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Archivio per la categoria ‘SALUTE’

Fondi, il 25 maggio si torna a donare il sangue

Da Latina Oggi del 23 maggio 2013

FONDI, IL 25 MAGGIO SI TORNA A DONARE IL SANGUE

Il prossimo 25 maggio, a Fondi, sarà nuovamente possibile donare il sangue. «L’AVIS Comunale di Fondi – si legge in una nota – vi ricorda che potete rinnovare il vostro impegno donando il sangue dalle ore 7:30 alle 10:00 presso il punto di raccolta nell’ospedale. Vi aspettiamo numerosi come sempre».

Ovviamente, l’appello è rivolto a tutti coloro che hanno già donato oppure vogliono iniziare dal prossimo sabato a mettere in atto il prezioso servizio. Tra l’altro, i controlli sui donatori sono sempre più rigorosi, al fine di evitare problemi che, nel passato, anche a livello di cause in tribunale, sono stati attribuiti proprio alle trasfusioni, come la contrazione di malattie infettive. Oggi i pericoli sono praticamente assenti.

Oltre l’emarginazione, il progetto di Rete Solidale a Terracina

Da Latina Oggi del 24 maggio 2013

OLTRE L’EMARGINAZIONE, IL PROGETTO DI RETE SOLIDALE A TERRACINA

di Francesco Avena

Appuntamento con l’associazione Rete Solidale, sabato mattina, all’Istituto Tecnico Commerciale «Bianchini» di Terracina. A partire dalle 9,30, sabato nell’aula magna dell’istituto, oltre a mostrare i lavori dei vari laboratori condotti presso la sede di via Traiano (Verso l’autonomia, di Riciclo in Riciclo, Apprendo Facendo) che quelli del progetto Emo(At)tivamente (laboratorio condotto presso l’istituto Don Milani, al secondo anno di realizzazione, che ha lo scopo di aiutare i ragazzi a riconoscere ed esprimere le emozioni), verranno consegnati gli attestati di partecipazione ai giovani volontari che hanno sostenuto i loro compagni disabili, inseriti nelle varie attività dell’associazione.

«Il progetto Camminando Insieme – afferma il presidente di Rete Solidale Stefano Scoscia – scaturisce dalla stipula di due protocolli d’intesa sia con l’ITC Bianchini che con il Liceo Da Vinci e ha l’obiettivo di costruire modalità di relazione e solidarietà tra pari che possano abbattere le numerose barriere sia culturali che valoriali e sociali che, ancora oggi, emarginano i disabili. Pur consapevoli di rappresentare solo una piccola goccia nel grande oceano dei bisogni, pensiamo che mettendo in rete le risorse si possa contribuire a far uscire dall’isolamento la condizione di molti ragazzi disabili e quella delle loro famiglie».

Formaggi fusi: 5 buoni motivi per limitare i consumi di sottilette e formaggini

Dal sito Internet http://www.greenme.it/mangiare/alimentazione-a-salute/10460-formaggi-fusi-sottilette-formaggini

FORMAGGI FUSI: 5 BUONI MOTIVI PER LIMITARE I CONSUMI DI SOTTILETTE E FORMAGGINI

di Marta Albè

I formaggi fusi, come “sottilette” e formaggini, tanto reclamizzati nel corso degli ultimi decenni come prodotti particolarmente adatti al consumo da parte dei bambini, rappresentano davvero degli alimenti sicuri? Chi sceglie di portare sulla propria tavola dei formaggi dovrebbe essere sempre al corrente della provenienza degli ingredienti utilizzati per la produzione degli stessi e dei processi di lavorazione dei diversi prodotti, in modo da potersi orientare più facilmente nell’acquisto degli alimenti.

Riguardo formaggini e sottilette vi sono non pochi dubbi concernenti ingredienti contenuti nei prodotti finiti e metodi di produzione. I consumatori dovrebbero ottenere maggiore chiarezza in proposito da parte delle aziende produttrici; ne hanno il diritto. Proviamo dunque ad approfondire l’argomento e ricordiamo di controllare attentamente le etichette riportanti gli ingredienti prima degli acquisti.

