Lazio per supportare il nuovo piano energetico regionale non ritiene vi sia sufficiente biomassa».</p>
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