1) “Falsi cibi” e pubblicità ingannevole

Il termine “Sottilette” non rappresenta altro che un marchio commerciale ideato da parte di Kraft ed utilizzato per indicare un “formaggio fuso a fette” in qualità di prodotto confezionato da porre in vendita attraverso la grande distribuzione. Kraft, nel 1987, era stata accusata di pubblicità ingannevole, negli Stati Uniti, in merito al contenuto di calcio e di “vero” latte presente nel prodotto in questione, in vendita Oltreoceano con il nome di “Singles”. È possibile consultare in proposito il documento “FTC charges Kraft inc. misrepresented calcium content of its individual cheese slices”.

2) Rischi per la salute

I rischi per la salute legati al consumo di sottilette sono stati posti in luce di recente da parte di un articolo comparso sulla rivista rumena Evz, ripreso in Italia dal settimanale online Quale Formaggio. La fonte estera ha sottolineato come per i formaggi fusi (ad esempio, le sottilette o i formaggini) sia spesso presente una composizione di scarsa qualità, che può comportare la presenza di elementi in grado di portare ad impedire la fissazione del calcio nelle ossa. Alcuni conservanti impiegati nella produzione dei formaggi fusi sarebbero legati al rischio di cancro. L’eccesso di sale presente in alcuni prodotti potrebbe essere esso stesso legato all’insorgere di alcuni tipi di tumore ed al rischio di incorrere in patologie cardiovascolari.

3) Additivi

Secondo uno studio condotto di recente da parte della rumena ANPCPSS (Associazione nazionale per la protezione dei consumatori e la promozione di programmi e strategie) i formaggi fusi possono contenere fino a 13 additivi diversi. È dunque raccomandabile controllare con attenzione le etichette per verificare la presenza o l’assenza di alcuni additivi utilizzati come stabilizzanti (E450), antiossidanti (E361) e conservanti (E250). Il conservante E250, in particolare, come riportato da parte della rivista Evz, può compromettere il sistema immunitario dei bambini, distruggendo la flora batterica ed esponendoli ad un alto rischio di infezioni. L’assunzione di nitriti attraverso il consumo di formaggi fusi che li contengano può portare alla formazione nell’organismo di sostanze promotrici dei tumori.

4) Metodi di lavorazione

I formaggi fusi possono essere ottenuti mediante il riciclo di scarti provenienti da altri formaggi, che possono subire prolungati processi di trasformazione mediante l’utilizzo di sali di fusione, dando origine ad un prodotto contenente composti come fosfato, citrato e sodio, in quantità più o meno elevate a seconda dei prodotti. Noi consumatori non siamo a conoscenza della provenienza delle tipologie di scarti eventualmente impiegati da parte delle aziende produttrici per ottenere formaggi fusi come formaggini e sottilette, mentre appaiono di norma ben chiare le tabelle riportanti i valori nutrizionali presenti sulle confezioni degli alimenti. Riguardo gli ingredienti di partenza destinati alla fusione per la realizzazione di formaggini e sottilette sarebbe dunque necessaria una maggiore chiarezza.

5) Eccesso di sale

La concentrazione di sale può raggiungere i 3 grammi ogni 100 grammi di prodotto per quanto riguarda i formaggi fusi e dovrebbe essere presa in considerazione soprattutto da parte dei soggetti ipertesi ed in caso di somministrazione di formaggi fusi ai bambini. Secondo le più recenti linee guida dell’OMS, gli adulti non dovrebbero consumare più di 5 grammi di sale al giorno. Le linee guida, secondo quanto comunicato da parte dell’OMS, devono essere rispettate anche nel caso dei bambini, sulla base di peso, altezza ed energia consumata, in quanto un bambino con la pressione alta sarà molto probabilmente un adulto con il medesimo problema.

Sole: l’aiuto naturale contro la pressione alta

Dal sito Internet http://www.ecoseven.net/benessere/news-benessere/sole-l-aiuto-naturale-contro-la-pressione-alta

SOLE: L’AIUTO NATURALE CONTRO LA PRESSIONE ALTA

Prendere il sole aiuta a tenere sotto controllo la pressione alta. I raggi UV, infatti, aiuterebbero anche a prevenire patologie anche gravi come l’ictus e l’infarto, lo sostengono i ricercatori dell’Università di Edimburgo.

Esponendosi al sole per un’ora, secondo i ricercatori, la pressione arteriosa scenderebbe in maniera naturale. Tale affermazione, ovviamente, è stata testata dai ricercatori su 24 volontari, ai quali è stato chiesto di esporsi per sessanta minuti alla luce di lampade emananti raggi ultravioletti o alla luce che emanasse solo calore. Secondo i risultati chi si è esposto al solo calore non ha subito variazioni significative alla pressione sanguigna, come invece avvenuto negli altri volontari.

Come mai esporsi al sole e ai raggi Uv abbassa la pressione arteriosa? I raggi Uv stimolano il rilascio di monossido di azoto, molecola in grado di diminuire la pressione sanguigna sfruttando la sua azione vasodilatatrice. Questi benefici potrebbero addirittura superare i potenziali rischi di esposizione legati alle patologie tumorali della pelle.

Per le Sarroch d’Italia “prevenire si può”

Dal sito Internet http://www.metronews.it/master.php?pagina=notizia.php&id_notizia=13832

PER LE SARROCH D’ITALIA “PREVENIRE SI PUÒ”

di Stefania Divertito

«Non serve riempire i database di indagini sanitarie costose: i numeri dei danni sanitari causati dagli impianti industriali sono a portata di mano. E a costo pari a zero». Parola di Valerio Gennaro, oncologo ed epidemiologo, collabora con numerose istituzioni e con i cittadini per la difesa dell’ambiente e ha firmato numerose perizie “scottanti”. Ieri Metro ha parlato del danno genetico ai bambini di Sarroch, Cagliari, bambini che vivono a ridosso della raffineria Saras.

DOMANDA. Quante Sarroch ci sono in Italia?

RISPOSTA. «Tantissime. E per ciascuna di esse è possibile sapere quali danni sanitari sono causati, spendendo poco».

D. Come?

R. «Usando i dati esistenti: mortalità, i ricoveri, aborti, le malattie. I database già ci sono, i sindaci li hanno a disposizione. Basta utilizzare solo pochi dipendenti pubblici per metterli insieme».

D. Cosa potremmo scoprire?

R. «Quanti morti in più rispetto a quelli attesi abbiamo in un determinato territorio, ad esempio, e metterli in relazione con la presenza industriale».

D. E una volta avuti i dati?

R. «La popolazione prende coscienza».

D. Anche se fosse? Taranto ci insegna che la storia non cambia.

R. «Conoscere i dati è la prima prevenzione: sono poi i cittadini a farsi controllori delle istituzioni. Ho seguito la vicenda della Stoppani che a Genova produceva cromo esavalente. La stessa produzione, in Germania, avveniva senza conseguenze per la salute. Se i residenti fossero stati consapevoli avrebbero fatto pressioni per far usare la migliore tecnologia possibile».

Eternit, è morto Louis De Cartier

Dal sito Internet http://www.metronews.it/master.php?pagina=notizia.php&id_notizia=13838

ETERNIT, È MORTO LOUIS DE CARTIER

di Rebecca Anversa

In Procura non è ancora arrivato il documento ufficiale, ma la notizia è stata ufficiosamente confermata in ambiente giudiziario: a 92 anni è morto, due notti fa, il barone belga Louis De Cartier, ex ad e poi presidente della Eternit, imputato a Torino nel processo di appello per disastro doloso permanente e omissione di misure antinfortunistiche.

De Cartier, insieme al miliardario svizzero Stephan Schmidheiny, era stato condannato in primo grado a 16 anni di carcere. La sua morte ha inevitabili ripercussioni sul processo penale, ma ancor più gravi sono le conseguenze sul fronte civile: con la sua scomparsa si estingue il reato e con esso anche la sua responsabilità civile nei confronti delle vittime. De Cartier, infatti, era stato condannato anche al pagamento di 80 milioni di euro di provvisionali, sebbene una parte della quota era a carico di una delle società della galassia Eternit, la Etex.

I legali di parte civile ora si preparano a una nuova battaglia legale. «Noi continueremo ad andare avanti. Non per accanimento, ma per dovere», spiega Bruno Pesce, coordinatore dell’AFEVA (l’Associazione dei Familiari delle Vittime dell’Amianto). Secondo gli avvocati delle vittime e dei familiari l’unica strada percorribile è un nuovo processo, ma in sede civile.

“Oil” aveva ragione. Ma perché, qualcuno aveva dubbi?

Dal sito Internet http://togheverdi.wordpress.com/2013/05/20/oil-aveva-ragione-ma-perche-qualcuno-aveva-avuto-dubbi/#more-927

“OIL” AVEVA RAGIONE. MA PERCHÉ, QUALCUNO AVEVA DUBBI?

di Stefania Divertito

Chi non l’avesse visto, chi non sapesse come recuperarlo, chi non conoscesse la sua esistenza, dovrebbe subito recuperare: “Oil”, (qui il link per vederlo su youtube) il bellissimo docu-film di Massimiliano Mazzotta parla di una Sardegna poco conosciuta, quella che avrà per sempre il marchio di fabbrica della famiglia Moratti: Sarroch, Cagliari, dove la raffineria ha modificato l’assetto di una costa altrimenti magnifica.

Sarroch è la città di luci di un impianto che ha mangiato la città, il pontile, il mare. È la colonna di fumi, è il rumore di fondo, è la strada che passa in mezzo ai camini e alle cisterne.

Sarroch è un’intervista, infilata dal coraggioso regista in Oil, al professor annibale Biggeri, bio-epidemiologo dell’Università di Firenze. Parlava di danni genetici ai bambini, il professore. Di una ricerca in corso.

Lo intervistai per “Toghe Verdi”, mi raccontò delle pressioni ricevute, e che preferiva continuare a studiare senza i clamori dei giornali. Poi l’ho ritrovato a Taranto, dato che è uno dei tecnici che hanno firmato la perizia che ha raccontato senza appello la tragedia della città dell’Ilva.

Adesso la sua ricerca su Sarroch è terminata, è stata pubblicata, a firma di un pool di ricercatori: dimostra come i bambini «presentano incrementi significativi di danni e di alterazioni del DNA rispetto al campione di confronto estratto dalle aree di campagna».

A pubblicarla è Mutagenesis, una prestigiosa rivista di epidemiologia edita dall’Università di Oxford il 27 febbraio 2013.

Scrivono i ricercatori: «La qualità dell’aria rappresenta una questione ambientale di importanza primaria nelle aree industrializzate, con potenziali effetti sulla salute dei bambini residenti nelle aree circostanti. La zona industriale di Sarroch, in provincia di Cagliari, ospita la più grande centrale elettrica del mondo e la seconda più grande raffineria di petrolio e parco petrolchimico d’Europa. Il sito industriale produce una complessa miscela di inquinanti atmosferici che comprendono benzene, metalli pesanti e idrocarburi policiclici aromatici».

«A tal proposito – è scritto ancora su Mutagenesis – abbiamo condotto uno studio trasversale per valutare l’entità della diffusione di malondialdeide-deossiguanosina nell’epitelio nasale di un campione composto da 75 bambini di età compresa tra i sei e quattordici anni frequentanti le scuole elementari e medie di Sarroch, mettendoli a confronto con un campione di 73 bambini delle zone rurali. Inoltre, sono stati analizzati i livelli di alterazioni consistenti del DNA in uno studio composto da un sottocampione di 62 bambini».

Prosegue la relazione: «Sono state rilevate le concentrazioni di benzene ed etil-benzene nell’aria dei giardini della scuola di Sarroch e in villaggio rurale attraverso campioni diffusivi. Le misurazioni esterne sono state effettuate anche in altre aree di Sarroch e in prossimità del sito industriale. I livelli esterni di benzene e di etil-benzene sono risultati significativamente più alti nei giardini della scuola di Sarroch rispetto al villaggio rurale. Elevate concentrazioni sono state inoltre rilevate nelle vicinanze del polo industriale».

«Sia i livelli medi di malondialdeide-deossiguanosina, sia i livelli di alterazioni del DNA – è scritto nello studio – sono risultati significativamente più elevati nei bambini delle scuole di Sarroch rispetto al campione di confronto».

«Il nostro studio – scrivono gli otto ricercatori – dimostra che i bambini residenti in prossimità del polo industriale di Sarroch presentano incrementi significativi di danni e alterazioni del DNA» rispetto agli standard di riferimento. Infine: «I nostri risultati – è scritto – sono in linea con quelli ottenuti da altri studi simili come quelli effettuati nella centrale termica di Taichung in Taiwan e a Pancevo (nota come la città dei tumori, ndr). Essi riportano un incremento dei livelli del fenomeno di stress ossidativo», ovvero la condizione patologica causata dalla rottura dell’equilibrio fisiologico in un organismo vivente, fra la produzione e l’eliminazione, da parte dei sistemi di difesa antiossidanti, di specie chimiche ossidanti.

Nel capitolo di “Toghe Verdi” dedicato alla Saras parlavo di un’inchiesta della Procura di Cagliari che stava muovendo i primi passi. Oggi la procura ha acquisito lo studio, e ha uno strumento in più per continuare ad indagare.

Cagliari, la Procura indaga sui tumori

Dal sito Internet http://www.metronews.it/master.php?pagina=notizia.php&id_notizia=13806

CAGLIARI, LA PROCURA INDAGA SUI TUMORI

di Stefania Divertito

Sarroch come Pancevo e Taiwan, tra i distretti industriali più inquinati del mondo. La cittadina che dista una manciata di chilometri da Cagliari ha la stessa aria del polo industriale serbo soprannominato non a caso la fabbrica dei tumori. A fare il punto è una ricerca firmata da otto scienziati, tra i quali l’epidemiologo dell’università di Firenze Annibale Biggeri che ha lavorato su alcune tra le perizie più importanti in Italia, come quella su Taranto. E che in queste ore sta dando il via a un’inchiesta che promette di destare scalpore.

Il danno sui bambini

Lo studio ha coinvolto 75 bambini residenti a Sarroch e 73 nell’area rurale di Burcei. E racconta di un danno genetico nel DNA dei bambini che vivono sotto le ciminiere degli impianti petrolchimici della Saras, a Sarroch. Essi riportano «un incremento dei livelli del fenomeno di stress ossidativo», ovvero una instabilità chimica dei tessuti, che può portare tumori e leucemie.

Le indagini

Da ieri lo studio ha dato il via alla Procura di Cagliari (PM Emanuele Secci) a un’inchiesta giudiziaria sull’inquinamento a sud della Sardegna.

Inquinamento industriale, appunto, con numeri da impallidire: esaminati i 75 bambini di Sarroch, si dimostra che coloro che vivono al polo industriale «presentano incrementi significativi di danni e di alterazioni del DNA rispetto al campione di confronto estratto dalle aree di campagna». L’indagine è stata pubblicata su “Mutagenesis” il 27 febbraio e Sarroch ospita la più grande centrale elettrica del mondo e la seconda più grande raffineria d’Europa: «Il sito industriale – scrive il professor Biggeri – produce una complessa miscela di inquinanti atmosferici che comprendono benzene, metalli pesanti e idrocarburi policiclici aromatici».

E già un’indagine del 2006 commissionata dalla Regione Sardegna rilevò che nell’area c’era un eccesso del 24% dei casi di tumore polmonare rispetto a quelli attesi.

I giardini della scuola

«Sono state rilevate le concentrazioni di benzene ed etil-benzene nell’aria dei giardini della scuola di Sarroch – si legge nella ricerca – e in villaggio rurale. Le misurazioni esterne sono state effettuate anche in altre aree di Sarroch. I livelli esterni di benzene e di etil-benzene sono risultati significativamente più alti nei giardini della scuola. Sia i livelli medi di malondialdeide-deossiguanosina, sia i livelli di alterazioni del DNA sono risultati significativamente più elevati nei bambini delle scuole di Sarroch rispetto al campione di confronto».

Le conclusioni

I nostri risultati – è scritto – sono in linea con quelli ottenuti da altri studi simili come quelli effettuati nella centrale termica di Taichung in Taiwan e a Pancevo». A due passi dai paradisi delle vacanze.

Più tumori alla tiroide. Screening gratuito all’ospedale di Latina fino al 23 maggio

Da Latina Oggi del 19 maggio 2013

PIÙ TUMORI ALLA TIROIDE. SCREENING GRATUITO ALL’OSPEDALE DI LATINA FINO AL 23 MAGGIO

È un triste primato quello che vede la provincia pontina in vetta alla classifica di incidenza dei tumori alla tiroide. In base ad un recente studio epidemiologico ( portato a termine dal Dipartimento di epidemiologia, il Registro tumori e la ASL Lazio) l’aumento dei tumori alla tiroide sarebbe un dato da non sottovalutare. l’analisi è stata eseguita proprio in prossimità della centrale nucleare entro un raggio di 7 chilometri sono state prese a campione sia le donne che gli uomini e il loro stato di salute è stato rapportato a quello di altri residenti rispetto allo stesso periodo di osservazione. A tal proposito è stata registrata un’incidenza del 53%. E il periodo di riferimento per lo studio va dal 1996 al 2006: per le donne è stato riscontrato un aumento di patologie preoccupanti che colpiscono la tiroide; mentre per gli uomini è stati registrato un aumento del cancro allo stomaco. Lo stesso andamento, del resto, era stato registrato sette mesi fa dal Registro tumori. Il dato più preoccupante è che il rischio era stato rilevato anche per una fascia di età al di sotto dei 20 anni. «Addirittura il terzo tumore in ordine di frequenza nelle bambine di età compressa tra i 5 e i 14 anni. Gli obiettivi sono stati: individuare il profilo dei soggetti con la relativa diagnosi e poi identificare eventuali caratteristiche comuni che possono originare delle formulazioni in relazione a fattori patogeni. Per gli anni 1998-2008 sono stati contattati anche i medici dei pazienti per eventuali approfondimenti, Sono stati presi a campione 28 pazienti tra 0 e 19 anni: 24 femmine, 4 maschi e 8 nel gruppo di età compresa tra i 0 e i 14 anni e 20 nella fascia di età 15-19. La morfologia è rappresentata per la maggioranza da papillari, 3 follicolari e uno midollare. Al termine dell’indagine è stato quindi possibile appurare dagli esperti che i casi di tumore tiroideo diagnosticato sotto i 20 anni si presentano con un diametro maggiore di 20 mm o linfonodi positivi o invasione extracapsulare.

In occasione della Giornata mondiale della tiroide che ricorre il 25 maggio si terranno su scala nazionale delle serate di screening per individuare i soggetti a rischio. L’iniziativa «tiroide, meglio prevenire che curare» è promossa dalle principali associazioni scientifiche insieme al Comitato delle associazioni dei pazienti endocrini. La UOC di Endrocrinologia dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina, diretta dal professor Marco Centanni dell’Università Sapeinza di Roma, aderisce all’iniziativa: da lunedì fino al 23 maggio sarà possibile prenotarsi per eseguire un esame gratuito presso la struttura sanitaria con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e il territorio sui crescenti problemi legati alle malattie della tiroide e sull’importanza della iodoprofilassi. L’attività consisterà in un rilevamento anamnestico e valutazione dei fattori di rischio per le malattie della tiroide e laddove sarà necessario anche un’ecografia. Saranno illustrate delle brochure divulgative. Per le prenotazioni è disponibile il numero verde 800.233633, attivo anche oggi dalle 11 alle 13 per le prenotazioni fino ad esaurimento posti.

Le piante che fanno bene alla salute: ecco quali sono

Dal sito Internet http://www.ecoo.it/articolo/le-piante-che-fanno-bene-alla-salute-ecco-quali-sono-foto/23823/

LE PIANTE CHE FANNO BENE ALLA SALUTE: ECCO QUALI SONO

Ci sono diverse piante che fanno bene alla salute. Alcune di esse non sono molto conosciute, ma si rivelano delle alleate indispensabili del nostro benessere: alleviano lo stress, aiutano nei disturbi respiratori, rafforzano le difese immunitarie, stimolano il metabolismo. Vediamo quali sono, per essere consapevoli di tutte le soluzioni che la natura ci offre.

Sansevieria

La Sansevieria è nota per la sua proprietà di purificare l’aria. Anche la NASA ha portato avanti delle ricerche in questo senso, mettendo in evidenza come, oltre ad essere capace di assorbire anidride carbonica e di rilasciare l’ossigeno, questa pianta riesce a neutralizzare delle sostanze chimiche volatili che sono presenti nelle nostre case. Tutto merito di alcuni enzimi, che sono chiamati metilotrofi. Tenere in casa la Sansevieria, quindi, non serve soltanto ad abbellire, ma anche a poter contare su una qualità dell’aria migliore.

Goji

Le bacche di Goji consentono di apportare differenti benefici all’organismo: rinforzano il sistema immunitario, sono importanti per darci più energia e per sentire meno la fatica, migliorano il sonno. Inoltre si caratterizzano per essere degli antinfiammatori naturali, per ridurre i livelli di colesterolo e di zucchero nel sangue e per regolarizzare le funzionalità intestinali. Tutto questo è possibile grazie ai polisaccaridi, che sono i principi più numerosi contenuti nelle bacche. Queste ultime sono abbondanti anche di vitamine, carotenoidi, flavonoidi, sali minerali e antiossidanti, i quali svolgono un’azione importante nel contrastare i radicali liberi e l’invecchiamento cellulare.

Integerrima

L’Integerrima fa parte della famiglia del pistacchio. Sull’albero si formano delle galle, che servono a tenere lontani insetti e parassiti. Queste formazioni vegetali riescono a garantire un effetto tonico e soprattutto espettorante. L’olio che se ne ricava può essere utilizzato per trattare l’asma e la tosse.

Withania somnifera

La Withania somnifera può essere definita una pianta adattogena, perché aiuta ad affrontare lo stress. È conosciuta per le sue proprietà antinfiammatorie, analgesiche e antibatteriche, specialmente se la si utilizza a livello topico. Riesce ad alleviare i disturbi connessi con i problemi reumatici e respiratori. Oltre ad essere un ottimo complemento alimentare, la capacità nutritiva dei tessuti la rende eccellente per evitare la perdita della memoria, la debolezza e il nervosismo. È famosa anche per essere un antiparassitario intestinale e per avere effetti positivi sulla vista.

Asimina Triloba

L’Asimina Triloba produce un frutto che, associato ad una corretta alimentazione, stimola il metabolismo, tenendo sotto controllo il livello degli zuccheri. La sua particolarità consiste nel fatto che, oltre a fornire vitamina A e C, possiede un livello elevato di proteine, che di solito non sono presenti nei frutti. Può essere impiegata in fitoterapia per curare alcune patologie, come quelle legate alla carenza di magnesio e ai crampi muscolari.

Curcuma longa

Dalla Curcuma longa si ricava una spezia che è efficace nel favorire la corretta digestione. Riduce i problemi di natura gastrointestinale e può essere considerata un agente cardioprotettivo, perché riduce il colesterolo. Si dimostra un efficace disintossicante dell’organismo, in particolare del fegato, e la sostanza che contiene, la curcumina, potrebbe svolgere un’azione protettiva da non trascurare nella prevenzione dei tumori che interessano il colon, la pelle, la bocca, i polmoni e i reni.

In Italia 500.000 donne con il tumore al seno

Dal sito Internet http://www.metronews.it/master.php?pagina=notizia.php&id_notizia=13731

IN ITALIA 500.000 DONNE CON IL TUMORE AL SENO

Sono 500.000 in Italia le donne che convivono con il cancro al seno. Il 10% di loro perde il lavoro per licenziamento, dimissioni o altre cause, e molte altre hanno problemi professionali. Ad affermarlo è un’indagine Censis presentata ieri al Senato dalla Favo, la Federazione delle associazioni di volontariato, in occasione della giornata del malato oncologico. In particolare, in seguito all’insorgenza della patologia il 3,4% delle pazienti con tumore alla mammella è stato licenziato senza troppi complimenti, mentre il 6,2% dice di aver dovuto dare le dimissioni, cessare l’attività commerciale, professionale o artigianale.

Oltre il 42% è stato costretto a fare assenze associate alla patologia ed alla cura (32,1% tra gli altri malati), il 33,1% rileva che si è ridotto il suo rendimento suo malgrado, il 16% circa ha dovuto mettere da parte propositi di carriera (il 6,2% tra gli altri) e quasi il 12% ha dovuto chiedere il part-time o altre modalità di lavoro flessibile o di riduzione dell’orario (rispetto al 4,3% degli altri pazienti).

Cala la mortalità

Sul fronte clinico, i dati indicano una riduzione significativa della mortalità complessiva per cancro. Il calo è del 12% nei maschi e del 6% tra le donne. È anche vero, però, che il numero di casi continua ad aumentare. In Italia vivono a 1.285 mila persone che hanno superato la soglia dei 5 anni dalla diagnosi di tumore senza ricadute.

Un concerto strumentale per l’ANDOS a Fondi

Da Latina Oggi del 15 maggio 2013

UN CONCERTO STRUMENTALE PER L’ANDOS A FONDI

di Francesco Avena

Un altro appuntamento per sensibilizzare le donne sulla prevenzione e la cura del tumore al seno. Il comitato di Fondi dell’Associazione Nazionale Donne Operate al Seno ha organizzato per venerdì, alle 20 presso Palazzo Caetani, il concerto strumentale ad ingresso libero «Il pianoforte romantico e la tromba del ‘900». Scopo dell’evento è la sensibilizzazione delle donne e la raccolta di fondi per le iniziative rivolte alle donne.

Nella prima parte la pianista Maria Grazia Ciofani eseguirà brani di Chopin. Nell’intervallo è previsto un intervento a cura dell’ANDOS di Fondi. La seconda parte del concerto prevede l’esecuzione di brani da parte del trombettista Daniele Cherubino ed il pianista Gabriele Pezone.

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